Messaggio del 25 marzo 1997: Cari figli, oggi vi invito in un modo speciale a prendere la croce nelle mani e a meditare sulle piaghe di Gesù. Chiedete a Gesù di guarire le vostre ferite, che voi, cari figli, avete ricevuto durante la vostra vita a causa dei vostri peccati o a causa dei peccati dei vostri genitori. Solo cosi capirete, cari figli, che al mondo è necessaria la guarigione della fede in Dio creatore. Attraverso la passione e la morte di Gesù in croce, capirete che solo con la preghiera potete diventare anche voi veri apostoli della fede, vivendo nella semplicità e nella preghiera la fede che è un dono. Grazie per avere risposto alla mia chiamata!
LE DOMANDE DEGLI PSICHIATRI E LE RISPOSTE DI D. AMORTH - Intervista tratta dal libro "esorcisti e psichiatri" di Don Gabriele Amorth
Domanda — Volevo chiedere se, secondo lei,
esistono dei tratti premorbosi; ossia se, tra le persone da lei
diagnosticate come indemoniate, c’erano già dei comuni
comportamenti tali da rendere queste perso ne più vulnerabili.
O se la possessione colpisce a caso. Chiedo anche se questi fenomeni
di possessione si verificano pure in soggetti agnostici o
dichiaratamente atei. Una curiosità finale: ho letto di
disturbi particolari legati a questi fenomeni, tipo la glossolalia
(capacità di parlare lingue sconosciute) o la lievitazione. A
lei è capitato?
Risposta — Sono varie domande interessanti. Incomincio
dall’ultima curiosità: sì, ho avuto fenomeni di
persone che durante gli esorcismi parlavano altre lingue o lingue
strane; ho avuto fenomeni di levitazione e di forza erculea. Ma
questi fenomeni da soli non bastano per poter dire che si tratti di
possessione diabolica; occorrono modalità particolari e
l’unione con altri elementi di giudizio. Di fenomeni strani un
esorcista ne vede tanti e di tal fatta che non li crederebbe se non
li avesse visti. Come persone che, durante gli esorcismi, sputano
chiodi, vetri, ciocche di capelli, le cose più varie. Oppure
la presenza, in guanciali o in materassi, di ferri attorcigliati, di
corde annodate, di stretti intrecci a forma di corona, di animali
preistorici di un materiale simile alla plastica... Il caso più
grave che sto seguendo è quello di una persona di cui il
demonio ha detto che le farà vomitare un apparecchio radio; a
molte riprese, ha già vomitato quasi due chili di materiale.
Faccio notare che gli oggetti che si vomitano si materializzano
nell’istante in cui escono dalla bocca. L’ho visto
chiaramente in un giovane che mi ha sputato in mano dei chiodi; io ho
avuto l’impressione fino all’ultimo istante che sputasse
saliva. Così si spiega perché la persona non ha mai
danni fisici, anche quando sputa pezzi di vetro grossi e taglienti.
Sono fenomeni paranormali? Giova tener conto della modalità;
certi oggetti che si trovano nei guanciali sono segni sicuri di
fatture, ossia sono frutto di maleficio.
Rispondo ora alla prima
domanda: tutti possono essere colpiti da possessione diabolica, tanto
più gli agnostici, gli atei, i non praticanti, perché
sono più indifesi. . l’esorcista può esorcizzare
chiunque: sono ricorsi a me maomettani, buddisti, persone prive di
qualsiasi credo religioso. Naturalmente, nel richiedere la
cooperazione necessaria, mi regolo secondo la persona che ho davanti:
raccomando ad ognuno di seguire con fedeltà la sua fede
religiosa o le sue convinzioni morali.
