63 - LA MADONNA
RACCONTA LA SUA VITA
Janko:
Vicka, almeno noi che vi siamo vicini, sappiamo che la Madonna vi ha raccontato
la sua vita, raccomandandovi di scriverla.
Vicka: Questo è esatto. Che cosa vorresti sapere?
Janko: Vorrei che mi dicessi qualcosa di più particolare.
Vicka: Va bene. Ti sei abituato ormai! Su, fammi delle domande.
Janko: D'accordo. Dimmi allora: a chi la Madonna ha raccontato la sua vita?
Vicka: Per quanto ne so io, a tutti tranne a Mirjana.
Janko: L'ha raccontata a tutti nello stesso tempo?
Vicka: Non saprei esattamente. Penso che con Ivan abbia incominciato un
po' prima. Con Maria ha fatto diversamente.
Janko: Da che cosa lo deduci?
Vicka: Beh, a lei la Madonna non raccontava la sua vita quando le appariva
a Mostar [là imparava il mestiere di parrucchiera], ma solo quando era
a Medjugorje.
Janko: Come mai?
Vicka: È stato così, come ha voluto la Madonna.
Janko: D'accordo. Ho interrogato ciascuno di voi cinque su questo. Vuoi
che io sia più preciso?
Vicka: Come no! Mi piace se parli tu il più possibile; dopo è
più facile per me.
Janko: Ecco, questo. Secondo quanto dice Ivan, la Madonna ha incominciato
a raccontargli la sua vita il 22 dicembre 1982. Dice che gliel'ha narrata in due
periodi e che ha smesso di raccontargliela il giorno di Pentecoste, il 22 maggio
1983. Invece con voi altri ha incominciato a raccontarla il 7 gennaio 1983. A
Ivanka l'ha raccontata ogni giorno, fino al 22 maggio. Invece col piccolo Jakov
ha smesso un po' prima; ma lui, non so perche', non ha voluto dirmi la data precisa.
Con Maria ha smesso il 17 luglio [1983]. Con te poi, come sappiamo, la cosa è
diversa. Ha iniziato a raccontarla a te insieme agli altri, il 7 gennaio 1983;
ma poi, come dici tu, a te continua ancora a raccontarla. Invece con Maria l'ha
fatto in un modo particolare.
Vicka: Qualcosa Maria me l'ha raccontato, ma non mi è del tutto
chiaro.
Janko: A lei l'ha raccontata soltanto quando era presente con voi, alle
apparizioni in Medjugorje. Invece durante le apparizioni che le faceva a Mostar,
e che di solito avvenivano nella chiesa francescana, la Madonna soltanto pregava
con lei, per la conversione dei peccatori. Faceva questo e nient'altro. Durante
le apparizioni a Medjugorje, prima le raccontava in breve tutto quello che aveva
detto a voi quando lei non c'era; solo dopo continuava a narrarle la sua vita,
insieme a voi.
Vicka: Che possiamo farci! La Madonna ha i suoi piani e fa i suoi conti.
Janko: D'accordo. Ma la Madonna vi ha detto perché fa così?
Vicka: Beh, sì. La Madonna ci ha detto di fissare bene nella memoria
quanto ci diceva e di scriverlo. E che un giorno avremmo potuto raccontarlo anche
agli altri.
Janko: Vi ha detto pure di scriverlo?
Vicka: Sì, sì. Ci ha detto anche questo.
Janko: Ivan afferma che a lui ha detto che non deve scrivere, ma lui ha
annotato ugualmente quello che era più importante. E chissà cos'è.
Vicka: Bene, è affar suo. Ivanka invece ha scritto tutto in un modo
particolare.
Janko: Ivanka dice che è stata la Madonna a suggerirle una scrittura
particolare, cifrata, e lei ha scritto tutto in questo modo. Questo per me è
molto interessante. Più volte ho cercato di scoprire in qualche modo questo
metodo, ma non ci sono riuscito. Ho pregato Ivanka di farmelo vedere almeno da
lontano, ma mi ha risposto che la Madonna non le permette neppure questo. Dice
che non sa neanche se un giorno glielo permetterà e che cosa alla fine
la Madonna farà di tutto questo.
Vicka: Che possiamo farci? A suo tempo la Madonna provvederà a tutto.
Janko: Sono d'accordo in questo. Ma è strano invece che la Madonna
a te continui ancora a narrare la sua vita.
Vicka: Beh, è vero. È una cosa che riguarda solo lei; neppure
io ne capisco il motivo, ma la Madonna sa quello che fa.
Janko:. Fino a quando durerà questo racconto?
Vicka: Non so neppure questo. Ho osato chiederlo alla Madonna, come mi
avevi suggerito tu, ma lei ha soltanto sorriso. Non lo chiederei facilmente una
seconda volta...
Janko: Non devi proprio chiederglielo più. Vorrei sapere piuttosto
se scrivi ogni giorno quello che ti dice.
Vicka: Sì, proprio ogni giorno.
Janko: Hai scritto anche quello che ti ha detto quando ti è apparsa
nel treno, dopo Banja Luka?
Vicka: No, no. Quella volta non mi ha raccontato niente della sua vita.
Ti ho fatto vedere anche il quaderno dove scrivo.
Janko: Sì, ma solo da lontano e la copertina! Solo per stuzzicarmi
con quel quaderno...
Vicka: Beh, che posso farci? Più di così non mi è
permesso.
Janko: Cosa sarebbe successo se tu me lo avessi dato in mano?
Vicka: Non lo so. A questo non penso minimamente e sono sicura di non sbagliarmi.
Janko: Ritieni invece che un giorno ti sarà permesso di darlo?
Vicka: Penso di sì; lo farò di sicuro. E ti ho promesso che
tu sarai il primo a cui lo farò vedere.
Janko: Se sarò vivo!
Vicka: Se non sarai vivo, non ti servirebbe neppure.
Janko: Questa è una battuta intelligente. Devono esserci scritte
delle cose interessanti. E’ una cosa che continua con te da 350 giorni;
ogni giorno un pezzo; quindi una lunga fila di brani!
Vicka: Non sono una scrittrice. Ma vedi, tutto quello che ho saputo l'ho
scritto come ho potuto.
Janko: Hai da dirmi qualche altra cosa al riguardo?
Vicka: Per adesso no. Ti ho detto tutto quello che ti potevo dire.
Janko: Ah, sì. C'è ancora una cosa che mi interessa.
Vicka: Quale?
Janko: Che cosa domandi alla Madonna ora che lei, come dici tu, ti parla
solo della sua vita?
Vicka: Beh, le chiedo che mi spieghi alcune cose.
Janko: Ci sono anche delle cose poco chiare?
Vicka: Certo che ce ne sono! Per esempio: lei mi spiega qualcosa usando
un paragone. E non mi è sempre tutto chiaro.
Janko: Accade anche questo?
Vicka: Beh, sì. Anche più volte.
Janko: Ne uscirà allora qualcosa di veramente interessante!
