Perché Medjugorje? - di padre Livio Fanzaga
Non vi e dubbio che quel 24 giugno del 1981 quando sono iniziate le apparizioni
della Madonna nel piccolo villaggio di Medjugorje, nessuno poteva immaginare
che, vent’anni dopo, quella meravigliosa avventura, allora iniziata fra
mille difficoltà in un Paese comunista, fosse ancora in pieno svolgimento,
in un quadro mondiale profondamente cambiato e con prospettive sul terzo millennio
piene di speranze, ma anche di inquietanti interrogativi.
Stilare un bilancio di un evento che, nel frattempo, continua ad avere una risonanza
mondiale e una positiva influenza nella vita della Chiesa, non è possibile
neppure in forma approssimativa. Lo stesso pontificato di Giovanni Paolo II
non sarebbe comprensibile, in chiave soprannaturale, senza riferirlo alla Regina
della pace, che si è affiancata a lui nello svolgimento di un servizio
pontificale unico e irripetibile nella storia bimillenaria del cristianesimo.
Tuttavia, a due decenni di distanza, è opportuno soffermarsi a meditare,
affinché una delle vicende spirituali più importanti della nostra
epoca, sia per il mondo come per la Chiesa, non passi senza che ne venga accolta
la ricchezza di grazia di cui abbiamo estremamente bisogno.
«Voi non ci fate caso!», era il rimprovero della Madonna a La Salette.
E se fosse vero, come decine di milioni di persone lo credono per intima esperienza
personale, che la Madonna da così tanto tempo appare Ogni giorno a Medjugorje
facendosi maestra di fede e di vita a un intera generazione, potremmo affermare
di aver approfittato di una grazia così grande?
Lasciamo che i sapienti e gli intelligenti di questo mondo si trastullino con
le loro teorie sul presente e sul futuro dell’umanità. Noi ci rivolgiamo
ai piccoli e agli umili di cuore, specialmente a quelli che san no poco o nulla
di Medjugorje, invitandoli a prestare attenzione a un evento che non cessa dì
stupire e di affascinare tutti coloro che l’hanno visto e toccato da vicino.
È un avvenimento unico e irripetibile
Nella storia delle apparizioni mariane di tutti i tempi, quelle di Medjugorje
rappresentano per molti aspetti una assoluta novità. Mai, infatti, la
Madonna in passato era apparsa così a lungo e a un gruppo così
nume roso di ragazzi, facendosi, con i suoi messaggi, maestra di vita spirituale
e di santità per un’intera generazione. Mai era accaduto che una
parrocchia venisse presa per mano nel cammino del risveglio della fede, fino
a coinvolgere, in questa esaltante vicenda spirituale, un numero incalcolabile
di fedeli di tutti i continenti, compresi migliaia di sacerdoti e decine di
vescovi. Mai il mondo aveva, attraverso le onde dell’etere e gli altri
mezzi di comunicazione sociale, sentito così accorato, così puntuale
e così vivo, l’invito celeste alla penitenza e alla conversione.
Mai Dio, inviando ogni giorno la sua ancella, che ci ha donato come Madre, si
era chinato con così grande misericordia sulle piaghe di un’umanità
al bivio davanti alle strade della vita e della morte.
Qualcuno, anche fra i devoti della Madonna, ha storto il naso per la indubbia
novità del fenomeno costituito da Medjugorje. «Perché mai
in un Paese comunista?», ci si chiedeva all’inizio, quando la bipartizione
del mondo appariva solida e immutabile. Ma quando il muro di Berlino crollò
e il comunismo ricevette lo sfratto dall’Europa, Russia compresa, allora
l’interrogativo ricevette da solo la più esauriente delle risposte.
D’altra parte il Papa non parlava anch’egli una lingua slava come
la Regina della pace?
E perché mai quelle lacrime accorate di Maria, mentre supplicava già
il terzo giorno delle apparizioni (26 giugno 1981), «Pace, pace. pace!»?
Perché l’invito alla preghiera e al digiuno per evitare le guerre?
Non era forse quello il tempo della distensione, del dialogo e del disarmo?
Non c’era forse la pace nel mondo, sia pure fondata sui precari equilibri
delle due superpotenze? Chi poteva pensare che esattamente dieci anni dopo,
il 26 giugno 1991, scoppiava quella guerra nei Balcani che ha dilaniato l’Europa
per un decennio, minacciando di condurre il mondo verso la catastrofe nucleare?
Non è mancato chi, anche all’ interno della comunità ecclesiale,
ha bollato la Madonna col nomignolo di «chiacchierina», con malcelato
disprezzo per i messaggi che con sublime sapienza e infinito amore la Regina
della pace non ha cessato di donarci nell’ arco di vent’ anni. Tutta
via il libretto dei messaggi costituisce oggi, per chi lo legga con la necessaria
purezza e semplicità d’animo, uno dei più elevati commenti
al Vangelo che mai siano stati composti, e alimenta la fede e il cammino di
santità del Popolo di Dio più di tanti libri partoriti da una
scienza teologica che non dì rado è incapace di nutrire il cuore.
Certo, apparire ogni giorno per vent’ anni a dei ragazzi che oggi so no
uomini e donne maturi, e dare messaggi che sono un magistero quotidiano per
un’ intera generazione è qualcosa di inedito e di eccezionale.
Ma, non è forse vero che la grazia sorprende e che Dio opera con libertà
sovrana secondo la sua sapienza e per venire incontro alle nostre reali necessità,
e non secondo i nostri schemi precostituiti? Chi potrebbe dire, a vent’
anni di distanza, che la grazia di Medjugorje non sia stata di grande beneficio,
non solo per una moltitudine di anime, ma per la Chiesa stessa?
È un evento ecclesiale
Noi potremmo descrivere all’infinito le meraviglie di grazia di Medjugorje,
però alla fine qualsiasi cattolico ben formato si chiederebbe: ma qual
è l’atteggiamento della Chiesa? Domanda che mi sono fatto anch’
io fin dall’inizio, quando mi recai a Medjugorje nel 1985 e per prima
cosa mi recai a far visita al vescovo di allora, mons. Zanic. Egli mi disse
con molta correttezza che io ero libero di credere o dì non credere,
ma che avrei sempre dovuto attenermi alle disposizioni ufficiali della competente
autorità ecclesiastica. Cosa che non ho mai avuto difficoltà ad
accettare.
