«Anche la Croce è gioia» Intervista a Vicka del 2001
24-25 giugno 1981/ 24-25 giugno 2001: le apparizioni
continuano. Ci avresti mai pensato?
No, non sono io che decido. Ma è un grandissimo dono,
la sua presenza..., che la Madonna sia ancora qui fisicamente tra di noi. Quanto
ci vuole bene la Madonna. Vedi quanto ci sta vicino? E generosa con noi:
è proprio la Mamma, e quanto ama i suoi figli.
Chi sono i suoi figli? La Madonna ha scelto voi sei...
Tutti siamo suoi figli. La Madonna ha scelto noi sei, ma per parlare al la parrocchia,
a tutti.
Maria ha scelto una parrocchia, perché?
La nostra è una parrocchia nella Chiesa e della Chiesa: appartiene a
tutti quei fedeli che vogliono ascoltare e seguire i messaggi della Madonna.
Dunque, attraverso la parrocchia Maria sposta l’attenzione su
tutta la Chiesa?
Certo. Vuole insegnarci che cos’è la Chiesa e come dovrebbe essere.
Facciamo tante discussioni sulla Chiesa: perché c’è, che
cosa è, che cosa non è. Maria ci ricorda che noi siamo la Chiesa:
non gli edifici, non i muri, non le opere d’arte. Ci ricorda che ognuno
di noi è parte della Chiesa e ne è responsabile: ognuno di noi,
non solo i sacerdoti, i vescovi e i cardinali. Cominciamo a essere Chiesa noi,
per quel che ci compete, e dopo preghiamo per loro.
A noi cattolici è chiesto di pregare per le intenzioni del Papa, che
della Chiesa è il capo. Maria vi ha mai parlato di lui?
Noi dobbiamo pregare per lui. E la Madonna in più di un’occasione
gli ha dedicato dei messaggi. Una volta ci ha detto che il Papa si sente padre
di
tutti gli uomini sulla terra, non solo di noi cattolici. Lui è padre
di tutti e bisogno di tante preghiere; e Maria chiede che ce ne ricordiamo.
Maria si è presentata qui come Regina della pace. Con parole tue,
che sa sono la vera pace, la vera gioia, la vera felicità interiore?
A questa domanda non si può rispondere con le sole parole.
Prendi la pace: è qualcosa che abita nel cuore, che lo riempie, ma che
non è spiegabile con un ragionamento; è un dono meraviglioso che
viene da Dio e da Maria che ne e tutta piena e che in questo senso ne è regina
Lo stesso vale per gli altri doni del Cielo.
E dire che io darei tutto per trasmettere a te e agli altri la pace e gli altri
doni che la Madonna mi dà... Ti assicuro — la Madonna me ne è testimone —
che desidero con tutta me stessa che attraverso di me anche altri ricevano le
stesse grazie e che poi se ne facciano a loro volta strumenti e testimoni.
Ma di pace non si può parlare tanto perchè la pace si deve e si puo soprattutto
vivere dentro il nostro cuore.
Alla fine del secondo millennio in tanti si aspettavano la fine dei tempi,
ma siamo ancora qui a raccontarcelo... Il titolo del nostro libro ti piace O
dobbiamo aver paura per qualche catastrofe incombente?
Il titolo è bellissimo. Maria viene sempre come un’ alba quando
ci decidiamo a farle posto nella nostra vita. Paura: la Madonna non ha mai parlato
di paura; anzi, quando parla ti dà una tale speranza, ti dà una
tale gioia. Non ha mai detto che siamo alla fine del mondo; al contrario, anche
quando ci ha messo in guardia ha trovato il modo di rincuorarci, di farci coraggio.
E così io penso che non ci sia motivo per avere paura o per preoccuparsi.
Marija e Mirjana raccontano che la Madonna in alcune occasioni ha Pianto.
Che cosa la fa soffrire?
