Messaggio del 6 giugno 1985:In ogni preghiera bisogna sentire la voce di Dio, bisogna incontrare Dio. Al mattino cercate veramente di abbandonare a Dio affidandogli tutte le persone e tutte le difficoltà che incontrerete durante la giornata. Così sarete liberi da ogni preoccupazione e vi sentirete leggeri come un bambino.
Padre Slavko ... un profeta del nostro tempo
Nel corso di un recente pellegrinaggio a Medjugorje ho avuto la
fortuna di imbattermi in un personaggio singolare - per lo più
ignorato dalla cronaca e dai reportage su Medjugorje - ma che ha
invece svolto un ruolo importante, a fianco di P. Slavko. Si tratta
di Rita Falsetto, (una giovane americana) che per ben 8 anni lavorò,
silenziosamente, ma con totale dedizione, per l’instancabile
francescano, aiutandolo nelle sue molteplici attività, sia per
la parrocchia, sia con i pellegrini. La sua è una storia di
particolare valore, che rispecchia pienamente quei connotati di
unicità, caratteristici di tutti i ...chiamati dalla Madonna a
svolgere a Medjugorje – a loro stessa insaputa – un ruolo
di pietra miliare nel progetto di quella Civiltà dell’Amore
e della Pace, che Maria in vent’anni è andata
edificando. Ho chiesto a Rita di permettermi di intervistarla per il
nostro giornalino ed ecco il "dono" che lei ci ha fatto.
Rita Falsetto è americana di nazionalità, ha 40
anni ed è figlia di un calabrese emigrato negli Stati Uniti e
di madre tedesca. Ha avuto una formazione di assistente sociale, e
nel corso degli anni ha lavorato in vari paesi in aiuto a giovani
alcolisti e drogati, bambini di strada, anziani malati e degenti in
ospedali psichiatrici. Laureata in Organizzazione della Comunicazione
ha fatto parte in Senegal (Africa), del Corpo di Pace fondato da J.F.
Kennedy nel 1960, poi in Antigua (Guatemala) e in varie parti degli
Stati Uniti; le è sempre piaciuto viaggiare per incontrare
nuovi popoli e culture.
Rita, quando ha sentito parlare per la prima volta di Medjugorje?
Se ripenso agli eventi accaduti negli ultimi sette anni a
Medjugorje… allora mi rendo conto che è stata Maria a
guidarmi, senza che io lo sapessi! Per la prima volta ne udii parlare
da una persona che c’era stata, nell’estate dell'87. A
quel tempo io non ero interessata per me, ma sapevo che mia madre
aveva sempre desiderato di poter prendere parte a qualche
pellegrinaggio. Aveva già sentito parlare anche lei di
Medjugorje, ed io venni a conoscenza di un pellegrinaggio che stava
per partire… così decisi di offrirle il biglietto per
il viaggio. Mamma venne qui nell’ottobre dell'87 e al suo
ritorno mi portò un Rosario… Lei mi raccontò
tutto di Medjugorje ed anche delle esperienze vissute qui. Ripensando
ora a tutto questo capisco che fu allora che ebbe inizio la mia
conversione, ma senza che me ne rendessi conto. Incominciai a pregare
con quel Rosario e poi decisi di fare anche la Consacrazione a Maria,
secondo L. Grignon de Montfort. Ricordo che dissi "sì"
a Maria, con tutto il mio cuore, desiderando davvero di fare tutto
ciò che Lei avesse voluto da me, qualunque cosa avrebbe
comportato, pur di fare la sua volontà!
Io credo che
fu allora che Maria prese seriamente il mio "sì", e
così iniziò il mio viaggio a Medjugorje senza che io lo
capissi veramente o sapessi qualcosa in proposito.
Quando lei arrivò a Medjugorje e incontrò per la prima volta P. Slavko?
Avevo letto e sentito parlare della guerra iniziata nella ex Jugoslavia e fui subito interessata alla sorte delle persone che vivevano là. Venni in pellegrinaggio con un gruppo di americani, nel 1993, per una settimana, durante l’anniversario. Fu allora che incontrai P. Slavko per la prima volta. Ritornai da Medjugorje con la netta sensazione di desiderare di tornarci per aiutare le persone, in qualche modo. A quell’epoca io non pensavo all’aspetto spirituale di Medjugorje, ma unicamente ad aiutare la popolazione. Sapevo che Nostra Signora era presente là, ...ma la mia vita spirituale non aveva ancora una priorità! (avevo dimenticato il mio "sì" a Maria).
