Messaggio del 25 maggio 1987:Cari figli! Invito ognuno di voi a cominciare a vivere nell' amore di Dio. Cari figli, voi siete pronti a commettere il peccato e a mettervi nelle mani di Satana, senza riflettere. Io invito ciascuno di voi a decidersi coscientemente per Dio e contro Satana. Io sono vostra Madre; perciò desidero condurvi tutti alla santità completa. Desidero che ognuno di voi sia felice qui sulla terra e che ognuno di voi sia con me in cielo. Questo è, cari figli, lo scopo della mia venuta qui e il mio desiderio. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!
68 - INCONVENIENTI RIGUARDO ALLA SUA SALUTE .
Janko:
Alla fine di questi nostri colloqui, Vicka, ti domanderò qualcosa che
probabilmente non ti farà piacere. Ma desidero farlo.
Vicka: Chissà di che cosa si tratta adesso!
Janko: Niente di importante né di particolarmente nuovo. Forse
ne so anche troppo, ma ci sono degli aspetti che non mi sono chiari.
Vicka: Chiedi, non aver paura!
Janko: Bene. Sono al corrente del fatto che tu, negli ultimi quindici
mesi, hai avuto vari problemi di salute.
Vicka: Si, ne ho avuto. Ma che c'entra questo?
Janko: La cosa che mi è poco chiara è per quale motivo
tu sei stata e sei tuttora così poco attenta a te stessa; come se tu
avessi cercato questi tuoi guai! Sei rimasta sorda a tutti i richiami dei tuoi
familiari e particolarmente ai miei richiami.
Vicka: Sì, è vero. Ma tu sai che ognuno di noi ha la sua
testa; quindi ce l'ho anch'io. Forse la mia è un po' più dura
di quella degli altri. Malgrado tutto, non ho cercato i miei guai; me li ha
regalati qualcun altro!
Janko: Chi altro?
Vicka: Lo sai meglio di me. Vuoi solo che io adesso te lo spieghi.
Janko: Perché no? Dimmi qualcosa, visto che hai già cominciato.
Vicka: Che ti posso dire? Sai bene chi è che guida la vita umana.
Una volta sei stato proprio tu a istruirmi in questo.
Janko: Pensi a Dio?
Vicka: Certo. E chi altrimenti? Ma io adesso non vorrei dirne di più.
Janko: Come vuoi, Vicka. Tuttavia ti ho già detto che ci sono
delle persone, anche alcuni sacerdoti, che qualche volta dicono: «Ma dov'è
la Madonna? Perché non aiuta Vicka?».
Vicka: L'ho sentito anch'io, ma a te l'ho già detto che
alla Madonna non ho mai rivolto neppure una parola per domandarle che mi liberi
dai miei guai.
Janko: E perché?
Vicka: Questo lo sappiamo la Madonna ed io. A voi altri è una
cosa che non vi deve interessare.
Janko: Dimmi lo stesso qualcosa al riguardo.
Vicka: Che vuoi che ti dica?
Janko: Qualcosa che possa essere utile anche a noi.
Vicka: Caro padre, sai tutto questo almeno quanto lo so io. Allora che
cosa vuoi che ti dica?
Janko: Eppure, sarebbe bene che tu mi dicessi qualcosa...
Vicka: Lo vedi come sei testardo anche tu. Non vuoi mollare!
Janko: Beh, se proprio ti costa tanto...
Vicka: Non è che mi costi proprio eccessivamente! Ti ho già
detto che la Madonna, riguardo alle mie infermità, mi ha sempre confortato
e incoraggiato con un'amorevolezza particolare. Mi è apparsa ogni giorno
e mi si è mostrata sempre particolarmente lieta. In quei momenti dimenticavo
completamente i miei guai.
Janko: Durante queste apparizioni, ti sei sempre alzata dal letto?
Vicka: L'ho fatto, ma lei mi ha detto che non era necessario.
