Messaggio del 2 maggio 1983:Non si vive solo di lavoro, ma anche di preghiera. I vostri lavori non andranno bene senza la preghiera. Offrite il vostro tempo a Dio! Abbandonatevi a Lui! Lasciatevi guidare dallo Spirito Santo! E allora vedrete che anche il vostro lavoro andrà meglio ed avrete pure maggior tempo libero. Home :: Padre Slavko
«Io sono vostra Madre, vi amo e desidero incitarvi continuamente alla preghiera»
Regina della Pace, prega per noi.
Vi saluto tutti e vi voglio
spiegare un po' adesso come è la situazione con i veggenti qui
da noi e un po' la spiritualità dei messaggi. Adesso sono
quattro i veggenti che hanno ancora gli incontri con la Madonna ogni
sera: Vicka, Marija, Jakov e Ivan.
A Vicka la Madonna racconta
l'avvenire del mondo dal 17 aprile di quest'anno. Per la sua salute
non c'è niente di speciale. Ha mal di testa. Qualche volta si
dice che ha un cancro, un tumore, ma non è così.
Nessuno lo sa. È un po' una cosa mistica, mi sembra.
In
ogni modo, tutto quello che le hanno detto i medici era: « Tu
devi riposare ». Forse sono i sintomi della stanchezza. Potete
immaginarvi: tra dieci giorni saranno 54 mesi da quando tutto è
cominciato. È una lunghissima storia per quanto riguarda le
apparizioni. In questi giorni si trova a Zagabria. Un medico nuovo
della Commissione ha domandato che Vicka andasse a Zagabria per
lasciarsi un po' visitare. Marija Pavlovic ha le apparizioni come
Vicka. E tramite Marija la Madonna dà i messaggi ogni giovedì
dal 1°marzo 1984.
Se qualcuno vuole i messaggi, può
leggerli sul vetro della chiesa. E se qualcuno vuole tutti i
messaggi, un po' le spiegazioni di P. Tomislav e alcune mie, può
scrivere al Comitato di Milano per averle. È stato pubblicato
anche un secondo volume.
Oggi mi hanno dato una copia del primo
libro: è il centomillesimo esemplare: un grande lavoro
sicuramente per la Madonna e per noi tutti. Nota: i libri: “Aprite
i vostri cuori a Maria Regina della Pace” e Abbandonatevi
totalmente a me”.
Vi sono anche alcuni che ogni settimana
passano i messaggi agli altri: potete prenderne i telefoni
all'ingresso della chiesa. A Jakov la Madonna racconta l'avvenire del
mondo e tramite Ivan guida un gruppo di preghiera.
Ivanka non ha
più le apparizioni dal 7 maggio di quest'anno. La Madonna le
ha promesso l'apparizione per l'anniversario delle apparizioni; il 25
giugno 1986 dovrebbe essere la prima apparizione dopo le apparizioni
quotidiane.
A Mirjana non appare dal Natale 1982; le appare per
l'anniversario del suo compleanno. Adesso Mirjana ha le locuzioni
interiori. Durante queste locuzioni la Madonna parla molto sui
segreti e invita alla preghiera - ha detto Mirjana - soprattutto per
i non fedeli. Mirjana ha scelto il sacerdote al quale confiderà
i segreti: è P. Pero, della nostra comunità.
Mirjana
ha avuto l'ultima locuzione a Medjugorje: è venuta da Sarajevo
apposta.
Mirjana ha detto che ha visto come in un film questo
primo segreto e ha detto: « Mio Dio, deve succedere questo? ».
La Madonna avrebbe risposto che non è Dio che fa questo, ma è
il peccato che lo fa.
Per questa notizia io sento che molti sono
stati presi dalla paura, dall'angoscia. E molti si domandano
fortemente: perché pregare se devono succedere queste cose,
perché digiunare, perché lavorare?...
Voglio dirvi
come io ho capito questi messaggi apocalittici.
Nel Nuovo
Testamento abbiamo un libro che porta il nome di Apocalisse. In
questo libro potete leggere molte cose brutte che ha visto Giovanni
nelle sue visioni e che ha descritto, molti disastri... Ma tutto
questo, guardate, non si può spiegare anzitutto nel senso di
una catastrofe fisica; questo si deve sempre capire nel senso della
conversione.
Il primo livello di questi messaggi, anche se
sembrano terribili, è l'invito alla conversione, cioè
servono alla nostra fede. La nostra fede deve avere sempre la
dimensione dell'aspettare.
Aspettare: per questa ragione anche il
digiuno.
Lascio il materiale per due giorni la settimana, proprio
lo lascio e aspetto il mio Signore.
Allora se la nostra fede non
ha questa dimensione, non è fede cristiana nel senso pieno.