Che cosa la portò alla decisione di rimanere a lavorare a Medjugorje?
C’era un’organizzazione degli Stati Uniti che lavorava
per le vittime della guerra e di altre catastrofi. Stavano
pianificando d'invio dei gruppi di lavoro in aiuto alle vittime di
violenze (soprattutto subite dalle donne) etc. Io venni scelta per
far parte di uno di questi corpi di assistenza e stavo per partire
già nell’ottobre del ’93. Purtroppo, per
sopravvenuti ostacoli economici, il progetto venne accantonato. Io
decisi allora di venirci comunque, con i miei mezzi. Così, a
gennaio del ’94 tornai da sola a Medjugorje. Qui trovai
un’organizzazione di aiuti umanitari chiamata "St. David’s
relief" di provenienza dal Texas, che a Medjugorje lavorava per
i rifugiati. Iniziai con loro come volontaria, lavorando in un
orfanotrofio. Guidavamo anche dei convogli umanitari verso varie
località della Bosnia con provviste di cibo, vestiario e
medicinali.
Lavorai per sei mesi con questa organizzazione.
Fu in questo periodo che incontrai di nuovo P. Slavko, durante varie
manifestazioni, e gli chiesi di potergli parlare di questioni
spirituali e di fede. Un giorno fu lui a chiedermi di incontrare
Milona Von Hasburg, una giovane donna che aveva lavorato con P.
Slavko, come traduttrice, per 10 anni. Ci incontrammo e parlammo di
tante cose. Lei allora mi chiese se fossi disposta ad aiutare P.
Slavko per una parte del suo lavoro e per un nuovo progetto che aveva
in mente: "Il Villaggio della Madre". Io risposi subito:
"Certamente, perché no!.." (Milona stava pensando di
lasciare Medjugorje perché aveva intenzione di sposarsi).
Di
nuovo se ripenso a questi anni e agli eventi passati io posso solo
dire che sono stati Nostra Signora e P. Slavko a scegliermi per
lavorare a Medjugorje. Davvero non è stata una mia scelta: io
ho soltanto detto "sì"!
Così
cominciai a lavorare per P. Slavko, inizialmente aiutandolo per la
fondazione e l’organizzazione del Villaggio della Madre: un
progetto che gli stava molto a cuore!
L’idea gli venne
durante la guerra, quando tante famiglie erano state smembrate e i
bambini rimanevano senza genitori. Lui pensava che il villaggio
avrebbe potuto diventare un posto per accogliere sia i bambini
orfani, sia queste famiglie ferite, o le madri vittime di violenze,
che avevano rifiutato l’aborto. Il Villaggio ha poi accolto
varie categorie di persone, bisognose di aiuto o incapaci di
prendersi cura dei propri bambini, perché vittime di droga o
alcoolismo. E P. Slavko era davvero un Padre per tutte quelle
creature!
Tuttavia, col passare del tempo il mio lavoro
comprendeva anche vari altri programmi: come l’organizzare i
ritiri per i Sacerdoti, poi il festival dei Giovani, Seminari di
digiuno e preghiera o d’altro genere… Il mio lavoro
consisteva nel fare tutto ciò che P. Slavko aveva bisogno che
venisse fatto: ero esclusivamente al suo servizio, qualunque compito
questo comportasse!
Fu durante questo periodo che anche la
mia vita spirituale iniziò a crescere Si potrebbe dire che ero
come una... "spugna" che assorbiva tutto ciò che
avesse a che fare con la Madonna, la mia fede, la preghiera ecc.
Incominciai allora a trascorrere molto tempo, appena mi era possibile
davanti al SS. Sacramento, senza rendermi conto né comprendere
il perché: ma dovevo farlo.
Che cosa la colpiva maggiormente della personalità di P. Slavko?