Vicka: Forse sì. Solo che dobbiamo avere pazienza, fino a quando
lo si potrà conoscere. [Il racconto a Vicka, iniziato il 7 gennaio
1983, è continuato fino al 10 aprile 1985].
64 - LE DOMANDE FATTE ALLA MADONNA.
Janko:
Vicka, sappiamo tutti che voi veggenti, fin dall'inizio, vi siete permessi di
fare delle domande alla Madonna. E avete continuato a farne fino ad oggi. Potresti
ricordarti che cosa le avete domandato più spesso?
Vicka: Ma, le abbiamo domandato di tutto, tutto quello che ci veniva in
mente. E poi quello che gli altri ci suggerivano di chiederle.
Janko: Spiegati con più precisione.
Vicka: L'abbiamo già detto che all'inizio chiedevamo chi era lei,
che cosa voleva da noi veggenti e dalla gente. Ma chi potrebbe ricordare tutto?
Janko: Va bene, Vicka, ma io non ti lascerò così facilmente
in pace.
Vicka: Ne sono convinta. Allora fammi delle domande e se ne sono in grado
ti rispondo.
Janko: So che voi veggenti non eravate sempre insieme. Chi a Sarajevo,
chi a Visoko e chi ancora a Mostar. Chi può sapere tutti i posti in cui
vi siete trovati! E anche chiaro che non domandavate le stesse cose alla Madonna.
Perciò da questo momento le risposte che ti chiedo riguardano solo te.
Vicka: Anche quando siamo insieme non domandiamo le stesse cose. Ognuno
fa le sue domande, secondo i compiti. Ti ho già detto di chiedermi solo
quello che riguarda me; quello che posso e che mi è permesso dirti, te
lo dico.
Janko: Va bene. Tu non puoi rispondere a tutto.
Vicka: Sì, questo lo sappiamo tutti. Quante volte anche tu hai fatto
alla Madonna delle domande per mezzo mio, ma volevi che lo sapessimo solo noi
due. Come se non te lo ricordassi!
Janko: Va bene, Vicka. Questo mi è chiaro. Allora incominciamo.
Vicka: Parla pure; te l'ho già detto.
Janko: Per prima cosa dimmi questo. All'inizio, voi chiedevate spesso se
la Madonna vi avrebbe lasciato un segno della sua presenza a Medjugorje.
Vicka: Si, lo sai bene. Va' pure avanti.
Janko: La Madonna, vi ha risposto subito al riguardo?
Vicka: No. Tu sai sicuramente anche questo, ma ti rispondo lo stesso. Quando
glielo chiedevamo, all'inizio lei semplicemente scompariva oppure iniziava a cantare.
Janko: E voi glielo chiedevate di nuovo?
Vicka: Sì, ma non domandavamo solo questo. Quante domande le abbiamo
fatto! Tutti ci suggerivano qualcosa da domandare.
Janko: Non proprio tutti!
Vicka: Tutti no. Hai domandato qualcosa anche tu?
Janko: Sì, debbo riconoscerlo.
Vicka: Beh, ecco, vedi! Quando la gente ha cominciato a farlo, molti suggerivano
domande: qualcosa per loro personalmente, qualcosa per i loro cari; soprattutto
per gli ammalati.
Janko: Una volta mi hai raccontato che la Madonna vi ha detto di
non domandarle di tutto.
Vicka: Non una volta sola, ma molte volte. Una volta l'ha detto anche a
me personalmente.
Janko: E voi seguitavate a farle domande?
Vicka: Lo sanno tutti: sì, che continuavamo.
Janko: Ma non si irritava la Madonna con questo?
Vicka: Macché! La Madonna non si sa irritare! Te l'ho già
detto.
Janko: Certamente ci saranno state domande strambe o poco serie.
Vicka: Certo. Ce n'erano di tutti i generi.
Janko: E la Madonna vi rispondeva?
Vicka: Ti ho già detto di no. Faceva finta di non sentire. Qualche
volta incominciava a pregare o a cantare.
Janko: E andavate avanti così?
Vicka: Si, sì. Solo che mentre ci spiegava la sua vita nessuno poteva
farle qualche domanda.
Janko: Ve l'ha impedito lei?
Vicka: Sì, ce l'ha detto lei. Ma non c'era nemmeno il tempo per
fare delle domande: appena arrivava, ci salutava e incominciava la narrazione.
Tu non puoi interromperla per fare delle domande! E appena finiva, continuava
a pregare, poi ci salutava e se ne andava. Perciò, quando potevi farle
delle domande?
Janko: Forse era un bene per voi. Credo che quelle domande vi avevano già
stancato.
Vicka: Si, come no? Prima, lungo il giorno, la gente ti affatica con domande:
su, chiedile questo, chiedile quello... Poi ancora dopo l'apparizione: glielo
hai chiesto? cosa ti ha risposto? e così via. Non si finiva mai. E non
ti puoi neppure ricordare di tutto. Cento pasticci: c'è chi ti scrive un
letterone e dentro c'è una sola domanda... Specialmente quando è
scritto in cirillico [carattere più difficile da leggere, specie se scritto
a mano], o con una calligrafia illeggibile. Si fatica e basta.
Janko: Vi sono arrivate lettere in cirillico?
Vicka: Ma come no! E con una calligrafia orribile. Ad ogni modo, se riuscivo
a leggerle, io domandavo proprio alla Madonna quello prima del resto.
Janko: Va bene, Vicka. E così è continuato fino ad oggi.
Vicka: Te l'ho già detto. Quando la Madonna parlava ad uno di noi
della sua. vita, allora quello non poteva domandarle niente.
Janko: Questo già lo so. Ma vorrei sapere se c'è stato qualcuno
che, con qualche domanda, ha voluto mettervi alla prova o farvi cadere in un tranello.
Vicka: Come se fosse accaduto una volta sola! Qualche volta la Madonna
ci ha indicato alcune persone per nome e ci ha detto di non badare alle loro domande,
o semplicemente di non rispondere niente. Padre mio, se non avessimo fatto così,
chissà dove saremmo andati a finire! Noi siamo ancora ragazzi; e poi ragazzi
poco istruiti e inesperti. Comunque, non vorrei fermarmi più su questo
argomento.
Janko: D'accordo. E grazie anche per quello che hai già detto.
Dimmi piuttosto come la pensi: fino a quando potrete rivolgere delle domande alla
Madonna?
Vicka: Finché ce lo permette.
Janko: D'accordo. Grazie ancora una volta.
65 - LE PREGHIERE SUI MALATI.
Janko:
Vicka, tutti noi che conosciamo gli attuali fatti di Medjugorje sappiamo già
che voi veggenti pregate in particolare per i malati.
Vicka: E con questo?
Janko: È una cosa che io so già, ma sicuramente sono in molti
gli interessati a sapere come siete arrivati a fare questo.
Vicka: Beh, padre mio, è una cosa che in qualche modo fa parte del
messaggio della Madonna. Tante volte lei ci ha parlato di questo. Più volte
ha pregato insieme a noi per i peccatori e per i malati. Solo che, e questo sappilo
bene, lei non comanda che si preghi per i malati, invece per i peccatori lo ordina
proprio.
