Messaggio del 2 dicembre 1983:Siate buoni e venite a messa senza cercare scuse! Fatemi vedere che avete un cuore generoso! Una riflessione di Padre Jozo Zovko sull'8 dicembre, Festa dell'Immacolata Concezione
All'avvicinarsi della festa dell'Immacolata Concezione, abbiamo
pensato di offrire ai nostri lettori un estratto da una catechesi
che, proprio in occasione di questa ricorrenza, P. Jozo ha tenuto
qualche tempo fa ai pellegrini italiani.
"Luce,
illuminaci affinché possiamo scegliere la strada unica,
tornare al Padre, affinché possiamo, come il figlio prodigo,
decidere nel nostro cuore: "Ritorno al Padre". Che ciascuno
di noi scelga oggi, nella festa dell'Immacolata, di lasciare il
proprio peccato e iniziare una vita nuova, cristiana, di tenere nel
cuore e nella vita la grazia, la luce, la pace, l'amore.
In
un messaggio, la Madonna ci dice: "Figli, pregate affinché
Cristo nasca nel vostro cuore, ma pregate anche affinché nasca
nei cuori di tutti quelli che non lo conoscono. Esistono persone che
non conoscono Cristo: dove abitano? Nella tua famiglia. Tutti quelli
che aspettano Natale senza Sacramenti, che aspettano Natale senza
conversione, non conoscono Gesù. Natale resterà una
falsa abitudine, un costume, mancherà nel giorno di Natale,
dopo la festa, la pace, mancherà la Grazia, la Luce, la gioia,
il grande incontro e la certezza: "Il mio Dio è nato,
sono felice. Il mio Dio vive: ho incontrato Lui con la Madre, sono
felice".
Siamo nel cuore dell'Avvento: ricordatevi il
passo dell'Apocalisse, terzo capitolo, XX verso: "Ecco: io sto
alla porta e busso. Se uno, udendo la mia voce, mi aprirà la
porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con
me". Questa porta è il nostro cuore, l'uomo, il suo
cuore, l'anima, il cuore della famiglia. Cristo sta bussando: questa
porta non si apre dal di fuori ma dal di dentro. Cristo non è
violento, aspetta: quando si aprono le porte, Lui entra.
Non
so se hai capito: non sono le città illuminate dalle quali tu
vieni che aprono il cuore, non sono le vetrine con Babbo Natale, i
regali, il panettone, che aprono il vostro cuore. Ecco, per questo
l'Immacolata appare, perché ti ama, vuole insegnarti come è
possibile aprire il cuore, le porte del cuore e dice: "Figli,
pregate". Pregate perché si aprano le porte dei cuori. La
Madonna non dice: "Fate propaganda, pubblicità", non
dice altro che "pregate". Questo è quello che la
Chiesa, in tanti suoi membri, ha perso. Esistono tante persone,
purtroppo anche dei sacerdoti, che pregano poco, non pregano più,
pensano che correndo possono sostituire la preghiera.
Senza
la preghiera la nostra fede rimane teoria, un sistema teologico.
Iniziando il nuovo millennio, a Capodanno 2001, la Madonna è
apparsa dicendo: "Rinnovate con entusiasmo il digiuno e la
preghiera". Perché insiste la Madonna su questo? Perché
siamo cristiani, figli di Dio, e gli uomini hanno bisogno della
preghiera che è incontro con Dio, come le piante hanno bisogno
di umidità e di sole. La pianta non cresce se tu metti la
grappa al posto dell'acqua, no, ha bisogno di acqua, non di gasolio,
è la sua natura. La natura del cristiano è la
preghiera, per vivere, respirare come cristiano, per credere come
figlio di Dio, incontrarsi e avere esperienza dell'incontro con Dio.
Oggi è la festa dell'Immacolata, Lei primo
tabernacolo, Lei roveto ardente da dove parla Dio.
Oggi è
una Nuova Creazione, è nata una nuova Eva, concepita senza
peccato. Oggi sulla terra che è stata buia, distrutta, è
nata una nuova creatura dal Padre, da Dio onnipotente, da Jahvè.
Egli ha detto: "oggi sia una Nuova Donna". Oggi su questa
terra è stata creata la persona che è diventata la
"piena di Grazia", nata così, cresciuta così,
che oggi esiste così. Per questo siamo felici quando ci chiama
"cari figli". Ecco, cerchiamo di avvicinarci a Lei, Lei ci
spiegherà come è possibile rinnovare, aprire il cuore e
accettare il Figlio. Lei sa come è successo il dramma a
Betlemme, Lei è testimone di come ha risposto Betlemme: le
porte chiuse, non c'è posto. Tragico: non c'è posto.
Ha dovuto cercare fuori, Gesù è nato in mezzo
ai campi, nella grotta, nella stalla.
La Madonna combatte,
combatte per la Chiesa. Combatte, vuole aprirci gli occhi. Per questo
è triste quando noi non capiamo, come ha detto a Fatima: "Fate
digiuno e pregate, perché ci sarà una grande guerra se
il mondo non si convertirà". Milioni sono caduti nelle
due guerre: gli occhi sono rimasti chiusi.
Dobbiamo iniziare
a credere nella potenza della preghiera. Credere come Davide: "Prendi
tu come pastore cinque sassi, la tua fionda, vai nel mio nome".
E' successo il miracolo. Il giovane Davide ha creduto, ha risposto:
"Sì,credo che posso nel nome di Jahvè vincere e
salvare Gerusalemme".
Tenendo il rosario in mano, come
cristiano, cattolico, credente, io confesso: la mia potenza non è
nell'euro, non è nella mia macchina, nella mia fabbrica, la
mia potenza è nella preghiera. Per questo posso essere
inginocchiato e passare un' ora oggi nella preghiera. Da qui viene la
mia Luce. Per questo posso dire: "lo ho visto il mio Signore,
Lui è vivo, è risorto, mi ama".
Eventuali
imprecisioni nel testo sono imputabili alla trascrizione della parola
parlata ed al fatto che il Padre non ha avuto modo di visionare e
correggere il testo stesso.
Fonte testo: “Medjugorje
Torino” n. 132