Messaggio del 25 gennaio 2008:Cari figli, con il tempo quaresimale voi vi avvicinate ad un tempo di grazia. Il vostro cuore è come terra arata ed è pronto a ricevere il frutto che crescerà nel bene. Figlioli, voi siete liberi di scegliere il bene oppure il male. Per questo vi invito: pregate e digiunate. Seminate la gioia e nei vostri cuori il frutto della gioia crescerà per il vostro bene e gli altri lo vedranno e lo riceveranno attraverso la vostra vita. Rinunciate al peccato e scegliete la vita eterna. Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Due guarigioni straordinarie - Eco di Medjugorje nr. 73
Una guarigione straordinaria. Verso mezzogiorno del 5
maggio si presentò all'ufficio parrocchiale una pellegrina
della Sardegna (ITALIA), Giovanna Spanu. Era accompagnata da due
amiche le quali cominciarono a raccontare con molta emozione
l'esperienza della loro amica Giovanna. Giovanna era affetta da
sclerosi a placche fin dal 1970. S'era ridotta a non essere più
in grado di muoversi da sola, aveva perduto l'equilibrio, si sentiva
insicura. Inoltre spesso aveva delle crisi terribili, proprie di
questa malattia. Il giorno prima, 4 maggio, aveva incontrato la
veggente Vicka e dopo aver pregato insieme con lei, con l'aiuto delle
sue amiche pote salire sul Podbrdo. E lì, sul luogo delle
apparizioni, Giovanna sentì una virtù straordinaria nel
proprio corpo, si alzò da sola e ancora da sola, anche se un
po' insicura, se ne tornò dal Colle senza bisogno di essere
aiutata. Ora è qui, in persona, per testimoniare la propria
esperienza. Dice di sentirsi bene. Fiduciosa nell'aiuto della Madonna
e nella sua intercessione, se ne torna a casa col cuore pieno di
riconoscenza, anche se si sente come frastornata per ciò che
le era successo. Il suo gruppo intanto lodava Dio e lo ringraziava
per tutto quello che aveva compiuto.
Una dottoressa di
Bologna. Aveva un cancro e dovevano operarla a 5 vertebre; doveva
restare paralizzata. Pur venendo da una famiglia atea, era aperta,
disponibile: il 14 luglio doveva essere operata. Un'amica da
Medjugorje le aveva portato una bottiglietta di acqua benedetta. La
notte prima dell'operazione aveva dolori fortissimi da non resistere.
Si alza, trova la bottiglietta, fatica ad aprirla, ci riesce e ne
beve un sorso. Come ne beve, sente un cambiamento, poi avverte come
una mano dietro la schiena che la guarisce. Torna a letto e dorme. Il
giorno dopo si sente bene e non vuole farsi operare: era guarita. I
medici le chiedono che cosa ha bevuto. Analizzano il contenuto della
bottiglietta: è acqua. E giunta qui a Medjugorje per
ringraziare. La Madonna l'ha guarita e io ho detto: “Una goccia
d'acqua, nelle mani della Madonna, vale più di tutte le
medicine. Possiamo affidarci alla Madonna”. (P. Jozo)