Messaggio del 18 aprile 1984:Sarò molto contenta se vi rivolgerete a me, quale vostra madre di bontà, d’amore e di misericordia, con questa preghiera: “Madre mia, madre di bontà, d’amore e di misericordia, ti amo con tutto il cuore e mi offro a te. Per mezzo della tua bontà, del tuo amore e della tua misericordia, salvami. Io voglio appartenere a te. Ti amo tanto e desidero che Tu mi custodisca. Dal profondo del mio cuore, o Madre di bontà, ti prego: dammi la tua bontà affinché con essa io possa meritare il cielo. Ti prego per il tuo immenso amore: concedimi di poter amare ogni uomo come Tu hai amato Gesù. Ti chiedo anche la grazia di essere palpitante d’amore verso di te. Io mi affido a Te completamente e desidero che tu sia accanto a me ad ogni mio passo, perché Tu sei piena di grazia e vorrei non dimenticarmene mai. Ma se un giorno io perdessi la grazia, ti prego di donarmela nuovamente. Amen”.
VALENTINA RACCONTA: «LA MADONNA MI HA DETTO: ALZATI E CAMMINA» - Eco di Medjugorje nr.52
(Valentina è una ragazza croata, guarita da una grave malattia nel 1983. Dopo la sua guarigione è stata accolta in casa da Vicka dove, il 15 agosto del 1987, ha raccontato la sua avventura ad un gruppo di amici italiani).
1. LA CROCE DI VALENTINA
Nella primavera del 1983 io ero stata ricoverata in un ospedale di Zagabria, nel reparto di neurologia, per una grave sofferenza che mi aveva colpito e che i medici non riuscivano a comprendere. Io stavo male, molto male, mi sembrava di dover morire; tuttavia io non pregavo per me, ma pregavo per gli altri ammalati, perché potessero sopportare le loro sofferenze.
Domanda: Come mai non pregavi per te?
Risposta: Pregare per me? No, mai! Perché pregare per me, se Dio sa che cosa ho? Lui sa cosa è bene per me, se la malattia o la guarigione!
D.: Se è così, perché pregare per le altre persone? Dio sa tutto anche di loro...
R.: Sì, ma Dio vuole che noi accettiamo la nostra croce, e la portiamo finché Lui vuole e come Lui vuole.
D.: E, dopo Zagabria, cosa è successo?
R.: Mi hanno portato all’ospedale di Mostar. Un giorno è
venuto a trovarmi il cognato di mia sorella e con lui è venuto
un uomo che io non conoscevo. Questo uomo mi ha fatto un segno di
croce sulla fronte, qui! E io, dopo questo segno, mi sono subito
sentita bene. Ma io non davo importanza al segno di croce, pensavo
che fosse una stupidaggine ma poi, pensando a quella croce mi
svegliavo, ero piena di gioia. Tuttavia non dicevo niente a nessuno,
se no mi prendevano per una pazza. Me lo tenevo solo per me e così
andavo avanti. Quell’uomo prima di partire mi aveva detto: «io
sono il Padre Slavko ».
Dopo l’ospedale di Mostar,
ritornai a Zagabria e nuovamente i medici mi dissero che non potevano
aiutarmi, e che dovevo ritornare a casa. Ma quella croce che mi aveva
fatto il P. Slavko mi stava sempre davanti, la vedevo con gli occhi
del cuore, la sentivo e mi dava forza e coraggio. Io dovevo rivedere
quel sacerdote. Sentivo che lui mi poteva aiutare. Così sono
andata a Mostar dove abitano i francescani e quando il P. Slavko mi
ha visto subito mi ha detto: «Tu devi stare qui. Tu non devi
andare in altri posti, in altri ospedali». Così lui mi
ha portata in casa e sono stata un mese dai frati francescani. Il P.
Slavko veniva a pregare e a cantare su di me, stava sempre vicino a
me, però io sempre peggioravo.
2. ALZATI E CAMMINA
Poi un sabato successe una cosa meravigliosa. Era la festa del
Cuore Immacolato di Maria. Ma io non pensavo che era sabato perché
era la festa del S. Cuore di Maria, perché stavo così
male che io volevo andare a casa mia perché volevo morire là.
Il P. Slavko, quel giorno, era assente. Ad un certo punto io
cominciai a sentire delle cose strane: come se delle pietre di
staccassero da me, dal mio cuore. Io non dicevo niente. Poi rividi la
croce che mi aveva fatto il P. Slavko in ospedale: era diventata una
croce che io potevo prendere con la mano. Era una piccola croce che
stava intorno a una corona di spine: emanava una grande luce e mi
riempiva di gioia, e mi faceva anche ridere. Io non dicevo niente a
nessuno perché pensavo: «Se io dico questo a qualcuno mi
crederà scema più di prima».
Quando è
sparita questa croce, io ho sentito dentro di me una voce che mi
diceva: «IO SONO MARIA DI MEDJUGORJE. ALZATI E CAMMINA. OGGI È
IL MIO SACRO CUORE E TU DEVI VENIRE A MEDJUGORJE». Io sentivo
dentro di me una forza: mi faceva alzare dal letto; io mi alzavo
anche se non volevo. Io mi tenevo perché pensavo di essere
allucinata. Ma dovetti alzarmi e andai a chiamare il P. Slavko e con
lui venni a Medjugorje.
L'INCONTRO CON PADRE TARDIF
D.:Sei felice, ora?
R:Ero felice anche prima, ma ora lo sono di più, perché voglio seguire la strada che la Madonna insegna e voglio avvicinarmi di più a Gesù. Se Gesù mi chiedesse di soffrire ancora quello, che avevo sofferto prima, io sarei pronta. Io vedevo che le persone non mi capivano ma io confidavo nel Signore. Poi, un giorno venne a Medjugorje il P. Tardif, il carismatico che fa molti miracoli. Io non conoscevo il P. Tardif ma sapevo che doveva venire. La Madonna me lo aveva detto. Quando mi vide, mi disse: «Adesso devi credere a tutto ciò che la Madonna ti dice». Poi, assieme al Padre Slavko, mi ha condotto nella cappella delle apparizioni, ha pregato su di me e poi mi disse: «Ora devi perdonare a tutte le persone che ti hanno fatto del male».
4. IL P. SLAVKO, UOMO BUONO
D. Tu sei sempre in contatto con la Madonna interiormente?
R. Sì, e mi ha detto che il P. Slavko sarà sempre il mio padre spirituale.
D. Ora ti faccio una domanda a proposito del P. Slavko; perché tante persone non lo amano molto, dicono che è duro, che tratta male; si comporta così anche con voi?
R. Quando lui sa che una cosa deve andare così, va avanti, agisce con tutti alla stessa maniera. Ma il P. Slavko è molto buono. Non è possibile ascoltare tutti, far piacere a tutti. Voi dovete sapere che il P. Slavko in quattro anni non ha avuto un giorno di vacanza. Lui può essere santo fin che si vuole, ma anche lui si stanca e può arrabbiarsi: è umano!