In mio figlio contemplo Gesù di Jelena Vasilj - Eco di Maria nr.170
Con grande gioia abbiamo ricevuto l'immenso dono che il Signore ci ha dato il 9 Maggio
scorso: il nostro piccolo Giovanni Paolo che, per affetto, chiamiamo Giovannino. Del
suo arrivo non potevamo anticipare davvero nulla, né i dolori (del parto) né le gioie che
questa creatura ci avrebbe portato. Perciò ora, alla sua presenza, viviamo colti dallo
stupore e dal timore. Ci rendiamo però anche conto che l'umanità vive questo mistero sin
dalla creazione del mondo, quindi, sentendoci parte di essa, ci sentiamo ancora più uniti a
tutta la famiglia umana e con fiducia accogliamo il compito di genitori. Dio ci invita a
cooperare con Lui nella creazione di una persona che esisterà per sempre, una persona che
Egli ha amato prima di noi e che si è acquistata con il suo sangue, per cui la persona è
veramente sua. Noi ne siamo diventati i custodi al momento del suo concepimento, la
dobbiamo pertanto curare e proteggere ma mai possedere.
A questo proposito mi vengono in mente le parole che Gesù stesso disse: "chi accoglie
uno di questi piccoli accoglie me" …Anche noi in questo tempo ci sentiamo nella grotta di
Betlemme, avvolti dal silenzio e dalla solitudine della notte, con il bambino Gesù tra le
braccia lo contempliamo nel suo splendore. Pervasi dal senso di gratitudine e di un
leggero timore - ma non di paura - diciamo: "Grazie Gesù, benvenuto in mezzo a noi!
La tua presenza ci umanizza e ci spiritualizza, soprattutto perché ci chiedi di contemplarti,
impedendoci così di attaccarci alle preoccupazioni materiali, come ad esempio il
mantenimento di un perfetto ordine in casa che tu non noti neanche: a te basta essere tra le
braccia di mamma e papà. Grazie perché tu smonti tutti quei castelli di immagini false che
ci portiamo dentro: tu non hai bisogno di genitori-professori, a te è sufficiente ascoltare le
nostre voci.
Grazie per la grande libertà interiore che ci doni: ora non abbiamo più il tempo di stare
davanti allo specchio e farci la riga precisa da una parte, perché tu hai fretta di essere
amato. Grazie perché tu umanizzi il mondo: mai mi era successo prima di trovarmi in un
supermercato e vedere che tutti desiderano parlare con me solo perché commossi dalla tua
presenza. Grazie perché ci fai vivere delle veglie notturne - che una volta facevo in
preghiera - dove meglio si avverte la presenza di Dio. Grazie perché che ci permetti di
svolgere il nostro apostolato: il povero da curare e vestire così tante volte durante il giorno
infatti sei tu. Grazie quindi Gesù che oggi vieni in mezzo a noi in forma di un bellissimo
bambino. Il grande Dostojevski scrisse che la bellezza salverà il mondo. Io dico soltanto: i
bambini possono salvare il mondo dal proprio egoismo.