Messaggio del 30 novembre 1984:Quando avete distrazioni e difficoltà nella vita spirituale, sappiate che ciascuno di voi nella vita deve avere una spina spirituale la cui sofferenza lo accompagnerà a Dio.
LA BIBBIA E LA MAGIA
«La tua Parola, o Signore, è luce ai miei passi
(piedi)» (Sal 118 (119), 105). Trascurare o respingere la
Parola è la rovina degli uomini.
Circa la magia e le sue
moltepliciforme Dio ha parlato in modo energico e severo, in varie
occasioni rilevabili nei Libri sacri: - Nel Deuteronomio (= seconda
redazione della Legge divina):
«Chi esercita la divinazione
e il sortilegio o l’augurio (di male) o la magia, chi farà
incantesimi, chi consulti gli spiriti, gli indovini, chi consulti i
morti. Chiunque fa queste cose è in abominio davanti al
Signore.
A causa di questi abomini, il Signore tuo Dio sta per
scacciare quelle nazioni davanti a tè... Le nazioni ascoltano
gli indovini e gli incantatori» (18, 10-12.14).
- Nel
Levitico: «Non vi rivolgete ai necromanti ed agli indovini. Non
li consultate per non contaminarvi per mezzo loro» (19,
31).
Poco appresso, rinnova la proibizione ed annuncia la ripulsa
per i trasgressori: «Se un uomo si rivolge ai necromanti ed
agli indovini per darsi alla superstizione dietro a loro, io
rivolgerò la faccia contro quella persona e la eliminerò
dal suo popolo» (20, 6).
- Il profeta Isaia ribadisce la
ripulsa di Dio: «Tu, Signore, hai rigettato il tuo popolo, la
casa di Israele, perché rigurgitano di maghi orientali e di
indovini, come i Filistei...» (2,6).
Lo stesso profeta
torna sull’argomento con ironia: «Stattene pure nei tuoi
incantesimi e nella moltitudine delle magie, per cui ti sei
affaticata dalla giovinezza; forse potrai giovartene, forse potrai
far paura. Ti sei stancata dei tuoi molti consiglieri: si presentino
e ti salvino gli astrologi che osservano le stelle, i quali ogni mese
ti pronosticano che cosa ti capiterà» (47, 12-13).
-
Michea riporta lo sdegno di Dio per le infedeltà del suo
popolo per cui opererà la distruzione dell’esercito, la
rovina delle città, l’eliminazione dei simboli
idolatrici e degli idoli ed anche dei «sortilegi e indovini»
(cf. 5, 9-14).
- Zaccaria: «Poiché gli strumenti
divinatori dicono menzogne, gli indovini vedono il falso, raccontano
sogni fallaci, danno vane consolazioni» (10, 2).
- Più
ampio il profeta Ezechiele il quale apostrofa gli ebrei per tutta una
catena di superstizioni, magie e malefici:
«Dice il Signore
Dio: “Guai a quelle che cuciono nastri magici a ogni polso e
preparano veli per le teste di ogni grandezza per dare la caccia alle
persone. Pretendete forse di dare la caccia alla gente del mio popolo
e salvare voi stesse?
Voi mi avete disonorato presso il mio popolo
per qual che manciata di orzo e per un pezzo di pane, facendo morire
chi non doveva morire e facendo vivere chi non doveva vivere,
ingannando il mio popolo che crede alle menzogne. Perciò dice
il Signore Dio: eccomi contro i vostri nastri magici coi quali voi
date la caccia alla gente, come ad uccelli; li strapperò dalle
vostre braccia e libererò la gente che voi avete catturato
come uccelli. Straccerò i vostri veli e libererò il mio
popolo dalle vostre mani e non sarà più una preda in
mano vostra; saprete che io sono il Signore. Voi infatti avete
rattristato con menzogne il nome del giusto... e avete rafforzato il
malvagio perché non desistesse dalla sua vita malvagia”»
(13, 18-22).
Già all’origine di tutti questi passi
dei profeti (e tanti altri ancora) sta la prescrizione della Legge
mosaica che commina la pena di morte:
a) Esodo: «Non
lascerai vivere colei che pratica la magia» (22, 17).
b)
Levitico: «Se uomo o donna in mezzo a voi eserciteranno la
necromanzia e la divinazione, dovranno essere messi a morte: saranno
lapidati ed il loro sangue ricadrà su di essi» (20,
27).
L’effettiva applicazione della pena ha subito alti e
bassi, secondo Io stato di fervore o di decadenza spirituale delle
città e secondo il maggiore o minore zelo dei re. La Bibbia fa
sapere, ad esempio, che Saul era particolarmente severo contro quanti
praticavano l’arte divinatoria.
Essendo già chiari
gli insegnamenti biblici a questo proposito, Gesù non ha
creduto aggiungerne altri. Anche la predicazione apostolica nulla
dice di nuovo.
Sono però categorici nell’affermare
che le magie e le stregonerie non hanno cittadinanza nel Regno di Dio
e coloro che le praticano non conseguiranno la salvezza.
San Paolo
tra le opere «che non possono ereditare il regno di Dio»
annovera «Pidolatria» e «la stregoneria» che
hanno interferenze tra loro (cf. Ga15, 20-21).
Similmente san
Giovanni attesta che nella vita eterna è riservato «uno
stagno di fuoco (cioè la seconda morte) agli idolatri e ai
fattucchieri» (Ap 21, 8).
CONCLUSIONE
Non si può
affermare che le attività magiche siano dirette e specifiche
azioni diaboliche; ed i maghi/e stessi di solito non ammettono di
essere collegati con il demonio. Sia nel passato che nei tempi
presenti, qualche mago opera in stretta collaborazione col demonio,
ma si tratta di casi isolati. Quello che è certo è che
le varie forme di magia facilitano l’azione diabolica sia
riguardo ai peccati:, sia riguardo alle vessazioni.
Le magie
alterano il rapporto filiale dell’uomo con Dio, fanno
accantonare la preghiera e i sacramenti, legano la volontà a
pratiche superstiziose, fomentano odio e vendetta. Spesso anche i
consigli dei maghi/e incitano o approvano condotte sessuali contrarie
alla Legge di Dio.
Le presunte liberazioni da fatture o malefici
sono soltanto un’illusione: come lo è il produrre e
lanciare fatture contro quelli cui si vuoi nuocere.
Per tutte le
suddette ragioni non può giudicarsi la Parola di Dio contro le
varie forme di magia di eccessiva severità. La Parola di Dio è
giusta e fonte di salvezza.