Stiamo passando un momento molto difficile per tanti giovani e tante fa famiglie,
che vivono nella più cieca sofferenza. E credo che le maggiori
preoccupazioni di Maria siano per loro. Non fa altro che chiederci di aiutarla
con il nostro amore e pregando con il cuore.
In Italia una ragazzina è arrivata ad accoltellare a morte sua madre:può
essere che la Madonna appaia anche per aiutarci a recuperare nel la nostra società
la figura della Madre?
Quando si rivolge a noi ci chiama sempre «cari figli». E il suo
primo insegnamento di Madre è quello della preghiera. Maria custodiva
Gesù e la sua famiglia nella preghiera, c’è scritto nel
Vangelo. Per essere una famiglia occorre la preghiera. Senza, si rompe l’unità.
Tante volte si è raccomandata: «Dovete essere uniti nella preghiera,
dovete pregare in casa». E non come facciamo noi adesso a Medjugorje,
che siamo «allenati» e preghiamo magari una, due, tre ore di seguito:
basterebbero dieci minuti, ma stando insieme, in comunione.
Bastano dieci minuti?
Sì, in principio sì, purché gratuitamente offerti. Se così
è, poi cresce ranno piano piano secondo un’esigenza interiore.
Hai altre indicazioni per cementare la famiglia?
Sì, per esempio bisogna darsi del tempo a tavola. Le famiglie devono
avere dei momenti privati in cui i genitori sono per i figli e i figli per i
genitori, perché si possa costruire un’atmosfera di dialogo. Quante
volte invece si arriva a dare dei soldi ai figli, magari anche tanti, perché
non si è capaci di dimostrare loro altrimenti il proprio affetto o perché
non si sa che cosa dire loro? Ma la Madonna ha detto che l’amore non si
può comprare, bisogna donarlo, e che quando tuo figlio torna a casa devi
accoglierlo con gioia, farlo sentire atteso e benvenuto.
Ci sono altre intenzioni care alla Madonna?
Chiede preghiere per la Chiesa, per i sacerdoti e i consacrati. C’è
mancanza di vocazioni e diverse volte ha sottolineato anche questo.
Quali preghiere chiede? Quali sono i primi passi sulla via della santità?
Tutte le preghiere fatte con il cuore sono care a Dio e alla Madonna. Lei poi raccomanda sempre il Rosario, che fra tutte è la preghiera che più le piace.
Ma il Rosario non è un po’ ripetitivo?
Molti ritengono che le preghiere come il Rosario siano ripetitive, ma non trovano
ripetitive tante altre cose che in realtà lo sono, come cucinare, riempirsi
la pancia, dormire... attardarsi nelle solite questioni con gli amici... È
una questione di cuore. Quando ci metteremo il cuore troveremo bello il Rosario
perché allora sapremo dialogare, fare festa con Maria.
Tante volte la Madonna ci ha fatto notare che, per recitare tutti i misteri,
lo abbiamo fatto solo con le parole, senza qualità e profondità.
Così, in alcune occasioni, ci ha chiesto di recitare una sola Ave Maria,
ma con partecipazione. E si è detta più contenta per quell’unica
Ave Maria in cui abbiamo prestato attenzione ai significati di ogni singola
parola per la nostra vita. Da qui bisogna incominciare per poi crescere piano
piano nella preghiera.
Poi la Madonna ci ha invitato a riflettere su come ci comportiamo per coltivare
i fiori: se in un vaso ci ricorderemo di mettere ogni giorno anche solo due
gocce d’acqua, ecco che sboccerà una bella rosa... Lo stesso vale
per il nostro cuore: se ogni giorno ci mettiamo due preghiere con attenzione,
esso si gonfierà e crescerà come la rosa, ma se ce ne scor diamo
finirà per inaridire e, poi, non esistere più. Quante volte, quando
viene il momento della preghiera, ci lasciamo vincere dalla stanchezza e rimandiamo,
ma così facendo non diamo alla rosa l’acqua di cui ha bisogno.
