Messaggio del 25 febbraio 1994:Cari figli, oggi vi ringrazio per le vostre preghiere. Voi tutti mi avete aiutata affinché questa guerra finisca il più presto possibile. Io vi sono vicina e prego per ognuno di voi e vi supplico: pregate, pregate, pregate. Solo attraverso la preghiera possiamo vincere il male e proteggere tutto quello che satana desidera distruggere nella vostra vita. Io sono vostra madre e vi amo tutti ugualmente ed intercedo per voi presso Dio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Padre Francesco Rizzi: “Medjugorje. Il nuovo mondo della pace” Trascrizione dell'intervista di Padre Livio Fanzaga a Padre Francesco Rizzi, andata in onda a “Radio Maria” il giorno lunedì 3 marzo 2008.
PADRE LIVIO – Cari amici di Radio
Maria, come vi avevo già preannunciato abbiamo qui con noi
padre Francesco. Si tratta di un giovane padre francescano che molti
di voi avranno già incontrato a Medjugorje dove presta
servizio nell'accoglienza dei pellegrini di lingua italiana. Padre
Francesco ha scritto un libro intitolato Medjugorje, il nuovo mondo
della pace edito dalle Edizioni Ares e che potete trovare in tutte le
librerie cattoliche. Con questo libro Padre Francesco intende
mostrare come i messaggi della Regina della Pace siano in perfetta
sintonia con l'immagine della Madonna che ci offre la Chiesa e la
liturgia. Si tratta dunque di un lavoro teologico-pastorale volto a
dimostrare che il volto della Regina della Pace è proprio il
volto di Maria come noi conosciamo attraverso la fede. Prima di
presentare questo libro, però, mi sembra giusto presentare un
po' padre Francesco. Padre Francesco, quanti anni hai?
PADRE
FRANCESCO – Tu dici che sono giovane, ma non troppo! Ho 42
anni.
PADRE LIVIO – Dove sei nato?
PADRE
FRANCESCO – Sono nato a Roma e ho sempre vissuto a Roma. Il
primo incontro con Medjugorje l'ho avuto circa vent'anni fa. Allora
io ero un giovane in ricerca, e ora scherzando dico che quei tre
giorni di allora furono per me fatali perché proprio lì
io ricevetti la mia vocazione francescana. La prima volta che andai a
Medjugorje era il luglio del 1988.
PADRE LIVIO –
Vedo che sei laureato in economia e commercio. Questi studi li avevi
già completati o li hai terminati successivamente?
PADRE
FRANCESCO – Dovevo ancora completarli. Sai, quando ritorni
a casa dopo l'esperienza di Medjugorje c'è sempre molto
entusiasmo e allora mi capitava di pensare: mah, forse il Signore non
vuole che io continui gli studi universitari. Invece incontrai un
bravo frate il quale mi disse: no, non ti faccio entrare nell'ordine
se prima non termini regolarmente i tuoi studi. Allora portai a
termine l'università e nel 1991 entrai nell'ordine
francescano.
PADRE LIVIO – Che cosa ti colpì
la prima volta che andasti a Medjugorje?
PADRE FRANCESCO –
La prima volta che andai a Medjugorje mi colpì la grande pace
che si respirava in questo luogo, le persone che s'incontravano, i
pellegrini che pregavano, ma mi colpirono molto anche i francescani:
allora c'era padre Slavko che guidava la preghiera e l'adorazione
eucaristica. Ecco, forse ciò che mi colpì più di
tutto fu l'adorazione eucaristica, me ne innamorai subito.
PADRE
LIVIO – Come ti è venuta la voglia di andare a
Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – Avevo sentito parlare
di Medjugorje da alcuni miei amici. Da quel momento nacque in me
questo forte desiderio di partire e di andare a Medjugorje. Dissi:
perché non fare questa esperienza? Allora partii con la
macchina: la prima volta ci andai da solo e pensa che non conoscevo
assolutamente la strada! Infatti ci impiegai quasi due giorni facendo
tutto il giro della costa. Allora non si poteva telefonare così
facilmente come si può fare oggi, e a casa pensarono che io mi
fossi disperso. Allora c'era ancora il comunismo e mi dicevano che
anche il fatto di portare in tasca le corone del rosario era
pericoloso e potevano sequestrarle. Una volta che arrivai nella casa
canonica incontrai padre Slavko a cui chiesi dove potevo andare a
dormire. Mi indicò un albergo dove mi fermai per due o tre
giorni. Una volta che rientrai in Italia pensai che si trattasse di
un momento di passeggero, ma quando decisi di ritornare a Medjugorje
l'anno successivo mi resi conto della mia vocazione.
