IL MIO IDEALE: GESU’

FIGLIO DI MARIA

p. Emilio Neubert (santo)

Marianista

Presentazione

I - Questo libro che ho il piacere di presentare nella sua 10a edizione italiana, è un vero classico della spiritualità mariana. Il mio ideale: Gesù, Figlio di Maria è uscito timidamente nel 1933 da una casa editrice di Marsiglia. Contro ogni previsione, la prima edizione si esaurì in poche settimane, e in un solo anno sono state vendute ventiduemila copie nell'originale lingua francese. Divenne un autentico best-seller negli anni successivi. Nessuna difficoltà ne arrestò la diffusione: né la Guerra Mondiale, né il travagliato dopoguerra. Nel 1953 chiesi all'Autore, P. Emilio Neubert, notizia delle edizioni del libro, ed egli mi rispose: «Per quanto si riferisce alla diffusione del Mio Ideale nelle varie lingue, in genere mi chiedono il permesso, ma non sempre. Chiedo una decina di copie come compenso, però molti traduttori non me le mandano. Ecco le copie che posseggo: 8 in francese; 9 in olandese; 7 in italiano; 6 in inglese; 5 in tedesco; 4 in spagnolo; 2 in portoghese; 2 in giapponese; ed 1 in ciascuna di queste altre lingue: polacco, ungherese, slovacco, sloveno, vietnamita. Ho concesso l'autorizzazione di tradurlo anche in arabo, basco, bretone, catalano, cinese, congolese, gaelico, hindi, lettone, malese, croato, ucraino, …ma non ne conosco l'esito. Penso che in totale siamo sul mezzo milione di copie...». Tali traduzioni furono effettivamente pubblicate, cosa che l'Autore attribuiva alle preghiere di religiosi e religiose, soprattutto contemplativi, che pregavano per il suo apostolato mariano. E il libro continuò per anni questa sua marcia trionfale. Nel 1966 fu pubblicata una edizione spagnola in cui, con l'autorizzazione dell'Autore, si citavano passi del Concilio Vaticano II Nella edizione presente abbiamo preferito mantenere il testo originale come lo pubblicò il Padre Neubert. La crisi della devozione a Maria e della mariologia in genere nel post-Concilio colpì anche la diffusione di quest'opera. Oggi, in un clima più sereno in cui è sempre più evidente il ruolo di Maria nella storia della salvezza, siamo certi che il Mio Ideale aiuterà i cattolici a inserirsi generosamente nella «nuova evangelizzazione» proposta dalla Chiesa. Negli Stati Uniti, per esempio, è stata appena lanciata una vasta edizione popolare di questo libretto. Ma che cos'ha quest'opera che attira tanto?

