Maria a Medjugorje Messaggio del 25 settembre 1989:Cari figli, vi invito a ringraziare Dio per tutti i doni che avete scoperto durante la vostra vita, anche per il dono più piccolo che avete percepito. Io rendo grazie insieme a voi, e desidero che tutti sentiate la gioia dei doni e che Dio sia tutto per ognuno di voi. Allora, figlioli, potrete crescere incessantemente sul cammino della santità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!


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Dal carcere: il perdono dato trasforma la vita - Eco di Maria nr.84

(...) Mi chiamo Claudio e sono attualmente detenuto nel carcere della Badia di Sulmona (...) Nel corso della mia giovane vita ho commesso tanti errori che — ora lo so — mi hanno allontanato dal Signore tanto da portarmi a subire una condanna a 23 anni di carcere. L’odio che portavo dentro, a causa di questi fatti e di tutte le ingiustizie subite, mi avevano indurito e incattivito e dopo sei anni di reclusione ero ormai senza speranze. L’unica mia speranza era la vendetta.

Ma nel settembre dell’88 ci viene comunicato che nella sala teatro del carcere c’è una manifestazione canoro—religiosa. Alle 16:30 mi sono recato nella sala senza particolari interessi o aspettative. C’era un gruppo di persone che, dopo una breve presentazione, hanno iniziato a cantare inni di lode a Dio e alla Madonna.

La cosa mi ha incuriosito. I canti erano intervallati da testimonianze di conversione. Ascoltando come uno di loro aveva incontrato il Signore, sono rimasto così sconvolto che ho iniziato a piangere a dirotto e, senza sapere come, mi sono trovato ad abbracciare questo fratello. Era crollato quel galeotto che io mi ero sempre sentito di essere. Gli incontri con il gruppo mariano di Sulmona sono cominciati ad essere regolari e così il mio cammino verso il Signore.

Ho appreso cose insospettate. Dio mi ama e vuole da me amore e mi dà gioia. Ma la gioia passa attraverso il perdono. Non avrei mai sospettato di poter ricevere tanta gioia, tanta pace, tanta sicurezza, tanta libertà.., dal perdono.

Ho cominciato a perdonare tutte le persone che mi avevano fatto del male cominciando dal magistrato che mi aveva dato i 23 anni ed al quale avevo giurato odio eterno e vendetta. L’ho incontrato, l’ho salutato, gli ho stretto la mano e gli ho offerto il caffè. Vi sembra poco? Ma per me è stata una vittoria che mi ha dato un’immensa gioia. Ho chiesto perdono a chi ho fatto del male anche se solo lievemente. La mia vita si è trasformata completamente. Ora non posso più fare a meno di lodare la Trinità e la Madonna in continuazione e sono giunto a ringraziare Dio perchè ha permesso che mi dessero 23 anni perchè altrimenti non l’avrei mai incontrato. Oggi io vivo in Lui e per Lui e sento che la mia vita deve essere preghiera.

Fratelli e sorelle in Gesù, il perdono è la medicina che il Signore mi ha dato ed io lo prego che la possa dare a tutti ed in particolare a chi non può essere qui presente perchè è in una casa di reclusione. Chiedo costantemente a Gesù che tutti quelli come me possano fare lo stesso mio cammino verso di Lui che è la vita e prego il Signore di portare al perdono quei 30 mila che sono come me in carcere.

Alla Badia ora diversi miei compagni lodano il Signore ed io lo ringrazio perchè Lui si serve di me per farsi conoscere in quel luogo di pena. Ed io, Claudio, posso solo dare a Dio le mie lodi e le mie preghiere, ma gli ho offerto anche la mia vita per la conversione dei detenuti. Ora rivolgo un appello a voi tutti: chiunque può recarsi in un carcere lo faccia perchè lì ci sono tante anime assetate di Dio; in Lui c’è salvezza e guarigione, perdono—perdono—perdono, gioia e libertà.
Claudio