PADRE
LIVIO – Dunque la tua vocazione francescana è nata a
Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – Sì. Per qualche
tempo pensai che avrei potuto fare una scelta diversa, ad esempio di
consacrazione. Poi capii che la mia vera vocazione era di natura
francescana. Ho proseguito i miei studi a Roma e poi sono entrato
nell'ordine dei frati minori.
PADRE LIVIO – Cosa
ne pensi del fatto che hai avuto la vocazione a Medjugorje e che ora
hai ricevuto l'incarico di prestare servizio proprio nella parrocchia
di Medjugorje?
PADRE FRANCESCO – Mai avrei pensato
una cosa simile: noi infatti veniamo candidati in una provincia in
cui dobbiamo operare. È attraverso la decisione del mio padre
provinciale, Padre Aldo La Neve, che io chiesi di poter fare una
esperienza missionaria all'estero di servizio in parrocchia. Capitai
proprio a Medjugorje. Nel mio primo anno lavorai anche
nell'orfanotrofio di suor Josipa, pur restando di servizio anche in
parrocchia. Questa mia esperienza si è poi prolungata fino ad
oggi, ed ora sono già a quattro anni e mezzo.
PADRE
LIVIO – Cosa puoi dire di questi tuoi quattro anni e mezzo
di sacerdozio su una frontiera particolarmente impegnativa?
PADRE
FRANCESCO – Come sacerdote posso dirti che la Madonna ci
aiuta a comprendere meglio il Vangelo. Sembra strano, ma io ho
compreso il Vangelo grazie ai messaggi della Regina della Pace,
grazie alla preghiera, grazie ai luoghi e anche grazie ai pellegrini.
Quando arrivano i pellegrini vedi che hanno una grande fame e sete di
Dio. In Italia noti come le persone, quando ascoltano un sacerdote
che predica, guardano sempre l'orologio; qui invece la cosa è
diversa perché sono tutti molto più attenti, tutti
ascoltano volentieri le catechesi, partecipano l'adorazione
eucaristica, e nessuno lascia Medjugorje senza prima essersi
confessato. Noi siamo sempre nei confessionali e notiamo come tutti i
giorni arrivino persone che ci dicono che magari sono venti, trenta,
o addirittura quarant'anni che non si confessano. Questa cosa accade
tutti i giorni, e per noi è normale. In particolar modo quando
iniziano i pellegrinaggi da metà marzo fino a novembre, quando
c'è la solennità dell'Immacolata, il festival dei
giovani, l'appuntamento per i sacerdoti... Gli appuntamenti a
Medjugorje sono tanti e quello che fa impressione è il numero
sempre crescente di pellegrini che arrivano: l'anno scorso, secondo
quello che riportano i dati ufficiali, abbiamo avuto oltre 2 milioni
di visitatori e quasi un terzo erano italiani.
PADRE LIVIO
– L'anno precedente però il numero dei pellegrini
era di un milione e mezzo.
PADRE FRANCESCO – Sì,
infatti c'è stato un incremento notevole e chissà
quanti ne arriveranno ancora quest'anno.
PADRE LIVIO –
Secondo te come mai queste stesse persone che da noi magari dormono
nelle parrocchie, vanno poi in pellegrinaggio a Medjugorje? Cercano
qualcosa di straordinario oppure è colpa nostra che non li
svegliamo abbastanza?
PADRE FRANCESCO – In un libro
che ho letto di padre Slavko si diceva che il messaggio più
importante di Medjugorje è la presenza di Maria. Medjugorje è
sicuramente un luogo di grazia, i pellegrini che arrivano cominciano
a pregare, salgono il monte meditando la Via Crucis, si avvicinano
alla chiesa e... cosa trovano? Trovano una parrocchia!
PADRE
LIVIO – Questo fatto è fondamentale perché dà
sicurezza anche per quanto riguarda la fede.
