Messaggio del 25 agosto 1999: Cari figli, Anche oggi vi invito a dare gloria a Dio Creatore nei colori della natura. Attraverso il più piccolo fiore vi parla della Sua bellezza e della profondità dell'amore con cui vi ha creati. Figlioli che la preghiera sgorghi dal vostro cuore come acqua fresca da una sorgente. Che i campi di grano vi parlino della misericordia di Dio verso ogni creatura. Perciò rinnovate la preghiera di ringraziamento per tutto quello che vi da. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.
Medjugorje, luogo di pellegrinaggio e di conversioni sconvolgenti
Secondo le dichiarazioni dei veggenti, la Madonna appare a Medjugorje da più di 25 anni. Da allora, Medjugorje è diventata fonte di grazie e vero prodigio. In questo luogo di grazia dove Dio è all'opera giungono milioni di pellegrini da tutto il mondo. Qui tutti percepiscono la grazia in un modo speciale. Molti, in questo luogo, hanno scoperto la fede ed hanno vissuto la conversione personale. Centinaia di malati gravi sono stati guariti. Sono sorti migliaia di gruppi di preghiera. A Medjugorje possiamo imparare come si venera e si loda Dio, come si prega col cuore, come si fa penitenza in modo sincero. Tanti uomini che si affidano a Dio con cuore aperto vivono molte esperienze spirituali. Lo dimostrano i seguenti esempi:
Come si è convertito Steve?
Il canadese Steve ci ha raccontato la sua triste gioventù:
"A quattordici anni ho conosciuto per la prima volta l'alcool e
la droga. Mi trovavo molto spesso "in viaggio". Dovevo
rubare per riuscire a comprami la roba. Ho condotto per cinque anni
questa vita disordinata, che mi nauseava sempre più. I miei
genitori mi raccontavano spesso degli straordinari avvenimenti di
Medjugorje. Vi organizzavano dei pellegrinaggi e mi chiesero di
andare con loro. Per molto tempo mi opposi perché non mi
interessava. Poi mi venne voglia di andare a Medjugorje e così
la nostra famiglia partì per la Croazia.
Quando
arrivammo a Medjugorje, rimasi molto colpito dalla semplicità
della gente. Sentivo chiaramente che lì le persone erano
felici e così mi unii a loro. Non conoscevo preghiere, ma
imparai presto a pregare. Rimasi sorpreso quando mi accorsi che non
mi restava difficile pregare. Il 15 settembre salii con un gruppo di
pellegrini sulla Collina della Croce.
Ad ogni stazione della
Via Crucis ci si fermava a pregare. Facevo tutto quello che facevano
gli altri. Alla dodicesima stazione cominciai a piangere, ma io
stesso non ne sapevo il motivo. Piangevo come un bambino.
All'improvviso sentii un pellegrino del nostro gruppo che diceva:
"Qualcuno di noi è stato guarito dalla droga. Dio
ha fatto vivere a quest'uomo una conversione straordinaria".
Quando sentii queste parole, provai una profonda pace ed una
grande gioia. Subito cominciai a ringraziare Dio per le Sue grazie.
In questo luogo ho vissuto la mia conversione, qui Dio è
entrato nella mia vita. Solo più tardi ho saputo
dell'importanza della dodicesima stazione. Gesù è
venuto a morire per i nostri peccati affinché noi possiamo
vivere. Gesù è veramente morto per me, per liberarmi
dai miei peccati. Ho compreso che a Medjugorje mi è stata
donata una seconda vita. Il mio cuore si è aperto a Dio e la
mia fede è divenuta sempre più viva.
A
Medjugorje mi sono confessato, poi ho sentito la vicinanza della
Madonna. Ho sentito di essere amato. Continuamente mi veniva in mente
che dopo il mio ritorno avrei dovuto dare un taglio netto alla vita
condotta fino a quel momento. Avrei dovuto rinunciare a persone che
prima per me significavano molto. Ho perso la mia ragazza, perché
non potevo più convivere con lei come prima senza offendere
Dio. Questo è stato un duro colpo per me. Sempre più
chiaramente capivo che bisogna vivere secondo i comandamenti di Dio.
Ho il desiderio di diventare sacerdote. Dio ha compiuto miracoli
nella mia vita. Voglio fare ciò che Lui vuole e vivere
unicamente nella Sua grazia. Ringrazio Dio per ciò che ha
fatto e ancora farà per me".
Dopo tre tentativi di suicidio, Tibor ha trovato il senso della sua vita
Tibor, di Praga, ha avuto un passato terribile. Quando aveva un
anno, la madre è stata condannata a 12 anni di carcere. Poi
suo padre è morto e lui è stato cresciuto in un
istituto. Qui ha vissuto nella derisione e nell'isolamento. Quando la
madre terminò di scontare la sua pena, andò a vivere
con un ubriacone che spesso la picchiava. Tibor ha raccontato il suo
calvario:
"Le esperienze che ho fatto nell'istituto e
poi a casa con mia madre sono state terribili. Cominciai ad odiare
gli uomini.
Quando mia madre mi cacciò di casa dovetti
tornare in istituto. Mi ammalai di malattie psichiche e mi tagliai le
vene. I medici riuscirono a salvarmi. Un'altra volta ingoiai 500
pasticche, ma le dovetti vomitare e rimasi in vita.
Quando
una psicologa giovanile mi rinchiuse in una stanza, fui preso dal
panico e mi piantai un lungo coltello nello stomaco. Di nuovo i
medici riuscirono a salvarmi, ma fui ricoverato in una clinica
psichiatrica. Un medico pio mi preservò dal manicomio. Per
decisione dell'ufficio tutorio, finii in una famiglia credente che si
occupò di me gratuitamente. I miei genitori adottivi mi fecero
battezzare nella chiesa cattolica. A quel tempo avevo molti
complessi, soffrivo di solitudine e di profonde depressioni. La mia
madre adottiva pregava molto per me. Mi chiese di andare a
Medjugorje. Quando mi trovai lì, mi sedetti davanti alla
chiesa a riflettere, pieno di dubbi. Dei pellegrini vennero da me e
mentre conversavamo mi sentii improvvisamente molto contento e provai
una profonda pace.
Caddi di nuovo in una profonda
depressione. Piangevo e piangevo, rimproverando aspramente la
Madonna. Le chiedevo:
"Perché mi lasci piangere
così se sei qui?". Allora venne da me un sacerdote, mi
pose le mani sul capo e mi benedisse. Dopo questa benedizione sentii
un grande sollievo. Ero contento e provavo un amore sincero per il
prossimo.
Sulla collina delle apparizioni vissi un'altra
esperienza davvero straordinaria. Lì piansi come non avevo mai
fatto prima in vita mia. Lentamente mi avvicinai alla grande croce e
misi le mani sui piedi del Crocifisso. Improvvisamente avvertii un
forte colpo di vento che scosse la croce da una parte all'altra. In
quel momento nacque in me l'anelito al sacerdozio.
Non soffro
più di solitudine perché ho trovato Dio e Maria. Vengo
volentieri in pellegrinaggio in questo luogo a pregare per la mia
completa dedizione a Dio come sacerdote. Sempre più
chiaramente sento il desiderio di guidare gli uomini alla fede in
Dio".
Padre Petar Ljubicic
L'articolo è
tratto da "Medjugorje, un invito alla preghiera" n. 67