Capitolo cinquantacinquesimo

CORRUZIONE DELLA NATURA ED EFFICACIA DELLA GRAZIA DIVINA

PAROLE DEL DISCEPOLO O Signore Dio mio, che mi hai creato a tua immagine e somiglianza, concedimi questa grande grazia che, come Tu ci hai rivelato, è tanto grande e necessaria per la salvezza; cosicché io possa vincere la mia natura, tanto malvagia, che mi trascina ai peccati e alla perdizione. "Sento", infatti, "nella mia carne la legge del peccato, che contraddice la legge della mia ragione e mi trascina come schiavo" (Rm 7,23) ad ubbidire in molte cose ai sensi; e, se non m'assiste la tua santissima grazia, infondendosi ardente nel cuore mio, non ho la forza di resistere alle passioni che nascono dalla legge del peccato. Ho bisogno della tua grazia, d'una grazia grande, per vincere la natura, sempre incline al male fin dal principio. lnfatti, essendo la natura, per la colpa del primo uomo, Adamo, decaduta e corrotta dal peccato, la pena di questa macchia passò in tutti gli uomini; sicché, quella natura stessa, da Te creata buona e retta, è ormai intesa come vizio e debolezza della natura corrotta; ragione, questa, per cui i suoi impulsi, abbandonati a se stessi, trascinano al male e alle cose della terra. La poca forza rimastale è come una scintilla nascosta sotto la cenere.Questa è la stessa ragione naturale, avvolta però da una densa nebbia; essa conserva la facoltà di giudicare il bene ed il male e di distingnere il vero dal falso, sebbene sia incapace di compiere tutto quello che riconosce come buono, e non possegga più il pieno lume della verità e la rettitudine degli affetti.Di qui deriva, o mio Dio, che"acconsento nel mio intimo alla legge di Dio" (Rm 7,22), sapendo che il tuo comandamento è buono, giusto e santo, e deducendo anche che si devono fuggire ogni male ed ogni peccato. Nella carne, invece, sono schiavo della legge del peccato, mentre ubbidisco più ai sensi che alla ragione. Di qui viene che "c'è in me il desiderio del bene, ma non la capacità di attuarlo" (Rm 7,18). Di qui viene che spesso mi propongo molti atti di bontà; ma poiché manca la grazia in aiuto alla mia debolezza, anche per una lieve difficoltà indietreggio e vengo meno. Di qui mi succede che conosco, si, la via della perfezione e vedo abbastanza chiaramente come dovrei comportarmi, ma poi, oppresso dal peso della mia corruzione, non mi innalzo ad uno stato più perfetto. Oh, quanto mi è estremamente necessaria, o Signore, la tua grazia per cominciare il bene, per continuarlo e per condurlo a compimento! Senza di essa, nulla posso fare; tutto, invece, posso in Te, se la tua grazia mi dà la forza. Oh grazia veramente celeste, senza la quale non ci sono propri meriti, e nemmeno i doni di natura hanno pregio! Abilità e ricchezza, bellezza e forza, ingegno ed eloquenza nulla valgono presso di Te, o Signore, senza la grazia. lnfatti, i doni di natura sono comuni ai buoni e ai cattivi, ma la grazia, ossia lo spirito di carità, è il dono particolare degli eletti. Ornati di questa grazia, sono poi giudicati degni della vita eterna. Questa grazia è tanto eccelsa, che né il dono della profezia né il potere di compiere miracoli né la contemplazione, per quanto si voglia alta, hanno alcun pregio senza di essa. Anzi, neppure la fede, neppure la speranza, neppure le altre virtù sono bene accette a Te, senza la grazia e la carità. O grazia santissima, che fai ricco di virtù chi è povero nello spirito, che rendi ricco di molti beni chi è umile di cuore! Vieni, discendi in me, colmami fin dal mattino della tua consolazione, perché l'anima mia non venga meno per stanchezza e aridità interiore! Ti prego, o Signore: ch'io trovi grazia ai tuoi occhi; pur se non otterrò ciò che la natura desidera, "mi basta la tua grazia" (2 Cor 12,9). Se sarò tentato ed oppresso da molte tribolazioni, non temerò alcun male, finché la tua grazia sarà con me. Essa è la mia forza, essa mi dà consiglio ed aiuto. Essa è più potente di tutti i nemici e più sapiente di tutti i sapienti. Essa è maestra di verità, regola di disciplina, luce del cuore, conforto nell'afflizione. Essa mette in fuga la tristezza, toglie il timore, nutre la devozione, ci fa versare lacrime sui nostri peccati. Che cosa sono io, senza la grazia, se non un legno secco ed un inutile sterpo da gettare via? "La tua grazia, dunque, o Signore, mi preceda sempre e m'accompagni, e faccia sì ch'io m'applichi di continuo ad opere sante, per i meriti di Gesù Cristo, tuo Figlio. Amen".