Messaggio del 29 ottobre 1983:Vi dono il mio cuore: accettatelo! Non voglio procurarvi dispiacere ma, vi dico, non potrò restare sempre con voi. Tuttavia con il cuore sarò sempre con voi. Dovete pregare molto e non pensate che una giornata trascorsa senza la preghiera non sia una cosa grave. Dovete sforzarvi di pregare ogni giorno. La preghiera è l’unica via che porta alla pace. Se pregate e digiunate, tutto ciò che chiedete l’otterrete.
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Rajco e Ivanka, poi Vicka:Come dei giovani testimoniano la fede
“Uno sguardo ora a Ivanka. sempre più schiva. Parlai
con il suocero. Mi disse che hanno affidato a Ivanka la conduzione
della casa; per loro è una figlia. Da Milano —se non
sbaglio- è già arrivato tutto l'occorrente per il
nascituro. Raiko ha studiato per due anni medicina a Sarajevo
—difatti quando io fui nel settembre dell’85 ospite in
casa Elez sapevo che un figlio faceva l’università—
ma poi fu preso di mira dai professori per la crocetta che portava ai
collo,e allora, anziché rinunciare a testimoniare la sua fede,
rinunciò alla professione di medico. Ora lavora nel chiosco
che è del fratello come un qualsiasi dipendente.
Anche
Ivanka, mi raccontò una volta, interruppe gli studi per lo
stesso motivo. Un giorno un professore le strappò la catenina
con la croce che portava al collo e la gettò nel cestino delle
carte. Lei pianse, il professore si pentì e le diede una
manciata di denari perché ne comperasse un’altra, ma lei
preferì lasciare la scuola. Così pure Vicka, derisa per
la “sua Madonna” dai professori atei, non si presentò
agli esami di riparazione e rinunciò a prendersi un diploma
sia pure modestissimo. Se questi gesti da un lato rivelano il
carattere di questi ragazzi, dall’altro ti dicono il tono
irreligioso e antireligioso della scuola, per cui testimoniare la
propria fede vuol dire esporsi a qualsiasi angheria e ingiustizia. La
Madonna sapeva dove scegliersi i suoi angeli, portatori coraggiosi
dei suoi massaggi ” (Sr. Margherita)
Ben diverso il
trattamento riservato a Ivan militare: a Lubiana, in caserma, si
trovò benissimo: era amato dai compagni e al suo arrivo il
generale —certamente credente l’aveva chiamato per dirgli
che ricorresse a lui in qualsiasi necessità: forse non
prevedeva l’accoglienza fraterna dei commilitoni. Una tregua
inattesa negli affronti quotidiani che lui e i veggenti subiscono
dall‘inizio delle apparizioni. Ma di Ivan si sa che è
molto addolorato per lo stato della gioventù, specialmente
dopo il suo recente viaggio in Germania.