Messaggio del 25 dicembre 1994:Cari figli! Oggi gioisco con voi prego con voi per la pace: pace nei vostri cuori, pace nelle vostre famiglie, pace nei vostri desideri, pace in tutto il mondo. Il Re della pace oggi vi benedica e vi dia la pace. Io vi benedico e porto ognuno di voi nel mio cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. La Donna nemica di satana. Un rivale forte per colpa nostra
Una lettrice mi scrive: “Lei padre, commenta le parole dei
messaggi della Madonna in cui è nominato satana. E' un
commento attuale, mentre noi siamo preoccupati che si scateni una
guerra dall'Iraq?” Un altro lettore osserva: “Mi sembra
perfino strano che la Madonna parli così spesso di satana,
mentre i sacerdoti oggi non ne parlano mai...”. Sono
osservazioni giuste e che meritano risposta, mentre mi avvicino alla
fine dei miei commenti. Che la Regina della Pace sia preoccupata per
la pace nel mondo, ce lo dice bene il messaggio di luglio (e non solo
quello!), in cui chiaramente la Mamma Celeste aveva presente li
avvenimenti che stavano per accadere. Ed è fuori dubbio che in
ogni evento contrario al volere di Dio, come l'assalto di un popolo
contro un altro, c'è anche la mano del demonio, oltre alle
responsabilità delle persone.
Che la Madonna parli così
spesso del demonio può stupire solo chi non conosce il
Vangelo. In esso il demonio è visto come il nemico di Dio:
nella parabola del seminatore, è lui il nemico che ruba la
parola di Dio che cade lungo la via (Mt 13,19); nella parabola del
buon grano e della zizzania è ancora lui il nemico che,
“mentre i servi dormivano”, semina la zizzania (Mt
13,39). Da Adamo ed Eva in poi, la voce di satana si oppone a quella
di Dio. Sappiamo bene che la decisione dipende poi dalla libera
volontà dell'uomo, ma sarebbe errato sottovalutare la forza
dell'avversario. La Madonna ce ne parla spesso perché la Sacra
Scrittura ce ne parla spesso. Se i sacerdoti tacciono, sono in grave
errore.
“Cari figli, satana è forte e aspetta
ciascuno di voi per provarlo” (25.9.87); nessuno è
esente dai continui attacchi del demonio. S. Paolo è molto
chiaro quando ci invita a “rivestire l'armatura di Dio per
contrastare le ingegnose macchinazioni del diavolo”; e ne
spiega il motivo: “Infatti non lottiamo contro una natura umana
mortale, ma contro i demoni dominatori di questo mondo oscuro e
contro gli spiriti maligni delle regioni celesti” (Efesini
6,11-12). La Madonna continua: “Pregate affinché satana
non vi attiri con il suo orgoglio e con la sua falsa forza”
(25.11.87). L'orgoglio è la porta principale d'ingresso di
Satana nelle anime. Nel messaggio del 25.2.88 ci sono tre forti
richiami a satana: “Desidero che mi obbediate e non permettiate
a satana di sedurvi ”; “Cari figli, satana e forte; per
questo chiedo le vostre preghiere e che me le offriate per quelli che
sono sotto il suo influsso, affinché si salvino”; “Se
pregate, satana non PUÒ intralciarvi minimamente. La corona
del Rosario sia sempre nelle vostre mani, come segno per satana che
appartenete a me”.
Sono qui elencati i mezzi principali
che l'uomo ha a disposizione per combattere e vincere satana: la
preghiera, ascolto della parola di Dio, la vigilanza, l'umiltà,
la lotta contro le tentazioni e suggestioni (macchinazioni) del
maligno, il ricorso a Maria SS. e in particolare il Rosario.
Domande
e risposte
L'insistenza che “il demonio è forte” non può intimorirci e sminuire la fiducia nella forza di Dio?
No. Serve solo a farci aprire gli occhi e a farci usare i mezzi di
grazia che il Signore pone a nostra disposizione. Se Gesù
chiama satana “principe di questo mondo”; se S. Paolo o
chiama “dio di questo mondo”; se S. Giovanni afferma che
“tutto il mondo è posto sotto il potere del maligno”;
tutto questo non sminuisce l'onnipotenza di Dio, ma ci fa capire con
quanta forza si debba lottare: non con le nostre forze, del tutto
insufficienti, ma chiedendo a Dio la sua forza. Siamo tutti soggetti
alle tentazioni del maligno anche Gesù ha accettato questa
condizione umana. Con la grazia di Dio possiamo vincere. Ma quando
vediamo che una persona a noi cara soccombe, che cosa possiamo fare?
Talvolta pare Che la preghiera non basti”. E' il problema di
tanti genitori, di tanti fedeli. S. Monica ha pregato, e pianto per
circa trent'anni, prima che Agostino si convertisse. Occorre tanta
fede e tanta perseveranza; sappiamo che la grazia di Dio può
tutto, ma agisce nel rispetto della libertà umana.
Don
Gabriele Amorth