Jelena: "Cercare il volto del Signore" (Eco di Maria
n.139)
Così ha detto Jelena Vasilj ai pellegrini italiani il 2 gennaio 1998:
...La mia esperienza è diversa da quella degli altri veggenti. Io non
ho avuto delle visioni nel senso in cui vedono loro, ma comunque anche in questo
tipo di esperienza si può parlare
di una certa forma di visione. Più che altro è il dono di una presenza
forte di Maria
nella preghiera...Noi diciamo che è una esperienza del cuore, perché non è solo
un'idea, un pensiero che
si presenta nella nostra mente, ma veramente una persona.
E siccome per incontrare l'altro ci vuole sempre il cuore, altrimenti l'incontro
rimane molto superficiale, così lo è anche con Dio, con questa esperienza
nella preghiera. Il cuore veramente viene coinvolto e quindi parliamo di una
locuzione del cuore.
L'esperienza è accaduta un anno e mezzo fa dopo l'inizio delle apparizioni,
prima con una esperienza dell'Angelo e dopo con Maria. Questa esperienza dell'Angelo
oggi la vedo veramente
come una preparazione per quello che è avvenuto dopo, anche perché le
prime
parole dell'Angelo mi sembrano molto significative: per prima cosa ha chiesto
la confessione, quindi una purezza
del cuore per riuscire a vedere.
Penso che sia il primo passo di una vita cristiana seria: chiedere perdono. Poi
la Madonna ci insegnerà anche a pregare nella stessa maniera: cioè quando
ci presentiamo davanti
a Dio, chiediamo perdono, chiediamo misericordia; è il primo passo verso
la nostra conversione. Dopo una quindicina di giorni ho sentito anche Maria e
qualche volta anche Gesù.
Un'altra ragazza si è unita nella preghiera e anche in questa esperienza
del marzo dell'83; si chiama Marjana. All'inizio lei diceva di sentire solo la
presenza di Maria, ma nell'ottobre dello stesso anno anche lei ha iniziato a
ricevere messaggi. Penso che più o
meno questo è stato
il nostro compito: di ricevere queste illuminazioni, ispirazioni e poi di passarle
soprattutto ad un gruppo di preghiera che la Madonna ci ha chiesto di radunare
qui in parrocchia. Eravamo
una sessantina di giovani e abbiamo cercato insieme di approfondire, vivere il
messaggio che la Madonna
naturalmente aveva dato ai
veggenti.
Anche perché lo stesso contenuto del messaggio che abbiamo ricevuto noi
nel gruppo, non è certamente molto diverso da quello che voi avete già ascoltato
dagli altri. Soprattutto è stato
un cammino di preghiera. La Madonna mette sempre la preghiera al primo posto,
perché la
nostra vita cristiana prende la sua forza da questo incontro con Dio. Quindi
se
non c'è un incontro con
Dio, è molto difficile parlare di vita spirituale, perché questo
non è un lavoro nostro. Penso che
molto presto nella nostra vita cristiana ci accorgieremo che noi possiamo fare
poco e che veramente è la grazia che
ci conduce. Ecco perché la Madonna ci riporta alla preghiera: perché la
preghiera
diventi proprio una fonte di grazia per il cammino. Ecco perché ci riporta
ai sacramenti: perché solo
attraverso la grazia veniamo perfezionati; quindi la Confessione e soprattutto
l'Eucaristia, che poi diventa il cuore della nostra vita cristiana. La Madonna
ha parlato di diverse forme di
preghiera; moltissimo del Rosario. Questa preghiera veramente viene riproposta
anche dopo tanti anni. Ma
mi sembra che la Madonna
lo fa perché questa preghiera dà un grande beneficio alla nostra
spiritualità. Se noi
siamo chiamati a imitare Cristo, se siamo chiamati a diventare come Lui, non
c'è miglior
modo del Rosario.