Non esistono segni
premonitori o predisposizioni dipendenti, ad esempio, da debolezza
del sistema nervoso o da ereditarietà. Esiste invece il
pericolo che una persona si esponga alla possessione, ad esempio
frequentando sedute spiritiche o sette sataniche. E importante sapere
che la possessione diabolica non è un male contagioso: non c’è
nessun pericolo né per i familiari né per i luoghi che
si frequentano. Ci si può sposare, avere figli, senza nessun
pericolo di contagio. Possiamo dire, in linea di massima, che il
demonio non può farci niente senza il nostro consenso. Ad
esempio, è venuta da me una ragazzina che, per pura curiosità,
aveva assistito ad una messa nera. Non riusciva più a
studiare, a concentrarsi e aveva crisi di violenza improvvisa, come
mai le era accaduto in precedenza. Qui era chiara la causa, ed era
una causa colpevole. Riguardo alla colpevolezza, fa eccezione il
campo dei malefici, in cui ora non mi addentro perché troppo
vasto e fuori dal nostro tema principale. Mi dica pure se ho risposto
a tutto e a sufficienza.
Richiedente — Sì; sono soddisfatto. (Questa è stata sempre la gentile dichiarazione dopo le mie risposte, per cui non la ripeto più. Dico solo, con la franchezza che mi è solita, che ho trovato più interesse e più credito a parlare a questi gruppi di psichiatri, di cui molti non credenti o non praticanti, di quanto ne ho riscontrato parlando a gruppi di sacerdoti).
Domanda — Su alcune cose devo ammettere di essere
d’accordo con don Amorth. Dissento invece sul ritenere
equivalente, in un certo senso, la chiesa e il manicomio: l’uno
come luogo dell’esorcismo contro il demonio, l’altro come
luogo della guarigione dalla follia. Sono invece d’accordo che
tutti e due operiamo sull’uomo. Io vengo da un positivismo
medico; sono un non credente. Ma credo nell’uomo, per cui in
qual che modo operiamo insieme, lei con l’esorcismo e noi in
altro modo. Gli psichiatri sono stati accusati talvolta di non saper
distinguere tra un’allucinazione, un effetto paranormale e uno
stato d’estasi. Facciamo bene a metterci sempre in discussione
perché nessuno ha il monopolio del sapere. Mi viene in mente
la fra se di Amleto: «Ci sono molte più cose tra terra e
cielo di quante ce ne sono in filosofia». Per cui ci vuole
sempre tanta umiltà.
Debbo dare atto a d. Amorth della sua
prudenza. Io ho una paziente che è stata da lui perché
suppone va di avere una possessione diabolica. Ripercorrendo l’iter
che l’aveva portata da un esorcista, mi rimaneva difficile
capire perché d. Amorth non le avesse fatto un esorcismo, ma
l’avesse indirizzata ad uno psichiatra. Poi poco per volta ho
capito: ci sono due strade da percorrere. Il suo compito è di
cacciare i demoni, il mio è di ricomporre la persona. Questa
persona, che non è né psicotica né nevrotica, ha
avuto bisogno di passare da lei per arrivare a me. E capisco anche
l’importanza del discorso sulla fede. Noi tutti possiamo
costatare che abbiamo estrema facilità a curare persone che
hanno fede. Tra i casi più difficili che ho avuto in cura,
pongo quelli di preti depressi. Vorrei concludere dicendo che
esistono sicuramente dei punti di contatto non solo tra l’esorcista
e lo psichiatra, ma anche tra io psichiatra e il medico
tradizionale.
Risposta — La ringrazio. Veramente c’è
bisogno di reciproca intesa e si scoprirebbe un mondo nuovo, in aiuto
ai malati. Cose che non si crederebbero. Un giorno p. Candido stava
esorcizzando una ragazza, studentessa all’università,
che presentava sintomi sicuri di possessione diabolica, ma anche
segni di squilibrio psichico. P. Candido chiese l’aiuto a un
amico psichiatra, gli diede dettagli sul caso, combinò un
incontro. Lo psichiatra aveva un largo tavolo da scrivania, per cui,
la ragazza che stava seduta di fronte, si trovava abbastanza
distante. A conclusione del colloquio, lo psichiatra disse:
«Signorina, prenda queste medicine»; e incominciò
a scrivere sui ricettario che aveva a portata di mano. A questo punto
accadde un fatto strano. Senza muoversi dalla sedia, la ragazza
allungò il braccio, che di venne lungo, lungo, sotto gli occhi
sbigottiti dello psichiatra («quasi due metri», dirà
più tardi). Afferrò il primo foglio del ricettario, su
cui il medico stava scrivendo, lo accartocciò e lo buttò
nel cestino dicendo con voce cupa: «Questa roba non mi serve».
