Messaggio del 8 novembre 1984:Cari figli, non vi rendete conto dei messaggi che Dio vi manda attraverso di me. Egli vi concede grazie, ma voi non capite. Pregate lo Spirito Santo perché vi illumini. Se sapeste quante grazie vi concede Iddio, voi preghereste senza interruzione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Jelena: "Cercare il volto del Signore" (Eco di
Medjugorje n.139)
Così ha detto Jelena Vasilj ai
pellegrini italiani il 2 gennaio 1998:
...La mia esperienza è
diversa da quella degli altri veggenti. Io non ho avuto delle visioni
nel senso in cui vedono loro, ma comunque anche in questo tipo di
esperienza si può parlare di una certa forma di visione. Più
che altro è il dono di una presenza forte di Maria nella
preghiera...Noi diciamo che è una esperienza del cuore, perché
non è solo un'idea, un pensiero che si presenta nella nostra
mente, ma veramente una persona.
E siccome per incontrare l'altro
ci vuole sempre il cuore, altrimenti l'incontro rimane molto
superficiale, così lo è anche con Dio, con questa
esperienza nella preghiera. Il cuore veramente viene coinvolto e
quindi parliamo di una locuzione del cuore.
L'esperienza è
accaduta un anno e mezzo fa dopo l'inizio delle apparizioni, prima
con una esperienza dell'Angelo e dopo con Maria. Questa esperienza
dell'Angelo oggi la vedo veramente come una preparazione per quello
che è avvenuto dopo, anche perché le prime parole
dell'Angelo mi sembrano molto significative: per prima cosa ha
chiesto la confessione, quindi una purezza del cuore per riuscire a
vedere.
Penso che sia il primo passo di una vita cristiana seria: chiedere
perdono. Poi la Madonna ci insegnerà anche a pregare nella
stessa maniera: cioè quando ci presentiamo davanti a Dio,
chiediamo perdono, chiediamo misericordia; è il primo passo
verso la nostra conversione. Dopo una quindicina di giorni ho sentito
anche Maria e qualche volta anche Gesù.
Un'altra ragazza si
è unita nella preghiera e anche in questa esperienza del marzo
dell'83; si chiama Marjana. All'inizio lei diceva di sentire solo la
presenza di Maria, ma nell'ottobre dello stesso anno anche lei ha
iniziato a ricevere messaggi. Penso che più o meno questo è
stato il nostro compito: di ricevere queste illuminazioni,
ispirazioni e poi di passarle soprattutto ad un gruppo di preghiera
che la Madonna ci ha chiesto di radunare qui in parrocchia. Eravamo
una sessantina di giovani e abbiamo cercato insieme di approfondire,
vivere il messaggio che la Madonna naturalmente aveva dato ai
veggenti.
Anche perché lo stesso contenuto del messaggio che abbiamo ricevuto noi nel gruppo, non è certamente molto diverso da quello che voi avete già ascoltato dagli altri. Soprattutto è stato un cammino di preghiera. La Madonna mette sempre la preghiera al primo posto, perché la nostra vita cristiana prende la sua forza da questo incontro con Dio. Quindi se non c'è un incontro con Dio, è molto difficile parlare di vita spirituale, perché questo non è un lavoro nostro. Penso che molto presto nella nostra vita cristiana ci accorgeremo che noi possiamo fare poco e che veramente è la grazia che ci conduce. Ecco perché la Madonna ci riporta alla preghiera: perché la preghiera diventi proprio una fonte di grazia per il cammino. Ecco perché ci riporta ai sacramenti: perché solo attraverso la grazia veniamo perfezionati; quindi la Confessione e soprattutto l'Eucaristia, che poi diventa il cuore della nostra vita cristiana. La Madonna ha parlato di diverse forme di preghiera; moltissimo del Rosario. Questa preghiera veramente viene riproposta anche dopo tanti anni. Ma mi sembra che la Madonna lo fa perché questa preghiera dà un grande beneficio alla nostra spiritualità. Se noi siamo chiamati a imitare Cristo, se siamo chiamati a diventare come Lui, non c'è miglior modo del Rosario.