Questo è come una mini-catechesi di tutta la nostra fede. Perché tutti
i misteri della fede sono nuovamente richiamati e vissuti attraverso il Rosario:
pregare il Rosario penso che ci faccia diventare come Maria, la quale, come ci
ricorda l'evangelista, "conservava
tutte queste
cose meditandole nel suo cuore" (Lc.2,12 e 2,51). Penso che anche noi nella
stessa maniera siamo chiamati a conservare questi misteri nel nostro cuore attraverso
il Rosario.
Lei ha detto che dobbiamo cercare due cose: prima di tutto il volto del Signore.
Molte volte c'è il pericolo di guardare se stessi, di volere anche delle
cose buone, giuste, però non
ci accorgiamo che c'è la persona accanto. Quindi la Madonna ci chiede
di
sollevare gli occhi, di guardare Cristo
nella preghiera; così la preghiera deve essere cristocentrica. Però il
secondo passo è di
cercare la volontà del Signore; perché dopo l'incontro con Dio,
viene così naturale di chiedersi: cosa vuoi Tu
da me? E oltre al Rosario la Madonna insisteva molto sul silenzio, che è soprattutto
un ascolto, non
certo un momento di passività; per fare di se stesso veramente un dono
all'altro in questa capacità di
porre l'orecchio e ascoltare. Penso che sia una cosa piuttosto difficile nella
esperienza umana, perché abbiamo
questa tendenza ad essere protagonisti; ma penso anche che la preghiera dell'ascolto
veramente ci insegna
ad adorare, a capire chi è l'Autore vero della vita.
Poi la penitenza accompagna sempre questo cammino di preghiera e diventa anche
la preghiera del corpo. E' un termine sicuramente quasi non presente nella terminologia
moderna;
non siamo abituati a fare penitenza, perché pensiamo che soffriamo già abbastanza.
Però pare
che la penitenza, soprattutto nel momento di una pigrizia, di un sonno spirituale,
sia proprio quella che ci scuote, che ci permette di prendere un'altra volta
il fiato e di continuare. Quindi la
Madonna insiste molto sul digiuno qua, soprattutto quello a pane e acqua. Penso
che anche questo ha
un grande significato: vivere con questo pane materiale, in un certo senso diventa
un'attesa di quel
pane vero che riceviamo nell'Eucaristia. Quindi un'interpretazione eucaristica
di questa forma del digiuno
mi sembra quella più giusta.
Domande e risposte:
E' seguito il dialogo con i presenti. Alla domanda se a Roma dove studia teologia
segue qualche cammino particolare, lei risponde che conosce poco i gruppi di Roma "anche
perché il tipo di studio che faccio non mi permette di girovagare. Ci
troviamo
con un gruppo di amici a dire
il Rosario...". E all'osservazione che la Madonna però l'ha guidata
in un cammino di Santità per
molti anni, lei risponde che "non si trattava di un movimento. Questa è la
bellezza di Medj.,
che non è un movimento particolare e quindi tutti possono partecipare.
A me piace molto l'universalità della
Chiesa e quindi non mi ci vedo in un movimento ben definito. Io poi appartengo
a Medj.; forse è questa la
nostra apiritualità: la spiritualità mariana".
Alla richiesta di un chiarimento sul silenzio, lei ammette che è nel silenzio
e nella preghiera che sente la presenza fisica di Maria, ma questo non è programmato.
Quando si è bambini
si chiede sempre: "
Mamma, dammi questo, quello". Ma una volta maturi, si sta alla presenza
del Signore pronti ad accogliere quello che Lui ci dà. Ma occorre il silenzio
e la preghiera continua per non perdere questa presenza che ci accompagna nel
cuore.
D. Ma come si può fare ad avere sempre questa presenza nel cuore?
R. Occorre nutrire questo tipo di esperienza, questa preghiera
continua con momenti
fissi di preghiera, perché anche se c'è una presenza che ci accompagna
(quella di Dio), poi svanisce se non viene nutrita. Quindi dobbiamo pregare in
momenti fissi.