Non è mio compito ora entrare qui nei particolari delle disposizioni
ecclesiastiche, che comunque lasciano libertà ai fedeli e vigilano su
tutto il complesso fenomeno. D’altra parte la Santa Sede, anche con interventi
di carattere ufficiale, ha manifestato in diverse occasioni la volontà
di riservare alla sua competenza le valutazioni e le decisioni inappellabili
in merito. Non bisogna dimenticare che la novità e la complessità
dei fatti di Medjugorje, rispetto alle apparizioni del passato, hanno posto
la Chiesa di fronte a problemi di discernimento che esigono dosi supplementari
di prudenza e di consiglio. Si tratta di avvenimenti in piena evoluzione e tutto
ciò che la Chiesa per ora può offrire è un accompagnamento
pastorale e non un giudizio definitivo.
Mi preme invece sottolineare come le apparizioni di Medjugorje, diversamente
da tante altre nel passato, si collochino non a fianco, ma nel cuore stesso
della Chiesa, in quanto la scelta di Maria è caduta su una parrocchia,
all’interno della quale ha scelto dei ragazzi come messaggeri della sua
volontà. La scelta di una parrocchia, della quale la Madonna stessa si
fa madre e maestra del cammino spirituale, è la grande novità
delle apparizioni di Medjugorje, che diventano così fin dall’inizio
un evento ecclesiale a tutti gli effetti.
E come se la Regina della pace, nel suo progetto di rinnovare e sostenere spiritualmente
la Chiesa, abbia preso sotto la sua personale responsabilità quella piccola
porzione di Chiesa che è la parrocchia, in tendendo per essa il confluire
di tutte le realtà vive che costituiscono una comunità cristiana
concreta. Basta prendere in mano il libretto dei messaggi per comprendere questa
chiara intenzione della Madonna, la qua le non si rivolge ai veggenti, ma, attraverso
di loro, ai parrocchiani, guidandoli nella vita spirituale, liturgica e pastorale.
Anche quando confluiranno pellegrini da ogni parte del mondo, la Regina della
pace tiene a precisare che i messaggi li dà in primo luogo ai parrocchiani
e poi a tutti gli altri. Sia ben chiaro, Medjugorje non è certo, almeno
all’inizio, una parrocchia migliore di tante altre. Ma la Madonna vuole
incominciare da una situazione di povertà spirituale comune a tante parrocchie
della cristianità, per guidare i fedeli verso un cammino di fede e di
conversione. In questo modo, dice, quelli che verranno dalle altre parti del
mondo potranno anch’essi mettersi sulla medesima via.
Il piano di Maria va al cuore della Chiesa. Non è un caso che tutto il
villaggio di Medjugorje, nonostante le intimidazioni, le interferenze e persino
le persecuzioni degli anni del comunismo, risponda con fede e con generosità
alla grazia delle apparizioni. Ciò che a esempio non avvenuto a Lourdes
e tanto meno a Fatima. Colpisce ancora di più l’adesione dei responsabili
della parrocchia, retta dai frati francescani, generosamente coadiuvati dalle
suore, i quali, dal primo parroco, il padre Jozo, finito in carcere per aver
testimoniato la sua fede nelle apparizioni, agli attuali responsabili, si sono
fatti diligenti servitori della Regina del la pace nel condurre la parrocchia
secondo le sue direttive.
È dunque da una istituzione ecclesiale ufficiale, qual è la parrocchia,
il cui parroco è nominato dal vescovo, che la Madre di Dio ha incominciato
a svolgere il suo compito materno nei confronti di tutta la Chiesa. I pellegrini
che vanno a Medjugorje, si recano in una parrocchia dove trovano una chiesa,
con le sante Messe, i confessionali, e innumerevoli sacerdoti, provenienti da
ogni parte del mondo, che celebrano e confessano, rinnovando nel frattempo sé
stessi. Da questa parrocchia il risveglio della fede, della preghiera e della
vita cristiana, si diffonde nell’intero corpo ecclesiale, al quale infonde
un nuovo vigore e una nuova vi ta per poter affrontare i tempi difficili del
combattimento spirituale e della testimonianza.
Medjugorje e il pontificato di Giovanni Paolo II
Il significato ecclesiale di Medjugorje acquista un rilievo ancora maggiore
alla luce del pontificato di Giovanni Paolo II, che ha una connotazione mariana,
come mai era avvenuto prima nella storia della Chiesa. L’attentato, di
cui il Santo Padre è stato vittima proprio il 13 maggio del 1981, lega
in modo particolare la sua persona a Fatima. Il gesto, da lui compiuto, di recarsi
in pellegrinaggio alla Cova da Iria per consegnare alla Madonna il proiettile
dal quale era stato colpito, sta a indicare la convinzione del Pontefice di
essere stato salvato dall’intervento materno di Maria. In un certo senso
si potrebbe affermare che, avendo la Ma donna ottenuto da Dio la salvezza del
Santo Padre, il pontificato, a partire dal quel 13 maggio, fu più che
mai posto sotto la luce e la guida del la Madre di Dio e della Chiesa.
Ma è proprio il mese successivo all’attentato, il 24 giugno 1981,
festa di san Giovanni Battista, che iniziano le apparizioni della Regina della
pace a Medjugorje. Da allora è come se la Santa Vergine abbia accompagnato
l’infaticabile azione apostolica del Successore di Pietro, chiamando alla
conversione gli uomini smarriti lungo le vie del male, risvegliando la fede
vacillante di molti cristiani e conducendoli, con infinita pazienza, al cuore
stesso dell’esperienza cristiana, mediante la preghiera e la pratica dei
sacramenti. Persino alcune delle iniziative pastorali più riuscite di
questo pontificato, come la giornata mondiale della gioventù e quella
delle famiglie, hanno ricevuto un’ispirazione e un impulso straordinari
proprio da Medjugorje.
E tuttavia la stessa Regina della pace, in un messaggio del 25 agosto 1991,
a legare Medjugorje a Fatima. La Madonna chiede il nostro aiuto perché
si realizzi tutto ciò che lei desidera realizzare secondo i segreti iniziati
a Fatima Si tratta della conversione del mondo a Dio, della pace divina che
ne verrà come conseguenza e della salvezza eterna delle anime. La Madre
di Dio chiude il messaggio esortandoci a comprende re l’importanza della
sua venuta e la serietà della situazione. Quindi conclude: «Voglio
salvare tutte le anime e offrirle a Dio. Perciò, preghiamo, perché
tutto quello che ho incominci si realizzi completamente».
