Messaggio del 25 febbraio 1985:Questa sera non pregherete il rosario. Dovete ricominciare dalla prima classe della scuola di preghiera. Allora, adesso pregate lentamente il Padre Nostro. Ripetetelo pił volte e meditate sul suo significato. Vivete il Padre Nostro.
Un mese con padre Slavko in Brasile (2° PARTE) - Eco di Maria nr.63
In questa piccola città c’è un sacerdote del milanese (uno pure dei “36” del gennaio ‘88) che ha fatto un lavoro molto bello: ha realizzato una cooperativa (carne, latticini, avicoltura, etc.) che riesce a dare lavoro e mano d’opera a centinaia di persone. Ogni giorno partono di lì circa 170.000 litri di latte che vengono distribuiti per il Brasile. È un lavoro bellissimo, con attrezzatura moderna e tanta buona volontà e spirito organizzativo.
Ma sono numerosissimi coloro che ancora vivono emarginati, in una
grande povertà e miseria. Le Suore, Fillas de N. Senhora do
Calvàrio (Rua 23 de Maio s/n “Missào Str.
Terezinka” 78732 Araputanga (Mato Grosso tel. 074/261-1117) ci
hanno chiesto indumenti usati, poiché non arrivano a far
fronte a tanta povertà della gente. Molti sono i bambini che
non vanno al catechismo (e perfino a scuola!) perché non hanno
un vestitino da mettersi addosso.
Stadi pieni ed esercizi
spirituali per carnevale!
Ritornammo da Araputanga a Cuiabà
(Ovest brasiliano) e di lì, in aereo, siamo giunti a Brasilia,
la bellissima Capitale al centro del Brasile. Siamo stati ospiti di
S.Em. il Cardinale Arcivescovo (cosi come pure in varie città
siamo stati ospitati a Casa dei Vescovi).
Era ormai la
Domenica di Carnevale. Il Brasile si ferma per 3 giorni, come ormai è
noto in tutto il mondo.
I coordinatori della visita di Padre
Slavko avevano contrattato uno stadio per accogliere il popolo che
sarebbe venuto. Tuttavia, c’era in loro un interrogativo, un
dubbio angosciante: è domenica di Carnevale.., le scuole sono
tutte in vacanza.., ma la gente verrà? E quale non fu la
sorpresa quando si vide riempirsi lo stadio con 15.000, persone
arrivate alle ore 13 e ripartite alle 18! Gente venute da
lontanissimo, che ha affrontato 300,400 km. L’entusiasmo della
folla e l’amore con cui gli organizzatori hanno addobbato lo
stadio (hanno perfino riprodotte la “Regina della Pace”
in misura naturale...) ci commuoveva! Il Vescovo Ausiliare di
Brasilia – Don Gualdo Avila - ha presieduto tutta la funzione.
Il giorno dopo l’incontro è stato per i responsabili dei
gruppi di preghiera. Alla fine siamo andati ancora in un Istituto
dove si riuniva un gran numero di giovani che facevano gli esercizi
spirituali per Carnevale. Durante quei giorni i collegi e Istituti
erano pieni di giovani in ritiro, poiché c’è una
bella tradizione in Brasile di fare gli esercizi spirituali durante
il Carnevale, sia perché sono giorni di ferie per tutti, sia
in riparazione delle innumerevoli offese ricevute in questi giorni
dal Signore. Interessante l’articolo pubblicato da un giornale
di Brasilia che osservava:”La domenica di Carnevale al
Sambòdromo (cioè il locale dove la gente va a
“sambare”, a ballare, a divertirsi) c’erano 12.000
persone, mentre 15.000 riempivano lo stadio per vedere e sentire il
frate di Medjugorje”. Superfluo ogni commento!
Al Nord Est:
tra i più poveri e pure i più allegri del mondo! Tre
ore e mezza in chiesa: nessuno stanco!
Da Brasilia siamo partiti in aereo per l’estremo Nord del
Brasile, Belèm, capitale dello Stato di Parà.
Belèm
è conosciutissima per il suo grande e famoso Santuario mariano
“fossa Seihora de Nazarè”. C’è, in
questo santuario la bella tradizione delle “Mille Ave Maria”,
ossia, ogni mese i fedeli fanno una veglia di preghiere, recitando
molti rosari ed ogni Ave Maria viene intercalata da pensieri biblici,
piccole meditazioni, giaculatorie, canti... C’è una gran
devozione del popolo e, sicuramente, la Vergine accoglie con gioia
questa orazione, trasformandola in grazie copiose. Ebbene, la gente
ha atteso la venuta di Padre Slavko con le “mille Ave Maria”,
oltreché con molti digiuni e sacrifici... (e con preghiere,
digiuni e sacrifici anche per tutte le città ove siamo
passati. Ci siamo trovati a Belèm il martedì di
Carnevale - il “clou” dei festeggiamenti carnevaleschi -
eppure la Basilica di Nazarè si è presentata
letteralmente piena, dalle 8 del mattino fino a tarda sera. I fedeli,
in un atteggiamento di fede commovente, restavano lunghe ore in
preghiera (portavano panini per non dover ritornare a casa!) ed in
ascolto. Il mercoledì delle Ceneri è stato solennemente
celebrato dall’Arcivescovo. Padre Slavko, concelebrante, ha
potuto particolarmente trasmettere al popolo, durante l’Omelia,
il senso del digiuno e della penitenza, in questo inizio di
Quaresima, secondo lo spirito della Vergine. Da Belèm,
proseguiamo il viaggio, in aereo, per Teresina, capitale dello Stato
di Piaul, uno dei grandi Stati del Nord est brasiliano. È
considerata pure la città più calda del Brasile ove
regna la più squallida miseria. L’Arcivescovo era
all'aeroporto ad attenderci, ci ha ospitati nella sua casa e con lui
siamo andati a visitare i rioni più poveri della città,
la cui realtà farebbe inorridire qualunque europeo.
Centinaia
e centinaia di casupole, capanne, con una superficie di 16, 18, 20
metri quadrati ognuna, ove vivono 8, 10, perfino 12 persone in ogni
abitazione! Una nidiata di bambini giocavano per le strade... In una
di questa casupole c’è una piccola comunità di 3
Suore che, con immensa abnegazione, lavorano in mezzo ai miserabili,
condividendo con loro le gioie e le amarezze di ogni giorno. Ci ha
colpiti, tuttavia, l'allegria di quei bambini.
Padre Slavko ha
esclamato: “Non ho mai conosciuto bambini tanto gioiosi come
questi!” Hanno visto una macchina fotografica... e si sono
tutti aggrappati a Padre Slavko, nella speranza di essere
fotografati... ma certamente erano tanti che il gruppo non entrava
nel riquadro! Si è ripetuta a Teresina la scena ormai consueta
di ogni giorno: la chiesa pienissima, la funzione iniziata alle 19 e
finita alle 22,30 e nessuno che desse segno dl stanchezza...
Così
si dica pure per Recife, capitale di Pernambuco, per Joad Pessoa,
capitale dello Stato di Paraiba, per Maeiò, capitale dello
Stato di Alagoas, tutte città del Nordest, la fascia più
povera e flagellata dalla siccità in Brasile. Molti malati
venivano, nella speranza che la Vergine li guarisse, attraverso lo
strumento che Lei ha mandato loro. Tanta povera gente si accontentava
di toccare il vestito di Padre Slavko, perché “è
il padre che viene dalla Santa!” e come Gesù, nel
Vangelo, si poteva dire:”Non ho mai visto tanta fede in
Israele!”
Recife, 18.3.89 M. Celia Santanchè