Io
dico qualche volta che molti con la loro fede restano proprio in
questo mondo: mangiano e bevono, coi soldi contano di organizzare la
propria vita, la vita della propria famiglia, ma non hanno questa
dimensione che ti fa dire: devo essere pronto ogni giorno per il mio.
Signore.
Forse conoscete quello che ha fatto tante volte S.
Agostino. Lui ripeteva: « Non oggi la conversione, domani »,
ma per noi tutti vale il contrario: « Proprio oggi la
conversione ».
Pensate alla parabola di Gesù sulle
vergini stolte e sagge: cinque hanno aspettato lo sposo e sono
entrate con Lui e le stolte non L'hanno aspettato. Hanno perso la
dimensione della fede. E non potevano entrare.
Nel Nuovo
Testamento, soprattutto nell'Apocalisse, si trova una parola che la
Chiesa ripeteva molte volte: Maranathà! Cioè, Signore
Gesù, vieni!
I veggenti hanno vissuto questa dimensione
nella fede che si apre al mondo dell'aldilà e che aspetta
nella speranza. Non c'è posto per l'angoscia, per la paura.
Anche quando sentiamo queste cose, se abbiamo paura, non abbiamo fede
o la fede è molto debole. Ieri sera ho parlato con tutti e tre
i veggenti (Marija, Ivan e Jakov) anche di questa visione di Mirjana
e ho chiesto: « Voi avete paura? ». Hanno detto: «
No ». Badate, questo è un segno della fede: avere sempre
confidenza.
E c'è un'altra cosa. Nella lettera ai
Tessalonicesi S. Paolo scrive che uno, quando ha sentito che Gesù
sarebbe venuto presto, non voleva più lavorare. Allora S.
Paolo ha detto: « Bene, se non vuol lavorare, non lasciatelo
mangiare... ».
Ripeto che tutti questi messaggi non hanno
senso se noi rispondiamo con la paura. Dobbiamo rispondere con la
confidenza, con l'amore e dire: « Tutto è nelle mani del
Signore e io ho bisogno di vivere oggi tutti i miei doveri, amando e
sperando ».
Io ho capito così e lo dico a tutti: le
apparizioni non portano mai una nuova rivelazione; sono sempre un
impulso a pregare, a digiunare, ad amare, a riconciliarsi, a fare per
la pace.
E allora neanche questi messaggi segreti possono portare
qualcosa di nuovo; dicono che la nostra fede di nuovo diventi più
viva, che non dormiamo.
Voglio parlarvi ora degli ultimi
messaggi
Ieri abbiamo ricevuto un messaggio molto bello, pieno di
maternità, dell'amore di una madre: « Cari figli, io
vostra Madre vi amo e desidero incitarvi continuamente alla
preghiera. Io sono, cari figli, instancabile e vi chiamo anche quando
siete lontani dal mio cuore. Sento dolore per ognuno che si va
perdendo. Ma io sono vostra Madre e perdono facilmente e sono
contenta per ogni figlio che ritorna a me. Grazie di aver risposto
alla mia chiamata ».
Due volte ripete « io sono vostra
Madre » e dice che non sarà mai stanca. Vuole salvarci,
vuole incitarci, e naturalmente, come Madre parla anche del suo
dolore. Uno che ama può avere anche dolore. La Madonna non è
indifferente se qualcuno si perde nel peccato, nel conflitto, nella
guerra, nell'odio, nella droga, nell'alcool... Allora sente il dolore
e dice di nuovo: « Io sono vostra Madre e perdono facilmente,
sono contenta, felice, gioiosa, piena di gioia per ognuno che
ritorna, che viene di nuovo ». Questa è una chance per
noi: c'è il cuore di una Madre che ci ama, che vuole
salvarci.
Se io posso aggiungere a questo messaggio una parola è
questa voi e noi abbiamo sentito questo messaggio e dobbiamo ogni
giorno pregare per tutti coloro che sono nel peccato, sono nei
conflitti, odiano, non si riconciliano, perché possano
ricevere la grazia della riconciliazione. Aiutiamo la Madonna a
salvarci.
Nel penultimo messaggio ha domandato l'amore verso il
prossimo. Ha detto soprattutto: « Amate quelli che vi provocano
il male ». L'amore per i nemici, come domandava Gesù. Ma
a questo punto comincia l'amore cristiano.
Se non vogliamo
perdonare, non possiamo dire che amiamo nel senso di Gesù. E
con il perdono comincia la pace. Se non amiamo questi che ci
provocano il male, Gesù ci dirà, come ha già
detto che cosa fate di strano se amate coloro che vi amano?
Una
seconda frase di questo messaggio era: « Amate per poter
giudicare le intenzioni del cuore ». Guardate: ci dà qui
un criterio per poter conoscere il cuore dell'uomo. E questo è
vero.
