Messaggio del 2 aprile 2005:Mentre Ivan pregava, come di consueto, guardando la Madonna, la giovane donna bellissima che gli appare ogni giorno dal 24 giugno 1981, alla sinistra di lei č apparso il Papa. Una delle mie fonti ricostruisce tutto nel dettaglio: "il Papa era sorridente, appariva giovane ed era molto felice. Era vestito di bianco con un mantello dorato. La Madonna si č voltata verso di lui e i due, guardandosi, hanno entrambi sorriso, un sorriso straordinario, meraviglioso. Il Papa continuava estasiato a guardare la Giovane Donna e lei si č rivolta verso Ivan dicendogli: ‘il mio caro figlio č con me’. Non ha detto nient’altro, ma il suo volto era raggiante come quello del papa che ha continuato a guardare il volto di lei". Una liberazione a Medjugorje
Racconto tratto dal libro "Nuovi racconti di un esorcista" di Don Gabriele Amorth
Una madre di famiglia, di un paesetto siciliano, soffre da vari anni perché affetta da possessione diabolica. Si chiama Assunta. Anche alcuni dei suoi familiari pare che abbiano disturbi fisici causati da vendette di Satana. Dopo alcuni anni di peregrinazioni presso vari medici, che trovano Assunta sanissima, la sofferente bussa alla porta del proprio vescovo. Questi, esaminato il caso, l'affida a un esorcista, che viene aiutato da un gruppo di preghiera che, per ottenere il buon esito, prega e digiuna. Anch'io, assistendo agli esorcismi, mi rendo conto che si tratta di un caso molto grave, per cui propongo al marito di portare la moglie a Medjugorje. Dopo qualche esitazione (in quella famiglia nessuno conosceva i fatti di Medjugorje) la decisione è presa e si parte.
Arriviamo la domenica 26 luglio 1987. Assunta si sente già
male appena pone i piedi per terra, scendendo dalla macchina. P.
Ivan, il superiore dei francescani, non ci dà nessuna speranza
di aiuto: specie nel periodo estivo il loro lavoro è
massacrante. Propongo di portare Assunta in chiesa; penso che il
demonio non ha nessuna intenzione di manifestarsi. Il giorno dopo
saliamo sul Podbrdo, la collina delle apparizioni, recitando il
rosario. Anche qui non accade niente di particolare. Scendendo, ci
fermiamo davanti alla casa di Vicka, dove già c'è molta
gente. Ho anche il tempo di dire a Vicka che c'è con noi una
donna indemoniata, di nome Assunta. Ed è Assunta che corre
subito verso Vicka e l'abbraccia, scoppiando in lacrime. Vicka
l'accarezza sul capo. A questo gesto il demonio si manifesta: non può
tollerare la mano della veggente. Assunta si butta a terra, urlando
in una lingua sconosciuta. Vicka la prende per mano con delicatezza e
raccomanda ai presenti, sconcertate: << Non piangete, ma
pregate>>.
Tutti pregano con forza, giovani e vecchi;
s'intrecciano preci in varie lingue perchè i pellegrini sono
di diverse nazioni; è una scena biblica. Vicka asperge Assunta
con acqua benedetta e poi le chiede se si sente meglio. La donna fa
segno di sì con la mano. Pensiamo che si sia liberata e ci
scambiamo sguardi di gioia. Il demonio caccia fuori un urlo
spaventoso: aveva finito di andarsene perché smettessimo di
pregare. Riprendiamo con più ordine, intonando il rosario. Un
signore alza le mani e le tiene verso le spalle di Assunta, ma da
lontano; il demonio non resiste a quel gesto, per cui Assunta urla e
si dimena; occorre trattenerla perché vorrebbe scagliarsi
contro quell'uomo. Interviene un giovanotto alto e biondo, occhi
azzurri, che con grande forza lotta col diavolo. Capisco appena che
gli impone di assoggettarsi a Gesù Cristo, ma è tutto
un dialogo serrato, in inglese; Assunta non sa l'inglese, eppure
discute animatamente.
Intono le litanie lauretane. All'invocazione "Regina degli angeli" il demonio caccia un urlo tremendo; occorrono otto persone per tenere Assunta. Noi ripetiamo l'invocazione più volte, in tono sempre più elevato, con la partecipazione di tutti i presenti. E' il momento più forte. Poi Vicka si avvicina a me: << Sono già tre ore che preghiamo. E' tempo di portarla in chiesa>>. Un italiano che sa l'inglese mi ripete una frase del diavolo: ha detto che sono presenti in venti demoni. Andiamo in chiesa e Assunta viene fatta entrare nella cappella delle apparizioni. Là p. Slavko e p. Felipe pregano su di lei, fino alle diciannove. Poi escono tutti e ritorniamo alle ventuno; nella cappella delle prime apparizioni i due sacerdoti pregano ancora fino alle ventitré. Sappiamo poi che Assunta ha parlato in varie lingue. Ci viene dato appuntamento per il pomeriggio seguente; è un caso molto duro.
Alla mattina seguente andiamo da p. Jozo che, dopo la messa,
impone le mani sul capo di Assunta; i demoni non resistono a questo
gesto e reagiscono con violenza. P. Jozo fa portare Assunta in
chiesa: occorre trascinarla con grande forza. C'è molta gente;
il padre ne approfitta per fare una catechesi sull'esistenza del
demonio. Poi prega e asperge più volte Assunta con acqua
benedetta; le reazioni sono violentissime. Dobbiamo ritornare a
Medjugorje; p. Jozo fa in tempo a dirci che occorre spronare Assunta
a collaborare: è troppo passiva, non si aiuta. Alle tredici p.
Slavko e p. Felipe riprendono a pregare nella canonica. Dopo un'ora
veniamo chiamati per collaborare con le nostre preghiere; ci viene
detto che i demoni si sono molto indeboliti, ma occorre l'adesione
piena di Assunta. Mentre preghiamo, si cerca di far pronunciare
all'infelice il nome di Gesù; ci prova, ma sembra presa da
sintomi di soffocamento. Le viene posto il crocifisso sul petto e le
si suggerisce di rinnegare ogni tipo di magia e sortilegio
(è un passaggio determinante in simili casi). Assunta
annuisce; era quello che ci voleva. Continua la preghiera finché
anche Assunta riesce a pronunciare il nome di Gesù, poi inizia
l'Ave Maria. A questo punto scoppia in un pianto dirotto. E' libera!
Usciamo per recarci in chiesa; ci viene detto che Vicka si è
sentita male nell'istante stesso in cui Assunta veniva liberata;
stava pregando per questo.
In chiesa Assunta era in prima fila.
Ha seguito con fervore il rosario e la messa; non ha avuto nessuna
difficoltà a comunicarsi. E' questo un test importante. A
cinque anni di distanza posso confermare che la liberazione è
stata radicale. Ora quella mamma è una testimonianza vivente
nella misericordia di Dio ed è uno dei membri più
attivi del gruppo. Non esita a dire che la sua liberazione è
stata un trionfo del Cuore Immacolato di Maria.