II - Mi sia concesso, prima di tutto, di presentare l'Autore di questo classico della spiritualità mariana. P. Emilio Neubert è nato nel 1878 a Ribeauvillé in Alsazia (Francia). Divenne «Fratello di Maria» come allora si chiamavano i Marianisti in Francia. Presa la Licenza in Lettere alla Sorbona, fece gli studi teologici a Friburgo in Svizzera, ove fu ordinato sacerdote. Nel 1907 si laureò in Teologia a Friburgo con una tesi che destò scalpore: Maria nella Chiesa ante-nicena. Si trattava della prima tesi di patristica dedicata alla mariologia; essa segnò un importante punto fermo negli studi mariologici, tanto che nel 1966 per celebrare il 60° anniversario di questo dottorato la Facoltà di Teologia dell'Università di Friburgo assegnò al P. Neubert un Diploma speciale che il decano della Facoltà gli consegnò personalmente. Inviato negli Stati Uniti nel 1908, egli fu successivamente cappellano, professore e maestro dei novizi fino all'anno 1921. Rientrò in Europa come superiore del Seminario internazionale marianista di Friburgo (Svizzera). Fino al 1949 intere generazioni di seminaristi approfittarono della sua esperienza e della sua saggezza. La sostanza del suo messaggio si può così riassumere: per diventare apostolo, per trasformarsi in un altro Cristo, Maria rappresenta il mezzo migliore. E cioè: il ruolo costante di Maria è quello di generare altri Cristo. Scrisse molto. Gli vengono attribuiti più di 150 scritti tra libri, studi e articoli. Tra i libri Maria nel dogma pubblicato nel medesimo anno del Mio Ideale (1933), fu poi riveduto e stampato nel 1945. Nel 1936 pubblicò La vita di Maria; nel 1941 Nostra Madre; nel 1944 La Regina dei militanti, piccolo trattato di spiritualità mariana ad uso dell'Azione Cattolica. Maria e il nostro Sacerdozio (1952) è il frutto della sua esperienza di formatore di sacerdoti. Il vescovo di Liegi, Mons. Louis Joseph Kerkhofs, mi aveva inviato il manoscritto per avere un giudizio, gli scrisse tra l'altro: «Il clero attuale desidera essere del proprio tempo: sociale, attivo, impegnato. Il suo libro aiuterà i sacerdoti ad acquistare il vero spirito sociale, il segreto di una azione profonda, l'impegno autentico nella intimità continua con Gesù e con sua Madre che è anche Madre nostra». Fu uno dei fondatori della «Società francese di studi mariani» nel 1935. La sua ultima opera fu Santa Teresa del Bambin Gesù e la SS. Vergine. Morì nel 1967. La sua vita fu illuminata dall'amore di Cristo e da una devozione filiale verso Maria SS. ma.

III- Il mio ideale: Gesù, Figlio di Maria è stato ed è fra le tante sue opere, la preferita dai lettori, così come è stato per lui. A che cosa si deve questo fascino? Da che dipende questa freschezza di contenuto nel tempo, tanto da farsi perdonare alcune espressioni ormai desuete? Secondo me è una caratteristica molto apprezzata oggi: la «coerenza». Con stile sobrio, il P. Neubert ha saputo offrirci non delle norme teoriche, ma quanto lui stesso viveva: una spiritualità mariana profondamente equilibrata. Ha saputo darci delle sintesi armoniose: dogma e devozione, contemplazione ed azione, Cristo e Maria, semplicità e profondità... Tutto al proprio posto e nella giusta misura. È una chiamata all'interiorità per lanciare il cristiano all'azione. Egli dimostra con chiarezza che la devozione a Maria non è autentica se non è missionaria. In questo senso il P. Neubert è il fedele interprete del messaggio mariano del Ven. P. Guglielmo Giuseppe Chaminade, fondatore dei Marianisti. Tale equilibrio viene dal fatto che il P. Neubert viveva ciò che scriveva. Tuttavia non si tratta di un libro di testimonianze nello stile che piace oggi. Non parla mai di se stesso. Ci confida la propria esperienza in modo obiettivo; e la mette in bocca a Gesù e a Maria che parlano al «discepolo», a quel Giovanni che dobbiamo essere ognuno di noi. Anche se il P. Neubert si nasconde dietro le proprie parole, sarebbe interessante indagare sulla sua esperienza mariana. Citerò soltanto tre passi della sua corrispondenza di quando si trovava negli Stati Uniti. Scriveva al suo direttore spirituale: «Credevo, altre volte, che Maria avesse solamente l'incarico di introdurci nell'unione con Gesù, e che una volta giunti alla intimità con nostro Signore, il suo ruolo fosse terminato. Ora però mi rendo conto che più mi avvicino a Gesù, più ho bisogno di mantenermi in lui, e per amarlo secondo il mio desiderio devo sentire che Maria mi è vicina» (1908).