Janko: E voi adesso pregate per i malati senza di lei?
Vicka: Sì, certo! Questo è un dovere sia nostro che vostro.
Janko: Bene. Come sappiamo, la preghiera in comune sopra i malati viene
sempre fatta da uno o più sacerdoti, e voi assistete soltanto. È
così?
Vicka: Sì, questo lo sappiamo tutti. Come dite voi, sono preghiere
fatte a nome della Chiesa. Dopo noi preghiamo su alcuni malati singolarmente.
Janko: Sopra quali?
Vicka: Sopra i più gravi. Particolarmente sopra quelli che stanno
in carrozzella.
Janko: In realtà, che cosa chiedete per ognuno di questi malati?
Vicka: Se si prenota prima e ne esprime il desiderio, preghiamo insieme
a lui per quello che lui desidera.
Janko: Che cosa, per esempio?
Vicka: Ecco. Preghiamo perché ottenga la pazienza; poi perché
il Signore e la Madonna fortifichino la sua fede; perché lo aiutino nella
malattia; e così via.
Janko: Pregate anche per la sua guarigione?
Vicka: Preghiamo anche per questo, se è volontà di Dio.
Janko: Bene, Vicka. Ho assistito più volte alle vostre preghiere
sopra i singoli malati. Per me è una cosa molto bella e commovente; ponete
le mani sul capo del malato e pregate, con gli occhi chiusi. Ora vorrei sapere
che preghiere dite esattamente in quel momento.
Vicka: Sopra ogni malato, prima recitiamo il Credo, poi sette Padre, Ave
e Gloria.
Janko: Sopra ogni malato?
Vicka: Sì, sì. Sopra ciascuno.
Janko: E poi?
Vicka: Dopo preghiamo con parole nostre, spontaneamente. Secondo come ci
ispira il malato o secondo quello che lui desidera.
Janko: Fate tutto questo sopra ogni malato?
Vicka: Sì, sopra ognuno.
Janko: E per questo che dura così a lungo!
Vicka: Beh, è logico che duri. Si deve anche un po' parlare con
il malato, cercare un po' di confortarlo. Diventa lungo soprattutto al sabato
e alla domenica; spesse volte dura fino a sera.
Janko: Questo logicamente vi stanca. Ma dato che le cose avvengono così,
la Madonna vi aiuta e ce la fate. È un'opera buona. Piuttosto ora mi interessa
un'altra cosa.
Vicka: Lo so che sono tante le cose che interessano a te! Su, parla.
Janko: Mi interessa veramente sapere se tu, per esempio, durante la preghiera,
hai notato che in qualche malato si verifichi qualche cosa di nuovo.
Vicka: Come no! L'ho notato tante volte.
Janko: Cosa e come te ne accorgi?
Vicka: Beh, sento e vedo che il malato si comporta diversamente. Qualcuno
incomincia subito a ringraziare Dio. Oppure incomincia a parlare di questo a noi.
Janko: - Durante questa preghiera, tu senti qualche cosa in te stessa?
Vicka: Sento come se dal malato, attraverso le mie mani, passasse qualcosa,
come un fluido. Non saprei definire di che si tratta. Forse è l'umore che
cambia nel malato. Chissà? Non mi è chiaro.
Janko: Qualche malato, non vi ha mai ringraziato per le preghiere?
Vicka: Ma come no! Alcuni subito lì in chiesa, perché desiderano
parlare con noi. Altri vorrebbero baciarci. Altri ancora incominciano a piangere.
Capitano tante cose! Alcuni ringraziano per lettera. E così via.
Janko: Sicuramente tutto questo vi farà piacere.
Janko: È vero. Puoi immaginarti quanto si è contenti quando
si riesce a rallegrare qualcuno!
Janko: E ancora ti aspetti la ricompensa da Dio?
Vicka: Beh, sì; anche questo!
66 - MISTERIOSA FORZA DI RICHIAMO.
Janko:
Vicka, uno dei segni più evidenti e più interessanti dell'apparizione
della Madonna, secondo me e secondo molti, è il mistero di chi e come,
fin dal primo giorno, radunava tanta gente su quel vostro colle così scomodo,
pieno di pietre e di spine. Quello era anche il periodo in cui ci sono serpenti
velenosi; eppure la gente stava ore e ore ad aspettare e pregare, anche se non
vedeva e non sentiva niente, tranne quello che le dicevate voi. Tu cosa ne pensi
di questo fatto?
Vicka: Cosa posso pensare? Se non lo capisci tu, come posso capirlo io?
So una cosa, che noi non invitavamo nessuno. Mi sembra di avertelo già
detto, che noi avremmo preferito che tutta quella gente non ci fosse stata. Invece
la gente accorreva sempre più numerosa.
Janko: Va bene. Ma prova a dirmi almeno qualcosa, anche se non la indovini:
chi chiamava la gente?
Vicka: Io credo la Madonna. Chi altri avrebbe potuto farlo?
Janko: Va bene, è stata la Madonna. Ma questo non risponde alla
mia domanda.
Vicka: Eh, padre mio: tu lo sai meglio di me e lo chiedi a me?
Janko: Vicka, io veramente desidero una spiegazione da te. Non ha importanza
se indovini o no quella giusta.
Vicka: Ma, ti ho detto quello che sapevo. La Madonna ha teso i suoi fili
e ha raggiunto la gente.
Janko: Come ha fatto?
Vicka: Lo sa solo lei. È come quando parla con noi: nessun altro
la sente al di fuori di quelli che vuole lei. Così è stato anche
per questo. Io so soltanto che già al quarto giorno delle apparizioni,
lassù in mezzo a quei cespugli spinosi, c'erano sette otto mila persone,
come si diceva. Invece il quinto giorno, di domenica, dicono che ce n'erano più
di quindicimila.
Janko: Va bene, Vicka; questo lo so anch'io. Ma ancora non abbiamo chiarito
come questo è accaduto. Ecco, anche adesso si racconta che la Madonna appare
in varie parti, ma la gente non ci va.
Vicka: Ma caro Janko, bisogna sapere che Medjugorje è proprio Medjugorje.
La Madonna è apparsa qui in un modo tutto speciale. Da nessuna parte era
apparsa così. E nemmeno apparirà! Ce l'ha detto più volte.
Janko: Va bene. Ma ancora molti non lo sanno e non vogliono riconoscerlo.
Infatti è misterioso capire chi raduna e alimenta questo fiume di pellegrini,
che ha già superato vari milioni. Ed è un afflusso che non solo
non diminuisce, ma di giorno in giorno aumenta e si purifica. Allora non dobbiamo
meravigliarci se quasi nessuno riesce a capirlo.
Vicka: Arriverà il momento quando tutti capiranno. Che il Signore
ci dia la salute e lo vedremo.
Janko: Pensi forse al Segno della Madonna?
Vicka: Ce ne saranno di segni... Ma non parliamone adesso. Abbiamo finito
su questo argomento?