Janko: Tu dici che la Madonna ti ha confortato.
Vicka: Ti basta vederla e sei già consolato!
Janko: Ti ha detto qualcosa in particolare?
Vicka: Scusami, ma non essere così curioso.
Janko: Non si tratta solo di curiosità. Sarebbe bello che tu mi
dicessi qualche altra cosa.
Vicka: Te l'ho già detto che anche tu sei abbastanza testardo.
E ti ho già riferito come la Madonna mi ha insegnato a offrire al suo
Figlio tutte le mie sofferenze, per la conversione dei peccatori. Che altro
potrei dirti? Ecco, mi ha detto spesso che tutto questo passa presto, ecc. Ti
basta? Sei contento adesso?
Janko: Sì, Vicka, ti ringrazio. In una certa misura sapevo già
tutto questo. Ma è diverso quando lo sento dire dalla tua bocca. È
vero; la Madonna ti ha guidato per questa strada, ma non tutti hanno avuto questo
privilegio.
Vicka: Non lo so.
Janko: Lo so io! Infatti una di voi veggenti qualche tempo fa è
stata colpita da un forte dolore all'orecchio; si trattava di un male piuttosto
noioso, da cui si guarisce con difficoltà e lentamente.
Vicka: Cosa vuoi dire con questo?
Janko: Volevo dirti che lei, in questa situazione, si è comportata
diversamente da come ti comporti tu con i tuoi guai.
Vicka: E come si è comportata?
Janko: Quando i suoi genitori hanno notato che essa soffriva troppo,
le hanno detto di recarsi dal medico; e gliel'ho detto anch'io.
Vicka: E c'è andata?
Janko: No. Un po' più tardi mi ha confidato che ha ragionato così:
Ma a che cosa mi serve il medico! Io ce l'ho già il mio medico».
Si è rivolta alla Madonna e l'orecchio le è tornato normale.
Vicka: Bene. Ringraziamo Dio che è andata così.
Janko: Si, ringraziamo Dio. Ma ringrazio anche te per i chiarimenti che
mi hai dato.
69 - UNA GIORNATA DI VICKA.
Janko:
Vicka, è facile immaginare che qualcuno, se per caso ascolterà
o leggerà questo nostro così lungo dialogo, si ponga la seguente
domanda: come vive e trascorre le sue giornate questa ragazzina che ora è
una ragazza?
Vicka: Forse. È possibile che uno possa domandarselo.
Janko: Dimmi allora qualcosa al riguardo.
Vicka: Già che abbiamo parlato di tutto, possiamo dire qualcosa
anche di questo. Ma dato che tu sai le cose, puoi parlarne tu.
Janko: E tutt'altra cosa quando racconti tu, Vicka.
Vicka: Va bene; allora facciamo in modo che qualcosa lo dico io e qualcosa
lo dici tu.
Janko: Possiamo anche fare così. Dimmi intanto a che ora ti alzi
alla mattina.
Vicka: A seconda. Dipende dal giorno: se si tratta di un giorno festivo
o feriale. E dipende da altri fattori; se piove o se è una bella giornata;
se è d'estate, d'inverno o se siamo in un'altra stagione. Da tutto questo
dipende l'ora a cui mi alzo. [Si noti che Vicka si dedica ai lavori agricoli].
Si può dire, in una parola, che dipende dalle circostanze.
Janko: Cosa fai quando ti alzi?
Vicka: Lo sai; quello che si fa solitamente. Mi rassetto, prego un po',
poi... Anche questo non è sempre uguale. Recito sempre quella preghiera
che mi hai suggerito tu; e dico qualche altra preghiera; dipende dal tempo che
ho a disposizione. Naturalmente prego poi anche lungo la giornata e in modo
particolare alla sera.
Janko: Lungo il giorno che cosa fai?