Erano molti gli aspetti che colpivano in P. Slavko! La sua fede
assoluta e la fiducia che aveva nella Madonna. Dal momento che lui le
aveva detto il suo "si" Lei aveva coinvolto tutto il suo
essere. Era instancabile senza mai pensare a sé, neppure un
attimo. Era in "costante preghiera". Quando era in ufficio,
a mezzogiorno, mi diceva così, semplicemente, guardando verso
il Kricevac: "Oh, inizia l’Angelus!". Se eravamo in
macchina mi diceva: "Hai già detto i tre Rosari oggi?…
Allora preghiamo il Rosario ora, o.k.?". Io dicevo fra me e me:
P. Slavko è "innamorato" della Madonna. Egli l’amava
davvero intensamente. A causa di quest’amore che nutriva per
Lei egli viveva il digiuno e la preghiera. Egli viveva la
conversione. Egli viveva la Sacra Scrittura, i Sacramenti,
l’Adorazione! Egli era un vero Apostolo ed un esempio "vivente"
di fede, speranza, carità, perdono, pace, gioia, pazienza e
umiltà!
Varie volte mentre l’osservavo parlare
con una persona sentivo che lui era quella madre, quel padre quel
fratello, o l’amico di cui quella persona aveva maggior
bisogno, in quel momento! Quando si era in presenza di P. Slavko si
aveva la sensazione di essere la persona più importante e che
contava di più per lui in quel momento. Lo spirito di P.
Slavko accoglieva l’intero essere di una persona, e per questo
- stando in sua presenza - si aveva la sensazione di essere "avvolti"
dall’amore stesso di Dio. Quando lui guidava l’Adorazione
in chiesa, sembrava che attraverso le parole di P. Slavko fosse Dio
stesso che parlava direttamente al nostro cuore. Io ritengo che
questo fosse un "dono speciale" che gli era stato dato
dalla Madonna. Egli era "costante", non cambiava mai!
Nel
corso dei giorni, settimane, mesi, anni, col sole, o con la pioggia,
con la neve o la tempesta, sia se c’era il vento o se era
malato, P. Slavko guidava il Rosario sul Podbrdo, la Via Crucis sul
Kricevac, l’Adorazione in chiesa, parlava ai pellegrini. Lui
era instancabile nel suo lavoro qui: era guidato dalla forza e
dall’Amore della Madonna.. P. Slavko possedeva anche un
notevole "sense of humour". Poteva – senza la minima
esitazione – riportare il sorriso sul volto di qualcuno dicendo
semplicemente quello che la persona aveva bisogno di sentirsi dire…
con tanta saggezza e capacità di introspezione!
Secondo lei qual era il compito che P. Slavko sentiva come la sua vera "missione" nella vita?
Credo che il suo unico, vero impegno sia stato quello per la
"salvezza delle anime"! Questo comprendeva naturalmente
anche dar testimonianza, parlando di Nostra Signora, guidare il
Rosario e l’Adorazione, pregare sulla montagna etc. Il suo
obiettivo principale era di "infiammare" gli animi e
motivare le persone perché iniziassero a pregare: perché
quando le persone iniziano a pregare vuol dire che i loro cuori si
sono aperti! E se i cuori sono aperti allora c’è spazio,
magari ancora piccolo, per la Madonna e l’amore di Gesù
e iniziare così un processo di conversione.
P. Slavko
è stato uno "strumento" di Maria che Lei ha usato
per iniziare il suo processo di salvezza nelle anime. Era la "guida
spirituale" dei veggenti come pure una testimonianza d’amore
per chiunque lo incontrasse. Lui diceva sempre: "Noi siamo alla
scuola della Madonna!". Come chiunque può costatare tutti
i libri che lui ha scritto rappresentano una guida allo studio di
questa scuola e rappresentano delle "pietre miliari" per
arrivare poi a diplomarsi! I titoli di tutti i suoi libri includono
la parola cuore, perché lui sapeva bene che è nel cuore
che ha sede l’amore. Il primo passo lo fece pubblicando il
libro "Pregate col cuore", il secondo fu "Dammi il tuo
cuore ferito", seguito da "Alla scuola dell’amore",
"Celebrate la S. Messa con il cuore", "Adorate mio
figlio con il cuore", "Seguitemi con il cuore", "Siate
simili al mio cuore" ed infine "Digiunate col cuore".
Ne scrisse anche altri, e poi viaggiava per il mondo intero
diffondendo il messaggio della Regina della Pace! Tutti i libri di P.
Slavko si possono richiedere alla "Editrice Medjugorje",
Contrada Osservanza s.n., 65028 Tocco da Casauria (Pe).
Come poteva reggere lo "stress" di una simile scaletta di impegni e al tempo stesso trovare il tempo necessario per la preghiera?