Janko: Abbiamo finito se abbiamo detto tutto. Veramente questa cosa non
me l'hai chiarita bene.
Vicka: Lo so che a te non basta mai. Te l'ho già detto una volta
chi è soprattutto che raduna la gente.
Janko: Beh: e perché non me lo ripeteresti anche adesso?
Vicka: Va bene; se lo vuoi, te lo ripeto.
Janko: Dillo. Perché hai paura?
Vicka: Penso che la voce sulle apparizioni di Medjugorje, oltre che dalla
Madonna stessa, sia stata maggiormente diffusa proprio da quelli che la volevano
soffocare. La Madonna è stata più furba di loro! Ecco, rifletti
ora. Chi avrebbe potuto parlare della Madonna di Medjugorje a coloro che vivono
ai confini della Serbia? Ma adesso basta; non dobbiamo occuparci più di
questo. È importante che si sia saputo della Madonna e del suo messaggio
in tutto il mondo. Per il resto se ne occuperà sempre la Madonna. Il nostro
dovere è di pregare e poi pregare. Pregare quanto più ci è
possibile e basta.
Janko: Vicka, questa è buona! Lasciamo che sia la Madonna ad attirare
i fedeli.
Vicka: E non aver timore!
Janko: D'accordo. Più avanti, ritornerò a riflettere ancora
una volta su questo. [Vedi conclusione: Un fiume che scorre ancora].
Vicka: Puoi farlo. Sono cose che tu capisci meglio di me.
Janko: Lo farò, anche se non so come andrà a finire.
67 SACRIFICI DELLA GENTE E RICONOSCENZA DELLA MADONNA
Janko: Vicka, quando si guarda indietro per una trentina di mesi, ci vengono
in mente spontaneamente alcuni pensieri sugli avvenimenti e sui fedeli della parrocchia
di Medjugorje. E’ chiaro che adesso nessuno può penetrare in tutto
quello che è successo nei cuori e nelle case di questa gente. Ma ci sono
alcune cose che si impongono da sole ad ogni occhio limpido e ad ogni cuore aperto,
tanto che non si può passare accanto ad esse senza esserne colpiti; in
una parola, senza fermarsi davanti a queste cose e per lo meno meravigliarsene.
Così sfilano davanti a noi tutte quelle emozioni, stupori, paure e speranze,
cominciando da quel pomeriggio del 25 giugno 1981. Allo stesso modo sfilano davanti
a noi interminabili colonne di gente, sudata e assetata, in mezzo ai cespugli
del vostro Podbrdo. La gente poi scendeva giù verso le vostre case, desiderosa
d'amore e di tutto quello che serviva a rinfrescare il cuore; desiderosa dell'amore
e del conforto sia di Dio che degli uomini. Lo so, Vicka, che noi, strada facendo,
abbiamo già parlato di queste cose; ma non abbiamo ancora dato un'occhiata
nell'animo della gente. Come pure non abbiamo ancora cercato di capire che cosa
questa gente viveva e sperimentava dentro di sé, lungo tutto questo tempo.
Perché paura e speranza si sono mescolate continuamente. E non solo quando,
indipendentemente dal tempo, si vigilava sui monti e sui crocicchi, ma anche quando
ci si raccoglieva nelle case con l'insicurezza che permeava sempre questa gente.
Vicka: E se la Madonna non l'avesse confortata e custodita...
Janko: Lo so. La Madonna la custodiva e incoraggiava con la sua forza e
i suoi segni. Ma nonostante questo, non è stato facile sopportare tutte
le prove che la gente ha incontrato. Sai che a un certo punto era proibito perfino
fare opere buone, benché la popolazione fosse disposta a dividere tutto
quello che aveva con i pellegrini e con chiunque arrivava.
Vicka: Lo so, lo so. Perciò la Madonna ha benedetto questa gente
in maniera speciale.
Janko: Ti ricordi di qualche occasione in particolare?
Vicka: La Madonna ci ha parlato più volte di queste cose.
Janko: Che cosa vi ha detto?
Vicka: Ha detto che lei benedice e ringrazia la gente per tutto quello
che fa per le persone che vengono da fuori e per i pellegrini, in occasione del
primo anniversario della sua apparizione. Più volte ha parlato in questo
modo.
Janko: Bene. Vediamo un po' com'erano i vostri sacrifici.
Vicka: Ma di questo abbiamo già parlato un'altra volta.
Janko: Sì e no. Chi ha potuto ricordare realmente i doni e i sacrifici
che questa gente ha offerto a Dio e alla Madonna, con il digiuno e la preghiera?
E questo è stato il dono più grande che questa popolazione poteva
offrire agli altri. In realtà questi sacrifici hanno dato origine a quell'interminabile
fiume di pellegrinaggi, di alcuni milioni di persone, che anche in questo modo
hanno trovato a Medjugorje quel Dio di cui erano assetate e affamate le loro anime.
Vicka: Tutto questo, padre, lo esponi molto bene ed è bello.
Janko: Potrei aggiungere qualche altra cosa, ma forse ci ritornerò
sopra per conto mio [ossia nella conclusione]. Invece vorrei che qui
ritornassimo a parlare dei sacrifici visibili, che si notavano subito.
Vicka: Sì, va bene. Tanto sei tu che guidi il dialogo.
Janko: Beh, ecco. Vorrei che dicessimo qualcosa di più preciso riguardo
ai sacrifici, quelli più visibili, per esempio quelli affrontati nelle
vostre case da parte di voi che ci abitate.
Vicka: Ma di questo ne abbiamo già parlato da qualche parte.
Janko: Si, ma riparliamone lo stesso.
Vicka: Va bene. Tu di cose ne sai abbastanza, ma nessuno è in grado
di descriverle. Macché! Solo che questo adesso non è nemmeno importante.
Noi non l'abbiamo certo fatto perché poi se ne parlasse.
Janko: Lo so. Ma vorrei che se ne ricordasse qui almeno qualcosa.
Vicka: Va bene, se lo desideri. Incomincia tu.
Janko: D'accordo. Dimmi, ad esempio, se c'erano dei giorni in cui nessuno
di fuori veniva da voi.
Vicka: Ci sono stati dei giorni in cui nessuno ha pernottato, ma non ce
ne sono stati di quelli in cui non sia venuto nessuno.
Janko: Ci sono state delle giornate in cui è venuta una persona
sola?
Vicka: Penso di no. Ma c'erano dei giorni in cui le persone che venivano
erano venti o trenta; anche di più. Dalla mattina alla sera!
Janko: Va bene. Offrivate loro qualcosa?
Vicka: Si, a tutti. Dipendeva dall'ora in cui venivano. Naturalmente c'erano
di quelli che non prendevano niente, ma era nostro dovere di offrire.
Janko: So che accoglievate pure delle persone per pernottare.
Vicka: Si, certo. Lo hanno fatto anche gli altri. Noi abbiamo ospitato
anche per i periodi più lunghi.
Janko: Pensi a quella bambina malata?
Vicka: Anche a quella. Lei l'abbiamo tenuta e accudita nella nostra casa
per vari mesi. Ma non voglio parlare di questo.