P. Candido rideva di gusto narrandomi lo spavento di quel suo amico
che, in seguito, non volle più saperne né di quella
ragazza né di nessun altro paziente dell’esorcista.
Sono
fatti di fronte a cui un esorcista non si stupisce: ne vede
continuamente. E giusto che li conosca anche lo psichiatra, per poter
procedere in ciò che è di sua competenza.
Domanda — Prima di tutto ringrazio d. Amorth per
quanto ci ha detto. La mia domanda è strettamente tecnica,
riguardo alla funzione dello psichiatra in questi casi. Vorrei sapere
quali responsabilità ha l’individuo; quali interessi ha
il demonio; le cause per cui si può cadere in una possessione
diabolica.
Risposta — Sono tre domande molto
interessanti e mi dispiace di dover riassumere le risposte in poco
tempo. Incomincio dall’ultima domanda, che chiarisce anche la
prima. Sono quattro le cause per cui una persona può cadere
nella possessione diabolica o in disturbi di origine malefica; due
cause sono incolpevoli, per cui non esiste responsabilità; due
cause sono colpevoli, per cui la responsabilità umana è
evidente.
1. Può trattarsi di semplice permissione di Dio,
così come Dio può permettere una malattia. Lo scopo è
di dare alla persona un’occasione di purificazione e di meriti.
Potrei fare un lungo elenco di santi e di beati che hanno subito
periodi di possessione diabolica (S. Gemma Galgani, la beata Angela
da Foligno, il beato d. Calabria...). Può trattarsi anche solo
di disturbi malefici, come percosse, cadute e simili; ne abbiamo
famosi esempi nella vita del Curato d’Ars e di p. Pio.
2. La
causa può essere data da un maleficio che si subisce: non c’è
colpa da parte di chi ne è vittima, ma c’è colpa
da parte di chi lo provoca. Anche la persona più innocente (ad
esempio, un bambino ancora nel seno materno) può essere
colpita da un maleficio, che viene definito: fare del male per mezzo
del demonio. E può essere attuato in tanti modi: fattura,
legatura, maledizione, malocchio, macumba... Qui si entra nel grande
campo della magia e della stregoneria, che ci porterebbe troppo fuori
dal nostro tema. Mi limito a dire che Dio ha creato l’uomo
libero; libero anche di fare del male agli altri. Come posso pagare
un killer perché uccida un individuo, così posso pagare
uno collegato col demonio perché faccia un maleficio contro
una persona.
3. La frequenza a persone e luoghi pericolosi. Chi si
rivolge a maghi, cartomanti, stregoni; chi partecipa a sedute
spiritiche o a sette sataniche; chi si dedica all’occultismo,
alla negromanzia (anche sotto forma di scrittura automatica, oggi
molto diffusa): tutte queste persone si espongono al rischio (anche
se il più delle volte non ne subiscono conseguenze) di
ricevere influenze malefiche e la stessa possessione. E evidente in
questi casi la piena responsabilità dell’individuo,
talvolta provocata con sconcertante volontà: ad esempio, nel
caso del patto di sangue con Satana.
4. Anche la quarta causa
implica in pieno la responsabilità dell’individuo. Si
può cadere in mali malefici per il persistere in colpe gravi e
multiple. Credo che sia il caso evangelico di Giuda, di cui ci viene
detto alla fine: «Satana entrò in lui». Ho avuto
casi di giovani dediti alla droga e in più colpevoli di
delitti e di perversioni sessuali: colpe gravi e persistenti che li
hanno resi schiavi del demonio. Ho anche notato la gran de difficoltà
a liberare donne che, oltre ad altri motivi che avevano provocato la
possessione, avevano compiuto aborti.
