Il Cardinale Schonborn: "Dove c'è Maria la Chiesa si rinnova" - Eco di Maria nr.144
In una intervista a Lourdes l'arcivescovo di Vienna ha affermato: "Nei santuari mariani si prova ciò che
rende la Chiesa viva: si ha la sensazione che Dio è vicino e non in maniera astratta, ma proprio concreta e
reale, grazie a Maria che, come nessun altro rappresenta la vicinanza del cielo alla terra".
Interrogato su Medjugorje, che è molto presente in Austria, egli ha detto: "Non sono ancora stato a
Medjugorje, ma in un certo senso ci sono stato molte volte, grazie a coloro che ci sono stati e nella cui vita
vedo molti frutti. Mentirei se dicessi diversamente. Questi frutti sono ben evidenti e concreti. Nella
nostra diocesi e in molti altri luoghi assisto alla grazia della conversione, della vita soprannaturale nella
fede, della grazia della gioia, della vocazione, della salvezza, della riscoperta dei sacramenti, della
confessione, tutto ciò non è un inganno. Pertanto posso dire che i criteri che ho, come vescovo, sono i
frutti e, se si deve giudicare l'albero dai frutti, si tratta proprio di un albero buono".
All'osservazione che dagli avvenimenti di Medjugorje sono sorte varie comunità, tra cui Kraljice Mira e Lamm
in Austria, gli è stato chiesto se tutto questo può condurre a nuove prospettive per il futuro della Chiesa.
"Certo -ha risposto- credo che Maria agisca sin dall'inizio nel silenzio, ma in maniera molto efficace.
L'uomo presta meno attenzione alle 'piazze', raramente viene toccato dalle discussioni, anche se il
dialogo ci deve essere, ma tutto ciò non basta, né per la vita personale, né per quella della comunità.
E in Maria la Chiesa è sempre personale, poiché non è una grande istituzione, né un grande sistema
teologico, ma è percepibile, comprensibile solo nella sua maternità, nella sua verginità, nella sua bellezza
e nella sua infinita gentilezza. Soprattutto nei luoghi mariani ci si rende conto che la Chiesa non è
innanzitutto un'istituzione, come la si definisce tanto negativamente, ma è la sposa di Cristo, per la quale
Cristo ha donato la vita: è meravigliosa ed è la madre di tutti gli uomini. E tutto ciò si trova in Maria. Per
questo Maria è presente ovunque la Chiesa si rinnovi e dove c'è Maria, la Chiesa si rinnova. Non è un
caso che le comunità, che sorgono dalla Chiesa, sono legate nella maggior parte dei casi a Maria e ai suoi
luoghi di grazia".
Interrogato sull'atteggiamento di rifiuto da parte di certi vescovi per Medjugorje, che pure è un frutto di grazia
mondiale, e poi se l'ultimo documento del Vaticano al vescovo de La Réunion sia una risposta
soddisfacente (26 maggio 1998), egli ha risposto: "La lettera del segretario della Congregazione per la
Dottrina della Fede (Vedi Eco 140; p.4) chiarisce in maniera amichevole quello che negli ultimi anni è
sempre stato l'atteggiamento ufficiale della Chiesa su Medjugorje e cioè che la questione viene lasciata
consapevolmente aperta... Non si nega né si esclude che i fenomeni possano avere un carattere
soprannaturale. Certamente la Chiesa non si esprimerà definitivamente finché i fenomeni continueranno
sotto forma di apparizioni o di eventi simili, ma il compito dei pastori è quello di promuovere ciò che
cresce, ciò che mostra dei frutti, di proteggerlo, se necessario, anche dai pericoli che naturalmente sono
ovunque. Anche a Lourdes bisogna sempre preoccuparsi di evitare che il dono originario non sia
soffocato da sviluppi errati. E anche Medjugorje non ne è immune. Pertanto è o sarebbe importante che anche i
vescovi dedichino consapevolmente le proprie attenzioni pastorali a Medjugorje affinché quelli che sono i
frutti evidenti siano protetti da sviluppi errati" (Medjugorje, un invito alla preghiera, I trim. '98, Tocco di
Casauria - Pescara).