Con questo messaggio la Vergine abbraccia l’ultimo secolo del secondo
millennio. Tempo di tenebra e di guerre fratricide, di persecuzioni e di martirio,
sul quale però Maria apre le sue braccia materne. Giovanni Paolo II si
inserisce in questo progetto come il Papa di Maria. E il realizzatore per eccellenza
del progetto mariano. La stessa caduta del comunismo e la conseguente libertà
religiosa nei Paesi dell’Est europeo, della Russia in particolare, sarebbero
incomprensibili senza la sua azione coraggiosa e la forza morale che si sprigiona
dalla sua figura.
A Fatima la Madonna aveva preannunciato il trionfo del suo Cuore immacolato,
al termine di un lungo tempo di errori e di guerre. Possiamo dire che questo
si stia realizzando? Non è facile leggere i segni dei tempi. Tuttavia
è mirabile constatare che, con l’inizio del terzo millennio, è
verso questo obiettivo che la Regina della pace rivolge il nostro sguardo, chiedendo
il nostro aiuto. Lei afferma che è impaziente che si realizzi il mondo
nuovo della pace e che l’umanità possa presto godere di un tempo
di primavera. Ma proprio perché si concretizzi questa meravigliosa utopia,
Giovanni Paolo TI ha consacrato il nuovo millennio a Maria, perché gli
uomini, giunti al bivio della loro storia, scelgano la via della vita e non
della morte, la via della pace e non della distruzione.
Ci poteva essere una più singolare convergenza di obiettivi fra la Madre
della Chiesa e il Successore di Pietro? Giovanni Paolo II ha con dotto la Chiesa
alla soglia del terzo millennio. Prima però di entrarvi,quel 7 ottobre
2000, davanti alla statua della Madonna di Fatima, ha voluto consacrarla al
suo Cuore immacolato. Possiamo dire che sarà il millennio di Maria? Vedranno
i nostri figli i fiumi della pace divina inondare la terra? Dipenderà
molto dalla nostra risposta in questo tempo di grazia della permanenza della
Madre di Dio fra noi.
Tempo di grazia
L’apparizione della Madonna è sempre una grande grazia, che ridonda
a beneficio di tutta la Chiesa. Non comprenderemmo però Medjugorje se
non cogliessimo l’unicità dell’evento. Mai era accaduto che
la Madonna apparisse per così tanto tempo, rivolgendo messaggi per la
Chiesa e l’intera umanità. Se pensiamo che le apparizioni di Lourdes
e di Fatima abbracciano l’arco di qualche mese, l’originalità
irripetibile di Medjugorje appare in tutta la sua evidenza.
Per non pochi è proprio la durata di queste apparizioni a sollevare motivi
di perplessità. Chi segue gli avvenimenti fin dall’inizio ha però
visto dipanarsi in tutta la sua soprannaturale sapienza il piano di Maria. La
Madonna stessa, proprio per sottolineare quale grande dono di grazia fosse la
sua presenza, ha affermato che è stato Dio a inviarla e che è
l’Altissimo a concederle di stare così a lungo con noi. Infatti
la sua quotidiana presenza le permette, dice, di sostenerci nelle prove, di
insegnarci a pregare e di guidarci nel cammino di santità, in modo tale
da essere tutti con lei in Paradiso, che è la meta alla quale dobbiamo
tendere.
Dopo i primi tempi di stupore per l’imprevedibile protrarsi delle apparizioni,
i pellegrini hanno compreso che si trovavano di fronte a un dono di grazia che
nessuna generazione aveva mai avuto prima. La Madonna stessa infatti si era
fatta guida e maestra di un’ intera generazione. Chi può contare
i fedeli, sparsi in ogni parte del mondo, che hanno in cominciato il loro itinerario
spirituale con la Regina della pace e lo stanno portando avanti da così
tanto tempo? Gli stessi veggenti allora erano degli adolescenti. Ora sono uomini
e donne maturi. Come loro tanti altri hanno avuto la grazia di essere guidati
da Maria nel cammino della loro vita, in un tempo decisivo per la fede e il
futuro dell’uomo.
La Madonna ha più volte sottolineato che stiamo vivendo un tempo di grande
grazia, precisando però che noi non ne siamo consapevoli. Si tratta senza
dubbio della grazia della sua presenza, che, nei modi e nei tempi che ha assunto
a Medjugorje, è unica nei due millenni di storia cristiana. Questa sua
presenza quotidiana che conforta, illumina, guida e istruisce, sostenendo la
Chiesa in uno dei passaggi più difficili della sua storia, è una
grazia che in molti facciamo fatica a comprendere in tutta la sua portata. La
Madonna maternamente ci avverte che quando Lei non verrà più,
rimpiangeremo l’incommensurabile dono che ci è stato dato e che
noi non abbiamo saputo far fruttificare.
Tuttavia non coglieremmo il significato straordinario delle apparizioni di Medjugorje
se non le mettessimo in relazione al momento storico in cui viviamo. Una così
lunga presenza di Maria non si potrebbe spiegare senza i gravi pericoli che
incombono sull’ umanità nell’ ora presente. Il Santo Padre
li ha indicati nella preghiera di consacrazione del millennio alla Madonna,
quando ha affermato che l’umanità si trova a un bivio, potendo
ridurre la terra a un cumulo di macerie oppure trasformarla in un giardino di
pace.
Lo sguardo soprannaturale di Maria va alla radice della malattia del mondo moderno,
quella che forse ben pochi riescono a vedere e che, se non debellata, finirebbe
per compromettere il futuro stesso dell’umanità. Si tratta della
volontà dell’uomo contemporaneo di costruire un mondo senza Dio.
Questa è la grande tentazione che corre la nostra generazione. Questa
è la «massima impostura», a cui allude il Catechismo della
Chiesa cattolica (n. 675), che porta gli uomini ad apostatare dalla verità
e a glorificare sé stessi al posto di Dio e del suo Messia venuto nella
carne. Ebbene, afferma la Regina della pace, senza Dio non c’è
né futuro, né salvezza eterna. Da questo mortale pericolo la Madonna
vuole salvare, col nostro aiuto, gli uomini del nostro tempo.
