Messaggio del 16 dicembre 1989: Cari figli! Sono felice quando vi vedo pregare e preparare i vostri cuori alla venuta di Gesù. Siate totalmente aperti e rallegratevi perché Gesù sta per costruire la sua dimora nei vostri cuori che hanno bisogno di pace e di amore. Gesù lo farà!
Betlemme, la casa del pane - di Don Gabriele Amorth
"A te, o Cristo, che sei apparso sulla terra come uomo,
noi offriamo per madre la Vergine Maria, parte della nostra umanità".
Betlemme [che in ebraico significa "casa del pane"] è
stata teatro di grandi eventi biblici [tra i quali la consacrazione
di Davide re d'Israele], fino al più straordinario fatto della
storia umana: la nascita di Gesù, il Figlio di Dio.
Dal
Vangelo sappiamo come Giuseppe e Maria dovettero scegliere –
nell'imminenza del grande evento della nascita di Gesù –
il ripiego di una grotta isolata, che serviva da riparo occasionale
per i pastori e per il loro bestiame.
Ancora oggi,
contemplando Betlemme dal "campo dei pastori", specie
all'ora del tramonto o di notte, si resta incantati per il riposante
paesaggio collinare naturale che offre e per il cielo tersissimo che
lo avvolge. Ma è tutto l'universo che qui sembra ancora
partecipare al grande mistero del Natale del Signore, che la liturgia
celebra ogni anno. E sentiamo più che mai appropriata la
solenne preghiera natalizia della tradizione bizantina: "Che
cosa ti offriremo, o Cristo, per essere apparso sulla terra come
uomo? Ognuna delle creature da te chiamate all'esistenza ti offre la
sua riconoscenza: gli Angeli, il loro canto; i cieli, le stelle; i
Magi, i doni; i pastori, la loro venerazione; la terra, una grotta;
il deserto, un presepio. Ma noi ti offriamo per madre la Vergine
Maria [una di noi, parte della nostra umanità]".
Più
che mai nel Natale la Santa Vergine rifulge per la sua massima
elevazione a Madre di Dio, "Theotókos", generatrice
di Gesù, unica Persona del Verbo di Dio. Così il
mistero del Natale del Signore ci riporta alla venerazione del titolo
più grande che la fede cattolica riconosce a Maria: la sua
divina maternità.
E mentre i Cristiani "fratelli
separati" di fede non cattolica non hanno la grazia di
riconoscere come verità rivelata gli ultimi due dogmi mariani
[l'Immacolato Concepimento di Maria e la sua Assunzione al Cielo],
pure essi venerano nella Madonna le verità di fede dei primi
due dogmi: la perpetua verginità di Maria e, appunto, la sua
divina maternità.
Per celebrare degnamente – nel
mistero del Natale – le grandezze della Madre di Gesù,
dobbiamo ricorrere alle esaltazioni sempre piene di amore e di fede
che la Chiesa ci suggerisce in questo tempo liturgico: dalle
Antifone, Responsori ed Inni propri del Natale [proposti nella
"Liturgia delle Ore"], alle prime invocazioni delle
'Litanie lauretane' [dove si trovano associati gli attributi della
divina maternità e della verginità di Maria] e alle
preghiere di ogni giorno [come l'Ave, Maria e l'Angelus] che invocano
Maria proprio per la sua divina maternità.
E non va
dimenticata, ovviamente, la meditazione del 3° "Mistero
della gioia", il Natale di Gesù, narrato dall'Evangelista
Luca: "C'erano nella regione alcuni pastori che vegliavano di
notte, facendo la guardia al loro gregge. Un Angelo del Signore si
presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di
luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l'Angelo disse loro:
"Non temete, ecco: vi annunzio una grande gioia, che sarà
di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di
Davide un Salvatore, che è il Cristo Signore…" [Lc
2, 8-12].
E a questo brano facciamo seguire una breve
riflessione, del tipo: Maria Madre di Dio è la Madonna del
Natale, la donna del primo sguardo dell'uomo sul Dio fatto uomo,
accarezzato con occhi trasparenti di tenerezza materna e di santità.
Così pregando la Santa Vergine: "Santa Madre di Dio, fa'
che contempliamo anche noi con sguardo di fede e di amore il tuo
figlio, il Verbo fattosi uomo, il Bambino Gesù dei nostri
Presepi!".
Don Gabriele Amorth