PADRE FRANCESCO –
Certo, e rassicura anche i sacerdoti che arrivano a Medjugorje perché
possono celebrare la messa, confessare e animare i diversi momenti di
preghiera. In questi anni ho incontrato migliaia di sacerdoti e
difficilmente ho incontrato sacerdoti che sono rimasti delusi
dall'esperienza vissuta a Medjugorje.
PADRE LIVIO –
Ma questo vale anche per i pellegrini: la maggioranza torna sempre a
casa contenta.
PADRE FRANCESCO – Esatto, un po' come
lampadine che si accendono.
PADRE LIVIO – Come
spiegare questo fatto? Anche da un punto di vista architettonico a
Medjugorje non c'è nulla di straordinario, non c'è il
fascino che può avere Lourdes o Fatima: in fondo c'è
una semplice chiesa, eppure la gente torna a casa contenta.
PADRE
FRANCESCO – È un miracolo spirituale, è la
grazia del luogo, è la presenza di Maria, è l'apertura
del cuore attraverso la preghiera. Attraverso l'adorazione
eucaristica si prega con il cuore e si apre il cuore e così si
verifica un autentico rinnovamento spirituale. Tanti pellegrini mi
hanno detto: «Padre, e ho cambiato vita grazie quest'esperienza
a Medjugorje».
PADRE LIVIO – Io ho sempre
insistito sul fatto che Medjugorje c'è una duplice elezione:
quella dei veggenti ma anche quella della parrocchia. Infatti in un
messaggio del 1984 la Madonna dice di aver scelto la parrocchia e di
voler convertire la parrocchia in modo che tutte le persone che si
fossero recate in quel luogo si sarebbero convertite. La Madonna
sembra così aver scelto una parrocchia per iniziare un'opera
di rinnovamento delle parrocchie nel mondo. Ora, guardando indietro,
constatiamo che questo programma si è ampiamente realizzato,
se pensiamo anche al numero impressionante di sacerdoti che vengono a
Medjugorje ogni anno. Noi sappiamo benissimo che anche la parrocchia
di Medjugorje non è fatta da angeli ma da persone umane con i
loro difetti e con i loro limiti. Secondo te cosa c'è dunque
di particolare in questa parrocchia?
PADRE FRANCESCO –
La parrocchia incarna un'obbedienza a quello che la Madonna chiede.
Da più di vent'anni ogni giorno nella parrocchia di Medjugorje
si recitano tutti e tre i rosari, la santa messa quotidiana,
l'adorazione eucaristica, inoltre nel programma serale ogni giorno ci
sono tre ore di preghiera e in aggiunta al venerdì la
parrocchia sale in preghiera sul monte della croce e la domenica
sulla collina delle apparizioni. Ogni giorno come parrocchia a
Medjugorje in media si hanno quattro ore di preghiere più le
messe celebrate nelle altre lingue. La forza di Medjugorje, secondo
me, oltre alla presenza di Maria, è proprio la forza della
preghiera. Questo me l'hanno testimoniato anche molti sacerdoti che
sono venuti a Medjugorje: ritornando nelle proprie parrocchie hanno
reintrodotto la pratica dell'adorazione eucaristica e hanno visto
come la gente ha risposto positivamente. La Madonna ci ha aiutato a
porre Cristo al centro della attività parrocchiale di
Medjugorje. Tu sai come la Madonna ha invitato in particolare alla
frequentazione della Santa Messa e alla pratica della confessione. La
Madonna parlando della confessione ha detto che è come una
medicina. Molti invece dicono: ma io non ho nessun peccato, perché
mi devo andare a confessare? Invece la Madonna ci ha insegnato che
nella confessione noi riceviamo forza, grazia e luce per il buon
combattimento spirituale.
PADRE LIVIO – Dunque
la Madonna ha organizzato l'attività della parrocchia intorno
alla preghiera cattolica, cioè la Santa Messa e i sacramenti,
in particolare la Confessione che è in funzione
dell'Eucaristia.
PADRE FRANCESCO – Sì.
Medjugorje oggi è conosciuta in tutto il mondo come il
confessionale del mondo, proprio perché il numero delle
persone che si avvicinano al sacramento della confessione è il
più alto rispetto agli altri santuari.
PADRE LIVIO
– Io infatti ho fatto un giro in tutti i maggiori santuari
d'Europa ma nessun santuario può essere paragonato Medjugorje.