Regina della pace e Madre della Chiesa
La Madonna si presenta a Medjugorje come Regina della pace. La sua presenza
ha suscitato nelle popolazioni dei Balcani, dove Satana avrebbe soffiato il
vento dell’odio, quelle forze di bene che avrebbero impedito lo scatenarsi
di un conflitto dalle proporzioni imprevedibili. La realizzazione della pace
su tutta la terra, come frutto della conversione e del ritorno dell’uomo
a Dio, è l’obiettivo verso cui l’ancella del Signore sta
conducendo con infinita pazienza un’umanità che si sta smarrendo
fra le tenebre del male.
Tuttavia ciò che più colpisce nelle apparizioni di Medjugorje
è l’atteggiamento profondamente materno di Maria. Potremmo dire
che in nessun’ altra apparizione la Madre di Dio si manifesta anche come
Madre della Chiesa. Ogni suo messaggio incomincia con la celebre espressione:
«Cari figli». Chi sono questi figli? Innanzi tutto i parrocchiani
ma poi tutto il popolo di Dio e infine l’umanità intera. Non ha
forse Gesù, morente in croce, affidato nella persona di Giovanni tutti
gli uomini alle cure materne di Maria? Nelle apparizioni di Medjugorje la Madonna
si manifesta in primo luogo come madre, che si prende cura del bene spirituale
dei suoi figli, in modo particolare della loro salvezza eterna e mostra una
grande sollecitudine per i pericoli che l’umanità sta cor rendo
in questo difficile passaggio della storia.
Maria a Medjugorje svolge il suo ruolo materno con una sollecitudine straordinaria
per il cammino spirituale di ognuno dei suoi figli. Il suo cuore abbraccia in
modo particolare la Chiesa e le sue necessità. Invita a pregare per il
Papa, per i vescovi, per i sacerdoti e per le vocazioni. Ma soprattutto ha a
cuore il risveglio della fede, il ritorno al fervore del la vita cristiana e
il cammino di santità che deve impegnare ogni cri stiano, nessuno escluso.
Lei afferma che il suo cuore materno gioisce per ognuno di noi che si decide
per Dio, mentre versa lacrime di sangue per ogni figlio che si perde nel peccato.
Chi ha seguito fin dall’ inizio le apparizioni di Medjugorje non finirà
mai di stupirsi per il modo con cui la Regina della pace svolge il suo compito
materno. Nei suoi atteggiamenti c’è autorità regale, che
non ammette repliche quando manifesta una volontà precisa. Ma nel medesimo
tempo c’è un’infinita umiltà, tanto che in alcune
occasioni non esita a «supplicare» la nostra conversione, facendosi
mendicante di una decisione che in definitiva è solo per il nostro bene.
Ma soprattutto emerge la sua sollecitudine per il progresso spirituale di ognuno.
Il suo cuore, afferma, guarda con trepidazione ogni nostro passo sulla via della
santità. Come madre consiglia, insegna, corregge, esorta, incoraggia,
solleva, pazienta e perdona. Chi potrebbe descrivere le infinite sfumature del
cuore materno di Maria che emergono dai messaggi di Medjugorje?
Vi è un punto di contatto fra Lourdes e Medjugorje. A Massabielle la
Madonna si è manifestata come l’Immacolata Concezione, appena dopo
che il papa Pio IX ne aveva proclamato il dogma di fede. A Medjugorje la Santa
Vergine dispiega, come mai era accaduto prima, il suo compito materno nei confronti
della Chiesa, dopo che il papa Paolo VI, a conclusione del Concilio, aveva proclamato
solennemente Maria Madre di Cristo e Madre della Chiesa. Non vi è dubbio
infatti che questa ventennale presenza di Maria fra di noi è una delle
manifestazioni più straordinarie del suo cuore di madre.
Primo messaggio: Maria è viva oggi
Il messaggio più importante che emerge dalle apparizioni della Madonna,
quando esse sono autentiche, è che Maria è una figura reale, vera
mente esistente, anche se in una dimensione che sfugge ai nostri sensi. Per
i cristiani la testimonianza dei veggenti è senza dubbio una conferma
della fede, che spesso è vacillante e come assopita. Non possiamo dimenticare
che, dal momento della Risurrezione di Cristo fino a oggi, le apparizioni di
Gesù come quelle di Maria hanno avuto un’influenza importante nella
vita della Chiesa, risvegliando la fede e stimolando la vita cristiana. Le apparizioni
sono un segno del soprannaturale col qua le Dio, con la sua sapienza e la sua
provvidenza, infonde nuovo vigore al popolo di Dio pellegrinante sulla terra.
Snobbare le apparizioni o, peggio ancora, disprezzarle, significa misconoscere
uno degli strumenti con i quali Dio interviene nella vita della Chiesa.
Non potrò mai dimenticare l’esperienza interiore che ho vissuto
il primo giorno in cui arrivai a Medjugorje. Era una fredda sera di marzo del
1985, quando i pellegrinaggi erano ancora ai primi passi e sul villaggio incombeva
l’assidua vigilanza della polizia. Mi recai in Chiesa sotto una pioggia
battente. Era un giorno feriale, ma l’edificio era gremito di gente del
luogo. A quel tempo le apparizioni avevano luogo prima della Santa Messa nella
stanzetta attigua alla sacrestia. Durante la Santa Messa un pensiero di luce
mi attraversò l’anima. «Qui», mi dissi, «appare
la Madonna, quindi il cristianesimo è l’unica religione vera».
Non dubitavo affatto, neppure prima, della fondatezza della mia fede. ma l’esperienza
interiore della presenza della Madre di Dio durante l’apparizione aveva
come rivestito di carne e di ossa le verità di fede nelle quali credevo,
rendendole vive e splendenti di santità e bellezza.
Un’esperienza simile la vive la grande maggioranza dei pellegrini, i quali,
dopo un viaggio spesso faticoso e pieno di disagi, giungono a Medjugorje senza
trovare nulla che soddisfi i sensi materiali o aspettative di carattere sensazionale.
Uno scettico potrebbe chiedersi che cosa potrebbero trovare delle persone che
giungono in quello sperduto villaggio dall’ America, dall’Africa
o dalle Filippine. In fondo non c’è che una parrocchia modesta
ad aspettarli. Eppure vanno a casa trasformati e spesso ritornano a prezzo di
grandi sacrifici, perché nel cuore si è fatta largo la certezza
che Maria c’è per davvero, che si occupa di questo mondo e della
vita di ognuno di noi con una tenerezza e un amore che non ha limiti.
