Messaggio del 20 aprile 1983:Vorrei convertire tutti i peccatori, ma essi non si convertono! Pregate, pregate per loro! Non aspettate! Ho bisogno delle vostre preghiere e della vostra penitenza. Home :: Il Paradiso
COMPAGNIA DI GESÙ - DI MARIA - DI GIUSEPPE
Compagnia di Gesù
La beatitudine primaria del Paradiso è la visione, il
possesso e il godimento di Dio come Egli è. Però
vedremo, possederemo, godremo Dio anche in forma umana, perché
Gesù è vero Dio e vero Uomo.
Questa gioia possiamo
ben comprenderla e incominciare ad assaporarla fin da ora, almeno con
la fantasia considerando un po che in Gesu si assommano tutti i veri
valori umani che esercitano tanta seduzione nella nostra mente e nel
nostro cuore. Su questa terra non possiamo avere un’idea esatta
di Gesu Cristo L'avremo soltanto in Paradiso quando la sua visione e
la sua compagnia ci renderà felici. Su questa terra possiamo
solo farci un’idea analogica.
Qualunque cosa diremo di Gesù
è vera, ma resta immensamente inferiore alla realtà.
Tutte le perfezioni delle creature sono riflessi delle perfesioni di
Gesù, come i raggi della luna sono i riflessi dei raggi del
sole. Le creature sono riflessi tenuissimi di Dio perché Lui è
infinitamente più grande e più bello, e Gesù è
la sua luce (Apoc. 21,23): «La città (cioè il
Paradiso) non ha bisogno di luce del sole, né della luce della
luna perché la gloria di Dio l’illumina, e la sua
lampada è l’Agnello (cioè Gesù)».
Tutti
i saggi e gli scienziati del mondo possono appena darci una
pallidissima idea della incommensurabile saggezza e scienza di Gesù.
Tutte le aurore possono darci una debolissima idea della sua bellezza
radiosa. Tutti i colori dei fiori più delicati possono darci
solo una minima idea del colore meraviglioso del suo corpo. Tutta la
bellezza delle creature umane non può darci una piccolissima
idea della sua bellezza. Il 25 gennaio del 1558, festa della
Conversione di San Paolo, Santa Teresa d’Avila ebbe una delle
più alte visioni della sua vita: «Mentre assistevo alla
S. Messa — dice la Santa — mi apparve l’Umanità
intera di Gesù. Egli era in quella forma in cui sono soliti
dipingerlo risuscitato, ma di una bellezza e maestà
incomparabile. Se in Cielo vi fosse soltanto l’immensa bellezza
dei corpi gloriosi e in particolare quella dell’Umanità
di nostro Signore, il piacere che se ne proverebbe sarebbe veramente
indicibile, estasiante».
Gesù rassomiglia a tuti gli
uomini buoni, ma è infinitamente migliore. Rassomiglia a tutti
gli innamorati della terra, ma Egli è infinitamente più
innamorato dei suoi amanti. Rassomiglia a tutte le creature più
dolci, ma Egli è infinitamente più dolce. Il profumo
del suo corpo rassomiglia a tutti i profumi più delicati della
terra, però è immensamente più inebriante.
L’incanto dei suoi occhi rassomiglia all’incanto degli
occhi più belli delle creature umane, però è
immensamente più bello. Tutto questo potrà sembrare una
esagerazione o un vuoto retorismo, invece è ancora molto poco.
Gesù Cristo è ancora immensamente più bello, più
perfetto, più affascinante. Metti in una persona tutta la
finezza, tutta la delicatezza, tutta la sensibilità, tutta la
bontà, tutto l’amore e la bellezza di tutte le persone
umane: Gesù è ancora immensamente di più: Egli è
l’essere più bello, più santo, più
perfetto che Dio ha potuto concepire e formare. Dio, l’Onnipotente
e l’Infinito, il Creatore dell’universo, l’Autore
dì tutte le meraviglie delle cose, non può fare niente
di più grande e di più bello di Gesù
Cristo.
