Messaggio del 25 aprile 2012:Cari figli! Anche oggi vi invito alla preghiera e ad aprire il vostro cuore verso Dio, figlioli, come un fiore verso il calore del sole. Io sono con voi e intercedo per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Intervista di Radio Vaticana a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria
Ecco la trascrizione dell'intervista a Padre Livio Fanzaga,
direttore di Radio Maria, andata in onda a 105 Live Radio Vaticana il
20 maggio 2003.
Intervistatrice: E' nata nel 1983 come
radio parrocchiale ad Arcellasco d'Erba in provincia di Como, nel
1987 viene costituita una associazione che porta il nome di questa
radio, una associazione di laici e sacerdoti impegnati in una
missione di evangelizzazione di più vasta portata, dal 1990
vengono coperte ad una velocità quasi inaspettata quasi tute
le regioni italiane. Tra qualche istante capirete di cosa stiamo
parlando.
Siete in diretta su 105 Live Radio Vaticana, io
sono Antonella Palermo, oggi vi invito a visitare Radio Maria, una
emittente privata di proprietà della Associazione Radio Maria.
Abbiamo Padre Livio al telefono in diretta: buongiorno!
Padre
Livio: Buon giorno a lei, signora.
Intervistatrice:
Lei è direttore da sempre di questa emittente?
Padre
Livio: Sì, in pratica da quando l'Associazione Radio Maria
ha deciso di fare una radio che andasse al di là degli
orizzonti parrocchiali. Allora io ero nella parrocchia di Milano e il
Presidente Emanuele Ferrario mi volle coinvolgere in questo progetto
dal momento che c'era bisogno di una persona fissa che desse tutto il
suo tempo per dare vita ad un progetto di questo genere ed io già
andavo a fare delle trasmissioni saltuarie a questa radio
parrocchiale.
Intervistatrice: Che differenza c'è
dal suo punto di vista tra Radio Vaticana e Radio Maria?
Padre
Livio: Beh, ci sono moltissime differenze. Innanzi tutto Radio
Vaticana è una radio ufficiale, e quindi è portavoce
della Chiesa. Radio Maria è la radio fatta da cristiani, ma
non coinvolgendo la Chiesa in prima persona ha una maggiore libertà,
quindi se sbagliamo sbagliamo noi e non la Chiesa. Inoltre abbiamo
una libertà di progettazione e di intervento - pur sempre
nell'ambito del dogma, della morale e della linea pastorale della
Chiesa - che forse voi non avete. Credo che ci sia anche una
differenza nella impostazione stessa del palinsesto: ad esempio una
musica che voi avete messo prima noi non la metteremo mai, noi siamo
cioè una radio di taglio religioso, che mette in onda solo
programmi religiosi e musica di religiosa che elevi l'anima a Dio in
modo tale che parli di Dio 24 ore al giorno. Questa caratteristica è
tipica di Radio Maria, cioè una radio che non è una
colonna sonora per i momenti liberi ma che è sempre rivolta
alla catechesi, alla evangelizzazione e a problemi di promozione
umana. Per questo è una radio difficile e molto impegnativa.
Intervistatrice: Quanti siete a lavorarci?
Padre
Livio: Radio Maria è una radio di volontariato, nel senso
che i conduttori sono un centinaio, di cui la metà sono
sacerdoti, perché noi facciamo programmi di teologia così
come le fa una facoltà universitaria, infatti ci sono molti
professori delle pontificie facoltà, e tutti lo fanno
gratuitamente. Dipendenti fissi ai programmi siamo due persone, io e
Roberta, poi abbiamo persone fisse all'ufficio amministrativo, ma se
si eccettuano queste due persone tutti gli assistenti al mixer (una
sessantina di giovani), una ottantina di studi mobili distribuiti su
tutto il territorio nazionale per i collegamenti quotidiani di
spiritualità, e i conduttori, questi sono tutti volontari.
Intervistatrice: E' possibile dunque basarsi solo sul
volontariato?