P. Slavko aveva un calendario di appuntamenti davvero intenso! Egli aveva fatto questa scelta per il grande amore che nutriva per Maria. Per lui non era importante quante ore riuscisse a dormire… la sola cosa che contava era il lavoro da svolgere per la Madonna e che fosse compiuto a dovere! Lui non si lamentava mai di niente, diceva sempre: "Noi facciamo quel che possiamo… continua a camminare… persevera!" Anche questa era una grazia speciale ricevuta da Maria: la sua vita era una preghiera continua. Ogni giorno scalava da solo il Podbrdo o il Kricevac e questo era il suo tempo speciale di meditazione e di comunione con Dio. P. Slavko bilanciava tutta la sua vita fra preghiera e digiuno.
Qual era l'atteggiamento di P. Slavko nei confronti della morte? Era cosciente del pericolo per lui di una vita tanto stressante?
Padre Slavko era convinto che noi siamo "pellegrini" su
questa terra. Nel suo ultimo libro – "Digiuna con il
cuore" – scrive così: "L’intera vita
dell’uomo e la sua attività può essere
considerata nell’ottica di un pellegrinaggio. Una persona non
ha residenza stabile su questa terra, ma è in cammino verso la
patria celeste: regno di pienezza di pace, di gioia, di unità
e di vita eterna!
E continua dicendo: "Non dimenticherò
mai la testimonianza che diede uno dei veggenti quando raccontò
che la Madonna aveva mostrato loro il Paradiso e qualcuno domandò:
"E cosa si fa in Paradiso?". La risposta fu: "In Cielo
si rende Grazie a Dio e sarà necessaria tutta l’eternità
per esprimere questa riconoscenza, quando comprenderemo tutto quello
che Dio ha fatto per noi!".
P. Slavko probabilmente si
rendeva ben conto di tutto lo stress al quale era sottoposto, ma per
lui non contava, né era importante. Scopo principale per lui
era compiere il suo lavoro per la Madonna, qualunque ne fosse stato
il prezzo! L’intera sua vita è stata una preparazione
alla sua morte perché lui sapeva che in quel momento si
sarebbe trovato di fronte a Dio e alla Madonna: finalmente ora lui
siede accanto alla donna che ha più amato nella sua vita, la
sua Gospa, la Vergine Maria.
Che cosa ha significato la sua morte per lei personalmente Rita e cosa ricorda di quel giorno tragico a Medjugorje?
La sua morte è stata molto significativa per me! Io penso
che lui sia morto nel solo modo che avrebbe desiderato accadesse, e
Dio, tramite Maria, gliel’ha concesso. Non avrebbe potuto
essere altrimenti. Come ho già detto egli scrisse
ripetutamente come fosse importante fare tutto "con il cuore":
pregare, digiunare, confessarsi, adorare Gesù, celebrare la S.
Messa, e tutto sempre per amore! Lui è morto per un attacco
fulminante al cuore, altrettanto significativo per come avvenne.
La
sua morte per noi è un segno che anche noi possiamo
raggiungere il cielo. Io credo che quando moriremo Dio non ci
giudicherà in base a quante S. Messe abbiamo assistito, o
quante preghiere abbiamo detto, ma ci chiederà piuttosto:
"Quanto hai amato?".
Madre Teresa disse un giorno:
"Dio vede soltanto il nostro amore…". Io ero là
quando P. Slavko morì. Lui morì fra le mie braccia. Io
lo vidi lottare per respirare, lottare per non perdere la coscienza.
Io mi sentivo impotente ad aiutarlo e iniziai a gridare al soccorso
(è molto difficile spiegare ciò che si prova osservando
lo spirito della vita che abbandona il corpo fisico). Il suo viso
cambiò colore e da rosato divenne terreo. Io gli sussurravo:
"Padre, resisti, lotta, non andartene!". In quel momento
c’era lì un dottore che disse: "E’ morto!".
Mentre io gli tastavo il polso accadde qualcosa di molto
strano: P. Slavko sollevò all’improvviso la testa, aprì
gli occhi e con uno sforzo estremo... esalò il suo ultimo
respiro!
Nel momento in cui lui morì, io sentii come
se una freccia penetrasse nella parte più intima della mia
anima con una sensazione di Pace talmente intensa... che a parole non
si può esprimere, la Pace che provai! Immediatamente fui certa
che tutto andava bene e provai una grande consolazione sapendo che P.
Slavko era nella Pace.
Dopo noi trasportammo il suo corpo giù
dalla montagna, ma ci volle più di un'ora perché il
terreno era molto viscido per la pioggia: alla quarta Stazione ci
raggiunse Padre Svetozar Kraljevic che gli impartì gli estremi
riti.