Rispondo infine alla seconda
domanda: che interesse ha il demonio. Nessun interesse, ma agisce per
pura perfidia. E la vera perfidia demoniaca, che vuole il male per il
male, anche a proprio danno. Un giorno interrogavo un demonio: «Tu
paghi con un aumento di pene eterne ogni sofferenza che provochi in
questa persona. Hai tutto l’interesse ad andartene al più
presto». Mi sono sentito rispondere: «Non me ne importa
niente delle mie pene; a me basta far soffrire questa persona e
distruggerla». Noi possiamo capire, anche se lo disapproviamo,
il delinquente che uccide un uomo per derubarlo. Non riusciremo mai a
capire la perfidia del demonio che si accanisce contro l’uomo,
forse solo illudendosi di fare dispetto a Dio, ostacolando i suoi
piani di felicità e di bene, ma con proprio danno personale.
Domanda — Nella mia lunga esperienza mi sono sempre
astenuto da ricerche di curiosità, ma ho sempre cercato ogni
forma di aggiornamento. Oggi sono venuto qui perché invitato
dall’amico carissimo Dott. Tamino; eppure mi sono trovato a
prendere tanti appunti e mi sono sorti molti interrogativi. Ne dirò
so lo alcuni. Intanto è indubbio che lo psichiatra debba
avere, molto più degli altri, la coscienza dei limiti immensi
della sua scienza. Ricordo un grande studioso francese che parlava
dei pregi dell’ignoranza, ossia del ritenersi ignoranti; quando
uno si ritiene sapiente non impara più niente. Vorrei avere
qualche parola in più sulla possessione e sui malefici. E poi,
riguardo alla collaborazione che si vuole dall’indemoniato
perché guarisca, che cosa significa? Io ho avuto esperienze di
queste possessioni, e vorrei il parere anche degli altri, perché
tra le forme da me incontrate e quello che ho sentito dire qui c’è
ben poco in comune.
Risposta — La ringrazio e certamente
il poco tempo disponibile non mi consente di rispondere con
completezza a quesiti così profondi. Quanto ho espresso non
collima con la sua esperienza. Sarebbe interessante un confronto, ma
mi limito ad un’osservazione di fondo: nei fatti naturali si
nota una ripetitività per cui è possibile formulare
delle leggi, dei criteri, anche in campo medico, e così
dall’esperienza si crea la scienza. Qui no. Non esistono due
casi uguali. Anche tra esorcisti, le esperienze sono così
diverse che talvolta è difficile intendersi.
Qualche parola
in più sulla possessione, che è la forma più
grave. Il demonio è puro spirito; in realtà è
una forza demoniaca che si impossessa di una persona, e parla o
agisce servendosi degli organi di questa persona, ma valendosi delle
cognizioni e della forza che ha il demonio. Per cui può
rivelare cose occulte; può par lare tutte le lingue o lingue a
noi ignote; può manifestare una forza straordinaria,
impossibile umanamente. Un mio amico, esorcista a Roma in tempi
lontani, sta va esorcizzando un giovane in chiesa. Ad un certo punto
questo si è innalzato e ha incominciato a salire, a salire,
fino a che il suo capo ha toccato il soffitto della chiesa.
Immaginate il terrore dei presenti, la paura che il loro caro
precipitasse di colpo e si sfracellasse al suolo. L’esorcista
ha fatto un gesto per rassicurarli e ha proseguito imperterrito, come
se niente fosse. Verso la fine delle preghiere, quel giovane
lentamente è ridisceso e, alla fine dell’esorcismo, era
seduto al suo posto. Non si era accorto di nulla. Sono fenomeni che,
specie se messi in relazione al contesto in cui sono avvenuti, non
possono avere una spiegazione naturale.