Poi bisogna anche dire che la gente quando vede i francescani si
sente rassicurata, anche perché il frate è una figura
molto cattolica. Poi a me viene sempre in mente quella parola che
Gesù rivolse a San Francesco: «Va', e rinnova la mia
chiesa». Quindi noto una particolare chiamata dell'ordine
francescano a questo impegno.
PADRE FRANCESCO – Io
penso che la vocazione di Medjugorje a confessionale del mondo sia
nata il 2 di agosto del 1981, quando la Madonna invitò i
presenti a toccare il suo vestito e dopo un po' i veggenti notarono
che il vestito si era sporcato. La Madonna allora rispose che il suo
vestito si era sporcato a causa di coloro che non erano in grazia di
Dio, quindi invitò le persone ad andare in Chiesa a
confessarsi. Allora tutta la gente andò in Chiesa e per due
giorni si confessarono. Addirittura chiamarono i padri dalle altre
parrocchie francescane. In queste cose tu vedi come sia proprio la
Madonna ad aver guidato la parrocchia. Si tratta di un
accompagnamento spirituale di Maria che ci indica come vivere la vita
cristiana e come realizzare un vero cammino di conversione. Il
messaggio più importante che la Madonna ci ha lasciato è
proprio la conversione quotidiana e l'invito a chiedere la fede ogni
giorno.
PADRE LIVIO – Non dimentichiamo che la
conversione si concretizza proprio con la confessione. È una
cosa incredibile vedere file di persone che aspettano anche tre o
quattro ore pur di confessarsi.
PADRE FRANCESCO – E
questo accade anche d'inverno al freddo...
PADRE LIVIO –
Ma allora è davvero in crisi il sacramento della confessione
come molti dicono oppure siamo in crisi noi preti che non dedichiamo
abbastanza tempo a questo?
PADRE FRANCESCO –
Avvicinarsi al sacramento della confessione significa fare
l'esperienza della misericordia di Dio. A me piace parlare di
Medjugorje anche come luogo della misericordia, perché i
pellegrini che arrivano a Medjugorje si incontrano con la
misericordia di Dio attraverso l'incontro e la mediazione di Maria
nel sacramento della riconciliazione. I pellegrini si sentono
accolti, amati, perdonati e rinascono spiritualmente. Come sai ogni
anno noi abbiamo il festival internazionale dei giovani ad agosto.
L'anno scorso erano presenti più di 40.000 giovani. Si tratta
di giovani che arrivano attraverso varie esperienze personali, alcuni
da soli, altri facendo l'autostop.
PADRE LIVIO –
Io amo definirli "cani randagi", nel senso che non seguono
gruppi organizzati ma sono giovani che vanno alla ricerca
dell'assoluto e che cercano un senso da dare alla vita.
PADRE
FRANCESCO – È l'esperienza che fanno i giovani e che
ho fatto anche io la prima volta che andai da solo a Medjugorje. Oggi
i giovani sono alla ricerca della loro vocazione e la Madonna li
aiuta a scoprire la loro vocazione e ciò che è nel
piano di Dio. I giovani si sentano così accolti, e si tratta
di un rapporto anche molto affettivo che motiva molto i giovani e che
li spinge a fare scelte anche molto coraggiose. Non è tanto un
incontro intellettuale importante quanto piuttosto un incontro di
cuori. La Madonna infatti ha detto di voler realizzare a Medjugorje
un luogo di comunione di cuori.
PADRE LIVIO –
Sono tanti i gruppi di speciale consacrazione che nascono in
riferimento all'incontro con la Regina della Pace.
PADRE
FRANCESCO – A Medjugorje sono nate molte vocazioni, è
difficile dire quante, sicuramente centinaia. Ogni tanto si sentono
testimonianze di persone che proprio a Medjugorje hanno avuto una
speciale vocazione: chi alla vita religiosa, chi alla vita
claustrale, chi alla vita attiva, chi alla famiglia.
PADRE
LIVIO – Non dimentichiamo che oggi la famiglia è una
delle frontiere dell'evangelizzazione.
PADRE FRANCESCO –
Molti messaggi che la Madonna ha lasciato riguardano proprio la
famiglia e molte persone hanno ritrovato proprio la comunione e
l'unità grazie all'esperienza di preghiera a Medjugorje. Molte
persone testimoniano questo: la forza di continuare nonostante le
difficoltà.