Non c’è dubbio che il più importante e immediato messaggio
che giunge al cuore di chi va a Medjugorje è che Maria è viva
e che quindi la fede cristiana è vera. Qualcuno potrebbe obiettare che
una fede che ha bisogno di segni è ancora fragile. Ma chi, in questo
mondo incredulo, dove la cultura dominante disprezza la religione e dove, perfino
all’in terno della Chiesa, non sono poche le anime stanche e assonnate,
non ha bisogno di segni che rafforzino la fede e la sostengano nel cammino controcorrente?
L’appello accorato alla conversione
Le apparizioni di Medjugorje sono iniziate il 24 giugno, festa di san Giovanni
Battista, il profeta che ha preparato la via alla venuta del Messia predicando
la conversione. La Regina della pace ha però indicato il 25 giugno come
l’anniversario delle apparizioni perché solo in quel giorno si
era completato il gruppo dei sei veggenti. Tuttavia la scelta della festività
del Battista non è affatto casuale. L’appello alla conversione
è infatti il cuore del messaggio di Medjugorje. Anche a Lourdes e a Fatima
era risuonato sulle labbra dì Maria il triplice accorato invito al la
penitenza. Tuttavia è a Medjugorje che si toccano con mano i sor prendenti
cambiamenti di vita di coloro che vi si recano.
La stessa proibizione dei pellegrinaggi ufficiali decretata dalla Santa Sede,
la quale però permette quelli organizzati privatamente, ha dato ai pellegrini
che si recano a Medjugorje una configurazione unica. Si tratta spesso di anime
afflitte che vengono da ogni parte del mondo con il loro carico di male e di
disperazione. Approdano a Medjugorje come se fosse l’ultima spiaggia per
salvare la vita dal naufragio. Non di rado è gente che ha perso Dio e
la speranza. A volte sono cristiani spaesati, che hanno smarrito le certezze
della fede e sono all’affannosa ricerca di punti sicuri di riferimento.
La Regina della pace ha affermato che Lei, a Medjugorje, concede speciali grazie
di conversione. È una realtà che si può verificare. La
gente che vi si reca, il più delle volte ritorna cambiata. Ho conosciuto
un giovane che vi si era recato con sua madre, che gli aveva pagato il viaggio,
il quale con atteggiamento di sfida affermava che non si sarebbe mai convertito.
Ebbene, dopo due giorni di permanenza, si è confessato e ha cambiato
vita. Ora, a qualche anno di distanza, è un ottimo cristiano. Le conversioni
a Medjugorje sono innumerevoli. È per eccellenza il luogo dove la grazia
della conversione inonda i cuori di coloro che vi si recano. Nessun altro luogo
della terra può essergli paragonato.
L’appello alla conversione risuona sulle labbra della Regina della pace
con una forza che non ha nulla da invidiare a quella dei profeti biblici. La
strategia di Maria viene precisata fin dall’inizio. Nel secondo dei suoi
messaggi «regolari» o «ufficiali», come solitamente
vengono chiamati quelli dati mediante la veggente Marija, la Madonna enuncia
con chiarezza il suo programma: «Cari figli, convertitevi voi nella parrocchia,
così aiuterete a convertirsi tutti coloro che verranno qui». Non
si tratta soltanto di un appello alla conversione, come a La Salette, a Lourdes
e a Fatima, ma di un programma concreto, che prevede il risveglio delle vita
cristiana della parrocchia, affinché l’esempio stimoli e trascini
tutti coloro che la Madonna chiamerà a Medjugorje da ogni parte del mondo.
L’urgenza della conversione è motivata dalla situazione di peccato
in cui si trova il mondo. «Guardatevi intorno, cari figli, e vedrete quanto
è grande il peccato che domina su questa terra». Gli uomini hanno
preso «la via della rovina» e vogliono «costruire un mondo
senza Dio, per il quale non c’è futuro, né gioia, né
salvezza eterna». La Madonna non indulge a descrizioni apocalittiche senza
speranza e la sua parola è di costante incoraggiamento. Tuttavia, maternamente,
ci avverte che Satana vuole rovinare le nostre anime e condurci sulla via della
morte. Da ven t’anni non fa che ripetere l’accorato appello: «Vi
supplico, convertitevi». Non è una minaccia, ma una supplica. Maria
è venuta a ricondurre sulla via della salvezza un’umanità
smarrita nelle tenebre dell’incredulità e del male. «Scegliete
la vita e non la morte dell’anima» è il suo invito di Madre.
Molti hanno risposto alla chiamata e la Regina della pa ce ne gioisce. Ma quanti
mancano ancora all’appello!
Il risveglio della fede
«Convertitevi e credete al Vangelo»: sono le prime parole di Gesù
all’esordio della sua vita pubblica. Anche la Regina della pace lega intima
mente il cammino di conversione al risveglio della fede. Come gli uomini si
allontanano da Dio a causa della loro incredulità, così possono
ritornare a lui aprendosi nella fede alla sua misericordia. Lei afferma con
molta chiarezza che una della ragioni fondamentali per cui Dio l’ha mandata
è il risveglio della fede, a incominciare proprio dalla parrocchia di
Medjugorje.
La Madonna ha ben presente la situazione della cristianità, la quale
non solo vive una crisi di fede, quale mai è accaduto prima nella storia,
ma procede velocemente verso una visione della vita atea e materialistica, dove
non c’è più posto per Dio. A La Salette, come a Lourdes
e a Fatima, la Madonna si limita ad alcuni richiami fondamentali, come la preghiera
e la penitenza, sempre necessari per un popolo di Dio esposto alle tentazioni
della tiepidezza e del compromesso. Ora la situazione è radicalmente
diversa. Non si spiegherebbe la ventennale catechesi di Maria senza il pericolo
gravissimo che il cristianesimo corre di dissolversi nell’apostasia e
di sgretolarsi nelle sue fondamenta dottrinali bi millenarie.
Ciò che preoccupa la Madonna è una visione pratica della vita,
or mai impadronitasi anche del modo di pensare e di vivere di non pochi credenti,
dove non c’è più posto né per Dio, né per
l’anima, né per la vita eterna. Un’analisi attenta dei suoi
messaggi ci induce ad affermare che il primo obiettivo, che Maria si propone,
è quello di far di nuovo scoprire Dio a una generazione che di fatto
l’ha perduto, avendolo sacrificato ai beni materiali e all’orgogliosa
illusione di costruire un mondo senza di Lui.
Lo stesso invito, pressoché ripetuto a ogni messaggio, di dedicarsi alla
preghiera è finalizzato alla scoperta di Dio nella propria vita. È
sperimentando Dio nella preghiera che l’uomo può di nuovo comprendere
la grandezza e la bellezza della vita e impostarla come un cammino verso l’eternità.