Come un fiore non può vivere senz’acqua, così noi non possiamo
vivere senza la grazia di Dio; e la preghiera con il cuore non la si può
imparare a tavolino, non la si può leggere, ma la si può solo
vivere facendo giorno per giorno un passo in avanti.
Maria vi ha chiesto di pregare per i religiosi. Mancano le
vocazioni, ma anche le chiese sono spesso vuote...
Anche i sacerdoti e i consacrati, come chiunque nella Chiesa, hanno la loro
parte di responsabilità. Se le chiese sono vuote i sacerdoti devono chiedersi
la ragione: «Perché i miei parrocchiani non mi ascoltano? Sto forse
sbagliando? Devo cambiare la mia vita?». Non possono fare finta di niente
e starsene tranquilli. Al contrario, si devono mettere davanti a Dio, in preghiera:
«Padre mio, che cosa c’è che non va? Come posso da re il
buon esempio?». E davanti a Dio in preghiera che si rinnova la nostra
vocazione.
Abbiamo parlato di chi crede; che vuoi dire invece a coloro che ripongono
fiducia solo nella ragione?
Senza Dio non si va da nessuna parte o, meglio, non si va dove dobbiamo. E,
di conseguenza, senza la preghiera non si può fare niente. La preghiera
va messa al primo posto, è il sale per tutto ciò che facciamo,
tutto il resto viene dopo.
Se dovessi dare ragione a chi non è mai stato a Medjugorje
della verità delle apparizioni, che cosa dovrei dirgli?
A uno che ti chiede di Medjugorje, mettiti con tutto il cuore a rispondere quello
che tu vivi. Se vieni qui, credi; se non credi o ti tiri indietro è come
se ti appigliassi a una scusa perché hai paura di cambiare la tua vita
e di vivere quello che ti è chiesto. Perché qui ciascuno si rende
perfettamente conto che accogliere i messaggi significa rimettersi in gioco,
totalmente. Questo non lo dico io, lo ha detto la Madonna.
Ma tu, allora, dirai a chi ti chiede di non aver paura di cambiare la sua vita,
perché la Madonna lo ama infinitamente e aspetta che ogni suo figlio
torni a Lei, le si avvicini, per potergli dimostrare quanto gli vuole bene.
Ma gli dirai anche che spetta a lui di scegliere, perché Dio ci lascia
liberi e così pure la Madonna. Dio non ti obbligherà mai dicendoti
«tu ora fai questo, ora fai quello»..., «vedi sono io, adesso
credi»: no, no, siamo tutti liberi e lui ci rispetta moltissimo. Vedi,
noi stiamo parlando di Lui, e chi ci segue può credere o non credere;
quella è la sua parte.
E la tua parte?
E quella di dire la verità. Ciò che la Madonna dice.
Tra le altre cose, Maria ti ha dettato la sua vita; perché
l’ha fatto?
Mi ha raccontato la sua vita terrena da quando è nata a quando è
andata in Cielo. Ho riempito tre quaderni che, con il suo permesso, un giorno
verranno divulgati: non so ancora quando, ma tutto è pronto. Non posso
anticipare nulla, ma credo che sia importante sottolineare come perfino nella
vita della Madonna ci sia il marchio della normalità. Ha vissuto santamente
una vita normale, fedele nel quotidiano al disegno di Dio.
E che cosa promette Dio a chi vive santamente?
Il Paradiso.
Tu e Jakov ci siete stati con il corpo. Dunque esiste?
Certo che c’è il Paradiso. E ci siamo proprio stati, io e Jakov.
Maria ci ha preso per mano e ci ha portati a vederlo insieme con il Purgatorio
e l’Inferno. Eravamo a casa di Jakov, di pomeriggio, in un’ora diversa
da quella consueta delle apparizioni: la Madonna è apparsa e ci ha detto
«adesso voi venite con me a vedere il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno».