Metti insieme tutte le gioie e le dolcezze, tutti i
piaceri del corpo e dello spirito che gustano tutte le persone della
terra, ebbene tutta la felicità che dona un solo istante
dell’unione con Gesù li sorpassa smisuratamente. La
Beata Angela da Foligno, convertitasi, dopo la morte del marito, a 26
anni e consacratasi a Dio, da allora fece una vita santa di
preghiere, di penitenze, di opere sante e di virtù eroiche. Fu
favorita da Dio di visioni meravigliose che il suo Confessore, sotto
sua dettatura, trascrisse nel libro: «Il libro delle mirabili
visioni». Ebbe la rarissima fortuna di vedere, ancora in terra,
Dio faccia a faccia... Dopo una di tali visioni disse: «Concentrate
in uno tutte le gioie e i piaceri che hanno goduto, godono e
godranno, sia lecitamente che illecitamente, tutti gli uomini e le
dorme della terra, dall’inizio alla fine del mondo, ebbene io,
in un solo istante della visione di Dio, ho goduto immensamente di
più».
Come saremo fieri in Paradiso d’averlo
servito, di essergli stati sottomessi, di averlo amato! Ne saremo
ricambiati senza misura. Egli terrà ciascuno di noi vicino a
sé come se fosse l’unico suo amico più intimo,
l’uno suo fratello più caro, l’unico ad amare e da
favorire! La moltitudine degli Angeli e dei Beati può essere
numerosissìma quanto si vuole, questo non esaurirà mai
le effusioni più calde del suo amore per ciascuno di noi, né
cesserà mai di ricevere, a sua volta, le manifestazioni più
affettuose dell’amore riconoscente di ciascuno di noi. Nel
Regno dell’Amore non esistono barriere e ostacoli all’amore!
Stiamone certi. Se al presente, ancora inquinati da tante colpe e
imperfezioni, il nostro Gesù trova modo di darsi a noi fino a
immedesimarsi con ciascuno di noi mediante la S. Comunione, in
Paradiso, dove ciascuno di noi è diventato santo e perfetto,
si immedesimerà immensamente di più mediante l’unione
totale di se stesso con ciascuno dei suoi Beati. O anime tormentate
da una grande fame di amore, alzate i vostri occhi al Cielo: lassù
potrete amare senza più alcun limite la Persona Umana più
degna di essere amata e più capace e desiderosa di
corrispondervi.
O Gesù, quale paradiso troveremo nello
splendore della tua fronte, nella grazia delle tue labbra, nello
scintillìo dei tuoi occhi, nell’incontro del tuo
sorriso, nell’armonia sovrana di tutte le tue fattezze e di
tutti i tuoi gesti? Quale armonia estasiante sarà la tua voce
che ci chiamerà a nome e ci parlerà del tuo amore?
Quale trasalimento di amore ci farai provare quando ci ammetterai a
stringere, come la Maddalena, cotesti tuoi piedi di Dio glorioso, a
coprire di lacrime di riconoscimento costeste tue mani di Redentore
risuscitato, a posare come San Giovanni il nostro capo sul tuo cuore
di Dio incarnato, ad abbracciarti, ad accarezzarti, a coprirti e
ricoprirti di baci, o Sposo divino ed eterno di ciascuna delle tue
creature umane? A baciarti la fronte immacolata, i cari occhi, le
adorate guance, la bocca deliziosa che possiede le parole di vita
eterna, di felicità purissima, paradiso di delizie, sorgente
inesauribile di amore, di bontà, di ogni bene: quando dunque
potremo immergerci in Te senza più uscirne? Abbandonarci nelle
tue braccia di Sposo amabilissimo e amatissimo per non separarci più?
Che tutto l’universo, in un unico canto di lode e di gloria,
inneggi alla tua bontà che ti fa trovare la tua occupazione e
la tua soddisfazione a versare la tua beatitudine in torrenti
inesauribili su tutti i Beati per tutta l’eternità!