Vicka: Faccio quello che è richiesto dalla stagione; zappo, aro
con la motozappa, raccolgo il tabacco. La cosa che preferisco è arare
con la motozappa, quando è tempo di farlo. Mio padre lavora in Germania
e i miei fratelli sono troppo piccoli ancora, anzi, vanno a scuola. Le mie sorelle
hanno paura ad usarla; io invece non ho paura di niente. Una volta proprio con
la motozappa mi sono fatta male; intorno alla ferita si era formato del pus,
poi è tutto passato. Adesso mio fratello Antonio è già
abbastanza robusto e incomincia ad usarla lui, prima e dopo la scuola. Poi mi
dedico ad altri lavori. C'è soltanto che i vari visitatori mi portano
via molto tempo.
Janko: Quali visitatori?
Vicka: La gente che viene a domandarmi qualcosa, la gente che si raccomanda
alla Madonna, e così via. Sai che le persone soffrono tanto, per cui
desiderano che qualcuno le aiuti. Sono cose che mi occupano molto tempo.
Janko: Riesci qualche volta ad appartarti, sfuggendo così ai visitatori?
Vicka: Qualche volta succede pure questo. Ma solo quando viene qualcuno
che è già venuto in passato; che cosa ci puoi fare quando sai
già che non sei in grado di aiutarlo?
Janko: Certo, che fare? Devi arrangiarti in qualche modo.
Vicka: Solo, ci riesco molto di rado. Loro vengono, si siedono in casa
e poi aspettano.
Janko: E tu cosa fai?
Vicka: Che cosa mi resta da fare? Mi presento. Cerco di parlare con loro,
almeno per liberare la casa. Queste cose accadono soprattutto al pomeriggio.
Capita che non mi rimane il tempo neppure per mangiare qualcosa. Mi vesto in
fretta e vado in chiesa. Da quel momento in poi sai già bene come passo
il tempo.
Janko: All'incirca lo so, Vicka, quando torni dalla chiesa; ma è
meglio che lo dica tu.
Vicka: L'ora del mio ritorno varia, ma non rientro mai prima delle dieci
di sera.
Janko: Perché ti fermi tanto a lungo?
Vicka: Sai già come vanno le cose. Dopo tutte le funzioni, molto
spesso noi partecipiamo alla preghiera dei malati, che è assai lunga.
Inoltre preghiamo singolarmente sui malati più gravi, particolarmente
su quelli in carrozzella. Ti ho già detto che questa preghiera dura a
lungo, soprattutto al sabato e alla domenica.
Janko: Quindi, soltanto dopo queste preghiere ritornate a casa?
Vicka: Nemmeno allora. Dopo le preghiere ogni malato vuole parlarci,
esporci i suoi guai. Che puoi fare tu e che cosa possono fare loro, povera gente?
Noi dobbiamo ascoltare tutti; sai com'è.
Janko: Tutto questo è veramente molto faticoso. Vedo che la tua
vita non è così semplice come sembra.
Vicka: Certo che non lo è. Ma non mi lamento.
Janko: A che ora arrivi a casa veramente?
Vicka: Dipende. Intorno alle dieci di sera; a volte anche più
tardi.
Janko: Cosa fai quando rientri?
Vicka: Cosa posso fare? A casa dormono già tutti, tranne mia sorella
e me.
Janko: E la cena?
Vicka: Il più delle volte non ceno. Qualche volta, in questi ultimi
tempi, mangio qualcosa in canonica. Perciò quando rientro in casa vado
nella mia stanzetta, leggo un po' di Bibbia, prego un po' e vado a letto.
Janko: Almeno, ti addormenti subito?
Vicka: Adesso sì. Ma c'è stato un periodo, durato alcuni
mesi, in cui non riuscivo ad addormentarmi prima delle tre o delle quattro di
notte.
Janko: Si è trattato del periodo della tua malattia; e avevi tante
sofferenze.
Vicka: Grazie a Dio, adesso sto meglio. Ecco, più o meno, come
trascorre una mia giornata.