Scoprire Dio, decidersi per Lui e metterlo al primo posto, è uno dei
temi fondamentali della catechesi dell’ancella del Signore, i cui messaggi,
a ben pensarci, gridano tutti: «Dio!».
Per la Regina della pace Dio è il Padre che ama infinitamente tutti gli
uomini, anche coloro che non conoscono il suo amore, è il Figlio che
ha sacrificato sé stesso sulla croce per salvarci, è lo Spirito
Santo che ci illumina nel cammino di fede e ci sostiene sulla via della santità.
E mirabile constatare come nei messaggi si snodi, con un linguaggio semplice
ma nel medesimo tempo sublime, il vasto panorama delle verità della fede
cattolica. E un catechismo completo, col quale il credente si sente in perfetta
sintonia, dove le verità non sono enunciazioni astratte ma nutrimento
corroborante per la propria vita spirituale.
La Madre di Dio ha ben presente la devastazione della fede che il processo di
secolarizzazione ha provocato nel cuore di molti cristiani. Con una sapienza
e una pazienza veramente divine la Santa Vergine guida i veggenti stessi, tutta
la parrocchia e infine i milioni di pellegrini, al centro vitale del cristianesimo
che è la persona di Gesù Cristo vivo nel la sua Chiesa. Lo fa
in un modo molto concreto ed efficace. Fin dai primi giorni insegna alla gente
a recitare il Credo prima del santo Rosario. Quindi invita alla Santa Messa
quotidiana tutta la parrocchia, facendo dell’Eucaristia il cuore dell’esperienza
di fede.
La Madonna non si limita a esortazioni generali, ma entra anche nei particolari,
come farebbe ogni buon parroco. Desidera che anche i bambini vadano alla Santa
Messa, ma precisa che bisogna vegliare perché vi partecipino in un modo
ordinato e devoto. È per volontà della Regina della pace che a
Medjugorje ha assunto un’importanza speciale l’adorazione eucaristica,
che l’indimenticabile padre Slavko ha onorato con la sua dedizione e la
sua devozione, facendone un momento di grande esperienza di fede e di glorificazione
del Signore risorto, realmente presente in mezzo a noi.
In un momento in cui il sacramento della confessione vive un passaggio di crisi
e di abbandono da parte di non pochi cristiani, la Regina della pace aiuta i
parrocchiani a riscoprirlo in tutto il suo valore per andare avanti nel cammino
spirituale, arrivando a raccomandare la confessione mensile e poi secondo le
necessità personali. Avverte poi che non bisogna limitarsi a confessare
i peccati, ma chiedere al confessore qualche consiglio, per fare un passo avanti
sulla via della santità. La siepe di confessionali, che circonda la Chiesa
parrocchiale, e le interminabili file di penitenti di ogni lingua e nazione,
stanno a indicare quale accoglienza abbia avuto l’invito della Madonna.
Un rilievo particolare a Medjugorje ha il mistero della Croce. Non molto lontano
dalla collina delle prime apparizioni si eleva un monte, chiamato Krizevac,
che significa «monte della Croce», perché sulla ci ma si
eleva una gigantesca croce di cemento, che i parrocchiani aveva no costruito
nel lontano 1933. «Anche quella croce era nel piano di Dio», ha
affermato la Madonna.
Infatti nel suo magistero Maria ci conduce al cuore stesso da cui zampilla la
salvezza, che è la sofferenza di Gesù. La Madonna invita spesso
a salire sul Krizevac, meditando le stazioni della Via Crucis. Durante la Quaresima
esorta a recitare il Rosario in ginocchio davanti al crocifisso, affinché
i parrocchiani comprendano quanto Gesù ha sofferto anche per i peccati
della parrocchia. Per ben due volte, durante l’apparizione, mostra ai
sei veggenti 1’ «Ecce homo», cioè Gesù flagellato,
sputacchiato e incoronato di spine, dicendo: «Ecco quanto Gesù
ha sofferto per noi». Sì, anche Maria si mette fra coloro che hanno
ricevuto la grazia della redenzione, perché anche Lei, fin dal primo
istante del suo concepimento, è stata ricolmata di quella grazia che
il Crocifisso ha meritato con la sua passione e morte.
In un momento in cui non pochi si vergognano della croce di Cristo e cercano
di espungerla dal cristianesimo, la Madonna ci ricorda che dalla Croce viene
la nostra salvezza. Non solo, ma insegna ad amare la Croce, a sopportare le
persecuzioni, ad accettare le sofferenze come una grazia e a viverle come una
gioia, perché attraverso di esse cooperiamo alla nostra salvezza e a
quella del mondo in unione con Gesù Cristo crocifisso.
La Regina della pace, maestra di preghiera
Lo strumento vivo ed efficace con il quale Maria conduce la parrocchia e i pellegrini
al cuore della fede è la preghiera. Nella preghiera le verità
della fede si rivestono di carne e ossa e divengono vive. Maria è la
preghiera vivente e viene sulla terra per portare in mezzo a noi la sua preghiera.
Nelle apparizioni quotidiane, che si susseguono da vent’anni, la Madonna
viene innanzi tutto per pregare con noi e per noi. I suoi messaggi, prima settimanali
e ora mensili, che sono raccolti in un libretto di medie dimensioni, costituiscono
una catechesi insuperabile sulla preghiera. La Regina della pace stessa ha spiegato
che uno dei motivi per cui è rimasta così a lungo fra noi è
per insegnarci a pregare.
La Madonna traccia con grande sapienza pedagogica un cammino di preghiera. Per
anni si impegna a condurre i parrocchiani al cuore stesso della preghiera. Essa
presuppone all’inizio uno sforzo sulla nostra natura stanca e distratta,
ma poi il cuore si apre all’amore di Dio e la preghiera diviene un incontro
col Signore. Si impara a pregare pregando. Maria non dà lezioni teoriche,
ma invita coi a pregare. «Non desidero», dice, «che parliate
della preghiera, ma desidero che preghiate». Ma che cosa significa pregare?
Significa scoprire Dio, incontrarlo, conoscerlo e amarlo. La preghiera è,
nella sua essenza, un’esperienza viva di Dio. Come non si può vivere
senza Dio, così non si può vivere senza preghiera. Come Dio va
messo al primo posto, così nulla è più importante della
preghiera.
