Jelena: "come la Madonna ci ha insegnato a pregare" - intervista del 12.8.98
Così ha parlato Jelena Vasilj ai pellegrini italiani e francesi il 12
agosto '98:" Il cammino più prezioso che abbiamo fatto con
la Madonna è stato quello del gruppo di preghiera. Maria aveva invitato
i giovani di questa parrocchia e lei stessa si era offerta come guida. All'inizio
aveva parlato di quattro anni, poi non abbiamo saputo come staccarci, e così
abbiamo continuato per altri quattro anni. Penso che chi prega può sperimentare
ciò che Gesù voleva dire a Giovanni quando gli ha affidato la
Madre. Infatti attraverso questo cammino la Madonna ci ha veramente dato vita
ed è diventata nostra Madre nella preghiera; per questo ci facciamo sempre
accompagnare da Lei. Che cosa ci ha detto sulla preghiera? Cose molto semplici,
perché non avevamo altri riferimenti spirituali. Non avevo mai letto
S. Giovanni della Croce o S. Teresa d'Avila, ma attraverso la preghiera la Madonna
ci ha fatto scoprire le dinamiche della vita interiore. Come primo passo c'è
l'apertura a Dio, soprattutto attraverso la conversione. Liberare il cuore da
ogni impedimento per poter incontrare Dio. Quindi ecco il ruolo della preghiera:
continuare a convertirsi e diventare come Cristo.
La prima volta è stato un angelo che mi ha parlato dicendomi di lasciare
il peccato e poi, attraverso una preghiera di abbandono, cercare la pace del
cuore. La pace del cuore è prima di tutto liberarsi da tutte quelle cose
che sono di ostacolo all'incontro con Dio. La Madonna ci ha detto che solo con
questa pace e liberazione del cuore possiamo iniziare a pregare. Questa preghiera,
che è anche della spiritualità monastica, si chiama raccoglimento.
E' importante capire però che l'obiettivo non è solo una pace,
una quiete, ma è l'incontro con Dio. Nella preghiera, comunque, non si
può parlare di fasi, di segmenti, perché tutto questo si incontra
anche se io ora sto facendo un'analisi. Non posso dire che la pace, l'incontro
con Dio arriva al tal minuto, ma vi sto incoraggiando a cercare questa pace.
Quando ci liberiamo, qualcosa ci deve riempire, infatti Dio non ci vuole far
rimanere orfani nella preghiera, ma ci riempie del suo S. Spirito, della sua
vita. Per questo leggiamo le Scritture, per questo in modo particolare preghiamo
il S. Rosario.
A tante persone il Rosario sembra una contraddizione alla preghiera feconda,
ma la Madonna ci ha insegnato quanto questa sia una preghiera contemplativa.
Cos'è la preghiera se non questo continuo immergerci nella vita di Dio?
Il Rosario ci permette di entrare nel mistero dell'Incarnazione, Passione, Morte
e Risurrezione di Cristo. La ripetizione è utile perché la nostra
natura umana ha bisogno di questo per far nascere una virtù. Non abbiate
paura della ripetizione, anche se c'è il rischio che la preghiera diventi
esteriore. S. Agostino ci insegna che più noi ripetiamo, più noi
preghiamo, più il nostro cuore si allarga. Quindi quando voi insistete
nella vostra preghiera, siete fedeli e non fate altro che invitare la grazia
di Dio nella vostra vita: tutto dipende dalla nostra libertà e dal nostro
sì. E poi la Madonna ci ha insegnato a non dimenticare che la preghiera
è una forma di ringraziamento che è vero atteggiamento interiore
di riconoscenza a Dio per tutte le cose meravigliose che ha fatto. Questo ringraziamento
è anche segno della profondità della nostra fede. Poi la Madonna
ci ha invitati a benedire sempre, certo non parlo della benedizione sacerdotale,
ma dell'invito a mettersi alla presenza di Dio in ogni circostanza della nostra
vita. Benedire significa vivere come Elisabetta che ha riconosciuto la presenza
di Dio in Maria: così devono diventare i nostri occhi; penso che sia
questo il più grande frutto della preghiera, perché tutte le cose
sono piene di Dio e più noi preghiamo, più i nostri occhi guariscono
per riconoscere. Questo, in sintesi, è come noi abbiamo strutturato l'esperienza
di preghiera".
D. Ho sentito dire che la Madonna ha una voce di mandolino.
R. Non sarebbe giusto per gli altri strumenti! Io non posso
commentare questo aspetto, perché non sento una voce esteriore.