Al che Jakov, che pensava che dovessimo morire, sobbalza e dice:
«Per favore, portati via solo Vicka perché sono in tanti fra fratelli
e sorelle, invece la mia mamma ha solo me».
Ma la Madonna lo ha rassicurato, mentre io mi chiedevo quanto tempo saremmo
stati via... E invece, in un secondo, eravamo già di là, e prima
di quel secondo il tetto della casa di Jakov si è aperto e poi si è chiuso
per farci passare.
Che cosa avete visto?
Una luce che non esiste sulla terra che illumina un grande spazio popolato di
persone molto simili, né magre né grasse, vestite di tuniche di
colore grigio, giallo e rosso, che si muovono, stanno insieme, cantano, pregano,
accompagnati da angeli che davvero volano... E la Madonna ci ha detto: «Guardate
quanto sono felici le persone che sono qui in Paradiso».
Nel Purgatorio, invece, tutto era coperto da una fitta nebbia: non si vedevano
le persone ma si sentiva la loro sofferenza. E la Madonna ci ha spiegato: «Le
persone che si trovano qui aspettano le nostre preghiere per andare in Paradiso»...
Infine l’Inferno. Prima abbiamo visto un grande fuoco e dopo delle persone
che vi entravano normali e che ne uscivano trasformate in diversi animali. Ovunque
si sentiva bestemmiare. E la Madonna ancora ha preso la parola: «Vedete,
le persone che so no qui vi sono arrivate per loro volontà. Ma anche
coloro che sulla terra vivono e fanno tutto contro Dio, già vivono l’inferno
che continuerà per loro dopo la morte».
Poi ha continuato: «Coloro che pensano che con la morte tutto sia finito
fanno un grande sbaglio, perché la terra è solo un luogo di passaggio».
Quindi non dobbiamo aver paura della morte?
No, assolutamente.
Del resto, molte persone dicono di riuscire a comunicare con i defunti...
Non voglio giudicare, ma mi è sempre sembrata una forzatura. C’è
da uscire di testa. Tu vuoi bene a una persona cara che ti è mancata?
Prega per lei e per la sua anima.
Se esiste l’Inferno anche Satana esiste.
Non sai quante volte la Madonna ci ha invitato a vigilare perché lui
sempre si insinua per disturbare la nostra pace, le nostre preghiere, le nostre
famiglie.
E quindi si raccomanda che teniamo sempre con noi, contro di lui, un piccolo
segno, un’immagine, una croce che siano benedetti; e ha aggiunto che il
Rosario è l’ostacolo più forte.
Nel nostro tempo sembrerebbe che Satana si nasconda; anche
alcuni teologi si spingono a negarne l’esistenza...
Ma certo, con il risultato che gli uomini non vigilano più e gli lasciano
tutte le porte aperte. Fretta, consumismo, televisione e tante altre cattive
distrazioni ci distolgono da Dio, ci allontanano da Lui con il risultato che
il suo nemico può disporre di noi.
Bisogna pregare tanto. Ma non solo nel momento del bisogno: ogni giorno, così
che con questo esercizio possiamo imparare a farlo bene. E, ripeto, non servono
grandi cose, basta che al mattino ti ricordi di Dio:
«Padre questa mattina mi sono svegliato, ti ringrazio»... Sono sufficienti
due parole, e Lui è contento; e anche tu.
E dopo aggiungi una preghiera, un’Ave Maria, ma recitala proprio con il
cuore. Quindi vai al lavoro, ma ricordati un poco di Dio e se ne hai l’occasione
fai qualche opera buona, visita qualche malato, sostieni qualche povero. Non
fare mai mancare il sorriso sulle tue labbra: preghiera e opere buone vanno
sempre insieme. Così proverai che davvero le cose piccole sono grandi
cose.