Janko: Va bene. Non lo facevate solo voi. Conosco alcune famiglie che non
vogliono neppure essere nominate e che in questi trenta mesi hanno offerto l'alloggio
per oltre mille notti, a diverse persone, per lo più sconosciute.
Vicka: E non solo l'alloggio!
Janko: Sì, si: non solo l'alloggio. Almeno altrettanto in pranzi
e cene. Per non parlare delle bevande e delle ore di riposo sacrificate per loro.
Vicka: Specialmente quest'anno, la Madonna ha ringraziato questa gente
per i loro sacrifici in occasione della santa messa a Krizevac.
Janko: Questo lo abbiamo sentito. Veramente anche il popolo si è
sacrificato in modo straordinario. Conosco di nome un uomo che per quel giorno
aveva preparato in abbondanza acqua e altre bevande. [Nel settembre 1983,
ricorreva il 50° anniversario da quando era stata eretta la croce; si pensa
che alla messa celebrata là per l'occasione, siano state presenti più
di 100.000 persone]. Inoltre ha preparato anche uva, angurie, perché
quelli che passavano ne potessero prendere e ristorarsi, senza nemmeno chiederlo.
La sua casa è situata sulla strada ed è stata molto comoda a tanti...
Vicka: Non ha fatto così solo lui.
Janko: Lo so. Ma lui mi è rimasto più impresso perché,
proprio in quella occasione, sono passato anch'io davanti a casa sua. Perciò
la Madonna non benediceva questa gente senza ragione.
Vicka: E la sua benedizione è. grande!
Janko: Beato colui che se l'è meritata.
68 - INCONVENIENTI RIGUARDO ALLA SUA SALUTE .
Janko:
Alla fine di questi nostri colloqui, Vicka, ti domanderò qualcosa che
probabilmente non ti farà piacere. Ma desidero farlo.
Vicka: Chissà di che cosa si tratta adesso!
Janko: Niente di importante né di particolarmente nuovo. Forse
ne so anche troppo, ma ci sono degli aspetti che non mi sono chiari.
Vicka: Chiedi, non aver paura!
Janko: Bene. Sono al corrente del fatto che tu, negli ultimi quindici
mesi, hai avuto vari problemi di salute.
Vicka: Si, ne ho avuto. Ma che c'entra questo?
Janko: La cosa che mi è poco chiara è per quale motivo
tu sei stata e sei tuttora così poco attenta a te stessa; come se tu
avessi cercato questi tuoi guai! Sei rimasta sorda a tutti i richiami dei tuoi
familiari e particolarmente ai miei richiami.
Vicka: Sì, è vero. Ma tu sai che ognuno di noi ha la sua
testa; quindi ce l'ho anch'io. Forse la mia è un po' più dura
di quella degli altri. Malgrado tutto, non ho cercato i miei guai; me li ha
regalati qualcun altro!
Janko: Chi altro?
Vicka: Lo sai meglio di me. Vuoi solo che io adesso te lo spieghi.
Janko: Perché no? Dimmi qualcosa, visto che hai già cominciato.
Vicka: Che ti posso dire? Sai bene chi è che guida la vita umana.
Una volta sei stato proprio tu a istruirmi in questo.
Janko: Pensi a Dio?
Vicka: Certo. E chi altrimenti? Ma io adesso non vorrei dirne di più.
Janko: Come vuoi, Vicka. Tuttavia ti ho già detto che ci sono
delle persone, anche alcuni sacerdoti, che qualche volta dicono: «Ma dov'è
la Madonna? Perché non aiuta Vicka?».
Vicka: L'ho sentito anch'io, ma a te l'ho già detto che
alla Madonna non ho mai rivolto neppure una parola per domandarle che mi liberi
dai miei guai.
Janko: E perché?
Vicka: Questo lo sappiamo la Madonna ed io. A voi altri è una
cosa che non vi deve interessare.
Janko: Dimmi lo stesso qualcosa al riguardo.
Vicka: Che vuoi che ti dica?
Janko: Qualcosa che possa essere utile anche a noi.
Vicka: Caro padre, sai tutto questo almeno quanto lo so io. Allora che
cosa vuoi che ti dica?
Janko: Eppure, sarebbe bene che tu mi dicessi qualcosa...
Vicka: Lo vedi come sei testardo anche tu. Non vuoi mollare!
Janko: Beh, se proprio ti costa tanto...
Vicka: Non è che mi costi proprio eccessivamente! Ti ho già
detto che la Madonna, riguardo alle mie infermità, mi ha sempre confortato
e incoraggiato con un'amorevolezza particolare. Mi è apparsa ogni giorno
e mi si è mostrata sempre particolarmente lieta. In quei momenti dimenticavo
completamente i miei guai.
Janko: Durante queste apparizioni, ti sei sempre alzata dal letto?
Vicka: L'ho fatto, ma lei mi ha detto che non era necessario.
Janko: Tu dici che la Madonna ti ha confortato.
Vicka: Ti basta vederla e sei già consolato!
Janko: Ti ha detto qualcosa in particolare?
Vicka: Scusami, ma non essere così curioso.
Janko: Non si tratta solo di curiosità. Sarebbe bello che tu mi
dicessi qualche altra cosa.
Vicka: Te l'ho già detto che anche tu sei abbastanza testardo.
E ti ho già riferito come la Madonna mi ha insegnato a offrire al suo
Figlio tutte le mie sofferenze, per la conversione dei peccatori. Che altro
potrei dirti? Ecco, mi ha detto spesso che tutto questo passa presto, ecc. Ti
basta? Sei contento adesso?
Janko: Sì, Vicka, ti ringrazio. In una certa misura sapevo già
tutto questo. Ma è diverso quando lo sento dire dalla tua bocca. È
vero; la Madonna ti ha guidato per questa strada, ma non tutti hanno avuto questo
privilegio.
Vicka: Non lo so.
Janko: Lo so io! Infatti una di voi veggenti qualche tempo fa è
stata colpita da un forte dolore all'orecchio; si trattava di un male piuttosto
noioso, da cui si guarisce con difficoltà e lentamente.
Vicka: Cosa vuoi dire con questo?
Janko: Volevo dirti che lei, in questa situazione, si è comportata
diversamente da come ti comporti tu con i tuoi guai.
Vicka: E come si è comportata?
Janko: Quando i suoi genitori hanno notato che essa soffriva troppo,
le hanno detto di recarsi dal medico; e gliel'ho detto anch'io.
Vicka: E c'è andata?
Janko: No. Un po' più tardi mi ha confidato che ha ragionato così:
Ma a che cosa mi serve il medico! Io ce l'ho già il mio medico».
Si è rivolta alla Madonna e l'orecchio le è tornato normale.
Vicka: Bene. Ringraziamo Dio che è andata così.
Janko: Si, ringraziamo Dio. Ma ringrazio anche te per i chiarimenti che
mi hai dato.
69 - UNA GIORNATA DI VICKA.