Janko: Questo va bene. Ma non mi hai ancora detto niente se sei cambiata
in qualche cosa, da quando ti incontri con la Madonna.
Vicka: Che ne so io! Del resto, non mi hai chiesto nulla al riguardo.
Ad ogni modo questo te lo potrebbero dire meglio gli altri.
Janko: Ma potresti dirmi qualcosa anche tu.
Vicka: Si, potrei dirti che sono cambiata. Gli altri forse non se ne
accorgono, ma sono veramente diversa da quello che ero.
Janko: In che cosa, per esempio?
Vicka: Ecco un piccolo fatto, ma non si tratta di gran cosa. In passato
ero molto paurosa: appena si faceva buio non osavo uscire fuori di casa.
Janko: E adesso invece?
Vicka: Adesso posso andare da sola a Podbrdo anche a mezzanotte. Non
ho paura di nulla.
Janko: Questo va bene. Sei cambiata in qualche altra cosa?
Vicka: In tante cose. Per esempio, adesso prego molto di più e
molto volentieri. Obbedisco con facilità. Amo di più la gente,
particolarmente i sofferenti; ora prego soprattutto per loro. Prima, una cosa
del genere non mi passava neppure per la mente. E così via. Dovrei dire
tante altre cose. Per dire la verità, ci sono anche delle cose in cui
dovrei correggermi; se Dio mi dà vita! Potrei dire ancora qualcosa, ma
forse basta così.
Janko: Parla, Vicka, non devi aver timore!
Vicka: Non ho nessun timore, ma forse non è necessario. Può
darsi che sarebbe utile riflettere anche su questo: sarebbe bene meditare su
come sarei stata se non mi fossi incontrata con la Madonna.
Janko: Molto probabilmente saresti come tutte le tue coetanee.
Vicka: Questo è vero, ma anche loro adesso sono diverse. Se non
ci fosse stata la Madonna, forse in questo momento funzionerebbe una discoteca
e cose simili. Sai che a Medjugorje aveva incominciato a funzionare molto bene.
Adesso le cose di questo genere non passano nemmeno per la mente di nessuno.
I fatti stanno così, caro padre mio.
Janko: E sono contento che stiano così. Ad ogni modo, Vicka, noi
ti abbiamo accompagnato per una giornata, una tua giornata qualunque. Per quello
che ne so io, è così che trascorre una tua comune giornata.
Vicka: Infatti, un giorno qualsiasi lo passo così.
70 - UNO SGUARDO AL FUTURO.
Janko: Probabilmente, Vicka, ci siamo stancati tutti e due dopo queste
domande e risposte «ufficiali». Perché è da tanto
tempo che abbiamo incominciato!
Vicka: Lo so bene. Ma se desideri sapere ancora qualcosa, puoi domandarmelo.
Janko: Mi piacerebbe che tu adesso mi dicessi, così in generale,
qualche cosa sul tuo attuale stato d'animo, sul tuo umore.
Vicka: Come credi che sia?
Janko: Vorrei che mi parlassi un po' di questo.
Vicka: Spiegati meglio. Se non hai avuto paura fino adesso, non devi
averne neppure in questo momento.
Janko: Mi sento un po' imbarazzato. Forse ti sembrerò ridicolo,
oppure troppo serio, o qualcosa del genere.
Vicka: Su, non prendermi in giro. Ti ho già detto che puoi domandarmi
tutto quello che ti viene in mente; io ti dirò quello che so e che posso.
Janko: Va bene. Ecco, dopo tutte queste tue esperienze che durano da
più di trenta mesi, stai entrando nel periodo di piena maturità
di una ragazza (Vicka è nata nel 1964).
Vicka: Questo lo so, ma non capisco che cosa vuoi domandarmi.
Janko: Questo: puoi dirmi se qualche volta ti è dispiaciuto tutto
quello che ti è accaduto?
