Messaggio del 19 giugno 1986:Cari figli, in questi giorni il mio Signore mi ha permesso di ottenervi molte grazie. Per questo, cari figli, desidero invitarvi di nuovo a pregare. Pregate continuamente, così vi darò la gioia che il Signore dona a me. Con queste grazie, cari figli, desidero che le vostre sofferenze diventino gioia. Io sono vostra Mamma e desidero aiutarvi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
Padre Jozo: da noi gli sposi baciano la croce e la portano con se - Eco di Medjugorje nr. 67
Carissimi fratelli voi siete venuti a Medjugorje per la festa
dell’Esaltazione della Croce, dopo otto anni e due mesi e mezzo
dall’inizio delle apparizioni. Da noi, quando si fa la
celebrazione del matrimonio, gli sposi dalla loro casa portano in
chiesa un Crocifisso; il parroco lo benedice. Così si è
sempre fatto e anche oggi. Gli sposi si sono preparati da qualche
mese con diversi incontri. Questa preparazione non è mai
mancata. Mai. Tre giorni fa un parroco dell’Umbria mi
raccontava come voi non avete avuto nessuna preparazione per il
matrimonio. Sono rimasto colpito e triste. Noi sempre abbiamo avuto
diversi incontri con i futuri sposi, poi con la famiglia. La
catechesi per gli adulti l’abbiamo sempre fatta, prima o dopo
la Messa, quando il parroco può. Guardate: gli sposi portano
la croce, il parroco la benedice e loro, durante il sacramento,
mettono la mano destra sul Crocifisso e dicono la promessa, mentre il
parroco la tiene in mano in nome della Chiesa; dopo baciano la croce
e la portano nella famiglia. La croce diventa il segno delle nozze.
Davanti alla croce è nato il matrimonio, e nata la
famiglia.
Davanti a questa croce gli sposi, marito e moglie,
stanno ogni giorno in preghiera. Quando i bambini nascono non sanno
pregare, ma fa niente: sanno stare con i genitori, sanno piangere
davanti alla croce; quando incominciano a parlare cominciano anche a
pregare. Ogni giorno tutta la famiglia si raccoglie e sta davanti
alla croce.
Quando arrivano le difficoltà, si va davanti
alla croce a pregare. Non esistono da noi i divorziati, le famiglie
distrutte. Come posso lasciare mia moglie? Vuoi dire che voglio
lasciare la mia croce. Come posso lasciare mio marito? Vuoi dire che
voglio lasciare la mia croce, voglio lasciare Gesù. Non ho
sposato una moglie o un marito senza peccati o senza difetti; non
l’ho trovata perfetta, ma ho trovato la mia croce, segno
visibile della mia salvezza: “Non posso rifiutarti, ho bisogno
di te perché sei la mia croce”.
L’amore e la fede basate sulla croce resistono
Vedete, per questo la fede è rimasta viva qui anche se non
avevamo più le chiese come edifici, i templi. Voi siete in una
chiesa, in una diocesi, in una zona che e povera, che ha solo chiese
nuove, perché tutto fu distrutto dai Turchi. Voi oggi vi
trovate in una diocesi dove la maggior parte (degli anziani) non sa
leggere. Erano come schiavi e non avevano le scuole, ma avevano la
fede, avevano le famiglie, avevano una chiesa viva (pur senza la
chiesa di pietre), avevano i sacerdoti, che durante la lunga
dominazione turca operavano di nascosto e rischiando la vita.
A
Medjugorje tutte le quaresime, dopo che nel 1933 la parrocchia ha
costruito la croce sul Krizevac, tutti i cristiani fanno la Via
Crucis durante la notte, quando nessuno vede, o all’alba,
quando tutti riposano. Quando si hanno problemi nella famiglia si va
davanti alla croce e si fa un voto.
Quando una persona ha una
grande sofferenza, fa visita alle case dove altri soffrono, visita le
famiglie delle vedove, gli ammalati; e raccoglie un’offerta per
far celebrare la Messa. Poi questa persona va dal parroco e dice: “Ho
visitato tutte queste famiglie, i malati, le vedove, e ho raccolto
queste offerte per la Messa”. E subito è sicuro: “Sono
entrato nel mistero della sofferenza degli altri, non ho paura: la
mia croce si cambia”. Vedete come la gente sa soffrire; sta
collegata con la croce dei sofferenti e cerca aiuto.
Poi non si vede più la croce, si vede la Madre
Quando è stata costruita la croce sul Krizevac, la
parrocchia ha fatto un grande e più profondo passo nella
devozione verso la croce. Quando la Madonna è apparsa sul
Podbrdo il primo e il secondo giorno, una luce andava verso il
Krizevac; e così ogni volta. Poi il quarto giorno, la
domenica, non abbiamo visto la croce, abbiamo visto solo la Madonna
che si innalzava al posto della croce, come una grande luce, come
un’alba. La Madonna è stata 35 minuti là, al
posto della croce. Così ha raccolto tutti e dopo l’apparizione
abbiamo celebrato la Messa come al solito alle 18,30. La gente è
rimasta colpita. Dopo, tante volte si vedeva la luce sulla collina e
la polizia voleva sapere chi aveva acceso la luce, ma non trovava
nessuno; non esisteva un posto dove fosse bruciato qualcosa. Tante
volte la croce non si vedeva; si vedeva la Madonna.
E’ un
grande messaggio: la croce non è l’ultima spiegazione di
questo messaggio. La croce è un segno. Ultima è la
Madre. Non si vede la croce, si vede la Madre, la nuova Eva, la nuova
Mamma dei viventi, che è stata creata, che è nata dal
Cuore divino; e noi tutti siamo nati dal cuore di Lei, dal Cuore
Immacolato, il quale non ha nessun altro scopo che l’amore.
Siamo testimoni della croce, siamo figlie della croce, siamo nati
dalla croce, siamo frutto della croce e dobbiamo diventare anche
testimoni della Madonna che è stata sotto la croce, al posto
della croce.
Dalla croce viene la pace
Noi abbiamo visto quando la Madonna ha riconciliato la mia
parrocchia; quando abbiamo pregato e celebrato la Messa nella chiesa
tutta la notte; l’indomani dalla croce usciva un fiume che
correva verso di noi, verso la chiesa, come una grande scritta:
“pace”. Nell’intimo ho sentito come veramente dalla
croce viene la pace, come entra nella chiesa, come la chiesa può
trovare la pace solo in Gesu e nella sua croce.
Non rifiutare la
croce! La Chiesa tiene la Croce, la Chiesa protegge la Croce, onora
la Croce, sta inginocchiata davanti alla croce, inizia ogni giorno la
preghiera con la croce. Sempre la Croce: questo segno della vita,
questo segno della gioia, questo segno della salvezza. La Madonna ha
scelto noi per diventare testimoni della Croce, per trasmettere i
frutti della Croce.
Tihalijna, vigilia dell’esaltazione della Croce, 9.9.89 (a cura di Alberto Bonifacio del Gruppo Medjugorje di Lecco)