Capitolo decimo

LA SANTA COMUNIONE NON VA TRASCURATA CON LEGGEREZZA

PAROLE DELL'AMATO Devi tornare di frequente alla fonte della Grazia e della divina misericordia, alla fonte della bontà e d'ogni purezza, finché tu non riesca a guarire dalle tue passioni e dai tuoi vizi; finché tu non ottenga di diventare più forte e più vigilante contro tutte le tentazioni e gl'inganni del diavolo. Costui, il Nemico, conoscendo il frutto e l'efficacissimo rimedio insito nella santa Comunione, tenta in ogni modo ed in ogni occasione di allontanare da essa, per quanto può, fedeli e devoti, creando loro degli ostacoli. Così alcuni, quando si dispongono a prepararsi alla santa Comunione, sentono più forti assalti da parte di Satana. Quello spirito del male, com'è scritto in Giobbe, viene, egli stesso, tra i figli di Dio per turbarli con l'abituale sua perfidia o per renderli troppo timorosi ed incerti, fino a che non abbia diminuito il loro fervore o non abbia strappato, combattendola, la loro fede, nell'intento ch'essi, per avventura, abbandonino del tutto la Comunione o vi s'accostino con tiepidezza. Non bisogna, però, dare alcun peso alle sue astuzie e suggestioni, turpi ed orrende quanto si voglia; anzi, occorre ritorcere contro il suo capo tutte le immaginazioni che vengono da lui. Quel miserabile dev'essere disprezzato e deriso, e non si deve tralasciare la santa Comunione, a motivo degli assalti che egli compie e delle agitazioni che suscita. Spesso, anche, possono essere d'ostacolo alla Comunione un'esagerata preoccupazione di sentire la devozione e una certa inquietudine sull'obbligo di confessarsi. Tu regolati secondo il consiglio di persone assennate, mettendo da parte ansie e scrupoli, perché ostacolano la grazia di Dio e distruggono la devozione dell'anima. Non lasciare la santa Comunione per qualche piccolo turbamento o pena di coscienza; ma va' presto a confessarti e perdona di cuore agli altri tutte le offese che hai ricevute. Se poi hai offeso tu qualcuno, chiedi umilmente scusa, e Dio volentieri perdonerà a te. Che giova ritardare a lungo la Confessione o rimandare la Comunione? Purificati al più presto, sputa fuori il veleno, affrettati a prendere il rimedio, e ti sentirai meglio che se avessi differito a lungo tutto ciò. Se oggi, per un futile motivo, rinunci, domani forse ce ne sarà un altro più grande, e così potresti sentirti ostacolato per lungo tempo a ricevere la Comunione, diventando più indegno di prima. Quanto più presto puoi, sbarazzati del peso di stanchezza e d'inerzia che gravano oggi sulla tua anima, Poiché a nulla serve rimanere a lungo in ansia, tirare avanti con l'animo turbato e stare lontano dai divini misteri, per ostacoli che si rinnovano ogni giorno. Anzi, nuoce moltissimo il procrastinare la Comunione, perché ciò porta, di solito, ad un grave stato di tiepidezza. Alcuni, tiepidi e leggeri come sono, colgono volentie pretesti - cosa, ahimè, ben dolorosa! - per ritardare la Confessione e desiderano, perciò, differire la santa Comunione, per non sentirsi obbligati ad una sorveglianza più severa di sé. Oh! quanto poco amore e quanto fiacca devozione hanno quelli che rimandano così facilmente la santa Comunione. Quanto, invece, è felice e caro a Dio colui che vive in tal modo e custodisce la sua coscienza in tale limpidezza, da essere pronto e santamente disposto a comunicarsi anche ogni giorno, se gli fosse consentito e se lo potesse fare senza incorrere nella critica di singolarità! Se qualcuno se ne astiene, qualche volta, per umiltà o per un legittimo impedimento, merita lode per questo suo senso di rispettoso timore.Se, però, se ne astiene perché s'è insinuata in lui la tiepidezza, deve scuotersi e fare quanto gli è possibile: il Signore asseconderà il suo desiderio, in proporzione della buona volontà, alla quale Egli guarda in modo speciale. Se, invece, uno è impedito da valide ragioni, avrà sempre la buona volontà e la devota intenzione di comunicarsi; e così, non rimarrà privo del frutto del Sacramento. lnfatti, qualsiasi persona devota può, ogni giorno ed ogni ora, fare con profitto la Comunione spirituale con Cristo, senza che alcuno glielo impedisca. Del resto, in dati giorni e in tempi determinati, il fedele deve ricevere sacramentalmente, con affettuosa riverenza, il Corpo del suo Redentore, mirando a dare lode ed onore a Dio, più che chiedendo la sua consolazione. Quante volte, infatti, uno medita con devozione il mistero dell'Incarnazione di Cristo e la sua Passione e s'accende d'amore per Lui, altrettante misticamente si comunica ed invisibilmente si ristora. Ma chi si prepara alla Comunione soltanto nell'occasione di qualche solennità o perché spinto dalla consuetudine, molto spesso sarà mal preparato. Beato chi, ogni volta che celebra o si comunica, offre se stesso a Dio in olocausto! Nel celebrare la santa Messa, non essere troppo lento o troppo frettoloso, ma attieniti al retto costume, comune a quelli con i quali vivi. Non devi cagionare fastidio e noia agli altri; devi, invece, seguire la via che t'hanno insegnata i Superiori, ed avere di mira più il servizio agli altri che non la tua personale devozione o il tuo sentimento.