Senza amore non si può vedere l'altro; senza amore si
comincia a giudicare, senza amore calunniamo, senza amore odiamo,
senza amore bastoniamo gli altri, ma quando c'è amore abbiamo
un nuovo metro, una nuova misura per l'uomo.
Anche uno che odia,
che ci provoca il male, dietro questa provocazione, dietro l'odio,
dietro il conflitto è un uomo che ha bisogno della pace, di
essere amato. E molti che fanno il male, sono già stati
giudicati da noi. Cercavano l'amore, cercavano la pace. Non c'era
nessuno che poteva darli loro e allora la cosa è diventata un
male, un peccato.
La terza cosa dello stesso messaggio è
questa: « Amate e pregate, così anche le cose
impossibili diventano possibili ». Allora, guardate: questo
amore, questa preghiera alla quale ci invita la Madonna sono i mezzi
forti, fortissimi che possono rendere possibile anche
l'impossibile.
Questa è una chance per noi, una grande
possibilità, ma anche un dovere, di non lasciare niente come
impossibile nella nostra vita. In un messaggio ha domandato
l'attività. Ha detto: « Voglio che siate attivi »,
che coi nostri piccoli fiori aiutiamo la Chiesa e Gesù che
tutti siano contenti. Quando la Madonna dice « attività
per tutti » questo significa che nessuno di noi può
dire: « Non posso far niente ». E la prima attività
è la preghiera. È la preghiera con la quale possiamo
rendere possibile anche l'impossibile.
Le altre attività
sono: visitare i malati, pensare ai poveri, aiutare, consolare,
pensare agli altri...
Se facciamo così, forse saremo
sorpresi quando Gesù dirà: « Venite, beati nel
mio Regno, perché mi avete visitato, mi avete dato da
mangiare... ». Forse noi domanderemo: « Come mai? Io ho
visitato un altro, ho visitato un malato, ho aiutato un povero... ».
Gesù dirà: « Sì, ma tutto quello che hai
fatto a quello lo hai fatto a me ». Di nuovo dico: questa è
la porta dell'amore cristiano; essere attivo e mai lasciarsi
stancare.
La stanchezza si supera - dice la Madonna - nella
preghiera.
In un messaggio la Madonna ha domandato, tra l'altro,
la consacrazione alla Croce: « Pregate davanti alla Croce.
Dalla Croce vengono grandi grazie. Consacratevi alla Croce.
Promettete di non offendere Gesù nella Croce ».
Questo
è un punto importante: consacrarsi alla Croce significa
sentire la Croce. E la Croce è una parola sull'amore, sul
sacrificio, sulla vita eterna. Dalla Croce si dice: « Ecco tua
Madre, ecco tuo figlio ».
E noi come ci comportiamo davanti
alla Croce? Forse non perdoniamo, forse facciamo i conflitti, forse
bestemmiamo. Se facciamo così la Croce diventa muta, non ci
parla più.
Ma consacrarci significa sentire la Croce,
lasciarla parlare. E per il popolo italiano, il popolo slavo e il
popolo ungherese, questo messaggio è importantissimo.
Forse
qualcuno fra voi non sa che questi tre popoli hanno le più
brutte bestemmie del mondo.
Io, facendo un esorcismo su un
pellegrino italiano, ho sentito durante la preghiera tutte le vostre
bestemmie. Sempre, quando nella preghiera dell'esorcismo dicevo:
Gesù, Croce, Madonna, Chiesa, Dio: bestemmie...
Questo è
anche segno dell'ossessione, se si reagisce così alla
preghiera. Io non so come si fa da voi a scusarsi; da noi si dice: «
Sono arrabbiato, sono nervoso, il lavoro non andava come volevo...
bestemmio, ma non lo penso col cuore... » .
Io credo che non
si pensa col cuore, ma non so se la Madonna accetta queste
scuse.
Promettiamo di non offendere più Gesù e la
Croce con le nostre bestemmie. Ma anche di più: noi non siamo
cristiani per non offendere, siamo cristiani per fare le cose
positive. Ogni bestemmia che forse sentirò dopo, nella
famiglia, sul pullman, sul treno, nella strada, nel lavoro sarà
per me un impulso per pregare, per lodare, per benedire... Per
pregare per questo che bestemmia: allora non giudicare, ma
pregare.
Così, questa sera, prima della benedizione, alla
fine della preghiera per i malati quando io vi dirò «
Consacratevi alla Croce » : dite nei vostri cuori una parola a
Gesù, una parola vostra. E io pregherà la Madonna che
diventi una realtà per tutti noi, che dalla Croce possano
venire grandi grazie per noi.
(P. Slavko Barbaric - 15 novembre
1985)