Messaggio del 25 settembre 2001: Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera, particolarmente oggi quando Satana vuole la guerra e l’odio. Io vi invito di nuovo, figlioli: pregate e digiunate affinché Dio vi dia la pace! Testimoniate la pace a ogni cuore e siate portatori di pace in questo mondo senza pace. Io sono con voi e intercedo presso Dio per ognuno di voi. E voi non abbiate paura perché chi prega non ha paura del male e non ha l’odio nel cuore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
« Preparatevi per il Natale con la preghiera, la penitenza ed opere di amore »
Quando Mirjana ha detto il contenuto della penultima locuzione
molti hanno telefonato e hanno domandato: « Ha già detto
quando, come?... » e molti erano anche presi dalla paura. Io ho
sentito anche delle voci: « Se deve succedere qualche cosa, se
non possiamo impedirlo, allora perché lavorare, perché
pregare, perché digiunare? ». Tutte le reazioni come
queste sono false.
Questi messaggi sono apocalittici e per poterli
capire bisogna forse leggere di nuovo l'Apocalisse di Giovanni o i
discorsi di Gesù nel Vangelo quando ammoniva i suoi
ascoltatori.
In queste ultime due domeniche avete sentito parlare
dei segni nelle stelle e molte altre cose: quando succederà
questo? Gesù ha detto: « Presto ». Ma questo «
presto » non è da misurare con i nostri giorni o con i
nostri mesi.
Questi messaggi apocalittici hanno un compito: la
nostra fede deve essere sveglia, non dormire.
Ricordate alcune
parabole di Gesù quando ha parlato delle dieci vergini, cinque
sagge e cinque stolte: in che cosa consisteva la stoltezza delle
stolte? Hanno pensato: « Lo sposo non verrà così
presto », non erano preparate e non potevano entrare alla cena
con lo sposo. La nostra fede deve avere sempre questa
dimensione.
Pensate all'altra parabola di Gesù quando ha
detto: « Anima mia adesso rallegrati, hai abbastanza da
mangiare e da bere » e il Signore dice: « Stolto, che
cosa farai stanotte se sarà domandata la tua anima? A chi
lascerai tutto quello che hai raccolto? ». Una dimensione della
fede è la dimensione dell'aspettare, del vegliare. I messaggi
apocalittici vogliono che noi siamo svegli, che non dormiamo per
quanto riguarda la nostra fede, la nostra pace con Dio, con gli
altri, la conversione... Non c'è bisogno di aver paura, non
c'è bisogno di dire: « Così presto? non si deve
lavorare, non si deve pregare... ».
La reazione in questo
senso è falsa.
Questi messaggi sono, per noi, per poter
arrivare. L'ultima stazione del nostro viaggio è il Cielo e,
se ascoltando, sentendo questi messaggi cominciamo a pregare meglio,
a digiunare, a credere, a riconciliarci, a perdonare, a pensare agli
altri, ad aiutarli, facciamo bene: questa è la reazione di un
cristiano.
La fonte della pace è il Signore e il nostro
cuore deve diventare la fonte della pace; aprirsi alla pace che il
Signore dà.
In un messaggio, forse di un mese fa, la
Madonna ha domandato di nuovo l'amore per il prossimo e ha detto: «
Soprattutto per coloro che vi provocano ». Qui comincia l'amore
cristiano, cioè la pace.
Gesù ha detto: « Cosa
fate di speciale se amate quelli che vi amano? Se perdonate a quelli
che vi perdonano? ». Noi dobbiamo fare di più: amare
anche l'altro che ci provoca il male. La Madonna vuole questo: in
questo punto comincia la pace, quando cominciamo a perdonare, a
riconciliarci, senza condizione da parte nostra. In un altro
messaggio ha detto: « Pregate ed amate: anche le cose che vi
sembrano impossibili diventano possibili ».
Se qualcuno di
noi dice: « Come posso perdonare? Come posso riconciliarmi? »
forse non ha ancora domandato la forza. Dove cercarla? Dal Signore,
nella preghiera. Se noi abbiamo deciso di vivere la pace,
riconciliati col Signore e con gli altri, comincia la pace e tutto il
mondo è per un millimetro forse più vicino alla pace.
Ognuno di noi che decide radicalmente di vivere la pace,
riconciliato, porta una nuova speranza al mondo; così verrà
la pace, se ognuno di noi non domanda la pace dagli altri, non
domanda l'amore dagli altri, ma li dà. Cosa significa
conversione? Significa non lasciarsi stancare. Tutti conosciamo le
nostre debolezze e le debolezze degli altri. Pensate alle parole di
Gesù quando S. Pietro ha domandato
« Quante volte
dobbiamo perdonare? Sette volte? ». Pietro ha pensato sette
volte, ma Gesù ha detto: « Settanta volte sette ».
In ogni modo non stancarsi, continuare il proprio cammino con la
Madonna.
Nell'ultimo messaggio del giovedì la Madonna ha
detto: « Vi invito, preparatevi per il Natale », ma
dovete prepararvi nella preghiera, nella penitenza, nelle opere di
amore. « Non guardate alle cose materiali perché vi
impediranno, non potrete vivere l'esperienza del Natale ». Ha
ripetuto così, per dire tutti i messaggi: preghiera, penitenza
e opere di amore.
Noi abbiamo capito così i messaggi e
proviamo a viverli così nella comunità, nella
Parrocchia: un'ora di preparazione, un'ora per la Messa e dopo la
Messa ringraziare.
Molto importante è pregare nella
famiglia, pregare nei gruppi, pregare nella parrocchia; pregare ed
amare come ha detto la Madonna e, tutte le cose, anche quelle che
sembrano impossibili, diventano possibili.
E con questo desidero
che voi, quando ritornate alle vostre case, dovete fare questa
esperienza. Tutto si può cambiare in meglio se cominciamo a
pregare, ad amare radicalmente, senza condizioni. Per poter amare
così e pregare si deve anche pregare per la grazia
dell'amore.
La Madonna ha detto molte volte che il Signore è
contento se può darci la sua misericordia, il suo amore.
Anche
stasera è a disposizione: se ci apriamo, se preghiamo, il
Signore ce li darà.
(P. Slavko Barbaric - 7 dicembre
1985)