Compagnia di Maria
In Paradiso, dopo Gesù, la persona più amata e
intorno alla quale si farà più ressa è Maria
Santissima, Madre di Dio e Madre nostra. Dio ha preso dagli scrigni
della sua onnipotenza e ha accumulato in Lei tutto ciò che
aveva di più bello, di più grande, di più santo,
di più prezioso, di più perfetto. Ha conferito a Lei
tutti i primati: la prima creatura nell’ordine della
predestinazione, la prima nell’ordine della grazia, la prima
nell’ordine della santità, la prima nell’ordine
degli incarichi onorifici e importanti nel creato, e infine la prima
nell’ordine della gloria. Appunto nella gloria, dove tutti
questi privilegi trovano la loro massima attuazione e brillano nel
loro massimo splendore, tutto il Paradiso è inondato di luce e
pervaso dalla fragranza verginale della «Tutta Pura, Tutta
Bella, Tutta Santa».
Il luogo dove i Beati amano certamente
trattenersi più spesso e il più a lungo possibile, dopo
Dio, è accanto a Lei. Contemplare le sue fattezze perfette,
ammirare le sue virtù ineguagliabili, cantare le sue lodi,
dare e riceverne scambievolmente le espressioni più vive di
affetto è certamente una delle occupazioni più
deliziose della vita dei Beati. In Paradiso tutti i Beati
indistintamente, perché si Sono salvati per mezzo
dell’intervento materno di Maria, anche non invocato, si
uniranno in un unico coro di glorificazione a celebrare la dignità,
la santità, le benemerenze della Santissima Vergine, perché
tutti avranno sperimentato la verità di quanto i Santi e i
Dottori della Chiesa hanno insegnato e cioè che Dio ha
costituito Maria depositaria e dispensiera di tutte le grazie che le
sue sofferenze, unite al Sangue di Gesù Cristo, ci hanno
meritato.
Maria è madre di Gesù e Madre nostra. La
mamma per i suoi bambini è tutto, ma anche i bambini per la
loro mamma sono tutto! Così è Maria per noi e noi per
Lei se facciamo attenzione alle sue continue sollecitudini e
interventi materni a protezione del popoio cristiano.
Com’è
presente Maria nella nostra vita terrena? La presenza di Maria
Santissima nella vita di ciascuno di noi è una realtà
certa e sicura. Non si tratta di un pio sentimento o di una pia
espressione, ma di una «verità» insegnata dalla
Chiesa. Come potrebbe Maria essere vera Madre se poi non adempisse
gli uffizi materni nei nostri confronti? E vero che la Madonna è
una creatura e come tale soggetta a limiti, ma anche Cristo come uomo
è una creatura, eppure nessuno può dubitare che Egli
come uomo sia presente e operante non solo in tutte le Ostie
consacrate del mondo, ma nella vita di ciascuno di noi. E presente
con la sua scienza, con l’efficacia dei suoi meritie della sua
intercessione sempre viva presso il Padre. E presente come Capo del
Corpo Mistico, la Chiesa, e quindi unito così intimamente a
noi da costituire con noi un solo Corpo. E Lui che l’ha detto:
«Io sono la vite, voi i tralci» (Giov. 15,5).
Maria
Santissima, sia pure in un ordine inferiore perché dipendente
da Cristo, è realmente presente nella vita di ognuno di noi
suoi figli. Il Concilio Vat. II (L.G. 62) ci assicura di questa
consolante verità: «Con la materna carità si
prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti
in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella
patria beata».
La Madonna è presente nella nostra
vita più di quanto noi possiamo pensare e immaginare.
1)
Ella è presente, prima di tutto, a ciascuno di noi perché
in Dio ci conosce uno per uno, con una conoscenza materna e quindi
più intima di quella con la quale ci conoscono gli Angeli e i
Santi. Nella Visione Beatifica Ella ci conosce non in modo generico o
imperfettamente, come si può conoscere nell’oscurità
della fede, ma in modo perfetto. In Dio conosce quello che siamo
chiamati ad essere per vocazione; la missione che dobbiamo compiere,
il tempo che ci è dato da vivere sulla terra, e conosce quello
che ci occorre per attuare pienamente il disegno di Dio. Quindi Maria
Santissima è presente a ciascuno di noi per la conoscenza
perfetta, totale e completa che ha dei suoi figli; perfetta perché
procede dalla Visione stessa di Dio.