D. Dato che la Madonna ti ha usata come strumento per il gruppo
di preghiera
per tanti anni, avresti dei suggerimenti per i nostri gruppi di preghiera?
R. Veramente non ho mai elaborato uno schema da quello che ho
vissuto, posso dire solo che il gruppo di preghiera mi sembra un'esperienza quasi
inevitabile per una crescita spirituale.
Non è possibile immaginare un cammino da soli col Signore. Dio ci chiama
a una comunione con altri, quindi siamo sempre chiamati ad essere in un gruppo
di preghiera. Questo
può essere
la famiglia, anzi la famiglia dovrebbe essere il primo gruppo di preghiera, dove
ci viene donata la prima spiritualità.
Poi a livello di parrocchia, perché questa è la nostra Chiesa immediata;
e nella
parrocchia anche diversi gruppi. Parlo solo della necessità, poi la forma
dipende dal tipo di spiritualità che
avete. Il Rosario è sempre molto utile e anche le preghiere spontanee,
ma la
lettura della Bibbia è importante perché la nostra preghiera non
deve essere arbitraria, ma deve avere un
contenuto preciso, che ci è stato rivelato, non come nelle religioni orientali
dove la mente può sempre
vagare. Dobbiamo attenerci al Vangelo. E poi dobbiamo avere un momento per scambiarci
le nostre esperienze,
per incoraggiarci gli uni gli altri nel cammino spirituale che è una comunione
in Cristo, ma
anche una vera comunione tra noi.
D. Come fai a riconoscere che è Gesù o Maria a parlarti e non un
angelo ribelle?
R. Non è molto difficle distinguere. La presenza di Dio
porta sempre molta
pace e quiete, senso di libertà e di pienezza; la presenza dell'altro porta
molta angoscia e tenebre.
D. Anche attualmente hai queste visioni del cuore?
R. Non sono così frequenti come all'inizio, ma le ho ancora.
Interrogata sulla scelta di studio (prima a Vienna, poi Roma) afferma: "Mi è piaciuto
trasferire questa esperienza spirituale anche a livello intellettuale, perché l'intelletto
fa parte integrante della nostra persona umana. Anzi direi: se incominciate un
cammino cercate di interessarvi un po' su quello che dice la Chiesa, il Magistero
perché abbiamo bisogno
di una guida, non siamo
autosufficienti e Cristo non ci ha voluti così. E'chiaro che Dio ha voluto
una Chiesa, una gerarchia, un S.Padre. E' bellissimo introdurre questa esperienza
nell'esperienza di tutta la
Chiesa, perché tutti questi
doni sono per la crescita della Chiesa. Poi essere a Roma è un cosa speciale
perché lì c'è il
cuore della Chiesa.
D. Non hai mai pensato di sposarti?
R. Qualche volta ci ho pensato.
Alla richiesta su difficoltà di dialogo nel gruppo, lei risponde che anche
a Medj. succedeva col gruppo grande di 60. Per poter aver un dialogo ci si divideva
in gruppetti, e poi le
esperienze dei vari gruppetti si mettevano in comune.
D. Faccio bene a lasciarli camminare da soli nel mio gruppo?
R. No, lei è un
sacerdote. Le guide sono troppo preziose. Le persone hanno bisogno di una guida,
anche se in questo mondo
tutti gridano "libertà e indipendenza". Quando mancano le guide
ci attacchiamo a tante cose sbagliate.
C'è bisogno di chi ci spinge in avanti, soprattutto per i giovani. E'
prezioso avere una persona che riesce a darti un po' di luce. Non dico che deve
camminare
per te, questo sarebbe
negativo. La Madonna a Medj.
ha sempre chiesto guide spirituali per un gruppo.
(a cura di Alberto Bonifacio-riduzione)