A volte siamo bloccati dalla nostra fragilità, dal
nostro peccato, è come se non ci sentissimo degni di stare di fronte
alla Madonna; non dobbiamo scandalizzarci dei nostri limiti?
No, no, siamo tutti persone umane, piene di difetti. Se uno di noi oggi cade
si deve rialzare, ma certo deve anche imparare qualcosa da questa esperienza
e chiedersi perché è caduto.
Ci hanno detto che non si può assistere all’apparizione
da te...
Non è che io non voglia. In passato c’è stato sempre qualcuno
con me durante l’apparizione. È proprio un desiderio della Madonna
che io in questo momento sia sola con Lei. Ma domani, chissà, magari
la prossima volta che ci vedremo.
Come sarebbe stata la tua vita senza quest’irruzione
dolce di Maria?
Non ho mai pensato a come sarebbe stata, perché sono troppo presa a pensare
come è la mia vita adesso. E la mia vita è bellissima: non trovo
parole per ringraziarla per i grandissimi doni che mi ha fatto, ma sono felice
di poter essere un suo strumento. Non esiste una cosa più gran , più
bella di collaborare con la Madonna.
Non sei stanca di tutta la curiosità che c’è intorno a te,
di tutti questi pellegrini che ogni giorno ti prendono d’assalto,
dei giornalisti che ti sbucano dalle finestre?
Ma no, davvero, non è niente. Io credo che tutto quello che facciamo
con amore e con gioia non stanca mai.
Tu parli spesso di amore e ci hai fatto vedere il Paradiso come un luogo
di luce e di gioia. Ma per arrivarci la via è lastricata di sofferenze,
dolore. È un mistero dentro al quale, però, si fa incontro Gesù
che ha accettato la Croce. Ci aiuti a tua volta a capire che legame c’è
tra il dolore e la promessa di gioia, di felicità che ci scoppia dentro?
Se tu accetti una sofferenza con gioia, è già una gioia: io non
vedo diversità tra quando sei sofferente e quando no; per me è uguale.
Non ne
sei convinto? Ti assicuro che è così: la sofferenza può
essere una gran gioia per la tua vita. Dipende da noi, da come siamo pronti
ad accogliere anche quel dono.
C'è un compito particolare affidatoti da Maria? E agli altri veggenti?
Si, di pregare in particolare per i malati. A Marija per i sacerdoti e i consacrati, a Mirjana per coloro che ancora non conoscono l’amore di Dio. Ivan deve prendersi a cuore i giovani, Ivanka e Jakov le famiglie...
Tu hai una consacrazione speciale, però non in un
ordine religioso:Posso chiederti perché?
Finora non ho una consacrazione particolare e la Madonna mi ha lasciata libera.
Ma vediamo, vediamo cosa vuole per il futuro.
Se le apparizioni dovessero finire anche per te, ci rimarresti male?
È sicuro che ne soffrirei la mancanza, dopo tanti anni, ma prima di tutto dovrei ringraziare la Madonna per i grandissimi doni, per tutto questo tempo che mi ha dato. Non dovrò pensare a me stessa, a come mi sentirò, ma pensare che, se Lei ha scelto così, sicuramente ha a che fa re con il mio bene, e non solo il mio. L’unica cosa di cui devo preoccuparmi è di accettare i suoi disegni con tutto il cuore, perché si senta libera di fare con me ciò che risponde ai suoi progetti.
Ti senti una persona speciale?
Io mi sento una persona normale, come te. Non sono più brava, né
più grande, né me ne sto sospesa a un livello più alto
perché Lei mi appare. Sono fortunata, sì, ma sono una donna come
le altre, e devo vivere quel lo che ricevo con tanta umiltà, perché
Dio stesso, quando si manifesta e ci fa alcuni doni come qui a Medjugorje, lo
fa con grande umiltà e semplicità.
I tuoi familiari non sono mai stati gelosi di questo tuo
rapporto con Maria?