Vicka: No, mai. Ci sono stati dei momenti in cui ero messa alle strette
da tutte le parti. Ti ho raccontato che ci sono stati dei momenti terribili.
Può darsi che per qualche attimo mi sia passata per la testa la domanda:
ma che cosa mi sta succedendo? Fino a quando durerà? Perché tutto
questo? Ce la farò a resistere? E altre domande. del genere. Devi sapere,
padre mio, che alle volte veniamo sottoposti a delle prove difficilissime. Questo
ce l'ha predetto la Madonna fin dall'inizio. Ma lei - e chi altro poteva farlo?
- ci ha anche aiutati a superare tutte le prove. Noi da parte nostra, almeno
per quello che mi riguarda, siamo stati sempre più saldi, in tutto.
Janko: Non ti è mai dispiaciuto che la Madonna ti abbia incluso
in questo suo piano?
Vicka: Mai!
Janko: Proprio mai?
Vicka: Proprio mai.
Janko: Va bene, Vicka. Ti debbo credere perché penso che nemmeno
a me sarebbe dispiaciuto, se mi fosse accaduta una cosa del genere, benché
io non mi sia mai considerato una persona forte. Ma dimmi qualcosa riguardo
al tuo futuro: ti fa paura?
Vicka: Padre mio, non sono mica una pecora! Certo che debbo pensare al
mio futuro. Ma non ho paura di niente.
Janko: Proprio di niente?
Vicka: Proprio di niente. Prego Dio e la Madonna che mi guidino. Ho anche
un certo piano al riguardo; poi si vedrà.
Janko: Posso sapere qualcosa in proposito?
Vicka: Qualcosa te l'ho già detto, quello che è più
importante. Dio e la Madonna mi proteggeranno e mi guideranno; ne sono certa.
La Madonna me l'ha assicurato più d'una volta.
Janko: Quindi non dici nient'altro?
Vicka: Cosa potrei dirti? Di certe cose non posso dire nulla a nessuno.
Le saprai quando mi sarà permesso parlarne.
Janko: Chissà se allora io ci sarò!
Vicka: Chissà se ci sarò anch'io!
Janko: Vicka, sei veramente brava, ti comporti davvero bene! Ma poiché
m'hai già detto che sono molto curioso, ti vorrei domandare un'altra
cosa.
Vicka: Chiedila, altrimenti non starai in pace.
Janko: Non ti arrabbierai?
Vicka: Su, domanda!
Janko: Va bene. Quando gli altri veggenti, nell'autunno del 1981, se
ne andarono via da Medjugorje in varie parti, tu sei rimasta a casa.
Vicka: Sì, ci sono rimasta.
Janko: E perché?
Vicka: Ero stata rimandata in matematica.
Janko: Che tipo di scuola avevi incominciato?
Vicka: L'Istituto Tecnico in materie tessili.
Janko: Va bene. In quanti siete stati rimandati? E tu, lo hai dato l'esame
di riparazione?
Vicka: Sì. Come ho già detto, prima sono andata alle lezioni
integrative e poi sono andata per dare l'esame.
Janko: E allora?
Vicka: Allora niente. Avevo appesa al collo una catenina con il crocifisso.
Quando stavo per entrare nell'aula dell'esame, un professore mi ha fermato sulla
porta dicendomi che dovevo togliermi quella catenina, altrimenti non avrei potuto
dare l'esame. Io non ho voluto toglierla e lui mi ha mandato via. Mi ha anche
presa in giro, ricordandomi come si era parlato bene di me nel settimanale «Arena».
Janko: Quale numero di «Arena»?
Vicka: Ma, poco prima un tale aveva scritto su «Arena» qualcosa
intorno a noi. Aveva pubblicato anche le nostre fotografie. Ma, sciocchezze!
Janko: E allora?
Vicka: E allora niente. Quel professore mi ha detto che avevo già
fatto l'esame con la mia Madonna, e... buona notte!
Janko: E tu?
