Testimonianza di Ivan Dragicevic al MazdaPalace 2006 - Tratto dalla rivista "Mir i Dobro" sett.2006
Un saluto cordiale a tutti voi all’inizio di questo incontro.
Sono molto felice e gioioso di poter essere qui con
voi oggi e poter condividere questa bella e felice
notizia su cui ci invita la Santa Vergine, ormai da
25 Anni. E’ bello oggi vedere la chiesa viva,
“Perché voi siete chiesa viva!”, dice la Madonna.
Non ci può essere giornata più bella di questa:
essere qui presenti e pregare insieme in questo
tempo di Quaresima, insieme con la nostra Madre
e accompagnare Gesù verso la croce. Sono già,
ormai, 25 anni che la Madonna è con noi e ci ha
lasciato tantissimi messaggi. E’ difficile parlare in
questo breve tempo di tutti i suoi messaggi. Io
però mi voglio fermare e sottolineare quelli più
importanti su cui ci invita la Santa Vergine.
Vi voglio parlare in modo molto semplice, come parla la stessa Madonna. So che tanti di voi sono
già stati a Medjiugorje, che avete letto libri, ma vorrei descrivere l’inizio delle Apparizioni, parlare
proprio dei primi giorni.
Nel 1981 io ero un ragazzino, avevo 16 anni. Come un bambino ero molto riservato e chiuso, ero timido
e legato tantissimo alla mia famiglia. In quel tempo vivevamo ancora nel comunismo e la vita era molto difficile per
noi. Come bambino mi alzavo molto presto, andavo nel campo a lavorare con i miei genitori, nella vigna e nei campi
di tabacco e nel pomeriggio a scuola. La vita era pesante e difficile. Durante il lavoro di ogni giorno io chiedevo
spesso ai miei genitori quando era festa per non lavorare ma, potermi riposare un po’ e andare a giocare con i compagni
di classe. Il 24 Giugno 1981 era un Mercoledì ed era una festa da noi molto famosa: S. Giovanni Battista.
Quella mattina, come ogni festa, dormivo più a lungo, più che potevo, però non così a lungo per non assistere alla
messa con i miei genitori. Io mi ricordo molto bene non avevo desiderio di andare a messa perché volevo dormire
più a lungo possibile.
I miei genitori entravano 5 o 6 volte nella mia camera e mi ordinavano di alzarmi subito, prepararmi per non arrivare
in ritardo. Quel giorno mi sono alzato velocemente, insieme con i miei fratelli minori, siamo andati in chiesa
attraversando i campi a piedi. Quella mattina ho partecipato alla Messa, ma ero presente solo fisicamente: la mia
anima ed il mio cuore erano molto lontani. Aspettavo che la messa finisse il più presto possibile. Tornando a casa
ho pranzato, poi con gli amici del paese sono andato a giocare. Abbiamo giocato fino alle 17.
Mentre tornavamo a casa abbiamo incontrato 3 ragazze: Ivanka, Mirijana e Vicka ed anche alcuni miei amici che
erano assieme a loro. Io non ho domandato nulla perché ero timido e non conversavo tanto con le ragazzine. Finito
di parlare con loro, io ed i miei amici ci siamo avviati verso le nostre case. Sono, poi, uscito per andare a vedere la
partita di basket. Durante l’intervallo, siamo tornati a casa per mangiare qualcosa. Andando verso casa di un mio
amico, Ivan, abbiamo sentito una voce da lontano che mi chiamava: “Ivan, Ivan, vieni a vedere! C’è la Madonna!”
La via che percorrevamo era molto stretta e non c’era
nessuno. Andando avanti questa voce è diventata più
forte e più intensa ed in quel momento ho visto una
delle tre ragazze, Vicka, che avevamo incontrato un’oretta
prima, tutta tremante di paura. Era a piedi nudi,
correva verso di noi e diceva: “Venite, venite a vedere!
C’è la Madonna sulla montagna!” Io non sapevo
proprio cosa dire. “Ma quale Madonna?”. “Lasciala
stare quella, è fuori di testa!”. Però, guardando come
si comportava, succedeva una cosa molto strana: lei
insisteva e ci chiamava in modo perseverante “Venite
con me e vedrete anche voi!”. Ho detto al mio amico
“Accompagnamola per vedere cosa succede!”.
Andando con lei in questo posto, vedendo loro come
erano emozionate, anche per noi non fu facile.
Quando siamo arrivati nel posto abbiamo visto altre
due ragazze, Ivanka e Mirijana, girate verso il
Podbordo inginocchiate piangevano e gridavano qualcosa.
In quel momento Vicka si è girata e ci ha indicato
con la mano “Guardate! E’ lì su!”. Io ho guardato ed
ho visto l’immagine della Madonna. Quando ho visto
questo subito sono scappato a casa velocemente. A
casa non ho detto niente, nemmeno ai miei genitori.
La notte era una notte di paura. Non posso descrivere
con le mie parole, una notte di mille e mille domande
che mi sono passate nella testa “Ma come è possibile
questo? Ma è davvero stata la Madonna?”. Io ho visto
quella sera, ma non ero sicuro! Mai prima nei miei 16
anni non potevo sognare una cosa del genere. Questo
può succedere che la Madonna può apparire. Fino a 16
anni non ho mai avuto una devozione speciale verso la
Madonna, ed anche fino quell’età non ho mai letto
nessuna cosa in genere. Ero fedele, pratico, crescevo
nella fede, ero educato nella fede, pregavo con i miei
genitori, molte volte mentre pregavo, aspettavo che finisse in fretta per andare via, come un ragazzino.
Quella che avevo davanti era una notte di mille dubbi. Proprio con tutto il cuore aspettavo
l’alba, che la notte finisse. Venuta mattina i miei genitori, avendo sentito in paese che anche io ero
presente, mi hanno aspettato dietro la porta della camera. Subito mi hanno interrogato, a farmi raccomandazioni,
perché in un tempo di comunismo non si poteva proprio parlare della fede.
I nostri genitori avevano davvero tanta paura, si chiedevano cosa poteva succedere della nostra vita, ma noi non avevamo
paura nemmeno del carcere.
Il secondo giorno già molta gente si radunava da tutte le parti e volevano seguirci, si chiedevano se la Madonna avesse
lasciato qualche segno della sua spontanea presenza e con la gente siamo saliti sul Podbordo. Prima si arrivare in
cima, circa 20 metri, la Madonna era già lì ad aspettarci, tenendo il piccolo Gesù in braccio. Appoggiava i piedi su
una nuvola e con una mano ci faceva segno. “Cari Figli, avvicinatevi!”, diceva. In qual momento non potevo andare
né avanti né indietro. Pensavo ancora di scappare, però qualcosa era ancora più forte. Quel giorno non lo dimenticherò
mai.
Quando non riuscivamo a muoverci abbiamo volato sulle pietre avvicinandoci a lei. Una volta vicino non posso
descrivere le emozioni che provavo. La Madonna viene, si avvicina a noi, stende le mani sopra le nostre teste e
comincia a dire a noi le prime parole: “Cari Figi, sono con voi! Io sono vostra madre!”. “Non temere niente! Io vi
aiuterò, vi proteggerò!”