Più difficile è
vedere le relazioni con i malefici. Ce lo dice già la Bibbia
nel libro dell’Esodo, quando ci descrive che gli stessi fatti
portentosi che Mosè compie davanti al Faraone per ordine di
Dio e con la forza di Dio, vengono anche compiuti dai maghi, con la
forza del demonio: cambiare l’acqua in sangue, il bastone in
serpente, far venire un’invasione di rane... Il demonio ha il
potere di provocare anche malattie. Gesù ha guarito tanti
sordi e muti che erano colpiti da tali mali; una volta ha guarito un
sordomuto cacciando via il demonio: in quel caso il male era dovuto
ad una presenza demoniaca. P. Candido, con i suoi esorcismi, ha
guarito tante malattie, anche tumori al cervello. A me è
capitato più volte di far scomparire cisti alle ovaie, alla
vigilia dell’operazione. Naturalmente sono fatti che accadono
solo a persone già affette da mali malefici. Il Vangelo
suggerisce il criterio: dai frutti si riconosce la pianta. Anche i
medici, molte volte, provano una medicina e se vedono che fa bene
proseguono con quella cura; in caso contrario la cambiano. Anch’io
sono largo nell’amministrare gli esorcismi e poi, per
proseguirli, mi regolo in base al loro effetto.
Una parola sulla
collaborazione che ci si attende dal posseduto. Qui ci troviamo su un
terreno in cui la cura è la preghiera, è l’intervento
divino. Perciò chiediamo, a chi ha mali malefici, di mettersi
in regola con la legge di Dio (spesso il punto di partenza è
una buona confessione), di intensificare la preghiera e la frequenza
ai sacramenti, di approfondire la sua cultura religiosa. E questi
comuni mezzi di grazia non sono solo di aiuto, ma talvolta bastano da
soli a far cessare i disturbi.
Domanda — Esistono possessioni più o meno
gravi? Può il demonio dare dei poteri, dei benefici?
Risposta
— Esiste una vasta gamma di possessioni diaboliche, differenti
sia per intensità sia per le manifestazioni. C’è
differenza di intensità. Venne da me una ragazza di 15 anni,
che qualche giorno prima era stata ad assistere per curiosità
ad un rito satanico. Tornata a casa era furiosa, calciava e graffiava
i familiari che cercavano di fermarla, sputava addosso. Sono bastati
pochi minuti di esorcismo perché venisse liberata
completamente. Altre volte invece si assommano varie cause, in
diverse età della vita, e quando la persona viene
dall’esorcista c’è da risanare tutta una serie di
ferite per cui occorrono mesi, molte volte anni, per giungere al la
liberazione.
Ci sono anche grandi differenze nelle manifestazioni
esterne. Cito due casi estremi. C’è chi diventa furioso,
con una forza erculea, urla e cerca di avventarsi sui presenti; ma ho
avuto due casi di assoluta immobilità e silenzio, con una
totale mancanza di reazioni esterne, per cui occorse molta pratica e
il concorso di molti elementi per comprendere che si trattava di una
possessione vera e propria. Tra questi estremi c’è
spazio per tutta una gamma intermedia di varietà. In tutti c’è
sofferenza; ma altra è la situazione di chi può
compiere interamente i suoi impegni di lavoro e di famiglia, e fare
in modo che nessuno venga a conoscere il suo male; di versa è
la condizione di chi non è in grado di fare niente, di chi ha
bisogno di continua assistenza per cui sente un tedio mortale della
vita.
Passando all’altra domanda: sì, il demonio può
da re poteri e benefici. E quello che fa, ad esempio, con tutti i
maghi e gli stregoni: poteri di divinazione e di provocare disturbi;
può anche dare vantaggi materiali di ricchezza, successo,
piaceri. Ma dato che il demonio può solo fare il male e volere
il male, unisce sempre questi doni a grandi sofferenze. Per cui
coloro che chiedono i doni di Satana fanno un magro affare: vivono un
inferno su questa terra e, se non si convertono, un altro inferno
nell’altra vita.