Vicka: Io ho ripreso l'autobus e sono tornata a casa cantando. All'indomani
mi sono di nuovo recata a scuola, ho ritirato i miei documenti e ringrazio Dio
che sia finita così.
Janko: Vicka, in passato mi avevi accennato qualcosa al riguardo, ma
soltanto adesso mi è tutto chiaro. Una volta qualcuno mi ha anche detto
che in seguito ti hanno chiamata alla scuola.
Vicka: Sì, l'hanno fatto. Quando è ricominciata la scuola
m'hanno mandato l'invito, per scritto, dicendo che potevo continuare gli studi
dato che ero stata promossa all'esame di riparazione.
Janko: In che modo t'hanno mandato l'invito?
Vicka: Me l'hanno mandato per mezzo di un mio compagno di scuola e vicino
di casa, Stanko Pavlovic.
Janko: E tu cos'hai fatto?
Vicka: Niente. Non ho badato per niente al loro invito.
Janko: E perché?
Vicka: Cosa potevo fare? Sapevo che a scuola mi avrebbero solo infastidito.
Inoltre anche la Madonna mi aveva già detto di rimanere col piccolo Jakov.
Cosa avrebbe fatto lui da solo?
Janko: Non ti è dispiaciuto rimanere a casa?
Vicka: Macché! Sapevo che la Madonna avrebbe avuto cura di me.
Janko: Così, dei veggenti della Madonna, siete rimasti voi due:
il più piccolo e la più grande.
Vicka: Come sai è andata così.
Janko: Non ti ricordi mai di quel professore?
Vicka: Qualche volta, specie all'inizio; ma adesso quasi mai. Io vivo
la mia vita e lui viva pure la sua.
Janko:Beata te, Vicka, con la tua Madonna. Che Iddio e lei ti proteggano
nei secoli!
Vicka:Amen...
Janko: Hai fatto bene a dire questa parola. Può darsi che te l'abbia
ispirata proprio la Madonna. Soltanto non so se... Lasciamo stare; non è
niente.
Vicka: Come niente? Perché incominci se poi non dici niente? Dimmi
quello che hai incominciato a dire.
Janko: Veramente è niente.
Vicka: Non ci credo! Prima devi dirlo, poi sarà niente.
Janko: Davvero mi sono morso la lingua quando ho incominciato. Ma dato
che ho iniziato, ecco: volevo dire che mi interessa sapere se tu conosci il
significato della parola «amen».
Vicka: Sì che lo conosco. Tu qualche volta credi che io non sappia
proprio niente, invece ecco qua: la parola «amen» significa «così
sia». Perciò adesso: Amen!
Janko: Scusami, Vicka. E che adesso sia «amen» davvero.
71 - IL MESSAGGIO DI VICKA.
Janko:
Vicka, noi due abbiamo veramente parlato tanto; anzi, ho detto che ci siamo
già stancati. Ma vorrei soltanto un'altra cosa, per farla proprio finita.
Ossia per finire questo colloquio «ufficiale» [in quanto registrato].
Vicka: Va bene. Vediamo che cosa ti interessa ancora.
Janko: Per non dilungarmi, dimmi: dopo tutto questo che abbiamo detto,
quale messaggio daresti tu all'uomo d'oggi?
Vicka: Ma chi sono io e che cosa conto per dare un messaggio? Dio e la
Madonna hanno dato un messaggio chiaro e sonante; gli uomini debbono ascoltare
questo e le cose andranno bene.
Janko: Quello che dici, Vicka, è esatto. Ma potresti anche tu
dire qualcosa perché anche una tua parola potrebbe scuotere qualcuno,
spingerlo a raccogliersi un po' e a cominciare a riflettere. Credo che sia davvero
interessante sapere che cosa desidera dire quella «ragazza della Madonna»,
dopo oltre trenta mesi di incontri con lei.