Padre Livio: E' possibile ad una condizione:
che ci sia una grande carica ideale. Noi ci chiediamo: chi obbliga
uno studio mobile che in genere è formato da 5 persone ad
alzarsi al mattino presto, chiedere una giornata di ferie per
impostare la trasmissione, spendere i soldi della benzina? Un fatto
del genere lo si può fare soltanto perché si ama la
Madonna. Allo stesso modo chi può costringere un ragazzo ad
alzarsi il mattino presto prima di andare a lavorare per venire qui
in radio a dire alle 7 le preghiere del mattino in diretta? Il
volontariato è quindi possibile solo se si ha un grande
ideale: un grande amore per Maria.
Intervistatrice:
Come riuscite a gestire economicamente i costi di questa radio?
Padre Livio: I costi di produzione dei programmi sono
bassissimi perché, al di fuori dei telefoni, il personale
costa poco/niente. I costi veri sono quelli tecnici: i ripetitori.
Intervistatrice: 800 ripetitori?
Padre
Livio: In pratica noi abbiamo tanti ripetitori in Italia quanti
la Rai e copriamo il territorio come lo copre la Rai. Quindi da
questo punto noi sopravvalutiamo nettamente tutte le radio private:
la più grande radio privata ha 300 ripetitori al massimo,
mentre noi mettiamo un ripetitore anche nei paesi piccoli di montagna
ovunque ci sia un cristiano, per questo i costi sono altissimi.
L'unico modo con cui si finanzia Radio Maria è l'offerta
attraverso il conto corrente: è una miriade di persone che fa
la coda in posta, alcuni versano il conto corrente una volta
all'anno, altri una volta ogni sei mesi, altri una volta al mese, ma
comunque sia bisogna arrivare a quei settanta milioni al giorno di
vecchie lire senza i quali Radio Maria non andrebbe avanti.
Evidentemente per far sì che le persone si comodino per andare
in posta per fare il versamento occorre che ci sia un grande amore
per la radio. Noi non abbiamo mai avuto alcuna altra forma di
finanziamento, né dallo Stato, né dalla Chiesa, né
da industriali, nessuno mai ci ha aiutato al di fuori del comune
ascoltatore.
Intervistatrice: Alla luce della sua
esperienza, lei raccontava che non avete altro sostentamento se non
quello che proviene dai vostri ascoltatori e non siete neppure legati
alla Conferenza Episcopale Italiana, diciamo che viaggiate su binari
autonomi, ecco, come vede l'esperienza delle radio cattoliche
italiane legate alla CEI?
Padre Livio: Noi intanto ci
siamo presi una piccola soddisfazione: abbiamo visto che nel corso
degli anni abbiamo visto che le radio legate alla CEI hanno
incominciato a trasmettere la S. Messa e il S. Rosario e questo ci ha
fatto molto piacere perché da questo punto di vista noi
vogliamo essere cooperanti. Però abbiamo visto con piacere che
ci siamo divisi i campi, nel senso che le radio della CEI sono
maggiormente impegnate sul piano della promozione sociale, culturale,
del dibattito politico, e si sono specializzate nel trasmettere
notizie diocesane e parrocchiali: in questo senso c'è una
cooperazione, copriamo campi diversi ma non siamo in alternativa.
Tanto è vero che ai nostri microfoni parlano molte persone che
lavorano in Vaticano (come il Pontificio Consiglio per il dialogo
interreligioso) e operano in uffici della CEI (come l'ufficio per la
pastorale giovanile o della famiglia). La nostra politica è
ben precisa, ed è quella di essere al servizio della Chiesa e
del Papa, dunque per questo motivo abbiamo cercato di operare una
politica di coinvolgimento delle realtà della Chiesa nella
radio, con sacerdoti, vescovi, cardinali che hanno trasmissioni fisse
a Radio Maria. Per dire, trasmettiamo la settimana liturgica, abbiamo
trasmesso anche dalla Sala Clementina del Vaticano il decennale del
catechismo, dunque ci mettiamo al servizio della Chiesa...
Intervistatrice: ...e anche di dialogo con il pubblico
molto forte: quando cercavo di mettermi in contatto telefonico con
lei per richiederle questa intervista le linee telefoniche della
vostra emittente erano perennemente occupate. Comunque la ringrazio
molto di questo suo intervento: buon lavoro a tutti voi!
Padre
Livio: E anche a voi, grazie!