Domanda — Poniamo il caso che una persona posseduta
riceva un male fisico tale da richiedere un intervento chirurgico;
quali sono le conseguenze? Ci può essere contrasto tra un
esorcista e un medico, con evi dente danno per il paziente, se
l’esorcista ritiene di trovarsi di fronte ad un male malefico,
da curarsi con esorcismi, e il medico ritiene invece che si tratti di
un male naturale, da curarsi per via medica?
Risposta —
Sono possibili le sorprese, ma non sono possibili contrasti tra
medici ed esorcisti. Questa almeno è l’esperienza mia
personale e degli esorcisti di mia conoscenza.
Sorprese: ho avuto
qualche caso in cui il chirurgo, procedendo nell’operazione,
non ha riscontrato nulla di quei mali che risultavano dalle analisi,
dall’ecografia, dalla TAC, dalla risonanza magnetica. In
qualche caso il male c’era (ad esempio una cisti), ma si è
riformato immediatamente dopo l’operazione. Ma sono casi molto
rari.
Possibilità di contrasti tra esorcisti e medici non
ne ho mai riscontrate, proprio per il fatto fondamentale che operano
su terreni diversi. Mai mi sono permesso di dire ad un medico il mio
parere, o comunque di interferire nelle sue decisioni. Il più
delle volte mi sono capitati casi in cui io sospettavo mali malefici
e spera o che venissero evitati interventi chirurgici; e di fatto
avvenivano cambiamenti nei dati delle analisi per cui i chirurghi
decidevano di non intervenire. Posso dire che molte volte mi sono
trovato a collaborare indirettamente con i medici senza che mai ci
incontrassimo e senza che loro sapessero della mia esistenza, o del
fatto che il paziente riceveva miei esorcismi. Credo che anche questo
sia un importante punto di incontro, sia pure inconscio: il reciproco
rispetto per cui ognuno agisce sul piano suo proprio e l’incontro
è dato dai vantaggi che riceve il malato, che è
beneficiano delle cure sia dei medici sia degli esorcisti.
Domanda — Una curiosità personale. Vorrei
sapere con quali criteri di scelta lei è giunto a questo tipo
di attività e se ha subito dei danni alla sua persona. E prima
ancora vorrei sapere se nelle persone che subiscono mali malefici
influisce la cultura, l’ambiente di vita; ad esempio chi vive a
Londra e chi vive in una tribù africana.
Risposta —
Ritengo molto importante poter fare queste precisazioni. La cultura
personale e l’ambiente, più o meno progredito, in cui si
vive, non hanno nessuna influenza né sugli eventuali disturbi,
né sui rimedi che le persone vanno a cercare presso gli
esorcisti o presso i maghi e gli stregoni. Sia noi che loro siamo
visitati da operai, contadini, casalinghe, professionisti,
industriali, uomini politici... Mi è venuto a trovare un
ingegnere specializzato in elettronica, che aveva pagato quarantadue
milioni per un amuleto (un sacchetto con uno spago pieno di nodi) che
avrebbe dovuto liberarlo da tutti i suoi guai. Il progresso tecnico e
la cultura non hanno nessuna influenza; riscontriamo questo dato
ovunque: in Inghilterra come in Italia, negli Stati Uni ti come in
Africa o in India.
Anche la religione ha ben poca influenza e
convive tranquillamente con le varie forme di superstizione, benché
le combatta come peccati di idolatria. La gente va in chiesa e poi
dal mago, con tutta naturalezza. Si sa che in tutto il mondo più
tecnicamente progredito,
la pagina più letta dei quotidiani
è l’oroscopo; si sono fatte statistiche precise. Non
dimentichiamo che la lotta contro il demonio e contro gli spiriti
malefici è stata sempre condotta, presso tutti i popoli, anche
prima che esistesse il popolo ebraico; naturalmente ognuno seguiva le
convinzioni e i metodi del suo ambiente culturale. L’avvento
del cristianesimo e delle altre grandi religioni hanno avuto scarsa
influenza per cambiare le mentalità.