PADRE LIVIO – Parliamo ora
della tematica della fede: la Madonna nei suoi primi messaggi ha
detto che è venuta a Medjugorje per risvegliare la fede. Oggi
veramente c'è il pericolo grandissimo che si perda con molta
facilità la fede.
PADRE FRANCESCO – La
Madonna propone un cammino di fede semplice ma anche molto efficace.
La Madonna ha detto che la fede non può essere viva senza la
preghiera, per questo ci invita un ogni giorno a pregare e a chiedere
il dono della fede e della perseveranza della fede, che deve essere
alimentata dalla preghiera e dalla Parola di Dio. Ha anche detto di
mettere nelle nostre case la Sacra Scrittura e di leggerne ogni
giorno un brano. La fede va nutrita anche con la pratica dei
sacramenti.
PADRE LIVIO – Tu hai scritto questo
libri e io sostengo che i libri su Medjugorje non sono mai troppi.
Posso però chiederti il motivo che ti ha spinto a scrivere un
libro?
PADRE FRANCESCO – Celebrando di sabato le
messe mariane, mi sono accorto usando il messale durante l'anno come
molti dei messaggi rispecchiano la liturgia e la tradizione della
Chiesa. Quindi è chiaro che possiamo sicuramente dire che
Maria che riconosciamo dai messaggi è la stessa madre che noi
riconosciamo nella Sacra Scrittura e nella dottrina del magistero
della Chiesa. È vero che Maria è la donna umile e
silenziosa, ma è anche la donna forte e virile di cui ci parla
il libro biblico dei Proverbi, e anche tante figure bibliche sembrano
preannunciarla, come Ester e Giuditta. Pensando a questo ho iniziato
a cercare nei messaggi quei riferimenti alla Scrittura e alla
liturgia della Chiesa. Questo per dimostrare che i messaggi data a
Medjugorje non sono in contraddizione con la Tradizione della Chiesa.
PADRE LIVIO – Molta gente magari non ci fa molto
caso, anche perché il modo che ha la Madonna di porgere i
messaggi è molto semplice, ma quello che stupisce è
come i suoi messaggi sono pieni di Sacra Scrittura e pieni di
liturgia.
PADRE FRANCESCO – Infatti il messaggio di
ogni 25 del mese richiama i temi forti dell'anno liturgico. Maria
cammina con la Chiesa e i messaggi sono sempre messaggi liturgici che
ci parlano del tempo che stiamo vivendo. Pensiamo alle feste come il
Natale, la Pasqua, le Pentecoste... è veramente una catechesi
pastorale attenta al cammino della Chiesa, una catechesi che dura da
27 anni.
PADRE LIVIO – Abbiamo visto dunque
quale vuole essere lo spirito del tuo libro, cioè dimostrare
come la Madonna che si esprime tramite i messaggi dati a Medjugorje
sia la stessa figura in cui crede la Chiesa. Quali sono i punti che
hai messo particolarmente in luce?
PADRE FRANCESCO –
A me piace sottolineare questo ruolo materno di Maria in cui ci
esorta ad essere coraggiosi, a testimoniare la fede e ci invita alla
nuova evangelizzazione. Ci chiama ad essere apostoli e discepoli
della pace ricordandoci che la pace la riceviamo accogliendo suo
Figlio come Re della Pace. Diverse volte ha detto: «Vi porto
mio figlio, vostro Dio, il Re della Pace». Ci invita ad
accogliere Gesù come Re della Pace nella nostra vita, in modo
che possiamo diventare, attraverso l'accoglienza di Gesù,
degli strumenti di pace nel mondo intero. Le apparizioni e i messaggi
di Medjugorje riguardano tutto il mondo e vengono diffusi in tutto il
mondo: ci sono decine e decine di milioni di persone che seguono i
messaggi di Medjugorje. A me piace questo ruolo di Maria, e in quello
che viene definito "il tempo di Maria" vediamo come lei è
scesa in campo e guida i suoi figli all'incontro con Cristo nella
Chiesa. Lei è veramente la donna coraggiosa, la madre che ci
guida e che ci protegge dai pericoli spirituali e dagli assalti del
male, colei che ci custodisce nella fede, perché oggi ciò
che è in crisi è soprattutto la fede. Lei ci propone un
cammino ecclesiale di fede in cui al centro c'è l'Eucaristia,
il sacramento della confessione e l'amore per la Chiesa.