2) La Madonna è
presente nella nostra vita perché non solo ci conosce, ma in
Dio ci vede, momento per momento. Lei vede, giorno per giorno, dove
siamo, che cosa facciamo, le nostre difficoltà, i pericoli che
ci sovrastano, tutte le necessità spirituali e temporali che
ci accompagnano. Nulla di noi suoi figli sfugge allo sguardo materno
di Maria. Questa visione che Maria ha di noi in ogni momento della
nostra vita, non è una visione come quella dello scienziato
che studia e osserva qualcosa della natura, ma è una visione
di Madre, perciò colma di affetto e piena di attenzioni, di
premure, di sollecitudini, di desideri. Perché assunta in
Cielo in anima e corpo, Maria a nostro riguardo ha una capacità
affettiva di cui gli atri Santi non hanno l’eguale. Maria è
così presente nella nostra vita da conoscere e vedere di noi
molto di più di quanto noi stessi possiamo vedere e conoscere.
Alsuo sguardo non sfugge ilpiù fugace desiderio e il più
intimo sentimento del nostro cuore.
3) Infine la Madonna è
presente nella nostra vita perché in Dio ci ama
individualmente, cioè uno ad uno, con un amore materno,
attivo, premuroso. Una vera madre non si accontenta di vedere i suoi
figli e di conoscerli intimamente, ma opera per loro provvedendo ai
loro bisogni e aiutandoli in tutto.
La Madonna è presente a
ciascuno di noi nella vita non solo perché ogni grazia che Dio
concede agli uomini passa per le sue mani, ma perché Lei
stessa prende l’iniziativa di provvedere ai nostri bisogni e
alle nostre necessità intercedendo per noi presso Dio con la
sua preghiera di Madre, sempre efficace perché è
l’espressione stessa dell’amore di Dio nei nostri
confronti. Perché Madre, Maria non aspetta che noi
l’invochiamo a venire in nostro aiuto, ma ci precede nella
richiesta, come del resto fa qualunque buona mamma nei confronti del
suo bambino quando lo vede in necessità.
Come l’intenzione
e l’amore di Dio ispira e penetra l’intercessione di
Maria a nostro riguardo, così la sua virtù e
onnipotenza divina fa sì che ogni desiderio e preghiera di
Maria raggiungano il loro effetto.
Quella della Madonna non è
certo una presenza sensibile, cioè sperimentata e controllata
dai nostri sensi, ma non per questo è meno «reale»
perché è nell’ordine della fede e della
grazia.
Perché è nostra vera Madre, Maria è
con noi suoi figli, ci segue disponendo maternamente tutto quanto può
servire al vero bene della nostra persona e facilitare il nostro
cammino verso il Paradiso. Se gli Angeli Custodi, ai quali Dio affida
il cammino degli uomini, hanno cura di liberarci dai pericoli di
questa vita e di difenderci contro ogni avversità, che cosa
non farà la Madonna, nostra Madre?
E così bello
avere una Madre carissima e poterle stare vicino per sempre nel più
suntuoso e delizioso soggiorno, il Paradiso! Gli Angeli non possono
avere il minimo sentimento di invidia, ma se lo potessero avere, ci
avrebbero invidiato in eterno la grazia di avere per Madre la loro
Regina e noi di essere i suoi figli prediletti. Essi, invece,
creature sante e perfette, vedendoci amati da Gesù fino a
sacrificarsi per noi e vedendoci bisognosi di una Madre, certamente
si uniranno a noi per ringraziare con la gioia più viva il
Signore per l’inestimabile dono materno che ci ha fatto, e per
amare anche loro con affetto grandissimo la tenerissima Madre toccata
a noi uomini.
Intorno all’Immacolata e sempre Vergine Madre,
dopo Dio, convergono dunque le attenzioni di tutto il fiore più
bello delle creature ragionevoli. Al suo indirizzo si moltiplicano le
manifestazioni del più tenero affetto e in compenso se ne
ricevono carezze, abbracci, baci e benedizioni materne. Tutto il
Paradiso è certamente mobilitato da Dio per esaltare la più
santa delle creature.
Quale spettacolo d’insuperabile gioia
sarà per noi il contemplare la Santissima Vergine assisa sul
suo trono di gloria accanto al suo Figlio Divino irradiante quella
amabilità senza pari che si addice alla Regina del Paradiso,
alla Madre di Dio, e Madre nostra! Con quali fremiti di tenera
ebbrezza vibreremo in tutto il nostro essere assaporando, nella calma
celeste, l’aroma estasiante dell’amore della Madre Divina
che inbalsama tutto il Paradiso!
