Messaggio del 25 maggio 1987:Cari figli! Invito ognuno di voi a cominciare a vivere nell' amore di Dio. Cari figli, voi siete pronti a commettere il peccato e a mettervi nelle mani di Satana, senza riflettere. Io invito ciascuno di voi a decidersi coscientemente per Dio e contro Satana. Io sono vostra Madre; perciò desidero condurvi tutti alla santità completa. Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in cielo. Questo è, cari figli, lo scopo della mia venuta qui e il mio desiderio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Interamente glorificata:La Vergine Maria – vera primizia dell’umanità glorificata – continua la sua missione di Salvezza presso Dio.
Anche a riguardo della Vergine Maria, in passato si amava
soprattutto vedere la sua grandezza ponendone in rilievo i privilegi;
oggi si preferisce sottolineare piuttosto i servizi resi nel piano
della Salvezza: sono due aspetti non in contrasto, ma che si
integrano, essendo entrambi veri.
Per questo, in passato si
amava rilevare, nell’Assunta, il compimento della Redenzione,
essendo Maria glorificata in anima e corpo: ciò che in
teologia si esprimeva con la formula "interamente redenta".
Si rimetteva così in luce la conformità di Maria al
Figlio: era giusto che fosse associata alla glorificazione di lui,
essendo stata associata a tutta l’opera della Redenzione,
specialmente al Mistero pasquale. Si insisteva sulla convenienza che
venisse glorificata quella carne da cui Gesù aveva tratto la
sua carne; e si aggiungeva: come, per i meriti di Cristo, le è
stata applicata preventivamente l’esenzione dalla colpa
originale, così è giusto che le venga applicato
preventivamente il frutto della Risurrezione.
Sono tutti
argomenti validi e sostenuti ancora oggi. Ma si preferisce aggiungere
altri motivi.
Il fatto dell’Assunzione è un evento salvifico
Ogni privilegio è stato dato a Maria in vista di uno scopo
che supera la sfera personale; anche l’Assunzione non esula da
questo criterio. Per cui non è stata concessa alla Santa
Vergine solo per onorare la sua persona, ma in vista di un evento
salvifico. Maria ha ricevuto da Gesù una nuova missione, che
durerà fino alla fine del mondo: la maternità su tutti
gli uomini, in ordine alla Salvezza. La sua missione sulla terra non
è finita, come è finita per gli altri uomini, che
potranno solo contribuire con la preghiera nella Comunione dei Santi.
Per Maria non è così. Era dunque necessario che si
trovasse nella completezza della sua persona, fatta di anima e di
corpo, per adempiere a questa nuova missione verso di noi.
Ora
il corpo di Maria, come il corpo di Gesù, non è più
legato ai vincoli di spazio e di tempo. Per cui la loro presenza,
accanto a ciascuno di noi, è incessante. Per offrirne un
esempio, ripenso alle varie apparizioni di Gesù risorto: dava
l’impressione di arrivare, di partire, anche se le porte erano
chiuse. Per cui i teologi si sforzavano di capire le proprietà
di un corpo risorto, tra le quali la sottigliezza, ecc. La realtà
è un’altra: Gesù ha detto chiaramente che resterà
con noi sempre, fino alla fine dei tempi, per cui è sempre
presente. Quando vuole apparire, rende visibile questa presenza; poi,
finito lo scopo dell’apparizione, la rende di nuovo non
percepibile dai sensi umani; ma questa presenza continua.
La
stessa cosa avviene per Maria. In più, non solo la sua
presenza non ha più limiti di spazio e di tempo, per cui sulla
terra viveva solo in un posto e con i condizionamenti temporali che
abbiamo tutti in questo mondo; perciò anche l’attività
poteva essere solo limitata dalle ore che passano e non ritornano.
Adesso non è più così: la sua attenzione materna
verso di noi non ha limiti e – come si esprime il Vaticano II –
è un’opera che continua "fino a che [tutti gli
uomini] non siano condotti nella patria beata" [cfr. LG 62].
In tal modo ci è facile comprendere meglio i motivi e
le conseguenze dell’Assunzione della Vergine Maria: assunta in
Cielo, è viva; è vera nostra madre che sta sempre
accanto a noi con una presenza quanto mai attiva, anche se non la
vediamo; ma è una presenza costante e piena, perché non
è più legata ai limiti di spazio e di tempo che aveva
nella vita terrena.
Don Gabriele Amorth