Intervista del 4 maggio 1995 tratta dalla rivista "Eco di Medjugorje"

In confidenza con Vicka La Madonna è spesso triste, ma nella speranza se vuoi vedere Vicka, recati al Campo della vita, dove sembra che lei abbia stabile dimora nella comunità. La trovi facilmente in cucina ad aiutare i giovani con la sua esperienza di cuoca, o nella sala d’accoglienza, che è anche refettorio, sempre prorompente in schiette risate e sorrisi che contagiano l’ambiente. Tutto qui parla della Regina della Pace: se cerchi le sue sembianze vieni qui. I giovani della comunità mi hanno invitato a pranzo, riservandomi con sorpresa il posto vicino a Vicka. Sedendo a gomito a gomito con lei, si è sviluppata tra noi una conversazione spontanea, che cerco di riassumere come meglio ricordo, naturalmente senza la revisione dell’interessata.


D. Tu hai sempre le apparizioni?

R. Sì, tutti i giorni al solito orario.

D. E dove?

R. In casa, oppure dove mi trovo, qui o dai malati quando faccio loro visita.

D. E’ sempre uguale, ora come all’inizio?

R. Sempre uguale, ma l’incontro con Lei è sempre nuovo, non si può descrivere con parole e non si può paragonare ad altri incontri, fosse anche la madre o l’amica più buona.

D. Una guida spirituale di veggenti in Italia si meraviglia come i veggenti di Medjugorje non parlino mai di una Madonna che piange o che è triste.

R. No, spesso La vedo triste perché le cose nel mondo non vanno bene. Io l’ho detto che in certi periodi la Madonna era molto triste [ne abbiamo scritto anche in Eco 116,p.4; 90,p.4, ecc.]. Ha pianto i primi giorni dicendo: Pace, pace, pace!, ma ha pianto anche perché gli uomini vivono in peccato, o non capiscono la S.Messa o non accolgono la Parola di Dio. Ma, anche se è triste, Lei sempre non vuole che guardiamo al male, ma dà fiducia nel futuro: per questo ci richiama alla preghiera e al digiuno che tutto può.

D. E che cosa fa la Madonna quando appare?

R. Prega con me o dice qualche parola.

D. Per esempio?

R. Dice i suoi desideri, raccomanda di pregare per la pace, per i giovani, di vivere i suoi messaggi per vincere satana che cerca di ingannare tutti su ciò che non vale; di pregare perché si realizzino i suoi piani, chiede di leggere e di meditare ogni giorno un passo della Bibbia...

D. Non dice nulla per te personalmente?

R. Quello che dice per tutti lo dice pure per me.

D. E non chiedi nulla per te?

R. Questa è l’ultima cosa a cui penso.

D. Quando pubblicherai il racconto che la Madonna ti ha fatto della sua vita?

R. Tutto è già pronto e sarà pubblicato solo quando lo dirà Lei.

D. Abiti ora nella casa nuova?

R. No, sempre in quella vecchia con la mamma, il papà e tre fratelli.

D. Ma non avete anche una casa nuova?

R. Sì, ma quella è per mio fratello che ha famiglia e per altri due fratelli con lui.

D. Ma tu vai a Messa tutti i giorni?

R. Certo, è la cosa più importante. A volte vado in chiesa alla mattina, a volte qui, a volte viene in casa mia qualche sacerdote e lì celebra davanti a poche persone.

D. Vicka, tu a differenza degli altri veggenti non ti sposi. Questo ti rende un po’ più di tutti. Il matrimonio per una persona che vi è chiamata,
è un grande sacramento e oggi, in mezzo allo sfacelo della famiglia, abbiamo bisogno di famiglie sante, come penso siano quelle dei veggenti. Ma la condizione di verginità ti rende più vicina al modello dei veggenti che abbiamo davanti agli occhi, come Bernadette, i pastorelli di Fatima, Melania di La Salette, che si sono consacrati interamente a Dio...

R. Vedi? Il mio stato mi permette di essere sempre a disposizione di Dio e dei pellegrini per una testimonianza, non avendo altri legami che mi impediscono, come quando uno ha una famiglia...

D. Per questo sei diventata la veggente più cercata e frequentata. Ora ho sentito che forse andrai in Africa con P.Slavko: o preferisci stare a casa?

R. Io non preferisco niente. Sono indifferente ad andare o a restare. Per me vale quello che vorrà il Signore, uguale essere qui o essere là. (E qui con tutta la foga del suo dire condito di sorriso, ci tiene a far capire che le preme andare dove vuole Dio).

D. Ora stai bene?

R. Benissimo -risponde- (e difatti le si nota un bell’aspetto fisico). Il braccio è guarito, non sento più alcun male. (E dopo aver gustato un buon piatto tipico bergamasco... e un bel pesce arrostito, va a dare una mano in cucina dove c’è da fare... per l’allegra brigata di 60 commensali, tra giovani e ospiti).

Altre confidenze di Vicka

 

D. La Madonna dona le stesse grazie oggi come all’inizio?

R. Sì, tutto sta che noi siamo aperti a ricevere quello che Lei ci vuol dare. Quando non abbiamo problemi, ci dimentichiamo di pregare. Quando invece ci sono problemi ricorriamo a Lei per ottenere aiuto e per risolverli. Ma anzitutto dobbiamo attenderci quello che Lei desidera darci; dopo, Le diremo quello di cui abbiamo bisogno. Che vale è la realizzazione dei suoi piani, che sono quelli di Dio, non le nostre intenzioni.

D. Che dici dei giovani che sentono il vuoto e l’assurdità totale della loro vita?

R. E’perché hanno messo in secondo piano ciò che ha un vero senso. Devono cambiare e riservare a Gesù il primo posto nella loro vita. Quanto tempo sprecano al bar o alla discoteca! Se trovassero mezz’ora per pregare, il vuoto cesserebbe.

D. Ma come fare a dare il primo posto a Gesù?

R. Cominciare dalla preghiera per imparare a conoscere Gesù come persona. Non basta dire: crediamo in Dio, in Gesù, che si trovano da qualche parte o di là delle nuvole. Dobbiamo chiedere a Gesù che ci dia la forza di incontrarlo nel nostro cuore perché entri nella nostra vita e ci guidi in tutto quello che facciamo. Poi progredire nella preghiera.

D. Perché tu parli sempre della Croce?

R. Una volta Maria è venuta col suo Figlio crocefisso. Basta vedere una volta a qual punto ha sofferto per noi! Ma noi non lo vediamo e continuiamo ogni giorno a offenderlo. La Croce è qualcosa di grande anche per noi, se l’accettiamo. Ciascuno ha la sua croce. Quando la si accetta, è come se scomparisse e allora si percepisce fino a che punto Gesù ci ama e quale prezzo ha pagato per noi. Anche la sofferenza è un dono tanto grande, di cui dobbiamo essere grati a Dio. Egli sa il perché ce l’ha data e anche quando ce la toglierà: chiede la nostra pazienza. Non dire: perché proprio a me? Noi non conosciamo il valore della sofferenza davanti a Dio: chiediamo la forza di accettarla con amore.