D. Lo scoraggiamento è qualcosa di umano o può
venire dal maligno?
R. Può essere una grande tentazione legata al nostro
orgoglio, quando non ci affidiamo alla provvidenza divina e al progetto che
Dio ha per noi. Spesso così perdiamo la pazienza con Dio e quindi anche
la nostra speranza. Come dice S. Paolo la pazienza genera la speranza, quindi
guardate alla vostra vita davvero come ad un cammino.
Bisogna avere pazienza con se stessi, ma anche con gli altri. Talvolta c'è
bisogno di una guarigione
particolare e ci vuole un aiuto più specifico. Penso comunque che nella
vita spirituale bisogna abituarsi a
questo paradosso di vivere la vera tristezza per i nostri peccati; ma questo
non deve essere occasione di disperazione. Se disperiamo sui nostri peccati
o sui peccati degli altri, è segno che non ci siamo affidati a Dio. Satana
sa che questa è al nostra debolezza e quindi ci tenta così. Necessità
di un gruppo e di una guida spirituale
D. Che cosa può dirci per seguire lo stesso cammino?
R. Prima di pensare alla giornata di preghiera, pensate ad
un gruppo di preghiera, soprattutto i giovani. E' molto importante vivere la
nostra spiritualità non solo nella dimensione verticale, ma anche orizzontale.
Questo porta ad una fedeltà quotidiana personale. Per quanto riguarda
sia i giovani che i non giovani, la Madonna raccomanda non so quante volte la
preghiera in famiglia. A volte quando preghiamo ci fa pregare per le famiglie,
perché Lei vede la soluzione di tanti problemi nella preghiera familiare.
La famiglia è il primo gruppo di preghiera e per questo ci ha raccomandato
di iniziare la nostra giornata pregando in famiglia, perché chi fa la
vera unione tra i membri della famiglia è solo Cristo. Poi raccomanda
la Messa quotidiana; e se per necessità si salta la preghiera, si vada
almeno alla S. Messa, perché quella è la preghiera più
grande e dà senso a tutte le altre preghiere. Tutte le grazie vengono
dall'Eucaristia e quando preghiamo da soli, siamo ancora nutriti dalla grazie
che riceviamo nella S. Messa. Oltre alla Messa la Madonna ha raccomandato di
pregare tante volte durante la giornata, impiegando anche 10-15 minuti per entrare
nello spirito della preghiera. Sarebbe bello se riusciste a stare anche un po'
in silenzio, un po' in adorazione. La Madonna ha detto di pregare tre ore; in
queste ore è inclusa la lettura spirituale che è molto importante
perché richiama la vita spirituale di tutta la Chiesa.
D. Prima di avere le locuzioni come era la tua preghiera?
R. Pregavo come tanti di voi che vengono qua, una vita retta,
andavo a Messa la domenica, pregavo prima di mangiare e durante qualche particolare
festa pregavo di più, ma certo non c'era questa familiarità con
Dio. Dopo è venuto un invito forte all'unione con Dio nella preghiera.
Dio non ci invita a pregare solo per metterci a posto: magari faccio tante cose,
accontento tante persone e così anche Dio. Lui ci chiama ad avere una
vita comune insieme a Lui e ciò capita nella maggior parte della preghiera.
D. Come hai fatto a capire che queste locuzioni non venivano
dal maligno?
R. Per mezzo di un frate, p.Tomislav Vlasic, che voi sicuramente
conoscete. E' essenziale per una vita spirituale il discernimento dei doni.
D. Come è stata la tua trasformazione spirituale con
le locuzioni?
R. Per me è un po' difficile parlarne perché
avevo 10 anni quando sono iniziate le locuzioni e poi Dio trasforma tutti i
giorni. L'uomo è l'unica creazione non finita; se doniamo la nostra libertà
a Dio, noi diventiamo completi e questo cammino dura tutta la vita, quindi anche
io sono solo in cammino.
D. Hai avuto paura all'inizio?
R. Paura no, però forse un po' di confusione, un po'
di incertezza.
D. Quando facciamo delle scelte spirituali, come possiamo riconoscere
il vero discernimento?
R. Io penso che spesso cerchiamo Dio solo quando dobbiamo prendere
una decisione o vorremmo conoscere ciò che dobbiamo fare nella nostra
vita e aspettiamo una risposta immediata, quasi miracolosa. Dio non fa così.
Per risolvere i problemi dobbiamo diventare uomini e donne di preghiera; dobbiamo
abituarci ad ascoltare la sua voce e questo ci permetterà di riconoscerlo.