Ora rispondo
alla domanda come sono diventato esorcista. Per caso; non è
stata una scelta mia. Ero andato a trovare il card. Ugo Poletti, per
il desiderio di salutano e di tenerlo allegro col mio modo scherzoso,
quando nel colloquio è emerso che conoscevo p. Candido
Amantini. «Lei conosce p. Candido? Ammalato com’è,
ha proprio bisogno di uno che lo aiuti». Si è messo a
scrivere un foglio (evidentemente in cui mi con feriva la facoltà
di esorcista), senza badare alle mie pro teste. Aggiungo anche che
danni alla mia persona non ne ho avuti; tratto il demonio con
autorità perché è lui che ha paura di me e di
ogni uomo, creato a immagine di Dio. Tanto più ha paura di un
cristiano, che dal battesimo è segnato col sigillo della SS.
Trinità.
Domanda — Tutti parlano tanto dei demoni. Per ché
non parlare anche degli spiriti buoni? Eppure ci sono anche
loro.
Risposta — Lei ha ragione. Il demonio da sempre ha
fatto notizia; l’angelo, poco. Mi viene in mente quel proverbio
cinese che ora è diventato di moda anche da noi:
«Fa
più rumore un albero che cade che una foresta che cresce».
Gli angeli ci sono, sono molto più attivi dei demoni, e
vedremo nell’altra vita da quanti pericoli ci hanno difeso;
anche da pericoli materiali. Quando penso, ad esempio, alle
imprudenze e ai rischi che ho superato in quarant’anni di
patente d’auto, guidando non sempre in modo ortodosso, debbo
proprio ringraziare il mio angelo custode. Ma renderci conto del bene
è più difficile che renderci conto del male. Anche nel
campo dei mali fisici: ci lamentiamo se abbiamo un male (ad esempio
il mal di denti) e non pensiamo a tutti i nostri organi che
funzionano bene.
Ringrazio della domanda perché mi dà
l’occasione di ricordare che gli angeli ci sono; ci difendono
dai pericoli, ci danno le buone ispirazioni, ci aiutano nelle
fatiche, ci sorreggono nelle avversità. E davvero ingiusto non
parlarne.
Domanda Ancora un quesito sull’azione del demonio.
Certamente non hanno interesse ad incontrarsi con un esorcista.
Vorrei sapere se gli indemoniati vengono da lei spontaneamente o per
forza.
Risposta La persona indemoniata soffre, e desidera andare
dall’esorcista per essere guarita, ossia liberata. Ma è
vero che trova difficoltà, specie all’ultimo momento. In
molti casi i colpiti, se non vengono aiutati, non ce la fanno ad
arrivare. Durante gli esorcismi il demonio si scatena più che
in qualsiasi altro momento. E allora, già prima di cominciare
l’esorcismo, iniziano i disturbi. C’è chi arriva
da me serenamente e non presenta difficoltà iniziali; c’è
chi arriva già in stato di trance, e viene trascinato per
forza nell’ultimo tratto; c’è chi, mentre aspetta,
vorrebbe fuggire e fuggirebbe se non venisse trattenuto. E c’è
anche chi parte da casa per venire, ma poi non ci riesce e cambia
direzione.
Quasi sempre poi, alla fine dell’esorcismo, le
persone se ne vanno serenamente, contente d’essere venute; in
qualche caso, pur rendendosi conto dei vantaggi dell’esorcismo,
provano tanto dolore durante la sua amministrazione, che se ne vanno
assicurando: «Qui non ci torno più». Sono invece
le persone più fedeli a ritornare.
Aggiungo che è
molto importante l’aiuto che poi il posseduto dà a se
stesso (con la preghiera, con la frequenza ai sacramenti...) o che
riceve dagli altri: bene dizioni, preghiere di liberazione, ecc.
Domanda — Ma è tanto importante la
collaborazione della persona indemoniata? Se ha una presenza esterna
che non dipende da lei, dovrebbe poter esse re liberata.