Questo è come una mini-catechesi di tutta la nostra fede. Perché tutti i misteri della fede sono nuovamente richiamati e vissuti attraverso il Rosario: pregare il Rosario penso che ci faccia diventare come Maria, la quale, come ci ricorda l'evangelista, "conservava tutte queste cose meditandole nel suo cuore" (Lc.2,12 e 2,51). Penso che anche noi nella stessa maniera siamo chiamati a conservare questi misteri nel nostro cuore attraverso il Rosario.
Lei ha detto che dobbiamo cercare due cose: prima di tutto il volto del Signore. Molte volte c'è il pericolo di guardare se stessi, di volere anche delle cose buone, giuste, però non ci accorgiamo che c'è la persona accanto. Quindi la Madonna ci chiede di sollevare gli occhi, di guardare Cristo nella preghiera; così la preghiera deve essere cristocentrica. Però il secondo passo è di cercare la volontà del Signore; perché dopo l'incontro con Dio, viene così naturale di chiedersi: cosa vuoi Tu da me? E oltre al Rosario la Madonna insisteva molto sul silenzio, che è soprattutto un ascolto, non certo un momento di passività; per fare di se stesso veramente un dono all'altro in questa capacità di porre l'orecchio e ascoltare. Penso che sia una cosa piuttosto difficile nella esperienza umana, perché abbiamo questa tendenza ad essere protagonisti; ma penso anche che la preghiera dell'ascolto veramente ci insegna ad adorare, a capire chi è l'Autore vero della vita.
Poi la penitenza accompagna sempre questo cammino di preghiera e diventa anche la preghiera del corpo. E' un termine sicuramente quasi non presente nella terminologia moderna; non siamo abituati a fare penitenza, perché pensiamo che soffriamo già abbastanza. Però pare che la penitenza, soprattutto nel momento di una pigrizia, di un sonno spirituale, sia proprio quella che ci scuote, che ci permette di prendere un'altra volta il fiato e di continuare. Quindi la Madonna insiste molto sul digiuno qua, soprattutto quello a pane e acqua. Penso che anche questo ha un grande significato: vivere con questo pane materiale, in un certo senso diventa un'attesa di quel pane vero che riceviamo nell'Eucaristia. Quindi un'interpretazione eucaristica di questa forma del digiuno mi sembra quella più giusta.
Domande e risposte:
E' seguito il dialogo con i presenti. Alla domanda se a Roma dove
studia teologia segue qualche cammino particolare, lei risponde che
conosce poco i gruppi di Roma "anche perché il tipo di
studio che faccio non mi permette di girovagare. Ci troviamo con un
gruppo di amici a dire il Rosario...". E all'osservazione che la
Madonna però l'ha guidata in un cammino di Santità per
molti anni, lei risponde che "non si trattava di un movimento.
Questa è la bellezza di Medjugorje, che non è un
movimento particolare e quindi tutti possono partecipare. A me piace
molto l'universalità della Chiesa e quindi non mi ci vedo in
un movimento ben definito. Io poi appartengo a Medjugorje; forse è
questa la nostra spiritualità: la spiritualità
mariana".
Alla richiesta di un chiarimento sul silenzio, lei
ammette che è nel silenzio e nella preghiera che sente la
presenza fisica di Maria, ma questo non è programmato. Quando
si è bambini si chiede sempre: " Mamma, dammi questo,
quello". Ma una volta maturi, si sta alla presenza del Signore
pronti ad accogliere quello che Lui ci dà. Ma occorre il
silenzio e la preghiera continua per non perdere questa presenza che
ci accompagna nel cuore.
D. Ma come si può fare ad avere sempre
questa presenza nel cuore?
