Messaggio del 2 settembre 2005:Cari figli, io come Madre vengo a voi e vi mostro quanto vi ama Dio, vostro Padre. Voi, figli miei, dove siete? cosa è al primo posto nel vostro cuore? Cosa vi ostacola nel mettere mio Figlio al primo posto?
Permettete, figli miei, che la benedizione di Dio scenda su di voi.
Che la pace di Dio vi penetri. La pace che dà mio Figlio, solo Lui. Padre Slavko a Pescara: MARIA CI GUIDA ALL’EUCARISTIA - Eco di Medjugorje nr.61
La Messa è incompleta se non è tradotta da noi in
sacrificio per gli altri - Testimonianze vive
Partendo dal
messaggio di Maria dell’aprile 1988 “La Messa sia per voi
la vita”, P. Slavko ha parlato dell’Eucaristia. Ha
guardato anzitutto come Gesù ha celebrato la prima Messa dopo
la resurrezione con i discepoli di Emmaus.
I discepoli lungo la
strada, carichi della loro povertà e realtà di
sofferenza e di delusione, sanno solo di Gesù morto e non
vedono altro. Gesù si fa loro vicino senza manifestarsi, la
sua parola apre loro gli occhi e purifica il loro cuore per renderli
pronti a riconoscerlo. Poi spezza con loro il pane e si manifesta
nella sua pienezza, dona loro la carica e la forza per essere suoi
testimoni nel mondo.
E’ cosi anche per noi nella S.
Messa. Nell’atto penitenziale, Gesù vuole purificarci
dalla mostra realtà di sofferenza e di difficoltà.
Desidera però che noi siamo coscienti di questo stato. Per
questo la Maria ci invita con sollecitudine a prepararci alla S.
Messa. Dopo averci purificati col perdono, Gesù ci ricrea con
la parola per renderci pronti a riconoscerlo come nostro salvatore e
vedere realmente come Lui si offre a noi nell’Eucaristia. Nella
comunione Gesù ci guarisce dalle ferite provocate dal peccato
e ci dà l’energia, la carica per essere testimoni, per
portare Lui al mondo. Questa è soltanto la prima parte della
Messa, la Messa di Gesù. Ora inizia la nostra: cioè la
Messa sia per noi vita e la nostra vita diventi offerta al Signore.
Così anche noi nella realtà dobbiamo soprattutto
portare il perdono affinché Gesù, attraverso il nostro
perdono, possa rigenerare gli altri; parlare come Gesù, perché
così il prossimo lo intenda attraverso di noi. Dobbiamo
offrirci come Gesù perché vedano in noi il suo amore e
il suo sacrificio. Quella celebrata sull’altare è la
parte fondamentale della Messa che poi continua in noi, altrimenti la
Messa sarebbe finita in chiesa. Per farci comprendere questo, P.
Slavko ci ha portato al Miracolo Eucaristico di Lanciano dove, oltre
che a contemplare il grande mistero di questa ostia e vino tramutato
in carne e sangue veri (che presentano le stesse caratteristiche come
se fossero freschi, dopo 1200 anni) ha voluto farci capire anche, dal
fatto storico, che quella Santa Messa non è mai stata
consumata, non è mai finita. Il Signore ci sollecita perché,
come tutte le Messe, venga consumata da noi e lo sarà solo se
noi ci offriamo a Lui portandolo agli altri nella realtà
concreta.
Per questo ci ha presentato delle testimonianze reali in
cui la fede si è incarnata. Ad esempio le esperienze di P.
Luciano che a Medjugorje si dona nel silenzio in mezzo a ragazzi
italiani e francesi che stanno facendo una scelta di vita. Alcune
opere di carità stanno nascendo anche nei nostri gruppi di
preghiera: condivisione con handicappati, offerte e aiuto ai
missionari, aiuti a Madre Teresa di Calcutta.
Poi ha parlato del
Brasile. Un gruppo di preghiera del Veneto sta sostenendo un
sacerdote missionario, che ha ritrovato il sacerdozio a Medjugorje e
si cura dei bambini abbandonati. E’ stato molto colpito nel suo
viaggio in Brasile dalla grave situazione di povertà che
esiste. Ci siamo tutti sentiti molto richiamati dalla necessità
che urge di concretizzare l’amore in aiuto tangibile alle
situazioni di bisogno intorno a noi. Abbiamo ammirato già qui
il clima di amore e di famiglia creato dalla semplicità
sorridente, dallo spirito di sacrificio di P. Urbano e dalla sempre
cortese disponibilità di Nino Menzietti e amici che hanno
diretto in modo impareggiabile il convegno.