Vicka: Forse questo: gli uomini non devono mai dimenticarsi che Dio è
nostro Padre e che la Madonna è nostra Madre. Anzi, è la Madre
che ci comprende meglio e che ci ama di più. Gli uomini non sanno quanto
lei ci ama!
Janko: Va bene: è la Madre che ci ama. Cosa ci dici ancora?
Vicka: Vorrei raccomandare agli uomini di rivolgersi alla Madonna ogni
volta che si trovano in difficoltà; lei li aiuterà sempre, ogni
volta che la invocheranno.
Janko: Come e in che cosa li aiuterà?
Vicka: In tutto quello per cui la gente la pregherà.
Janko: Questo va bene, ma cosa diresti ancora all'uomo d'oggi?
Vicka: Mi piacerebbe che gli uomini non perdessero mai la speranza. Dio
e la Madonna non si dimenticheranno mai degli uomini!
Janko: Ottimo, Vicka. Continua pure; di' qualche altra cosa.
Vicka: Non so cosa dire! Non sono chiamata a questo. C'è chi chiama
gli uomini perché ritornino a Dio e non vadano alla perdizione!
Janko: Questo è vero. Ma io, e credo anche altri, vogliamo sentire
ancora qualcosa da te.
Vicka: Sarebbe bene che gli uomini non si dimenticassero mai di pregare.
Me l'hanno insegnato, ma anche la Madonna ce l'ha ripetuto tante volte: che
la preghiera è la nostra arma più forte. Con la preghiera possiamo
tutto. Questa è una cosa che io dico insieme alla Madonna: che gli uomini
non la dimentichino.
Janko: Ci dici ancora qualcos'altro?
Vicka: Gli uomini sanno che fa bene anche digiunare. Il diavolo ha paura
del digiuno in un modo tutto particolare. Ho imparato che sacrificare qualcosa
per amore di Dio è un atto molto buono. Che gli uomini provino e lo vedranno!
Janko: Continua, Vicka, per favore.
Vicka: Ma debbo dire che tutto questo non l'ho inventato io. Sono tutte
cose che anch'io ho imparato: alcune dalla Madonna, altre dagli uomini.
Janko: Va' pure avanti. Tutti abbiamo imparato da qualcuno.
Vicka: Vorrei insistere ancora su questo, che gli uomini non devono mai
disperare. Dio e la Madonna sono sempre pronti ad aiutarli!
Janko: magnifico, Vicka. Ma vedo che non hai ancora concluso.
Vicka: È vero. Vorrei dire anche questo: che gli uomini non devono
mai giudicare gli altri uomini. Gli uomini giudicano ingiustamente.
Janko: Questo lo dici forse per la tua esperienza personale?
Vicka: Non importa, benché debba dire di aver visto tante volte
che è così. E riesce molto pesante da sopportarsi, quando ti giudicano
ingiustamente.
Janko: Che rimedio suggerisci?
Vicka: Credo che sarebbe molto utile che gli uomini non si dimenticassero
mai che, un giorno, saremo tutti giudicati da Dio. Esiste una differenza terribile
tra il paradiso e l'inferno. Io l'ho vista. Che Dio ci salvi dall'inferno!
Janko: E che ci dici come ultimo pensiero?
Vicka: Come ultimo pensiero mi raccomanderei perché qualcuno,
qualche volta, preghi per me; anzi, per me e per tutti i veggenti della Madonna.
Anche noi preghiamo per gli altri, ma pure noi abbiamo le nostre sofferenze.
Janko: Vicka, è veramente bello tutto questo! Adesso mi è
molto più chiaro che lo Spirito Santo può parlare per bocca di
chiunque.
Vicka: Che Dio ci benedica e la Madonna ci protegga.
Janko: Così sia. Amen! A conferma dell'autenticità
di tutto il dialogo riportato in queste pagine, lo testimoniamo in coscienza
e vi apponiamo le nostre firme.
Fra Janko Bubalo e Vicka Ivankovic'
. Bijakovici, 1° marzo 1984.