R. Occorre nutrire
questo tipo di esperienza, questa preghiera continua con momenti
fissi di preghiera, perché anche se c'è una presenza
che ci accompagna (quella di Dio), poi svanisce se non viene nutrita.
Quindi dobbiamo pregare in momenti fissi.
D. Dato che la Madonna ti ha usata come strumento
per il gruppo di preghiera per tanti anni, avresti dei suggerimenti
per i nostri gruppi di preghiera?
R. Veramente
non ho mai elaborato uno schema da quello che ho vissuto, posso dire
solo che il gruppo di preghiera mi sembra un'esperienza quasi
inevitabile per una crescita spirituale. Non è possibile
immaginare un cammino da soli col Signore. Dio ci chiama a una
comunione con altri, quindi siamo sempre chiamati ad essere in un
gruppo di preghiera. Questo può essere la famiglia, anzi la
famiglia dovrebbe essere il primo gruppo di preghiera, dove ci viene
donata la prima spiritualità. Poi a livello di parrocchia,
perché questa è la nostra Chiesa immediata; e nella
parrocchia anche diversi gruppi. Parlo solo della necessità,
poi la forma dipende dal tipo di spiritualità che avete. Il
Rosario è sempre molto utile e anche le preghiere spontanee,
ma la lettura della Bibbia è importante perché la
nostra preghiera non deve essere arbitraria, ma deve avere un
contenuto preciso, che ci è stato rivelato, non come nelle
religioni orientali dove la mente può sempre vagare. Dobbiamo
attenerci al Vangelo. E poi dobbiamo avere un momento per scambiarci
le nostre esperienze, per incoraggiarci gli uni gli altri nel cammino
spirituale che è una comunione in Cristo, ma anche una vera
comunione tra noi.
D. Come fai a riconoscere che è Gesù
o Maria a parlarti e non un angelo ribelle?
R.
Non è molto difficile distinguere. La presenza di Dio porta
sempre molta pace e quiete, senso di libertà e di pienezza; la
presenza dell'altro porta molta angoscia e tenebre.
D. Anche attualmente hai queste visioni del
cuore?
R. Non sono così frequenti come
all'inizio, ma le ho ancora.
Interrogata sulla scelta di studio (prima a Vienna, poi Roma) afferma: "Mi è piaciuto trasferire questa esperienza spirituale anche a livello intellettuale, perché l'intelletto fa parte integrante della nostra persona umana. Anzi direi: se incominciate un cammino cercate di interessarvi un po' su quello che dice la Chiesa, il Magistero perché abbiamo bisogno di una guida, non siamo autosufficienti e Cristo non ci ha voluti così. E' chiaro che Dio ha voluto una Chiesa, una gerarchia, un Santo Padre. E' bellissimo introdurre questa esperienza nell'esperienza di tutta la Chiesa, perché tutti questi doni sono per la crescita della Chiesa. Poi essere a Roma è un cosa speciale perché lì c'è il cuore della Chiesa.
D. Non hai mai pensato di sposarti?
R.
Qualche volta ci ho pensato.
Alla richiesta su difficoltà di dialogo nel gruppo, lei
risponde che anche a Medjugorje succedeva col gruppo grande di 60.
Per poter aver un dialogo ci si divideva in gruppetti, e poi le
esperienze dei vari gruppetti si mettevano in comune.
D. Faccio bene a lasciarli camminare da soli
nel mio gruppo?
R. No, lei è un sacerdote. Le guide sono troppo preziose. Le persone hanno bisogno di una guida, anche se in questo mondo tutti gridano "libertà e indipendenza". Quando mancano le guide ci attacchiamo a tante cose sbagliate. C'è bisogno di chi ci spinge in avanti, soprattutto per i giovani. E' prezioso avere una persona che riesce a darti un po' di luce. Non dico che deve camminare per te, questo sarebbe negativo. La Madonna a Medjugorje ha sempre chiesto guide spirituali per un gruppo.
(a cura di Alberto Bonifacio-riduzione)