«Pregate, pregate, pregate» è l’invito più ricorrente
dei messaggi. Perché è così importante la preghiera per
la nostra generazione? A dire il vero anche a Lourdes e a Fatima la Madonna
aveva dato un’importanza fondamentale alla preghiera. In modo particolare
a Lourdes la Ma donna ha pronunciato pochissime parole nelle diciotto apparizioni,
limitandosi il più delle volte a sgranare la corona del Rosario, mentre
Bernadette lo recitava. A Medjugorje la preghiera è presentata da Maria
come l’attività fondamentale dell’uomo e l’occupazione
più importante della sua giornata. «La preghiera sia per voi vita»,
afferma. Vivere e pregare sono la medesima cosa. Tutto deve essere trasformato
in preghiera, a partire dalle orazioni che devono illuminare tutta la giornata.
Man mano che gli anni passano, gli impegni di preghiera richiesti dalla Regina
della pace aumentano. Desidera che si reciti ogni giorno l’intero Rosario,
i misteri gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Invita alla Santa Messa quotidiana
che a Medjugorje è sempre solenne e con l’omelia. La Santa Messa
è spesso seguita dall’adorazione notturna. Nei tempi di Quaresima
viene richiesta la Via Crucis. I parrocchiani a volte mostra no stanchezza,
e la Madonna non esita a rimproverarli dicendo: «Voi pregate poco».
Poi però li incoraggia, affermando: «Le vostre preghiere mi sono
necessarie». Soprattutto insiste sulla preghiera in famiglia. Desidera
che in ogni famiglia si reciti il santo Rosario e si tenga in un luogo ben visibile
una Bibbia, in modo tale da leggerne una pagina ogni giorno, per poi cercare
di viverla.
Il risultato di questo cammino di preghiera è la prima cosa che balza
agli occhi di un pellegrino che giunge a Medjugorje per la prima volta. La grande
conca verde circondata dalle montagne è come un immenso tempio dal quale
la preghiera sale senza sosta dalla chiesa, dalle case, dai campi e dai sentieri
dove i gruppi di pellegrini si spostano da un luogo all’altro, sempre
pregando. A Medjugorje una persona comprende che la preghiera è necessaria
per la vita spirituale come l’aria che si re spira e l’acqua che
si beve.
«Nella preghiera troverete Dio». E questa la medicina che la Ma
donna offre alla nostra generazione che ha perso Dio perché ha cessato
di pregare. Non è certo parlando di Dio o discutendo su Dio che gli uomini
del nostro tempo ritroveranno la fede che hanno perduto. È necessario
che pieghino le ginocchia, che aprano il cuore e incomincino a pre gare. Nella
preghiera l’anima si nutre di Dio. Dopo la preghiera siamo ricolmi della
sua luce, della sua grazia e del suo amore. All’inizio, quando si fanno
i primi passi, non mancherà la fatica, ma poi «pregherete con gioia»,
assicura la Regina della pace. Chi, essendosi messo alla scuola di Maria, non
ha fatto questa esaltante esperienza? Quante persone, soprattutto giovani, arrivati
a Medjugorje stanchi e delusi della vita, hanno sperimentato la verità
di questa diagnosi della Regina della pace:
«Senza la preghiera la vostra vita è vuota». Nel medesimo
tempo hanno però compreso la validità della terapia proposta:
«Voi scoprirete il sen so della vita, quando avrete scoperto Dio nella
preghiera».
Il richiamo al destino eterno dell’uomo
Da quanto descritto finora appare con chiarezza che la Madonna a Medjugorje
non si è limitata, nella sua lunga e paziente catechesi, a ribadire alcune
verità cristiane, ma si è proposta di riportarci al cuore stesso
della fede e della visione cristiana della vita. Lei legge a fondo nei cuori
ed è ben consapevole di quanto oggi sia penetrata, anche nel modo di
pensare di molti battezzati, una visione intramondana della vita, dove Dio è
dimenticato e dove l’aldilà è misconosciuto o apertamente
negato. Non sono pochi gli uomini che pensano che «con la morte finisce
tutto», come afferma il vecchio sacrestano del famoso romanzo di Georges
Bernanos Diario di un curato di campagna. Statistiche non sospette affermano
che un numero preoccupante di frequentatori della Santa Messa domenicale nutrono
dubbi sul proseguimento della vita dopo la morte. Recentemente alcuni, non potendo
negare l’esistenza dell’Inferno, chiaramente affermata dai Vangeli
e dal magistero della Chiesa, hanno insinuato che sarebbe vuoto oppure che sarebbe
incompatibile con la misericordia di Dio. Al di là di tutto questo va
segnalato l’impressionante silenzio nella predicazione e nella catechesi
sulla vita dopo la morte e sulle tematiche classiche riguardanti il giudizio,
il Purgatorio, l’Inferno e il Paradiso.
Di fronte a questa assenza di prospettive sull’eternità, e al vuoto
di speranza sia riguardo alla propria vita personale come allo sbocco finale
della storia umana, la Madonna, sollecita in primo luogo della salvezza eterna
delle anime, non poteva non intervenire con quell’efficacia che caratterizza
i suoi interventi materni. A Fatima la Madonna aveva mostrato ai tre pastorelli
l’Inferno, chiedendo loro preghiere e sacrifici perché molte anime
si perdono per il fatto che non c’è chi prega e si sacrifica per
loro. A Medjugorje fa molto di più. Non solo, durante l’apparizione,
mostra ai sei veggenti il Paradiso, l’Inferno e il Purgatorio, ma porta
due di loro (Vicka e Jakov), insieme e col loro corpo, nell’aldilà,
conducendoli fisicamente a contemplare il destino eterno delle anime, con un’esperienza
che non ha precedenti nella storia delle apparizioni mariane.
Indubbiamente fenomeni del genere, per la forza emotiva e per la credibilità
umana che li caratterizzano, hanno un grande impatto sulla gente, che riscopre,
attraverso la testimonianza dei veggenti, le verità dei «Novissimi»,
da tanto tempo sepolte nell’oblio. Tuttavia è nei suoi messaggi
che la Regina della pace non si stanca di ricordarci che il no stro destino
è il Cielo e che qui sulla terra siamo solo di passaggio. Con la delicatezza
nel porgere che la caratterizza, la Madonna paragona la nostra esistenza ai
fiori di primavera, che sono ndondanti di bellezza e di splendore, ma che passano
presto: «Figliolini», afferma con materna tenerezza, «non
dimenticate che la vostra vita passa come un fiorellino di primavera, che oggi
è meraviglioso e domani non se ne trova traccia».