I miei familiari mi hanno sempre sostenuto. Stiamo bene. Hanno messo in conto
che oggi mi vedono, domani magari no, ma tutto è vissuto con serenità.
Le gelosie non vanno ascoltate, fanno parte di quegli stati d’animo che
non vengono da Dio.
Non hai mai dubitato che le apparizioni fossero una tua fantasia?
No, quando ho visto. Ma in un primo momento, quando Mirjana e Ivanka hanno detto che c’era la Madonna, ho pensato che fossero uscite di testa, che fosse impossibile che Lei fosse davvero lì. Ma poi l’ho vista anch’io: e a quel punto puoi chiudere gli occhi e riaprirli ma Lei è lì, è sempre la stessa, la vedi come ora io vedo te e tu vedi me. E allo stesso modo si parla con Lei come tra persone vive: tu chiedi e Lei risponde, Lei domanda e tocca a te rispondere... La Madonna è persona viva, non può essere fantasia, così come tu non lo sei.
Perché ha scelto proprio voi?
Glielo abbiamo chiesto e ci ha detto semplicemente che era volontà di
Dio. A Ivan ha detto più o meno che ci ha scelto perché non siamo
né migliori, né peggiori degli altri...
Il cristianesimo c’è da duemila anni. Ma molti
oggi neppure lo conoscono e molti altri hanno vissuto prima di Cristo Si può
sperare anche per costoro il Paradiso?
Sì, lì c’è posto per tutti, non c’è
problema. E Dio che decide. Ma noi abbiamo una responsabilità maggiore,
perché abbiamo visto Gesù, lo abbiamo conosciuto. Ti direi di
non preoccuparti troppo degli altri, perché è anzitutto di noi
stessi che dovremo rispondere.
La Salette, Fatima, Lourdes e Medjugorje... c’è
un legame?
Una volta sola la Madonna ha detto «quello che ho cominciato a Fatima,
lo finisco qui a Medjugorje». Di altri posti ancora non ha parlato. Solo
di Fatima.
A Fatima ha parlato della conversione della Russia, e qui
le apparizioni sono iniziate prima della caduta del muro di Berlino. Ma poi
c’è stata anche la disgregazione della Jugoslavia... Secondo te,
è debellato il pericolo della guerra, e che Medjugorje possa essere colpita?
E vero che i carri armati qualche tempo fa hanno attraversato minacciosi il
paese?
Il pericolo della guerra si è finalmente allontanato, e non solo qui
a Medjugorje. Per quanto riguarda i militari, devi sapere che Medjugorje è
un nome che stuzzica curiosità, e se uno non sa che cosa fare prima o
poi ci vuole venire: magari col carro armato. La provocazione ci sta, dobbiamo
metterla in conto. Ma preferisco sottolineare che ci sono moltissimi soldati
della Nato che qui vengono solo per pregare. E conosco un gruppo proprio di
italiani che appena possono vanno sul monte delle apparizioni e sul Krizevac
e alla Messa nella vostra lingua.
Che vuoi dire ai «nemici», agli avversari di
Medjugorje?
Io accolgo e saluto sempre tutti; sono qui per rispondere a chiunque voglia
incontrarmi. Per me non c’è differenza tra chi crede e chi non
crede a Medjugorje. Anzi, ti dirò che preghiamo di più per quelli che non credono
che per quelli che credono. Ti assicuro che la Madonna ama tutti senza distinzioni,
così anche io faccio lo stesso. E, se lo vuoi, da oggi preghiamo insieme
che la Regina della pace raggiunga e benedica tutti con il suo amore e la sua
grazia.
Anche il vescovo? Non sei preoccupata per la diffidenza che
egli mostra nei vostri confronti?
In tutta verità io voglio bene al nostro vescovo e prego per lui... E
credimi, non sono mai stata preoccupata: del resto Maria è molto tranquilla
su questo punto, non dovrei esserlo io?