PADRE
LIVIO – Ciò che mi colpisce è come la Madonna
sia sempre in sintonia con la Chiesa. Ho notato che a Medjugorje la
Madonna si presenta soprattutto come madre della Chiesa. Noi sappiamo
che quando è terminato il Concilio Vaticano II papa Paolo VI
ha proclamato Maria "Madre della Chiesa". A Medjugorje,
come hai messo in evidenza nel tuo libro, questa suo ruolo materno è
estremamente chiaro, tanto è vero che nei suoi messaggi inizia
sempre chiamandoci "cari figli".
PADRE FRANCESCO –
Mi pare importante questo invito ad accogliere la sua presenza
materna nella nostra vita spirituale. Fare l'affidamento quotidiano
della propria vita alla Madonna è molto importante. La Madonna
ha come compito quello di essere madre spirituale e maestra nella
fede. Lei sa esattamente come aiutarci a crescere nella fede e come
guidarci all'incontro con Cristo attraverso la sua la sua presenza,
il suo insegnamento e la sua intercessione materna. Tante volte ci ha
invitato ad accoglierla nella nostra vita spirituale affinché
– come ha detto in un messaggio – attraverso di lei
possiamo essere guidati nella profondità della vita
spirituale. Chiaramente Giovanni Paolo II, il papa "totus tuus",
ne è un esempio eloquente con il suo affidamento quotidiano
della vita.
PADRE LIVIO – Mi permetto di dire
che il suo pontificato è stato proprio guidato da Maria: la
vita di Giovanni Paolo II è un grande capolavoro di Maria, è
stato il figlio che ha risposto chiamata della madre. Ho notato però
che anche Benedetto XVI diventa col tempo sempre più
mariano...
PADRE FRANCESCO – Nella veglia mariana di
sabato scorso papa Benedetto XVI ci ha invitato proprio a costruire
questa civiltà dell'amore. Proprio come ci invita a fare
Maria.
PADRE LIVIO – Dato che siamo entrambi
sacerdoti, possiamo tranquillamente dire anche qualcosa di noi
stessi. Una delle cose che molti non sanno è che a Medjugorje,
oltre ai pellegrini, vanno anche tanti sacerdoti. È un fatto
incredibile: in nessun santuario mariano c'è una presenza così
alta di sacerdoti. Moli vanno per riscoprire e rinnovare la propria
vocazione sacerdotale.
PADRE FRANCESCO – Nei primi
giorni delle apparizioni i ragazzi hanno chiesto alla Madonna cosa
chiedeva in particolare ai sacerdoti, e la Madonna ha risposto: "che
conservino il popolo nella fede". La Madonna ai sacerdoti chiede
di amministrare i sacramenti, di predicare la Parola di Dio, di
celebrare la Santa Messa e il sacramento della riconciliazione, di
praticare l'accompagnamento spirituale. In Italia molti sacerdoti mi
dicono che sono molti gli impegni nelle parrocchie e a volte non c'è
neppure il tempo per restare nei confessionali e di restare almeno
un'ora davanti ad Gesù eucaristia. I sacerdoti che vengono a
Medjugorje riscoprono attraverso la preghiera la bellezza del
ministero sacerdotale. Quando poi si sacerdoti rientrano nelle loro
parrocchie di fatto le rinnovano ripartendo dalla preghiera, dalla
Parola di Dio e dalla Eucaristia.
PADRE LIVIO –
La Madonna dunque ha insegnato a noi sacerdoti quello che è
l'essenziale. Nonostante tutti i possibili impegni pastorali, la
Madonna ci ha aiutato a scoprire l'altare, il pulpito e il
confessionale. Sono questi i tre punti strategici con cui fare la
grande battaglia per la salvezza eterna delle anime.
PADRE
FRANCESCO – A Medjugorje arrivano anche moltissimi vescovi.
I pellegrinaggi sono ovviamente privati perché la Chiesa non
si è ancora pronunciata, dal momento che le apparizioni sono
ancora in corso. Vediamo anche che molti sacerdoti ritornano
volentieri. Un sacerdote è venuto da me piangendo e diceva:
«per anni ho detto ai miei parrocchiani di non andare a
Medjugorje!». Adesso viene a Medjugorje due o tre volte
all'anno. Si tratta di esperienze molto forti. Un vescovo si mise a
disposizione per le confessioni, confessò per due ore, poi
uscì e disse: «ho capito». Quando arrivano da noi
i sacerdoti, li invitiamo sempre ad andare a confessare: solo così
è possibile capire la grazia che opera a Medjugorje.