Compagnia di Giuseppe
In Paradiso, dopo Gesù e Maria, la persona più amata
e glorificata è S. Giuseppe: Padre Putativo di Gesu e Sposo
della sempre Vergine Maria.
Come Gesù e Maria, anche S.
Giuseppe si trova in Cielo in anima e corpo. Per quanto questa verità
non sia ancora definita dalla Chiesa, tuttavia se ne può
essere certi. San Bernardino da Siena (1387+1444) già ai suoi
tempi la predicava dal pulpito. Un giorno, mentre stava predicando a
Padova, a un tratto esclamò: «Io vi assicuro, fratelli,
che S. Giuseppe è in Cielo tutto risplendente di gloria in
anima e corpo, perché non possiamo dubitare che Gesù,
amorosissimo figliuolo, non abbia concesso al suo Padre putativo il
privilegio che diede alla sua divina Madre». A conferma di cio
apparì, a vista di tutti, una croce d’oro sul capo del
Santo.
Anche San Vincenzo Ferreri (1350 +1419), grande predicatore
e polemista nel periodo turbinoso dello Scisma d’Occidente,
predicava la stessa dottrina e Dio confermava le sue parole con
diverse apparizioni.
San Francesco di Sales (1567+1622), Vescovo,
predicatore e Dottore della Chiesa, facendo l’elogio di S.
Giuseppe, si esprime così: «Come Maria, anche Giuseppe è
glorificato in anima e corpo».
Infine il celebre Padre Nonet
S.J., che scrisse le più belle riflessioni sul Verbo
Incarnato, dice: «Giuseppe entrò nel mondo tutto
brillante d’innocenza come l’aurora, e ne è uscito
folgorante come il sole, salendo al Cielo in anima e corpo per
accompagnare il trionfo di Gesù e precedere quello di
Maria».
Il Vangelo ci parla pochissimo di S. Giuseppe, che
chiama «uomo giusto», ma quel poco dice moltissimo. Basta
riflettere che egli, quale uomo giusto, cioè ornato di tutte
le virtù, perfetto, Santo, meritò d’essere il
purissimo Sposo della Madre di Dio, Maria Santissima, e il Padre
legale, putativo, del Figlio di Dio fatto uomo.
Quale altro Santo
dell’Antico e del Nuovo Testamento può considerarsi non
dico superiore, ma uguale a Lui nella dignità e nel merito?
Certamente nessuno. Il Papa Leone XIII afferma che come la Madre di
Dio eccelle su tutti per la sua altissima dignità, così
nessuno meglio di S. Giuseppe si avvicina alla grandezza della
Madonna. Quindi S. Giuseppe merita una gloria, una venerazione e un
culto superiore a tutti gli altri Santi.
Quando era su questa
terra, egli aveva i pieni poteri sul Figlio di Dio sino a comandano,
e quel Gesù, davanti al quale tutti si piegano, gli stava
sottomesso in tutto e l’onorava degnandosi di chiamarlo Padre.
La Vergine Maria, Madre del Figlio di Dio, quale sua Sposa,
l’ubbidiva docilmente.
In Paradiso S. Giuseppe non ha
perduto la sua grandezza, perché nell’eternità i
vincoli della vita presente vengono perfezionati e non distrutti,
continua a mantenere il potere che aveva, cosicché egli può
tutto sul Cuore di Gesù e di Maria. Dice San Bernardino da
Siena: «Certamente in Paradiso Gesù non nega a San
Giuseppe quella familiarità, riverenza e sublimissima dignità
che Egli ha dato in terra come figlio a padre». Gesù
glorifica in Cielo il suo Padre Putativo accettando la sua
intercessione a favori dei suoi devoti e vuole che il mondo lo onori,
l’invochi e ricorra a lui nei suoi bisogni.
In Paradiso,
dopo Gesù e Maria, la persona più amata e intorno alla
quale si farà più festa è San Giuseppe. Lì
godremo una grande gioia nel contemplare la sua bellezza,
nell’ammirare le sue virtù e la sua grandissima gloria.