IV - Coi suoi scritti, e soprattutto col Mio Ideale, il P. Neubert vuole attirare l'attenzione di tutti i cristiani sull'obbligo che hanno di essere santi e apostoli. E vuole dimostrare che Maria è la via per attuare tutto questo, perché Ella è Madre ed Educatrice. Così come ha educato Cristo può educare noi e fare di noi altri Cristo Gesù. Nel 1952 chiese al vescovo di Lourdes di scrivere l'introduzione al libro Maria e il nostro Sacerdozio. Mons. Théas lo fece in modo eccellente parlando di Maria «educatrice»: «Educatrice, la Vergine si china verso l'umile veggente (Bernardetta). Con il proprio vestito, coi suoi gesti, le sue parole ed il suo sorriso Maria modella la sua anima alla propria somiglianza... Maria continua ad essere educatrice per tutti...». Quante persone si saranno poste alla scuola di Maria dopo aver letto il Mio Ideale! Tale lettura ha certamente rappresentato una chiamata ed una spinta alla santità. Solo in cielo avremo una risposta a tali domande. Non ci sono né statistiche né sondaggi in proposito. Il P. Neubert ha conosciuto persone che grazie ai suoi insegnamenti hanno raggiunto le alte vette della santità. Lui stesso ha scritto la vita di due di essi: Suor Maria Regina e René Mougel. Nel 1963 io gli inviai la biografia di un ragazzo spagnolo, Faustino Pérez-Manglano, morto a soli 16 anni. Nel suo diario, in data 8 febbraio 1961 Faustino che aveva allora 14 anni, annota una scoperta: «Dopo aver letto un quarto d'ora il Mio Ideale mi sono reso conto della meravigliosa bellezza di questo libro. Non si può esprimere a parole la grandezza del suo contenuto. Quanto è meravigliosa la mia Madre Maria! Questo libro mi insegna ad amare di più Gesù, Maria e le persone che più mi sono care: papà e mamma». Mi rispose esprimendo la sua gioia per aver contribuito senza saperlo alla rapida ascesa verso la santità di questo giovane, di cui sta per essere introdotta la Causa di Beatificazione, e la cui biografia è stata pubblicata anche in italiano (J.M. Salaverri, Forse Dio mi parla, ed. Piemme): «Ringrazio il Signore per avermi permesso di contribuire, mediante il Mio Ideale ad aumentare il suo amore filiale ed apostolico verso la Madre di Gesù... Sono certo che con l'esempio della sua vita, predicherà la sua devozione alla Madre del Cielo...». Quante ascese spirituali anonime avrà suscitato il Mio Ideale!

V - Il Mio Ideale ha un aspetto che lo rende particolarmente attuale: è un libro cristocentrico. Parte da Cristo ed è Cristo stesso che conduce a Maria. Penso che questo modo di presentare Maria può essere particolarmente utile oggi. Nel periodo del post-Concilio molti cristiani abbandonarono Maria come qualcosa di accessorio e secondario. La visione tradizionale «per Matrem ad Filium», Maria cammino verso il Cristo, per molti non serve. Qui nel Mio Ideale - le due prime parti sono poste in bocca a Gesù - è Gesù stesso che «spiega» Maria, e ci introduce nel mistero di sua Madre. È il Cristo che ci chiede non solo di imitare Maria «la prima cristiana» ma di identificarci con Lui per capirla ed amarla. E giunge a dirci: «Che io, Gesù, possa amarla in te». Questa è la vera devozione a Maria: la stessa che ebbe il Signore. Maria però ha ricevuto una missione specifica nella Chiesa: essa è Regina degli Apostoli. Nelle due ultime parti dell'opera poste in bocca a Maria, essa stessa spiega la propria missione, e ci invita a lasciarci formare da Lei come degli altri Gesù, e a collaborare con Lei nella sua missione nel mondo. È tutto un programma, semplice e concreto; un cammino che ci può aiutare ad essere Missionari di Maria nella nuova evangelizzazione. Quanta forza ed entusiasmo può darci il sentirci strumenti in mano di Colei «cui sono riservate le ultime vittorie sul male», di Colei «che ha vinto tutte le eresie e che vincerà pure quelle odierne», per usare le profetiche parole del Ven. Guglielmo Giuseppe Chaminade.