Messaggio del 28 luglio 1985:Da quanto tempo non incontrate Gesł come amico! E da quanto tempo non incontrate me come Madre! In questi giorni meditate su questo e decidetevi di cambiare qualcosa.
Don Angelo mi avvicinò a Dio... - Eco di Maria nr.156
Quella che presento è la piccola testimonianza della grande
conversione che ha cambiato la mia vita; ero non credente, di
famiglia atea, sposato in chiesa solo per piacere a mia moglie. Un
giorno fu proprio lei a chiedermi di accompagnare don Angelo a
Medjugorje come semplice autista. Rifiutai in modo deciso le sue
insistenze per più di una settimana, poi, senza nemmeno sapere
il perché decisi di andare; salutai i miei genitori "atei"
che mi invitarono a non spendere soldi inutilmente per portare a casa
"madonne" o "rosari". Non conoscevo don Angelo,
non l'avevo mai visto. Partimmo e dopo 12 ore di un tranquillo
viaggio in cordiale conversazione, arrivammo a destinazione.
Al
mattino seguente lo accompagnai a celebrare la Messa nella comunità
dei ragazzi ex-tossicodipendenti di sr. Elvira. Durante la
celebrazione ero l'unico a non inginocchiarmi tra quei 75 ragazzi...
Mi sentii tanto imbarazzato che, per rispetto a loro, mi
inginocchiai; era la seconda volta nella mia vita che compivo quel
gesto.
Lasciato don Angelo a confessare, fui accompagnato da un
seminarista nel luogo delle apparizioni e lì, per caso, trovai
una piccola madonnina che, in seguito, portai a mia madre. Nel
pomeriggio, mentre lo accompagnavo da qualche parte, don Angelo mi
chiese se volevo confessarmi. Negai con fermezza, anche perché
per me la confessione non aveva alcun senso; con calma don Angelo mi
spiegò il senso di questo grande dono e, per la prima volta,
mi confessai. Mi recai poi, solo, sul monte Krizevac e lì ebbi
delle esperienze particolari che mi colpirono molto.
Il mattino
successivo fu sempre don Angelo ad invitarmi a fare la Comunione.
Come ricevetti l'Eucaristia sentii un gran caldo al cuore e con
sorpresa scoppiai a piangere in modo incontrollato. Cominciai ad
avere però ad avere dentro di me delle reazioni negative a
tutti questi strani fatti che mi stavano capitando, da un lato non
comprendevo, dall'altro volevo capire a tutti i costi. Chi mi
incontrava mi ripeteva che la mia non era un presenza casuale, ma che
la Madonna mi voleva là.
La confusione dentro di me era
sempre più grande, anche perché dovevo decidere se, una
volta tornato a casa, non dire niente a nessuno o accettare il
cambiamento e le conseguenze che avrebbe portato. Dopo un notte
insonne decisi di tornare sul monte e lì mi affidai
completamente a Maria; promisi che se era vero tutto ciò che
sentivo e quello che mi stava accadendo sarei diventato suo testimone
per sempre.
Cominciai il cammino di conversione, sentivo una
presenza in me che mi dava grande forza e coraggio; ma a casa, figli
e genitori rifiutavano tutto. Sorgevano i dubbi, le perplessità,
le difficoltà nell'andare a Messa nel mio paese perché
mi sentivo giudicato e fuori posto. Cominciarono delle forti
tentazioni, soprattutto quando mi trovavo in chiesa; ancora più
difficile era vincere il forte istinto di bestemmiare.
Era
l'inizio di una conversione, di un cammino, che pur tra le tante e
forti tentazioni sta continuando nella gioia, nella serenità e
nella pace di chi ha trovato il Signore e di chi vuol rimanere in Lui
perché solo Lui è il "desiderio della mia
vita".
Luciano Begotti (RE)