PADRE
LIVIO – Tu vedi i cuori che si aprono, e questo lo può
fare soltanto la grazia.
PADRE FRANCESCO – Sono già
tre anni che nel corso del festival internazionale di giovani noi
presentiamo il messaggio della divina misericordia che è stato
dato da Gesù a Santa Faustina Kowalska. Ci troviamo proprio in
questo grande tempo di misericordia, di grazia e di conversione. La
Madonna a Medjugorje non è venuta a spaventare nessuno, anzi,
ha detto che chi predica non ha paura del futuro.
PADRE
LIVIO – Anche io qui a Radio Maria presento il tempo dei
Dieci Segreti come il tempo della misericordia e della grazia, il
tempo in cui si vedrà la potenza di Dio che apre il futuro ad
una prospettiva di prosperità e di pace. Siccome qui in Italia
alle volte si diffondono delle notizie un po' tendenziose su quello
che è l'atteggiamento ufficiale della Chiesa riguardo alle
apparizioni a Medjugorje, tu potresti riassumerlo?
PADRE
FRANCESCO – La posizione ufficiale della Chiesa è
che è consentito andare a Medjugorje privatamente perché
la Chiesa non si è ancora pronunciata ufficialmente. Anche ai
sacerdoti è consentito accompagnare i pellegrini a Medjugorje
perché la Chiesa vuole che giustamente ci sia una assistenza
spirituale per i pellegrini. Inoltre noi chiediamo sempre ai
sacerdoti di aiutarci nelle confessioni, questo perché
Medjugorje non è un qualcosa che sta al di fuori della Chiesa
ma è una parrocchia che sta nella Chiesa!
PADRE
LIVIO – Va anche detto che la parrocchia di Medjugorje è
in piena comunione con il vescovo e che tutti i francescani presenti
operano con il suo mandato. Quando parliamo di Chiesa intendiamo
riferirci alla Santa Sede, che è l'autorità massima
della Chiesa.
PADRE FRANCESCO – Sì, c'è
anche il documento ufficiale della Congregazione per la Dottrina
della Fede che afferma che i pellegrinaggi a Medjugorje sono
consentiti.
PADRE LIVIO – Tengo poi a precisare
che nel libro intervista del giornalista Giuseppe De Carli al card.
Bertone, nel capitolo in cui si parla di Medjugorje, c'è
sintetizzata la posizione ufficiale della Chiesa, che è quella
che hai esattamente detto tu adesso. Va anche ricordato, e lo si dica
con tutto rispetto, che il vescovo locale parla a titolo personale.
Questo è dunque il quadro in cui la Chiesa lascia che la
Madonna semini e raccolga i suoi frutti.
PADRE FRANCESCO –
C'è da dire che molte volte l'entusiasmo dei pellegrini è
anche eccessivo, ma questo lo si può facilmente comprendere
perché molti di loro riscoprono e rinnovano la fede dopo tanti
anni, e molte volte non si è neanche in grado di gestire bene
emozioni così forti. Rientrando nelle proprie parrocchie, alle
volte, anche nei confronti dei propri parroci, queste persone possono
apparire forse un po' aggressive, ma si tratta dell'entusiasmo di una
scoperta. Quello che è importante è che queste persone
vengano accolte ed aiutate a ricominciare e ad intraprendere un
cammino di fede... altrimenti finiscono per ritornare sempre a
Medjugorje!
PADRE LIVIO – Non si deve fare di
Medjugorje la propria parrocchia, ma si può fare della propria
famiglia e comunità un luogo di preghiera. A Medjugorje viene
gente da ogni parte del mondo, ma io direi che l'Italia ha comunque
un legame tutto particolare.
PADRE FRANCESCO –
Questo legame penso che si è fortificato soprattutto durante
la guerra della ex Jugoslavia. A quel tempo l'Italia aveva risposto
con grande generosità e quindi si è legata molto alla
Bosnia-Erzegovina. Gli aiuti umanitari arrivano tuttora, anche perché
c'è ancora molto bisogno soprattutto in Bosnia, ma anche a
Mostar, dove la situazione non si è del tutto stabilizzata e
la ricostruzione non è ancora avvenuta.
