Messaggio del 25 novembre 2004:Cari figli, in questo tempo vi invito tutti a pregare per le mie intenzioni.In modo particolare, figlioli, pregate per coloro che non hanno conosciuto l’amore di Dio e non cercano Dio Salvatore.Siate voi, figlioli, le mie mani tese; con il vostro esempio avvicinateli al mio cuore e al cuore di mio Figlio. Dio vi ricompenserà con grazie e ogni benedizione. Grazie per aver risposto alla mia chiamata. Una ragazza esperta di spiritualità scopre lo Spirito ... e i Sacerdoti! - Eco di Medjugorje nr.78
Questo ha detto Galeazzi Daniela ai Sacerdoti del Ritiro: “Questa
è stata la mia prima esperienza a Medjugorje Sono partita con
tanti bei discorsi nella mia testa, tante convinzioni, ho ricordato
le serate passate con gli amici dove parlavamo di spiritualità
in tutte le forme e in tutte le religioni. A forza di chiacchiere mi
ero convinta che in me la spiritualità fosse una cosa viva,
reale, mi sentivo superiore perché io avevo capito molte
cose.
Medjugorje ha distrutto tutto questo, mi ha mostrato il
vero volto dello Spirito, della spiritualità. Sono scoppiate
le mie contraddizioni, la mia confusione, mi sono sentita per un
momento persa. Ma non mi sono persa perché dopo il caos viene
l'ordine, la chiarezza. Ora so su che cosa di me stessa devo
lavorare, dove cambiare e cosa coltivare. Anche per quanto riguarda
la preghiera è stata un'esperienza nuova. 34 anni vissuti
lontano da Dio, dalla chiesa, dai preti, avevo tutto in forte
antipatia.
Qui ho pregato per la prima volta, non è
stato facile, anzi molto duro per me. Pregare per tutte quelle ore in
piedi, ascoltare tutte quelle prediche per non parlare poi della Via
Crucis: un vero tormento. Ho riso amaramente di me stessa, nello
scoprire i miei limiti, di quanto era facile retrocedere. E' stata
una sfida, forse la mia prima vera sfida. Ce l'ho fatta, sono
arrivata in cima come tutti. Posso dire che per poco, date le
difficoltà che avevo, sono riuscita a penetrare il senso della
preghiera, ne ho percepito la potenza, la forza. Questo non lo voglio
dimenticare, anche a casa voglio mettere il mio impegno a pregare.
Tutti dicono che sono una persona forte che ha molta energia e io
tutta questa energia l'ho solo sprecata, l'ho indirizzata verso ciò
che di più negativo un essere umano possa vivere.
Posso
dire di aver toccato il fondo, ho alimentato molto il senso di morte,
di buio nella mia vita. Ma ora sono felice perché sto vivendo
l'altra faccia della medaglia. Sto capendo che la vita è gioia
e la preghiera è la sua linfa. Ora vorrei dire una cosa che
mista molto a cuore, perché è stata anche questa una
conquista, una nuova comprensione di una dimensione sconosciuta e
tanto criticata. Il mio incontro con i sacerdoti. Prima di questa
esperienza avevo un'immagine del “prete” molto negativa,
per me era una persona, un funzionario qualunque, un qualcosa di non
ben definito, un qualcosa di lontano, incomprensibile. E qui la
grande scoperta. Ho visto che dietro a delle tonache nere c'erano
degli uomini, degli uomini che vivevano delle loro forze e delle loro
debolezze. Questa è stata una scoperta meravigliosa perché
ho sentito di amarli tutti, sentivo per tutti loro una grande
tenerezza. Loro mi hanno dato una grande forza nella Via Crucis dove
loro, con il doppio dei miei anni, pregando con calma, salivano per
questa collina e io dietro in un lamento continuo e poi... li
guardavo e riprendevo forza. Grazie, grazie tante a questi sacerdoti,
se non ci fossero stati forse sarebbe stato necessario inventarli.