Risposta
— Sì, la collaborazione è molto importante. Io
sono solito dire, dato che ormai tutti sono pratici di queste cose,
che è un po’ come liberare un drogato: se collabora può
guarire, in caso contrario, no. Dico anche all’interessato: la
lotta e la vittoria contro il demonio la conduci tu; sei tu che ti
liberi, io posso solo aiutarti. Perché qui ci vuole l’aiuto
di Dio: chi libera è jl Signore. E si ottiene l’aiuto se
si prega e se si tolgono gli eventuali ostacoli alla grazia: ad
esempio se uno vive in peccato, o se cova un rancore e non vuole per
donare o se ha commesso una grave ingiustizia che de ve riparare. Per
ottenere l’aiuto di Dio è fondamentale la preghiera.
Dico spesso che il più grande ostacolo che incontriamo noi
esorcisti è la passività delle persone, la pretesa di
venire liberate senza il loro sforzo persona
le.
Domanda —
Vorrei ritornare a quei tipi di fenomeni di cui si è
parlato, come la glossolalia, la lievitazione, ecc. Sono fatti che
non mi colpiscono perché li ho osservati in tutt’altro
contesto che quello della possessione diabolica; se ne trovano
descrizioni anche nel la letteratura psicanalitica. Jung ne parla e
ne dà una spiegazione, ipotizzando forze ed energie che si
liberano. Mi pare che lei distingua tra fenomeni demoniaci, fenomeni
paranormali e fenomeni psichiatrici. Questa distinzione si basa su
diversità di fenomeno logia, ma con una uguale sostanzialità
energetica, o si tratta di una diversità sostanziale, in cui
si sprigiona un’energia del tutto diversa, di altra
natura?
Risposta — La differenza è sostanziale
perché c’è una sostanziale differenza di causa.
Nei fenomeni di natura malefica, la causa è la presenza del
demonio e l’eventuale energia che si sprigiona proviene dal
demonio. Per cui solo la preghiera e gli esorcismi possono avere
effetto e guarire da questi disturbi. Se gli esorcismi non sono
efficaci e i mali restano, vuol dire che la causa è diversa:
psichica o parapsicologica. Per cui non si tratta di energie di
diversa intensità, ma di energie di di versa natura, di
diversa provenienza.
Domanda — Nel caso da lei citato prima, del
sollevamento di un grande peso, mi pare di aver capito che secondo
lei non c’è una diversa intensità di forza, ma si
tratta di un fenomeno di natura diversa.
Risposta — È
esatto. Stiamo toccando con mano il cuore delle difficoltà nel
classificare certi fenomeni. Per ché se la fenomenologia può
essere simile, la causa può essere sostanzialmente diversa.
Per questo ho citato l’esempio biblico di Mosè che, con
la forza di Dio,
compiva gli stessi prodigi che poi i maghi
facevano con la forza del diavolo. Ci possiano trovare davanti a due
identici fenomeni: uno di carattere malefico e uno di carattere
parapsicologico. Come distinguerne la causa? Prima di tutto dalla
modalità. Ad esempio, se una persona manifesta una forza
anormale solo durante gli esorcismi. In più, se vi sono altri
fenomeni di sospetto. Ad esempio, se quella stessa persona, durante
gli esorcismi, quando viene spruzzata con acqua benedetta, reagisce
come se venisse bruciata. Certamente questo non accade a persone che
hanno fenomeni di carattere para psicologico. Aggiungo ancora:
l’efficacia dei mezzi di cura. Se una persona agisce sotto
influenza di poteri malefici, gli esorcismi hanno su di essa
influenza, e non hanno influenza le altre cure d’indole
naturale. La scienza medica e i poteri parapsicologici (come la
pranoterapia) influiscono su mali naturali, ma non hanno nessuna
influenza su mali malefici. Anche da questo si ve de che la
differenza è sostanziale, non è solo fenomenologica.