PADRE LIVIO
– Il vento di Medjugorje ha saldato molto questi due
popoli.
PADRE FRANCESCO – Poi anche lei ha fatto
molto per Medjugorje attraverso Radio Maria...
PADRE LIVIO
– C'è però da dire che quanto abbiamo fatto
lo abbiamo fatto anche per gratitudine. Medjugorje ci dà così
tanto dal punto di vista spirituale che è molto di più
ciò che si riceve rispetto quello che si dà. Inoltre si
vorrebbe che anche gli altri ricevessero questa grande grazia di
scoprire Maria nella propria vita. Noi come Radio Maria abbiamo
ricevuto sicuramente moltissimo da Medjugorje, anche se devo dire con
tutta sincerità che noi non abbiamo mai voluto organizzare
pellegrinaggi e che ci siamo sempre astenuti da qualsiasi forma di
propaganda. Il fatto che la nostra radio sia rimasta così
fervorosa nel tempo è dovuto alla forza della fede, e la forza
della fede è dovuta alla forza che abbiamo tratto dalla
Madonna e dai suoi messaggi. È dunque vero che Radio Maria ha
fatto molto per Medjugorje, ma è anche vero che la Madonna ha
fatto molto di più per Radio Maria, nel senso che l'ha tenuta
viva, entusiasta, perennemente giovane e ci ha impedito di scadere al
livello della routine delle altre radio parrocchiali.
PADRE
FRANCESCO – La testimonianza dei pellegrini è
straordinaria quando ci riferiscono dell'importanza di Radio Maria in
Italia e di come non riescano a fare a meno di ascoltarla. È
uno strumento eccezionale...
PADRE LIVIO – Siamo
dunque ora arrivati alla fine di questa nostra fraterna conversazione
con padre Francesco Rizzi, che molti di voi già avranno
incontrato a Medjugorje. Ci rimarrai ancora per un po' di tempo?
PADRE FRANCESCO – Quest'anno c'è il capitolo,
il padre provinciale mi dirà se continuare lì oppure
prendere un altro impegno. Staremo a vedere.
PADRE LIVIO –
Lasciamo fare la Madonna, tanto alla fine comanda lei! Ripetiamo
dunque il titolo del libro di padre Francesco: Medjugorje, il nuovo
mondo della pace, libro a cui ho fatto una prefazione nonostante io
non ami molto scrivere prefazioni ai libri. Questa volta l'ho fatto
però ben volentieri anche per gratitudine verso la parrocchia
di Medjugorje.
PADRE FRANCESCO – Vorrei concludere
questa intervista citando il messaggio del 25 dicembre 1992, da cui
ho preso spunto per il titolo del libro: «Cari figli, oggi
desidero mettervi tutti sotto il mio manto e proteggervi da tutti gli
attacchi satanici. Oggi è il giorno della pace, ma in tutto il
mondo c’è tanta mancanza di pace. Perciò vi
invito tutti a costruire con me, attraverso la preghiera, il nuovo
mondo della pace. Io non posso farlo senza di voi e perciò vi
invito tutti con il mio amore materno ad aiutarmi; il resto lo farà
Dio. Per questo apritevi ai piani di Dio e ai suoi progetti, per
poter collaborare con Lui per la pace e il bene. E non dimenticate
che la vostra vita non è vostra, ma un dono con il quale
dovete dare gioia agli altri e guidarli verso la vita eterna. Cari
figli, che la tenerezza del mio piccolo Gesù vi accompagni
sempre. Grazie per aver risposto alla mia chiamata». Questo
messaggio è dunque un programma di quello che è
avvenuto e sta avvenendo a Medjugorje. Saluto dunque tutti i
radioascoltatori, e ringrazio padre Livio per avermi ospitato qui in
radio a presentare il mio libro. Rientrerò a Medjugorje questa
settimana, e il mio impegno sarà quello della preghiera per
tutti voi. Allo stesso modo chiedo di essere sostenuto da voi con la
vostra preghiera per il nostro ministero sacerdotale. Grazie e un
caro saluto a tutti! (trascrizione a cura di Aldo Galli)