Janko:
Vicka, è facile immaginare che qualcuno, se per caso ascolterà
o leggerà questo nostro così lungo dialogo, si ponga la seguente
domanda: come vive e trascorre le sue giornate questa ragazzina che ora è
una ragazza?
Vicka: Forse. È possibile che uno possa domandarselo.
Janko: Dimmi allora qualcosa al riguardo.
Vicka: Già che abbiamo parlato di tutto, possiamo dire qualcosa
anche di questo. Ma dato che tu sai le cose, puoi parlarne tu.
Janko: E tutt'altra cosa quando racconti tu, Vicka.
Vicka: Va bene; allora facciamo in modo che qualcosa lo dico io e qualcosa
lo dici tu.
Janko: Possiamo anche fare così. Dimmi intanto a che ora ti alzi
alla mattina.
Vicka: A seconda. Dipende dal giorno: se si tratta di un giorno festivo
o feriale. E dipende da altri fattori; se piove o se è una bella giornata;
se è d'estate, d'inverno o se siamo in un'altra stagione. Da tutto questo
dipende l'ora a cui mi alzo. [Si noti che Vicka si dedica ai lavori agricoli].
Si può dire, in una parola, che dipende dalle circostanze.
Janko: Cosa fai quando ti alzi?
Vicka: Lo sai; quello che si fa solitamente. Mi rassetto, prego un po',
poi... Anche questo non è sempre uguale. Recito sempre quella preghiera
che mi hai suggerito tu; e dico qualche altra preghiera; dipende dal tempo che
ho a disposizione. Naturalmente prego poi anche lungo la giornata e in modo
particolare alla sera.
Janko: Lungo il giorno che cosa fai?
Vicka: Faccio quello che è richiesto dalla stagione; zappo, aro
con la motozappa, raccolgo il tabacco. La cosa che preferisco è arare
con la motozappa, quando è tempo di farlo. Mio padre lavora in Germania
e i miei fratelli sono troppo piccoli ancora, anzi, vanno a scuola. Le mie sorelle
hanno paura ad usarla; io invece non ho paura di niente. Una volta proprio con
la motozappa mi sono fatta male; intorno alla ferita si era formato del pus,
poi è tutto passato. Adesso mio fratello Antonio è già
abbastanza robusto e incomincia ad usarla lui, prima e dopo la scuola. Poi mi
dedico ad altri lavori. C'è soltanto che i vari visitatori mi portano
via molto tempo.
Janko: Quali visitatori?
Vicka: La gente che viene a domandarmi qualcosa, la gente che si raccomanda
alla Madonna, e così via. Sai che le persone soffrono tanto, per cui
desiderano che qualcuno le aiuti. Sono cose che mi occupano molto tempo.
Janko: Riesci qualche volta ad appartarti, sfuggendo così ai visitatori?
Vicka: Qualche volta succede pure questo. Ma solo quando viene qualcuno
che è già venuto in passato; che cosa ci puoi fare quando sai
già che non sei in grado di aiutarlo?
Janko: Certo, che fare? Devi arrangiarti in qualche modo.
Vicka: Solo, ci riesco molto di rado. Loro vengono, si siedono in casa
e poi aspettano.
Janko: E tu cosa fai?
Vicka: Che cosa mi resta da fare? Mi presento. Cerco di parlare con loro,
almeno per liberare la casa. Queste cose accadono soprattutto al pomeriggio.
Capita che non mi rimane il tempo neppure per mangiare qualcosa. Mi vesto in
fretta e vado in chiesa. Da quel momento in poi sai già bene come passo
il tempo.
Janko: All'incirca lo so, Vicka, quando torni dalla chiesa; ma è
meglio che lo dica tu.
Vicka: L'ora del mio ritorno varia, ma non rientro mai prima delle dieci
di sera.
Janko: Perché ti fermi tanto a lungo?
Vicka: Sai già come vanno le cose. Dopo tutte le funzioni, molto
spesso noi partecipiamo alla preghiera dei malati, che è assai lunga.
Inoltre preghiamo singolarmente sui malati più gravi, particolarmente
su quelli in carrozzella. Ti ho già detto che questa preghiera dura a
lungo, soprattutto al sabato e alla domenica.
Janko: Quindi, soltanto dopo queste preghiere ritornate a casa?
Vicka: Nemmeno allora. Dopo le preghiere ogni malato vuole parlarci,
esporci i suoi guai. Che puoi fare tu e che cosa possono fare loro, povera gente?
Noi dobbiamo ascoltare tutti; sai com'è.
Janko: Tutto questo è veramente molto faticoso. Vedo che la tua
vita non è così semplice come sembra.
Vicka: Certo che non lo è. Ma non mi lamento.
Janko: A che ora arrivi a casa veramente?
Vicka: Dipende. Intorno alle dieci di sera; a volte anche più
tardi.
Janko: Cosa fai quando rientri?
Vicka: Cosa posso fare? A casa dormono già tutti, tranne mia sorella
e me.
Janko: E la cena?
Vicka: Il più delle volte non ceno. Qualche volta, in questi ultimi
tempi, mangio qualcosa in canonica. Perciò quando rientro in casa vado
nella mia stanzetta, leggo un po' di Bibbia, prego un po' e vado a letto.
Janko: Almeno, ti addormenti subito?
Vicka: Adesso sì. Ma c'è stato un periodo, durato alcuni
mesi, in cui non riuscivo ad addormentarmi prima delle tre o delle quattro di
notte.
Janko: Si è trattato del periodo della tua malattia; e avevi tante
sofferenze.
Vicka: Grazie a Dio, adesso sto meglio. Ecco, più o meno, come
trascorre una mia giornata.
Janko: Questo va bene. Ma non mi hai ancora detto niente se sei cambiata
in qualche cosa, da quando ti incontri con la Madonna.
Vicka: Che ne so io! Del resto, non mi hai chiesto nulla al riguardo.
Ad ogni modo questo te lo potrebbero dire meglio gli altri.
Janko: Ma potresti dirmi qualcosa anche tu.
Vicka: Si, potrei dirti che sono cambiata. Gli altri forse non se ne
accorgono, ma sono veramente diversa da quello che ero.
Janko: In che cosa, per esempio?
Vicka: Ecco un piccolo fatto, ma non si tratta di gran cosa. In passato
ero molto paurosa: appena si faceva buio non osavo uscire fuori di casa.
Janko: E adesso invece?
Vicka: Adesso posso andare da sola a Podbrdo anche a mezzanotte. Non
ho paura di nulla.
Janko: Questo va bene. Sei cambiata in qualche altra cosa?
Vicka: In tante cose. Per esempio, adesso prego molto di più e
molto volentieri. Obbedisco con facilità. Amo di più la gente,
particolarmente i sofferenti; ora prego soprattutto per loro. Prima, una cosa
del genere non mi passava neppure per la mente. E così via. Dovrei dire
tante altre cose. Per dire la verità, ci sono anche delle cose in cui
dovrei correggermi; se Dio mi dà vita! Potrei dire ancora qualcosa, ma
forse basta così.
