Intervista alla veggente Marija Pavlovic-Lunetti da Radio Mir Medjugorje del 25/06/2002
Fonte: Mailing list Informazioni Da Medjugorje

D: Marija, nei primi giorni delle apparizioni tu e gli altri veggenti siete stati sottoposti ad ogni genere di pressioni – le autorità governative vi accusavano di portare avanti una attività rivoluzionaria e hanno accompagnato le loro accuse con persecuzioni e mettendovi in prigione. Oltre a questo, pensavano che voi foste malati di mente e/o drogati. Oggi nessuno prende più sul serio tali accuse ma coloro che non vi credono affermano che la vostra esperienza è un inganno. Ma, poiché i frutti delle apparizioni non possono essere negati, essi sostengono che i miracoli avvengono dovunque ci sia preghiera. Comunque, essi non sono riusciti ad arrestare il fiume di pellegrini che arrivava e che ancora oggi giunge qui. Cosa pensi degli avvenimenti che hai vissuto da ragazzina di 16 anni nel 1981, e che ancora vivi oggi, dopo 21 anni?

R: Come dice San Paolo, quando ero bambina pensavo da bambina; ora sono adulta e penso in modo diverso. Spesso abbiamo sentito l’accusa che la nostra esperienza fosse falsa venire da gente che non ci conosce, non sa nulla di noi, della nostra vita. Queste persone hanno sentito dire qualcosa e parlano di quel poco che hanno sentito, ma essi non sanno quanto profondamente viviamo il nostro incontro con Dio e con la Madonna – attraverso di Lei con Dio. Lo viviamo profondamente e spiritualmente: facciamo sacrifici ogni giorno per i pellegrini che arrivano. Per alcuni, specialmente i giornalisti, le cose materiali sono le più importanti: loro guardano le case, quanto costa questo o quello. Dimenticano che queste cose non ci interessano. Naturalmente tutti a Medjugorje hanno costruito una casa, spesso scherziamo su questo con i vicini: le facciate delle case sono belle,ma dentro, spesso, si sta costruendo ancora. E normale costruire, Medjugorje vive anche di questo. Alcuni pensano che si tratti di un affare, ma, in realtà, non lo è: una volta vivevamo grazie al tabacco, ora Dio provvede in modo diverso. I più anziani spesso mi dicono: “Marija, ogni giorno viviamo della manna che Dio ci dona”. Ogni pellegrino che arriva è una grazia del cielo, ma come è vero che essi fanno sì che Medjugorje diventi più grande, questo allo stesso tempo significa sacrificio: ad esempio, moltissime mogli vorrebbero recarsi a pregare in Chiesa nei giorni più solenni, e invece devono stare in casa a cucinare per i pellegrini. Ed è stato lo stesso per noi veggenti, in tutti questi anni. Abbiamo iniziato a fare sacrifici da piccoli. La nostra adolescenza da veggenti non è stata semplice, visto il gran numero di persone che arrivava. Mia madre diceva spesso: “La nostra casa non è più nostra, è diventata quasi una stazione dei treni!”. Alcune persone venivano solo per curiosità, altre spinte da bisogni seri. C’era chi ci interrogava e chi voleva essere un amico, chi voleva vivere la spiritualità della Madonna come facevamo noi.

D: Ora tu sei madre di tre (ora quattro n.d.t) figli. Come riesci a compiere tutti i tuoi doveri verso la tua famiglia da un lato, e la testimonianza ai pellegrini, dall’altro?

R: Con l’aiuto di Dio. Io chiedo sempre la Sua Benedizione e che benedica ogni mio lavoro e ogni persona che incontro. Oggi ho ricevuto i pellegrini, uno dopo l’altro dalle 14:00 alle 17:00. Certo è una fatica perché fa molto caldo ed è stancante. Per un momento ho pensato che non sarei riuscita a parlare ancora, poi ho capito che era necessario continuare per la gente. Molti pellegrini sono qui per la prima volta e pensano di vedere, attraverso di noi, Dio e la Madonna e questo stimola noi veggenti a lavorare di più e con più amore. Io sempre dico che noi non abbiamo nessun guadagno da questo servizio. Mentre la persona che ci traduce viene pagata per il suo servizio e, dopo averlo svolto, è libera, noi veniamo, parliamo a circa cinque gruppi al giorno e poi torniamo a casa, ma siamo più gioiosi che se ci pagassero e vedo che il Signore ci benedice. Lavorare per il Signore e per la Madonna è per noi una grande gioia e causa di entusiasmo. Ogni cosa che facciamo, la compiamo con un grande senso di responsabilità per il nostro compito di testimoniare Dio. Mio marito Paolo mi dice: “Marija, quando tu parli della Gospa sei come una radio… ma non si può spegnerti!”. Questo perché amo parlare di Lei è dei Suoi messaggi: perché so dalle persone che mi ascoltano che forse 10, forse 5, tra loro si convertiranno e sperimenteranno la stessa gioia che io sento nel mio cuore.

D: Noi della stazione radio “Mir” Medjugorje iniziamo sempre le nostre trasmissioni leggendo l’ultimo messaggio che la Gospa ha dato, attraverso di te, alla Parrocchia e al mondo, come sarà anche questa sera, 25 Giugno. La Madonna si rivolge a tutti come a Suoi figli, non solo ai Cattolici ma anche agli Ortodossi e ai Musulmani, a tutti senza eccezioni. Come i credenti accettano i Suoi messaggi?

R: Oggi ho parlato contemporaneamente a un gruppo di Coreani e a un gruppo di libanesi e, mentre i traduttori si coordinavano, abbiamo scherzato insieme. Ma il Sacerdote che traduceva per i Libanesi era serio quando mi ha detto: “Marija, credo in ciò che stai dicendo!”. Io ho risposto: “E io, Padre, credo che tu hai tradotto bene, anche se non capisco la tua lingua e ciò che hai detto alla gente!”. Poi è giunto un gruppo Australiano per ringraziare la Gospa per il dono dell’acqua nella loro Parrocchia. L’avevano chiesta senza successo per tutta la Primavera, poi hanno invocato la Regina della Pace perché li aiutasse e Lei l’ha fatto. Così mi hanno chiesto di ringraziare la Gospa a nome loro. Il nostro sguardo sul mondo si è ampliato attraverso le persone che arrivano. Un Sacerdote Cinese mi ha parlato di un Centro per giovani in una Parrocchia vicino a Pechino dove da anni la comunità vive i messaggi di Medjugorje.