LIBRO II LE ESIGENZE DELL'IDEALE

Gesù: Fratello mio, ti ho indicato l'ideale da raggiungere; ora voglio mostrarti ciò che esso richiede da te. Mi hai seguito fin qui con gioia. D'ora in poi seguimi, sia pure con gioia, ma soprattutto con amore e generosità. Non si tratta più solamente di contemplare con stupore e ammirazione il tuo modello; si tratta di ricopiarne i lineamenti. Te li indicherò ad uno ad uno. Ma li potrai fare perfettamente tuoi soltanto se saprai rinunciare a te stesso e se saprai amare.

I. COME ME: DONATI A MIA MADRE: SENZA RISERVE

Gesù: Fratello mio, divenendo figlio di Maria, mi sono donato interamente a lei. Creatore e Signore assoluto di tutte le cose ho voluto, per amore, appartenere a Maria e da lei dipendere; ho voluto appartenerle coi legami più intimi, quelli che provengono dalla natura stessa e che nessuna cosa al mondo può sciogliere. Da tutta l'eternità ho scelto questa appartenenza e dipendenza filiale, e fin dal primo istante della mia incarnazione nel seno di Maria ratificai con la mia volontà umana questo decreto del mio eterno amore, e provai in esso un ineffabile compiacimento. Figlio di una Vergine, appartenevo a mia Madre come nessun fanciullo appartiene alla propria; e come nessun fanciullo può fare, volli perpetuare questo mio stato di totale dipendenza. Non abbandonai mia Madre come fanno i figli quando vogliono fondare una nuova famiglia, ma le restai accanto fino al momento stabilito per il compimento della mia missione pubblica; e poiché mia Madre non ebbe mai altra volontà se non quella di mio Padre, anche allora, e perfino nel supremo sacrificio, la mia volontà fu sempre in perfetta sintonia con la sua. Non solo. Nel cielo stesso mi ricordo e mi ricorderò sempre che sono suo figlio; e benché vi eserciti la mia signoria assoluta, accondiscenderò eternamente, con perfetto amore filiale, ai suoi materni desideri.

2. A mio esempio, donati a mia Madre interamente, senza riserve e per sempre in qualità di figlio suo amatissimo. Consacrale il tuo corpo con ogni sua attività, il tuo spirito con ogni sua facoltà. Consacrale tutti i tuoi beni, materiali e spirituali, naturali e soprannaturali. Consacrale tutto ciò che sei e che sarai, tutto ciò che hai e che avrai, tutto ciò che fai e che farai. Così che né in te né intorno a te non vi sia più nulla che non le appartenga.

3. Non ti accontentare di darti a Maria per essere un suo «bene immobile»; ella vuole servirsi di te non come di un oggetto inerte ma come di un figlio premuroso nel prestare assistenza a sua madre. Poiché - come te lo rivelerà lei stessa più tardi - ho affidato a lei una grande missione nel mondo, ella vuole aver bisogno di te.

4. Donati a lei incondizionatamente. Non per interesse, non per ricevere di più di quello che darai, non per la consolazione che proverai nel dono di te stesso, ma per puro amore filiale, come mi sono dato io. Proverai consolazione, certo, ma incontrerai anche tribolazioni: non pensare né alle une né alle altre, ché a tutto provvederà tua Madre. Tu pensa solo a donarti tutto intero e per amore.

5. Donati a lei per sempre. Sono molti quelli che in un momento di fervore hanno dichiarato di donare ogni cosa a mia ma sono quasi altrettanti coloro che dopo aver dato tutto complessivamente, si sono poi ripresi tutto un po' alla volta. Nell'ora della prova, quando la loro totale donazione richiedeva sacrifici, hanno detto: «E’ duro questo linguaggio; chi lo può intendere?». E non hanno più voluto andare oltre nelle via della loro intera consacrazione. Farai tu come costoro? Occorre a volte essere eroici per vivere la totale appartenenza a Maria, perché occorre salire con lei fino in cima al Calvario. Ti senti capace di un tale eroismo?

6. Prendi l'abitudine di rinnovare spesso la tua consacrazione alla Madre celeste. Rinnovala svegliandoti, per affidare a lei l'intera giornata. Rinnovala ricevendomi nella Santa Comunione: in quel momento, essendo una cosa sola con me, donati di nuovo a mia Madre come suo amato figlio. Rinnovala alle ore tre pomeridiane, in ricordo di quell'ora solenne in cui, sacrificandomi, Maria ti diede la vita e si sentì dire da me: «Donna, ecco tuo figlio». Rinnovala all'inizio delle tue principali azioni, per ricordarti che non devi agire per te stesso, ma unicamente per lei. Rinnovala specialmente nelle prove che incontri. Rivolgiti allora a Maria dicendo: «O Madre, quando nell'entusiasmo del mio amore filiale mi diedi tutto a te non prevedevo questo sacrificio. Ma poiché la mia intenzione era sincera, non intendo ora venir meno alla mia donazione. Voglio tutto ciò che tu vuoi perché lo vuoi, per quanto mi debba costare!».

7. Se vuoi diventare così generoso da vivere sempre ed interamente secondo la tua donazione, non ti fermare a guardare il sacrificio. Guarda me e guarda tua Madre. L'amore ti sarà di stimolo e la grazia di sostegno. E se sentirai vacillare il tuo coraggio, prega: può una madre come Maria non venire in aiuto di un figlio che la invoca per restarle fedele? E posso io, tuo fratello primogenito, negarti la forza di camminare verso l'ideale al quale ti ho chiamato.

Invito al colloquio: Sono tutto tuo, o Madre mia, e tutto ciò che ho ti appartiene.