Janko: Parla, Vicka, non devi aver timore!
Vicka: Non ho nessun timore, ma forse non è necessario. Può
darsi che sarebbe utile riflettere anche su questo: sarebbe bene meditare su
come sarei stata se non mi fossi incontrata con la Madonna.
Janko: Molto probabilmente saresti come tutte le tue coetanee.
Vicka: Questo è vero, ma anche loro adesso sono diverse. Se non
ci fosse stata la Madonna, forse in questo momento funzionerebbe una discoteca
e cose simili. Sai che a Medjugorje aveva incominciato a funzionare molto bene.
Adesso le cose di questo genere non passano nemmeno per la mente di nessuno.
I fatti stanno così, caro padre mio.
Janko: E sono contento che stiano così. Ad ogni modo, Vicka, noi
ti abbiamo accompagnato per una giornata, una tua giornata qualunque. Per quello
che ne so io, è così che trascorre una tua comune giornata.
Vicka: Infatti, un giorno qualsiasi lo passo così.
70 - UNO SGUARDO AL FUTURO.
Janko: Probabilmente, Vicka, ci siamo stancati tutti e due dopo queste
domande e risposte «ufficiali». Perché è da tanto
tempo che abbiamo incominciato!
Vicka: Lo so bene. Ma se desideri sapere ancora qualcosa, puoi domandarmelo.
Janko: Mi piacerebbe che tu adesso mi dicessi, così in generale,
qualche cosa sul tuo attuale stato d'animo, sul tuo umore.
Vicka: Come credi che sia?
Janko: Vorrei che mi parlassi un po' di questo.
Vicka: Spiegati meglio. Se non hai avuto paura fino adesso, non devi
averne neppure in questo momento.
Janko: Mi sento un po' imbarazzato. Forse ti sembrerò ridicolo,
oppure troppo serio, o qualcosa del genere.
Vicka: Su, non prendermi in giro. Ti ho già detto che puoi domandarmi
tutto quello che ti viene in mente; io ti dirò quello che so e che posso.
Janko: Va bene. Ecco, dopo tutte queste tue esperienze che durano da
più di trenta mesi, stai entrando nel periodo di piena maturità
di una ragazza (Vicka è nata nel 1964).
Vicka: Questo lo so, ma non capisco che cosa vuoi domandarmi.
Janko: Questo: puoi dirmi se qualche volta ti è dispiaciuto tutto
quello che ti è accaduto?
Vicka: No, mai. Ci sono stati dei momenti in cui ero messa alle strette
da tutte le parti. Ti ho raccontato che ci sono stati dei momenti terribili.
Può darsi che per qualche attimo mi sia passata per la testa la domanda:
ma che cosa mi sta succedendo? Fino a quando durerà? Perché tutto
questo? Ce la farò a resistere? E altre domande. del genere. Devi sapere,
padre mio, che alle volte veniamo sottoposti a delle prove difficilissime. Questo
ce l'ha predetto la Madonna fin dall'inizio. Ma lei - e chi altro poteva farlo?
- ci ha anche aiutati a superare tutte le prove. Noi da parte nostra, almeno
per quello che mi riguarda, siamo stati sempre più saldi, in tutto.
Janko: Non ti è mai dispiaciuto che la Madonna ti abbia incluso
in questo suo piano?
Vicka: Mai!
Janko: Proprio mai?
Vicka: Proprio mai.
Janko: Va bene, Vicka. Ti debbo credere perché penso che nemmeno
a me sarebbe dispiaciuto, se mi fosse accaduta una cosa del genere, benché
io non mi sia mai considerato una persona forte. Ma dimmi qualcosa riguardo
al tuo futuro: ti fa paura?
Vicka: Padre mio, non sono mica una pecora! Certo che debbo pensare al
mio futuro. Ma non ho paura di niente.
Janko: Proprio di niente?
Vicka: Proprio di niente. Prego Dio e la Madonna che mi guidino. Ho anche
un certo piano al riguardo; poi si vedrà.
Janko: Posso sapere qualcosa in proposito?
Vicka: Qualcosa te l'ho già detto, quello che è più
importante. Dio e la Madonna mi proteggeranno e mi guideranno; ne sono certa.
La Madonna me l'ha assicurato più d'una volta.
Janko: Quindi non dici nient'altro?
Vicka: Cosa potrei dirti? Di certe cose non posso dire nulla a nessuno.
Le saprai quando mi sarà permesso parlarne.
Janko: Chissà se allora io ci sarò!
Vicka: Chissà se ci sarò anch'io!
Janko: Vicka, sei veramente brava, ti comporti davvero bene! Ma poiché
m'hai già detto che sono molto curioso, ti vorrei domandare un'altra
cosa.
Vicka: Chiedila, altrimenti non starai in pace.
Janko: Non ti arrabbierai?
Vicka: Su, domanda!
Janko: Va bene. Quando gli altri veggenti, nell'autunno del 1981, se
ne andarono via da Medjugorje in varie parti, tu sei rimasta a casa.
Vicka: Sì, ci sono rimasta.
Janko: E perché?
Vicka: Ero stata rimandata in matematica.
Janko: Che tipo di scuola avevi incominciato?
Vicka: L'Istituto Tecnico in materie tessili.
Janko: Va bene. In quanti siete stati rimandati? E tu, lo hai dato l'esame
di riparazione?
Vicka: Sì. Come ho già detto, prima sono andata alle lezioni
integrative e poi sono andata per dare l'esame.
Janko: E allora?
Vicka: Allora niente. Avevo appesa al collo una catenina con il crocifisso.
Quando stavo per entrare nell'aula dell'esame, un professore mi ha fermato sulla
porta dicendomi che dovevo togliermi quella catenina, altrimenti non avrei potuto
dare l'esame. Io non ho voluto toglierla e lui mi ha mandato via. Mi ha anche
presa in giro, ricordandomi come si era parlato bene di me nel settimanale «Arena».
Janko: Quale numero di «Arena»?
Vicka: Ma, poco prima un tale aveva scritto su «Arena» qualcosa
intorno a noi. Aveva pubblicato anche le nostre fotografie. Ma, sciocchezze!
Janko: E allora?
Vicka: E allora niente. Quel professore mi ha detto che avevo già
fatto l'esame con la mia Madonna, e... buona notte!
Janko: E tu?
Vicka: Io ho ripreso l'autobus e sono tornata a casa cantando. All'indomani
mi sono di nuovo recata a scuola, ho ritirato i miei documenti e ringrazio Dio
che sia finita così.
Janko: Vicka, in passato mi avevi accennato qualcosa al riguardo, ma
soltanto adesso mi è tutto chiaro. Una volta qualcuno mi ha anche detto
che in seguito ti hanno chiamata alla scuola.
Vicka: Sì, l'hanno fatto. Quando è ricominciata la scuola
m'hanno mandato l'invito, per scritto, dicendo che potevo continuare gli studi
dato che ero stata promossa all'esame di riparazione.
Janko: In che modo t'hanno mandato l'invito?
