Capitolo trentaquattresimo

L'ANIMA CHE AMA DIO LO GUSTA SOPRA TUTTE LE COSE ED IN TUTTE LE COSE

PAROLE DEL DISCEPOLO Ecco il mio Dio e il mio tutto! Che cosa voglio di più e quale maggiore felicità posso desiderare? Oh, parola saporosa e dolce per chi, però, ama il Verbo, non già il mondo e le cose che sono nel mondo! Mio Dio e mio tutto: per chi sa comprendere queste parole, è detto quanto basta; ed è una gioia, per chi ama, ripeterle spesso. Infatti, quando sei presente Tu, tutto è gioia; quando, invece, sei lontano Tu, tutto è triste. Tu dài tranquillità al cuore e gli infondi una grande pace ed una festosa allegrezza. Tu fai sì, che noi giudichiamo con giusto senso le cose tutte e che in esse, tutte, noi Ti lodiamo; senza di Te nulla può dare un diletto duraturo. Ma se qualche cosa deve esserci gradita e rettamente piacevole, occorre la presenza della tua Grazia; occorre che questa cosa sia condita con il condimento della tua sapienza. Che cosa non saprà gustare come si conviene, chi ha il gusto di Te? Ma chi non sa avere il gusto di Te, di che cosa potrà essere gioioso? I sapienti del mondo e coloro che gustano i piaceri carnali sono lontani dalla tua sapienza, perché negli uni si trova una sconfinata vanità, negli altri la morte. Coloro, invece, che, disprezzando le cose del mondo e mortificando la carne, seguono Te, dimostrano d'essere veri sapienti, perché passano dalla vanità alla Verità, dalla carne allo Spirito. Questi sanno gustare Dio; e ciò che si trova di buono nelle creature, lo riferiscono a lode del Creatore. Diversi, però, molto diversi sono il gusto che dà il Creatore ed il gusto che dà la creatura; quello dell'eternità e quello del tempo; quello della Luce increata e quello della luce riflessa. O Luce eterna, che trascendi tutte le luci create, vibra dall'alto del cielo il tuo fulgore, che penetri nei più profondi segreti del mio cuore! Purifica, rallegra, rischiara, ravviva il mio spirito con le sue facoltà; che esso s'unisca intimamente a Te in estasi gioiose! Oh, quando verrà quel beato ed atteso momento, in cui Tu mi sazierai con la tua presenza e sarai per me il mio Tutto, in tutto? Fino a quando questo non mi sarà concesso, la mia letizia non sarà piena. Ancora, purtroppo, vive dentro di me l'uomo vecchio! Non è ancora del tutto crocefisso, non è ancora morto completamente. Ancora oppone violentemente allo spirito le sue brame, solleva lotte interiori e non concede pace al regno dell'anima. Ma Tu "che domini l'orgoglio del mare e plachi il tumulto dei suoi flutti" (Sal 88,10), "sorgi, vieni in nostro aiuto" (Sal 43,26), "disperdi le genti che vogliono la guerra" (Sal 67,31), "abbattile con la tua poten za" (Sal 58,12). Mostra, Ti prego, le tue opere meravigliose e sia glorificata la tua destra; altra speranza, altro rifugio non c'è per me, se non in Te, o Signore Dio mio.