Messaggio del 27 dicembre 1986: Questa sera ritiratevi. Venite con me e con San Giovanni davanti alla croce. E davanti alla croce rimanete a lungo in preghiera per ricevere l’amore di Dio nei vostri cuori. I nostri figli di luce
Testimonianza tratta da Medjugorje Torino n. 125
Siamo
stati chiamati a Medjugorje.
Amici ci hanno invitato, forti
dell'esperienza da loro vissuta negli anni passati, poiché
sicuri che da questo luogo benedetto, nessuno torna senza essere
toccato nel profondo del cuore.
Ci siamo ritrovati papà
e mamme accomunati dallo stesso dolore per il distacco repentino dei
nostri figli a causa di incidente stradale.
All'inizio
strazio e dolore ci hanno visti protagonisti, poi lentamente il
balsamo della fede, l'abbandono a Maria, Madre del dolore, ci ha dato
la forza di ricominciare a vivere, offrendo la nostra sofferenza a
Dio.
Da qui è cominciato il nostro cammino spirituale
che ci ha permesso di dare un valore redentivo al dolore, accettato
quale insondabile "disegno" che Dio ha su ognuno di noi.
L'amicizia nata tra noi genitori è stata rafforzata
dalla preghiera e dalla guida di sacerdoti illuminati.
A
Medjugorje le meditazioni forti e profonde hanno accompagnato i
nostri passi verso il cammino della Via Crucis e la celebrazione
Eucaristica nella cappella della comunità "Famiglia
ferita", così gioiosamente arricchita di colorati mosaici
di alto simbolismo evangelico, ci hanno coinvolto in modo
particolare, facendo vibrare in ognuno di noi quelle corde che spesso
tengono chiuso il nostro sentire.
Per grazia del Signore ed
aiutati da Maria, la più tenera delle Madri, sulla collina del
Podbrdo, avvolti da un'atmosfera paradisiaca, alcuni genitori hanno
aperto il loro cuore.
E' stato bello vedere come papà
e mamme dei "Figli della Luce", nati al cielo, abbiano
donato il loro dolore a Maria, certi di sapere accanto a Lei i loro
figli, in attesa del "vero incontro".
La presenza
nel nostro gruppo, di tanti giovani di Livigno, soprannominati
"ragazzi di pace", ha portato una ventata di allegria, di
freschezza e di servizio, perchè si sono dimostrati veri
angeli custodi. Durante la salita al monte della croce, il Krizevac,
i ragazzi tenevano la corona del Rosario in una mano e l'altra era
offerta a sostegno di chi con più difficoltà saliva la
pietraia.
Con questa immagine di giovani, speranza di un
mondo nuovo di pace, vorremmo donare a tutti la gioia di incontrare
Maria che ama ogni Suo figlio.