Messaggio del 2 dicembre 2007:La Madonna era molto triste. Per tutto il tempo aveva le lacrime negli occhi.
Cari figli, mentre guardo nei vostri cuori, il mio cuore si riempie di dolore e fremito. Figli miei fermatevi per un attimo e guardate nei vostri cuori. Il mio Figlio, vostro Dio, è veramente al primo posto? Sono veramente le sue leggi la misura della vostra vita? Vi avverto di nuovo. Senza fede non c'è la vicinanza di Dio, non c'è la parola di Dio che è la luce della salvezza e la luce del buon senso.
Mirjana ha aggiunto: io con dolore ho pregato la Madonna di non lasciarci, di non togliere le mani da noi. Alla mi richiesta, Lei ha fatto un sorriso doloroso e se ne è andata. Questa volta non ha detto "Vi ringrazio". Ha benedetto tutti noi e tutti gli oggetti sacri. Studenti pendolari: non si ha voglia, non si riesce, come si fa a pregare?
Dice Jelena: rapporti stretti con Gesù' e Maria
più' che fissare orari e modi.
E’ facile cedere in
una concezione formalistica della preghiera, cioè farla nel
tempo, nella quantità, nelle forme dovute, e credere così
di aver adempiuto il proprio dovere, ma senza aver incontrato Dio;
oppure rimanere scoraggiati per il nostro stato e abbandonarla. Ecco
come risponde Jelena(16 anni) a un gruppo di Lecco.
Jelena: Non
direi che si prega bene solo quando diventa una gioia pregare, ma
bisogna pregare anche quando si è disturbati, ma nello stesso
tempo si sente il desiderio di andare lì e incontrare il
Signore, perché la Madonna dice che la preghiera non e
nient’altro che un grande incontro con il Signore: non è
solo andare a recitare per fare i propri doveri in questo senso. Lei
dice che attraverso questo cammino possiamo capire sempre di più...Se
uno è distratto, vuoi dire che non ha volontà; invece
questa volontà occorre averla, e pregare per averla. Poi la
Madonna dice che bisogna essere sempre abbandonati al Signore in ogni
cosa che facciamo, nel lavoro, nello studio, con le persone, ed
allora diventa più facile parlare con Dio, perché si è
meno attaccati a tutte queste cose.
Domanda: Ho sedici anni, per me e difficile pregare;
io prego ma mi sembra di non raggiungere. mai il massimo e di dover
fare sempre di più.
Jelena: è importante che
questi tuoi desideri e questi tuoi disturbi li abbandoni veramente al
Signore, perché Gesù dice: “Vi voglio proprio
come siete’, perché se fossimo perfetti non avremmo
bisogno di Gesù. Ma questo desiderio di fare sempre di più
certo può aiutare a pregare sempre meglio, perché
bisogna capire che tutta la vita è un cammino e bisogna sempre
andare avanti.
Domanda: Tu sei una studentessa pendolare,
come molti nostri giovani che devono prendere la corriera, piuttosto
pigiati, e arrivano a scuola stanchi, poi mangiano e poi aspettano il
momento spiritualmente più adatto per pregare....
Jelena:
mi viene in mente che la Madonna ci ha insegnato a non misurare il
tempo e che la preghiera sia veramente una cosa spontanea. Ho cercato
sopratutto di capire la Madonna come vera mia madre, e Gesù
come mio vero fratello, non solo di trovare un tempo fisso per
pregare e magari non riuscire a pregare. Ho cercato di capire che Lei
è veramente quella che vuoi aiutarmi sempre.. Sempre allora
quando mi sentivo stanca cercavo di pregare ugualmente, di invocarLa
veramente, perché sapevo che se non mi aiuta Lei, chi altri
mi,può,aiutare? E’ in questo senso che la Madonna è
più vicina a noi nelle difficoltà e nelle
sofferenze.
Domanda: Quanto preghi tu in una
giornata?
Jelena: Dipende molto dalle giornate. A volte si
prega due o tre ore, tante volte di più, qualche volta di
meno. Se ho tante ore di scuola oggi, troverà domani il tempo
di fare di più. Sempre si prega al mattino, alla sera, e poi
di giorno quando si ha tempo.
Domanda: E l’impatto
con i tuoi anici di scuola com’è? Ti prendono in giro, o
ti sono venuti incontro?
Jelena: Siccome nella mia scuola
siamo di diverse religioni, allora si interessano poco. Ma quando
chiedono rispondo a quello che chiedono. Veramente non mi hanno mai
preso in giro. Se poi, parlando di queste cose, vedi che la strada è
un po’ dura, allora non abbiamo insistito mai a parlare, a
raccontare: abbiamo veramente preferito pregare e dare l’esempio
quanto è possibile.
(ricevuta da A.Bonifacio del Comit. Medj. di Lecco, trascritta da Giovanni Tisi, Carpenedolo,BS)