A una generazione che è incapace di guardare in alto e oltre il limite
del tempo finito, immersa nelle cose materiali e all’inseguimento di obiettivi
senza importanza, la Madonna ricorda il destino eterno che l’attende.
«Figliolini», dice, «decidetevi seriamente per Dio, perché
tutto il resto passa, solo Dio rimane». È impressionante come la
Regina della pace ci ricordi incessantemente il detto evangelico che la salvezza
dell’anima è la posta in gioco più importante della vita.
Non esita ad affermare che la ragione ultima della sua lunga permanenza fra
di noi è la nostra beatitudine eterna: «Dio mi manda per aiutarvi
e condurvi verso il Paradiso, che è la vostra meta». «Cari
figli, io sono con voi per aiutarvi e condurvi al Cielo. In Cielo c’è
la gioia: attraverso di essa potete già vivere il Cielo fin da ora [...].
Desidero condurvi tutti alla santità completa. Desidero che ognuno sia
felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in Cielo. Questo è,
cari figli, lo scopo della mia venuta qui e il mio desiderio».
Il programma di Maria è dunque la salvezza eterna delle anime. Lei desidera
presentarle tutte a Dio come un bouquet di fiori. Ci riuscirà? Lei afferma
di versare lacrime di sangue per ogni figlio che si perde. La salvezza eterna
delle anime dipende dalla libera scelta di ognuno e dal l’aiuto che, con
le preghiere e i sacrifici, ognuno di noi vorrà dare.
«Dio», ammonisce la Regina della pace, «si offre e si dona
a voi, ma desidera che rispondiate alla sua chiamata in piena libertà».
È la libertà di rifiutare l’amore di Dio la ragione ultima
dell’esistenza dell’Inferno. Per preservarci da esso la Madonna
ci «supplica» di convertirci arrivando a dire: «Dio ha dato
a tutti la libertà, che io rispetto con tutto l’amore, e io, nella,
mia umiltà, mi inchino davanti alla vostra libertà». La
Madonna vuole salvare e portare in Cielo la nostra generazione ribelle e incredula.
Però non può costringerci, ma solo supplicarci ad accettare la
via della salvezza che Lei ci indica.
Il millennio di Maria
Le apparizioni della Madonna a Medjugorje, incominciate nel 1981, so no ancora
in pieno svolgimento all’ inizio del terzo millennio. Dopo ven t’anni
l’attenzione della gente non è affatto caduta, anzi continua ininterrotto,
verso il piccolo villaggio dell’Erzegovina, un pellegrinaggio mondiale
che coinvolge sempre nuovi Paesi, facendo della chiesa dai due campanili un
punto di riferimento obbligato per i devoti della Madonna. I messaggi di Maria
giungono ovunque nel mondo, alimentando la fede e la vita spirituale di un numero
incalcolabile di persone. Come un fiume in piena, il rinnovamento spirituale
che zampilla da Medjugorje bagna ogni angolo della terra.
Durante i primi mesi e i primi anni delle apparizioni, in molti si chiedevano
fino a quando sarebbero durate. Nessuno avrebbe potuto immaginare una permanenza
così lunga della Madonna e un coinvolgimento così vasto di persone
di ogni popolo e lingua. A volte il Vangelo della Santa Messa serale viene letto
in alcune decine di lingue diverse. Viene da pensare che Maria voglia convocare
alla sua presenza le rappresentanze di tutte le nazioni. Specialmente in alcune
circostanze, l’impressione è quella di una novella Pentecoste.
È senza dubbio lecito chiedersi: quale sarà lo svolgimento futuro?
Va subito detto che i messaggi della Regina della pace non assecondano nessuna
aspettativa apocalittica e non soddisfano le diffuse curiosità circa
l’avvenire dell’umanità. La Madonna non è venuta a
fare rivelazioni di sapore millenaristico, ma piuttosto a sollecitare un cammino
di fede e di conversione, che otterrà sull’umanità la benedizione
di Dio e la realizzazione del mondo nuovo della pace. Il futuro in fondo è
nelle nostre mani. Molto di ciò che accadrà dipenderà dalla
nostra risposta all’appello di Maria.
I termini veri della questione sono stati posti da Giovanni Paolo II nell’atto
di consacrazione del millennio a Maria. Il Papa afferma che l’umanità
ha di fronte due strade: una di esse porta alla distruzione della terra, l’altra
a trasformarla in un’ oasi di pace. La Madonna è venuta per aiutarci
a prendere la via della salvezza e non della rovina. Il suo messaggio fondamentale
è che senza Dio l’umanità non ha nè futuro, né
salvezza eterna, mentre, ritornando a Dio, otterrà per il mondo un tempo
di primavera.
Personalmente non ho dubbi che la Madonna riuscirà nel suo intento di
condurre l’umanità sulle vie della pace, intesa nel suo significato
biblico di pienezza dei beni materiali e spirituali. Infatti a Medjugorje Maria
è venuta come Regina, con una corona di dodici stelle intorno al capo.
La sua volontà ferma di realizzare quanto Dio ha progettato emerge da
molti suoi messaggi. Tuttavia ha bisogno del nostro aiuto. «Aiutatemi
ad aiutarvi» è una delle sue più celebri espressioni. Anche
i dieci segreti, di cui attualmente sono portatori tre dei sei veggenti, sono
da inquadrare in un futuro dove non mancheranno le prove, ma che avrà
un sicuro sbocco di luce, se sarà sufficientemente ampia e convinta la
nostra risposta all’appello della conversione.
In tutti questi vent’anni la Madonna si è preparata un suo esercito
di devoti. Sono le schiere che in una mano portano la croce e nell’ altra
la corona del Rosario, come aveva preannunciato il Monfort. Sono gli apostoli
dei tempi nuovi di Maria, che aiuteranno la Madonna a preparare il trionfo del
suo Cuore immacolato, secondo quanto profetizzato a Fati ma. In che cosa consiste
il trionfo del Cuore materno di Maria se non nel ritorno dell’umanità
a Dio? Allora scorreranno i fiumi della pace divina su tutta la terra. La consacrazione
del nuovo millennio a Maria, voluta per divina ispirazione dal Santo Padre,
ci ricolma il cuore di speranza che il piano della divina misericordia si realizzerà.
Tratto dal libro “Maria, alba del terzo millennio” (vedi la pagina sulla bibliografia )