Vicka: Me l'hanno mandato per mezzo di un mio compagno di scuola e vicino
di casa, Stanko Pavlovic.
Janko: E tu cos'hai fatto?
Vicka: Niente. Non ho badato per niente al loro invito.
Janko: E perché?
Vicka: Cosa potevo fare? Sapevo che a scuola mi avrebbero solo infastidito.
Inoltre anche la Madonna mi aveva già detto di rimanere col piccolo Jakov.
Cosa avrebbe fatto lui da solo?
Janko: Non ti è dispiaciuto rimanere a casa?
Vicka: Macché! Sapevo che la Madonna avrebbe avuto cura di me.
Janko: Così, dei veggenti della Madonna, siete rimasti voi due:
il più piccolo e la più grande.
Vicka: Come sai è andata così.
Janko: Non ti ricordi mai di quel professore?
Vicka: Qualche volta, specie all'inizio; ma adesso quasi mai. Io vivo
la mia vita e lui viva pure la sua.
Janko:Beata te, Vicka, con la tua Madonna. Che Iddio e lei ti proteggano
nei secoli!
Vicka:Amen...
Janko: Hai fatto bene a dire questa parola. Può darsi che te l'abbia
ispirata proprio la Madonna. Soltanto non so se... Lasciamo stare; non è
niente.
Vicka: Come niente? Perché incominci se poi non dici niente? Dimmi
quello che hai incominciato a dire.
Janko: Veramente è niente.
Vicka: Non ci credo! Prima devi dirlo, poi sarà niente.
Janko: Davvero mi sono morso la lingua quando ho incominciato. Ma dato
che ho iniziato, ecco: volevo dire che mi interessa sapere se tu conosci il
significato della parola «amen».
Vicka: Sì che lo conosco. Tu qualche volta credi che io non sappia
proprio niente, invece ecco qua: la parola «amen» significa «così
sia». Perciò adesso: Amen!
Janko: Scusami, Vicka. E che adesso sia «amen» davvero.
71 - IL MESSAGGIO DI VICKA.
Janko:
Vicka, noi due abbiamo veramente parlato tanto; anzi, ho detto che ci siamo
già stancati. Ma vorrei soltanto un'altra cosa, per farla proprio finita.
Ossia per finire questo colloquio «ufficiale» [in quanto registrato].
Vicka: Va bene. Vediamo che cosa ti interessa ancora.
Janko: Per non dilungarmi, dimmi: dopo tutto questo che abbiamo detto,
quale messaggio daresti tu all'uomo d'oggi?
Vicka: Ma chi sono io e che cosa conto per dare un messaggio? Dio e la
Madonna hanno dato un messaggio chiaro e sonante; gli uomini debbono ascoltare
questo e le cose andranno bene.
Janko: Quello che dici, Vicka, è esatto. Ma potresti anche tu
dire qualcosa perché anche una tua parola potrebbe scuotere qualcuno,
spingerlo a raccogliersi un po' e a cominciare a riflettere. Credo che sia davvero
interessante sapere che cosa desidera dire quella «ragazza della Madonna»,
dopo oltre trenta mesi di incontri con lei.
Vicka: Forse questo: gli uomini non devono mai dimenticarsi che Dio è
nostro Padre e che la Madonna è nostra Madre. Anzi, è la Madre
che ci comprende meglio e che ci ama di più. Gli uomini non sanno quanto
lei ci ama!
Janko: Va bene: è la Madre che ci ama. Cosa ci dici ancora?
Vicka: Vorrei raccomandare agli uomini di rivolgersi alla Madonna ogni
volta che si trovano in difficoltà; lei li aiuterà sempre, ogni
volta che la invocheranno.
Janko: Come e in che cosa li aiuterà?
Vicka: In tutto quello per cui la gente la pregherà.
Janko: Questo va bene, ma cosa diresti ancora all'uomo d'oggi?
Vicka: Mi piacerebbe che gli uomini non perdessero mai la speranza. Dio
e la Madonna non si dimenticheranno mai degli uomini!
Janko: Ottimo, Vicka. Continua pure; di' qualche altra cosa.
Vicka: Non so cosa dire! Non sono chiamata a questo. C'è chi chiama
gli uomini perché ritornino a Dio e non vadano alla perdizione!
Janko: Questo è vero. Ma io, e credo anche altri, vogliamo sentire
ancora qualcosa da te.
Vicka: Sarebbe bene che gli uomini non si dimenticassero mai di pregare.
Me l'hanno insegnato, ma anche la Madonna ce l'ha ripetuto tante volte: che
la preghiera è la nostra arma più forte. Con la preghiera possiamo
tutto. Questa è una cosa che io dico insieme alla Madonna: che gli uomini
non la dimentichino.
Janko: Ci dici ancora qualcos'altro?
Vicka: Gli uomini sanno che fa bene anche digiunare. Il diavolo ha paura
del digiuno in un modo tutto particolare. Ho imparato che sacrificare qualcosa
per amore di Dio è un atto molto buono. Che gli uomini provino e lo vedranno!
Janko: Continua, Vicka, per favore.
Vicka: Ma debbo dire che tutto questo non l'ho inventato io. Sono tutte
cose che anch'io ho imparato: alcune dalla Madonna, altre dagli uomini.
Janko: Va' pure avanti. Tutti abbiamo imparato da qualcuno.
Vicka: Vorrei insistere ancora su questo, che gli uomini non devono mai
disperare. Dio e la Madonna sono sempre pronti ad aiutarli!
Janko: magnifico, Vicka. Ma vedo che non hai ancora concluso.
Vicka: È vero. Vorrei dire anche questo: che gli uomini non devono
mai giudicare gli altri uomini. Gli uomini giudicano ingiustamente.
Janko: Questo lo dici forse per la tua esperienza personale?
Vicka: Non importa, benché debba dire di aver visto tante volte
che è così. E riesce molto pesante da sopportarsi, quando ti giudicano
ingiustamente.
Janko: Che rimedio suggerisci?
Vicka: Credo che sarebbe molto utile che gli uomini non si dimenticassero
mai che, un giorno, saremo tutti giudicati da Dio. Esiste una differenza terribile
tra il paradiso e l'inferno. Io l'ho vista. Che Dio ci salvi dall'inferno!
Janko: E che ci dici come ultimo pensiero?
Vicka: Come ultimo pensiero mi raccomanderei perché qualcuno,
qualche volta, preghi per me; anzi, per me e per tutti i veggenti della Madonna.
Anche noi preghiamo per gli altri, ma pure noi abbiamo le nostre sofferenze.
Janko: Vicka, è veramente bello tutto questo! Adesso mi è
molto più chiaro che lo Spirito Santo può parlare per bocca di
chiunque.
Vicka: Che Dio ci benedica e la Madonna ci protegga.
Janko: Così sia. Amen! A conferma dell'autenticità
di tutto il dialogo riportato in queste pagine, lo testimoniamo in coscienza
e vi apponiamo le nostre firme.
Fra Janko Bubalo e Vicka Ivankovic'
. Bijakovici, 1° marzo 1984.