Che piani ha ora per il futuro Rita, pensa di rimanere a Medjugorje per continuare il lavoro iniziato da P. Slavko?
Dopo la morte di P. Slavko ho deciso di rimanere qui ancora un
anno per aiutare la Parrocchia in questo periodo di cambiamento.
Quest’anno, il 2001, sto lavorando al "Villaggio della
Madre" (ora affidato alle cure del Provinciale dei Francescani,
che dovrà anche decidere di nominare un direttore per il
Villaggio, che è mantenuto unicamente dalle donazioni di
persone di tutto il mondo).
Sto poi organizzando il ritiro
per i Sacerdoti e il Festival dei Giovani, che si tiene ogni anno in
Agosto. Tuttavia mi sto rendendo sempre più conto che il mio
tempo qui a Medjugorje si è concluso.
Io so che
Medjugorje continuerà perché è nostra Signora
che la sta dirigendo e guidando e Lei sa cos’è il meglio
per Medjugorje! Io non sono affatto preoccupata di questo.
Se dovesse riassumere in poche parole gli eventi di questi 8 anni, trascorsi a Medjugorje, cosa direbbe?
Sono arrivata a convincermi che, per me, Medjugorje non è un luogo fisico, ma un modo di essere, e di pensare. E’ un posto nel mio cuore che io posso raggiungere in qualsiasi momento! Un rifugio di pace, dove mi sento protetta, verso il quale correre sapendo che di tutti i miei problemi, angosce, paure, debolezze e ansietà si prenderà cura Maria, mia Madre. Lei li abbraccerà gentilmente col suo amore e li porterà per me a suo figlio Gesù. Dovunque io vada io non lascerò mai veramente Medjugorje, perché resta per sempre nel mio cuore questo luogo d’amore! E io so di dover condividere questo "luogo d’amore" con le persone che il Signore porrà sul mio cammino di vita.
Che cosa ha significato P. Slavko per la sua vita e la sua crescita spirituale?
Mi è molto difficile definire con parole mie ciò che
P. Slavko ha significato per me e la mia vita spirituale. Vorrei
piuttosto riprendere una citazione di un famoso filosofo americano
cattolico Peter Kreeft, che in un suo libro ("The Intellectuals
speak about God") descrisse ciò che io veramente penso
sia stato P. Slavko: "un Saggio"! Così lui ne
descrive le caratteristiche: "Il saggio possiede un’insolita
capacità di penetrazione dell’animo umano, del
carattere, della natura umana come pure dei bisogni peculiari e delle
aspirazioni di un individuo. Il saggio è un pioniere e le sue
intuizioni – radicalmente nuove – diventano il motto
delle future generazioni.
L’umiltà che deriva da
humus (= terra) è una delle sue virtù. Un saggio è
"terreno", si sente a suo agio con te. Egli pensa a te
continuamente e non a sé stesso. Egli ha spazio dentro di sé
per te perché possiede ampi spazi e case ospitali nel suo
spirito. Egli è adatto per cambiare situazioni e bisogni
umani. Nessuno sa mai quale risposta gli verrà data poiché
lui vede i bisogni di chi lo interroga, ben sapendo che il vero
interrogativo è la persona stessa e non la sua domanda! Il
saggio possiede amore, compassione, altruismo, umiltà e
perseveranza, non parteggia né a destra né a sinistra.
Egli è capace di sfida, è spesso sorprendente e
imprevedibile, sempre creativo per gli altri!". Ecco tutto
questo era anche P. Slavko, che io ritengo veramente essere stato "un
Profeta" per il nostro tempo.
Penso che un giorno forse
arriverò a capire ciò che lui ha significato per la mia
vita spirituale, ma solo dopo aver avuto del tempo per meditare su
questi ultimi 8 anni. Ritengo mi ci vorrà una vita intera per
comprenderlo del tutto! Una cosa sola so con certezza: che è
stato un "dono speciale" che Maria, nostra Madre mi ha
fatto; aver potuto conoscere, lavorare e stare con P. Slavko Barbaric
per tutti questi anni. Io ringrazio la Madonna ogni giorno per questa
grande, meravigliosa grazia!
Traduzione e Redazione: Angela
Bevacqua Schneider
(DA: Rivista "Medjugorje - Torino"
- sito: www.medjugorje.it)