Un Vescovo coraggioso:“Riconosciamo Medjugorje! Molti Vescovi sono venuti qui non c’è alcun pericolo” - Eco di Maria nr.123
Mons.Kennedy è un Vescovo australiano
venuto per la terza volta a Medjugorje con le proprie
insegne: per questo non è rimasto inosservato.
Cogliendo brevi pause della sua presenza, ci è
stato dato di conversare con quest’uomo dallo
sguardo mite e gli abbiamo chiesto quando ha
sentito parlare di Medjugorje e quando è venuto qui
la prima volta.
R. Di Medjugorje ho sentito parlare solo nell’85,
ma mi tenni sempre informato delle apparizioni,
pur non sognando mai di poter andare oltre
Lourdes. Ora sono felice di essere qui, perché
Medjugorje è un’esperienza particolare. Ho maturato
la mia decisione di venire nel ’90, ma ho
posto il piede su questa terra nel’93 e successivamente
nel’94, ed eccomi qui nel’95, e
spero pure nel’96.
D. Che cosa prova in questo luogo?
R. Ho la sensazione di qualcosa di grandioso
e di molto serio. Ogni volta che vengo,
esperimento qualcosa di più e di meglio. Ho
l’assoluta certezza che la Madonna è presente
qui, come lo fu a Lourdes. La pace che si prova
qui è difficile trovarla altrove sulla terra. Si
deve venire e allora lo si potrà dire.
D. Secondo lei, può influire Medjugorje sulla
pace nel mondo?
R. Dipende dalla gente che avrà il previlegio
di venire qui. Vivere il messaggio della pace là
dove esso ha origine, è un momento forte; e
diventa più facilmente vita vissuta quando si
torna a casa. E’ un po’ più difficile per chi si
limita a leggere il messaggio o vedere fotografie.
Bisogna che attraverso il nostro esempio
vedano quanta presa ha fatto su di noi il messaggio
della pace. E a questo punto, quando si
vedrà in noi il cambiamento verificatosi, non ci
sarà più bisogno nemmeno di parlare.
D. Lei crede alle apparizioni di Medjugorje?
R. Non ho alcun dubbio. Se non credessi,
non avrei esposto così la mia posizione. Anche
se la Chiesa non ha ancora riconosciuto ufficialmente
queste apparizioni, per me sono
uguali a quelle di Lourdes e di Fatima.
D. Lei è uno dei rari Vescovi che qui
incontriamo...
R. Sono molti i vescovi che sono venuti e
che vengono qui, senza che voi sappiate che
sono vescovi. Vengono vestiti come normali
sacerdoti, o anche in abito borghese. A quanto
pare, io sono l’unico che ha avuto il coraggio
di venire con le proprie insegne da vescovo, e
così vestito camminare per Medjugorje, anche se
sembra strano che un vescovo porti questi
segni in un luogo diverso dal suo. Semplicemente
ho sentito che dovevo fare così. Con
questo voglio manifestare apertamente il mio
parere, cioè che la Chiesa deve riconoscere
quanto prima Medjugorje.
D. Che cosa dirà alla sua gente, una volta
tornato in Australia?
R. Anzitutto dirò che non c’è alcun motivo
di aver paura a raggiungere Medjugorje. Hanno
paura della guerra, dei bombardamenti? Qui
non avviene nulla di tutto questo e non avverrà.
Nel mondo sono state diffuse tante menzogne.
In tutto questo territorio non c’è situazione di
pericolo. Devono saperlo soprattutto i cattolici,
i quali devono venire qui. Vede? Qui a Medjugorje
si respira una pace soprannaturale e si crea
una tale corrente di amicizia che non si
riesce a spiegare. Vorrei che tra la nostra
gente in Australia ci fosse l’aria di famiglia che
si respira in questo piccolo luogo “tra i monti”,
secondo il significato del nome...
D. Direbbe una parola ai nostri lettori?
R. Domanderei loro di restare fedeli e di
sentirsi responsabili di ciò che avviene qui.
Tengano presente da chi viene questa guerra,
perché sono molti a non crederlo... Occorre
pregare per i giovani che vanno alla guerra.
Verità e giustizia vinceranno perché il tempo
sta dalla vostra parte. Dio porterà pace e benessere
a tutta la vostra terra...