Perché Dio non è un juke-box dove mettete una moneta ed esce ciò
che volete sentire; in ogni caso, se si tratta di una scelta importante, io
consiglierei l'aiuto di un sacerdote, una guida spirituale costante.
D. Hai vissuto dei deserti spirituali?
R. Viaggio in Africa gratis! Sì, certo è molto
positivo vivere dei deserti e penso che la Madonna mandi questo caldo a Medjugorje,
così vi abituate! Non c'è altra via per purificare il nostro essere
da tante cose negative, ma voi sapete che nel deserto ci sono anche delle oasi:
ecco allora che non abbiamo più paura. Una vita caotica, frenetica è
segno che si cerca di fuggire da questo deserto perché nel deserto dobbiamo
guardare noi stessi, ma siccome Dio non ha paura di guardarci, possiamo vedere
noi stessi con il suo sguardo.
Io penso che la guida spirituale sia molto utile in questo caso, anche per essere
incoraggiati, perché spesso vedo che le persone si stancano, dimenticano
il loro primo amore. Anche le tentazioni sono forti e un gruppo di preghiera
può aiutare molto; questo fa parte del cammino.
D. Hai avuto delle locuzioni con Gesù?
R. Anche.
D. Attraverso le locuzioni hai mai avuto il caso di consigliare
o riferire qualcosa a qualcuno in particolare?
R. Poche volte, perché la Madonna non ha dato il dono
in questo senso. Qualche volta la Madonna ha incoraggiato persone particolari
attraverso le locuzioni, ma molto raramente.
D. Nei messaggi che la Madonna ti manda, ti ha mai detto qualcosa
per i giovani e in particolare per le giovani donne?
R. La Madonna invita i giovani e ha detto che i giovani sono
la sua speranza, ma i messaggi sono per tutti.
D. La Madonna ha parlato di gruppi di preghiera. Che caratteristiche
devono avere questi gruppi, che cosa devono fare?
R. Per quanto riguarda un gruppo di giovani, bisogna soprattutto
pregare e vivere un'amicizia che si forma attraverso questo bene comune che
è Dio. Dio è la cosa più bella che un amico può
dare. In un'amicizia così non c'è spazio per la gelosia; se tu
dai Dio a qualcuno non togli niente a te stesso, anzi, lo possiedi ancora di
più. Come giovani, cercate la risposta alla vostra vita. Noi insieme
abbiamo letto tantissimo la S. Scrittura, l'abbiamo meditata e abbiamo discusso
tanto, perché è importante che incontriate Dio anche a livello
intellettuale. Voi dovete sapere che siete giovani che appartengono a Cristo,
altrimenti il mondo farà presto a tirarvi via da Dio. Si parlava molto
negli incontri, ma soprattutto si pregava insieme, magari sul Podbrdo o sul
Krizevac. Abbiamo pregato e meditato in silenzio e insieme il Rosario. Un altro
elemento sono state sempre le preghiere spontanee, importanti in una comunità.
Ci incontravamo per la preghiera tre volte la settimana.
D. Cosa puoi dire ai genitori che vogliono dare Dio ai figli,
ma questi lo rifiutano?
R. Anche io sono una figlia e ho dei genitori che vogliono
fare la stessa cosa. I genitori devono essere coscienti del loro ruolo. Mio
padre mi dice sempre: "Io ti devo richiamare, perché Dio mi chiederà
conto di che cosa ho fatto dei miei figli". Non è un'opzione quella
di dare solo la vita fisica ai figli, perché, come dice Gesù,
non basta il pane per sopravvivere, ma è importante dare a loro la propria
vita spirituale. Se rifiutano, forse anche lì il Signore ha un progetto,
Lui ha il suo appuntamento con tutti. Quindi se è difficile voltarsi
verso i figli, voltatevi di nuovo verso Dio, perché "se non posso
parlare agli altri di Dio, posso parlare a Dio degli altri". Io direi di
stare molto attenti con l'entusiasmo: spesso non si è ancora maturi e
si vuole convertire tutti. Non dico ciò per criticare, ma questa è
un'opportunità per maturare ancora di più nella vostra fede, perché
non credo che i figli rimarranno indifferenti alla vostra santità. Metteteli
nelle mani di Maria, perché anche Lei è mamma e Lei li porterà
a Cristo. Se vi avvicinate ai vostri figli con la verità, avvicinatevi
nella carità e nell'amore, perché la verità senza la carità
può distruggere. Ma quando invitiamo gli altri a Dio, stiamo attenti
a non giudicare (Medj. 12.8.98).