Messaggio del 2 gennaio 2000:Cari figli! Oggi, come mai prima d'ora, il mio cuore chiede il vostro aiuto. Io, vostra Madre, prego voi, miei figli, di aiutarmi a realizzare quello per cui il Padre mi ha mandata qui. Mi ha mandata in mezzo a voi perché il suo amore è immenso. In questo anno grande e santo nel quale siete entrati, pregate in modo particolare per coloro che non hanno ancora sentito l'amore di Dio. Pregate e aspettate. P. SLAVKO: LA MADONNA VEDE IL POSITIVO per costruire su questo: che lezione per noi!
Alla scuola di Maria si può imparare a
ringraziare. Ma come può dire la Madonna: ‘Io vi
ringrazio per aver risposto alla mia chiamata’ quando noi
sappiamo di rispondere ben poco?
Quando la Madonna dice grazie non
lo dice per i nostri meriti, ma perché è una madre e
perciò una educatrice. Uno che vuole educarti, se non vede le
tue cose positive, anche se sono le più piccole, non può
educarti. Da dove comincerà? Non si può incominciare
dalle cose negative, si comincia dalle cose positive. La Madonna
quando dice grazie, ringrazia perché in ognuno di noi scopre
con il suo occhio di amore le cose positive, anche un piccolo passo
che c'è in noi. Questo dire che obbliga la Madonna a dire
grazie.
Per poter dire grazie bisogna vedere le persone come sono,
ma con l’occhio di Dio, poi saper discernere tutto e saper
cominciare. Questa scuola della Madonna è importante, e
bellissima perché inizia dalle cose positive. Non nega i
nostri errori, le nostre mancanze, ma conferma le cose positive. Se
vogliamo costruire la pace bisogna cominciare a ringraziare. La
situazione insopportabile in famiglia comincia quando gli uni non
vedono in modo positivo gli altri, quando ci si dimentica delle cose
positive della persona e si vedono solo le cose negative. Se non
viene accolto tutto quello che si fa di positivo(per l’altro) è
fonte di amarezza, di disperazione.
Il ringraziamento per noi
coincide con la fede. Fede significa accettare che siamo stati creati
da Dio, accettare che Dio ha un progetto su di noi, accettare i doni
da Dio e collaborare con Lui, accettando anche i doni e quello che
manca negli altri: questa è la più profonda espressione
del ringraziamento.
(Ai giovani: Medjugorje 31.12.1989)