Messaggio del 19 giugno 1986:Cari figli, in questi giorni il mio Signore mi ha permesso di ottenervi molte grazie. Per questo, cari figli, desidero invitarvi di nuovo a pregare. Pregate continuamente, così vi darò la gioia che il Signore dona a me. Con queste grazie, cari figli, desidero che le vostre sofferenze diventino gioia. Io sono vostra Mamma e desidero aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Maria offre Gesù al Padre
Il valore profetico della "Presentazione del Signore al
Tempio" e la "purificazione" della madre, associata
all’offerta sacrificale del figlio.
Il Vangelo di Luca
narra che Maria e Giuseppe, in ottemperanza alla Legge di Mosè,
"portarono il bambino [Gesù] a Gerusalemme per offrirlo
al Signore" [cfr. 2, 22]. Ma in realtà l’evangelista
dell’infanzia di Cristo descrive il comportamento di Maria e di
Giuseppe con particolarità uniche, che fanno intravedere come
essi realizzarono in pieno quel rito che era stato ordinato in una
forma che velava la realtà, compiuta solo con Gesù.
Prima di tutto, non era prescritto che gli sposi si recassero
al Tempio. Già questo fatto, anche se la vicinanza tra
Betlemme e Gerusalemme rendeva facile questo omaggio non richiesto,
ci dice come si sia fatto più del dovuto. Non troviamo nessun
altro esempio simile nella Bibbia.
Poi, Luca parla di "loro
purificazione" [Lc 2, 22], includendo Giuseppe. Anche questo
dettaglio rivela un fine profondo. I santi coniugi, dietro indubbia
ispirazione divina, hanno veramente offerto quel figlio al Padre, a
Colui che era il vero Padre sotto ogni punto di vista. Ma già
è evidente che è offerto per i peccati, come è
la sua missione. Per questo Luca ha accomunato Giuseppe e Maria: i
due sposi diventano i rappresentanti di tutto il popolo, affinché
l’offerta di Gesù avvenisse in un contesto di
purificazione.
Il valore di questo episodio diventa
profetico. Non dimentichiamo che, per Luca, Gerusalemme è
sempre vista come la città della Passione. Noi qui notiamo che
non ha nessuna importanza il rito di purificazione della madre; ha
invece enorme importanza l’offerta del figlio: vera offerta
sacrificale, a cui Maria si associa comprendendone il significato,
anche se avrà capito solo vagamente che si trattava di un
presagio e di un anticipo di ben altra offerta, quella della Croce.
La Croce sarà la salvezza di tutta l’umanità, e
già Gesù è proclamato "luce per illuminare
le genti" [Lc 2, 32].
La profezia di Simeone ed Anna
Infatti, a questo punto si inserisce un fatto che completa e
spiega pienamente l’offerta sacrificale appena avvenuta:
l’incontro col vecchio Simeone. Questo pio israelita aveva
ricevuto dallo Spirito una promessa: "Non morirai senza aver
prima visto il Messia" [cfr. Lc 2, 25-26]. È lo Spirito
che lo spinge a recarsi al Tempio in quel giorno ed è lo
Spirito che, in mezzo al consueto viavai del Tempio, lo fa avvicinare
ai giovani sposi. Si rivolge alla madre stupita, per chiederle un
favore: vuole tenere il bambino tra le sue braccia, vuole guardarlo
bene, per pronunciare una stupenda preghiera, che fa capire ai santi
coniugi come il Signore gli abbia rivelato la vera identità di
quel bambino: "Ora sì, Signore, puoi prendermi nella tua
pace, perché mi hai dato la gioia di vedere il Salvatore, come
mi avevi promesso". Ed esalta il bambino: "luce delle genti
e gloria d’Israele" [cfr. Lc 2, 23-32].
Ma a
questo punto l’incontro col santo vecchio prende un’altra
piega. Si sarà forse oscurato il volto di Simeone, mentre si
rivolgeva direttamente alla madre per una duplice e dolorosa
profezia: sul bambino e su lei stessa, così pienamente
associata alla missione del figlio. Chissà come cadono pesanti
quelle parole sul cuore di Maria: "Egli è qui per la
rovina e per la risurrezione di molti in Israele e come segno di
contraddizione". E quelle parole profetiche, non meno gravi,
rivolte a lei: "E una spada trapasserà la tua anima"
[cfr. Lc 2, 34]. È come un secondo annuncio fatto a Maria,
"Corredentrice" nella Passione del Figlio.
A questo
punto, per gli stupiti Maria e Giuseppe deve essere stato un grande
balsamo la presenza della vecchia profetessa Anna, anch’essa
ripiena di Spirito Santo, la quale dimostra di aver ricevuto piena
rivelazione sulla vera identità di Gesù, per cui "loda
Dio e parla del bambino, indicandolo come il Salvatore a coloro che
aspettavano la redenzione di Gerusalemme" [cfr. Lc 2, 38].
Commenta Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica "Rosarium
Virginis Mariae": "[Questo quarto Mistero gaudioso], pur
conservando il sapore della gioia, anticipa i segni del dramma. La
presentazione al Tempio, infatti, mentre esprime la gioia della
consacrazione e immerge nell’estasi il vecchio Simeone,
registra anche la profezia del "segno di contraddizione"
che il Bimbo sarà per Israele e della spada che trafiggerà
l’anima della Madre (cfr. Lc 2, 34.35)" [RVM, 20].
Don
Gabriele Amorth