Il matrimonio di Vicka

1. Vicka e Marijo fanno i preparativi per il loro matrimonio: molti parlano dell’avvenimento perché Vicka rappresenta per essi una persona che incarna felicemente “la scuola di Maria” a Medjugorje, che rende il Cielo vicino, accessibile, in una parola, una persona che consente loro di toccare concretamente il Cuore della Vergine Maria. Le benedizioni, le conversioni e perfino le guarigioni legate alla preghiera o alla testimonianza di Vicka, non si contano più. Tra molte altre, ecco cosa ci racconta Elisabeth (di Londra) questa settimana:

 “Lo scorso anno, ero al Festival dei Giovani per poter incontrare la Madonna, ma non sapevo bene deve trovarla. Non ero veramente una credente. Non capivo perché andavano tutti in chiesa e stavano sempre a pregare. Per me non aveva alcun senso. Non avevo letto alcun libro su Medjugorje, volevo che l’esperienza fosse del tutto spontanea. Pensai: “Se Maria è davvero qui, me lo farà sapere lei stessa”. Non volevo far mia la convinzione di qualcun altro. Quindi non sapevo nulla su Medjugorje, sui veggenti, nemmeno come erano fatti. Trascorrevo la maggior parte del mio tempo da sola nei bar o vagando di qua e di là piangendo e sentendomi completamente sola.

 Un giorno, tutti andarono sulla Collina delle Apparizioni per pregare il Rosario. Non avevo la corona, non sapevo cosa fosse né perché le persone pregavano così. Mi sembrava un’inutile ripetizione di parole , che a mio avviso non aveva molto a che vedere con Dio. Allora mi misi a camminare sulla stradina che sale serpeggiando ai piedi della collina e vidi Vicka, una dei veggenti, nel suo giardino. Non sapevo che era Vicka perché non sapevo come era fatta, ma non appena la vidi, seppi che era una veggente. La vidi dall’altra parte della strada, poteva essere chiunque! Ma mi sciolsi subito in lacrime poiché mai nella mia vita avevo visto qualcuno così pieno di luce e di amore. Era raggiante. Il suo viso irradiava luce come un faro; allora mi precipitai dall’altra parte della strada e restai là, appoggiata ad un cantuccio del suo giardino, guardandola come se avessi avuto davanti a me un angelo o la Madonna stessa. Non parlai con lei. Da quel momento, seppi che la Madonna era lì presente e che Medjugorje era un luogo santo.”

Elisabeth è tornata a Medjugorje in questi giorni e testimonia che la scuola di Maria e i suoi messaggi hanno trasformato la sua vita. Il sole d’amore di Dio è venuto a trionfare sulla nebbia informe che prima gravava sul suo cuore.

2.Giovedì scorso, Denis Nolan ed io, siamo andati a trovare Vicka; eccovi alcune delle battute che ci siamo scambiati. (È sorprendente vedere con quale naturalezza Vicka padroneggi le profonde verità della dottrina sulla libertà personale e la responsabilità, senza aver mai studiato.)

Domanda: Vicka, come vedi questo cammino del matrimonio che hai scelto?

Vicka: Guarda! Ogni volta che Dio ci chiama, dobbiamo essere pronti nel profondo del cuore a rispondere a questa chiamata. Ho provato a rispondere alla chiamata di Dio trasmettendo i messaggi nel corso di questi ultimi 20 anni. L’ho fatto per Dio, per la Madonna. In questi 20 anni l’ho fatto da sola, ed ora non cambierà niente se non che adesso lo farò attraverso una famiglia. Dio mi chiama a fondare una famiglia, una famiglia santa, una famiglia per Dio. Sai, io ho una grande responsabilità di fronte alle persone. Loro cercano dei modelli, degli esempi da seguire. Allora io vorrei dire ai giovani: non abbiate paura di impegnarvi nel matrimonio, di scegliere questo cammino del matrimonio! Ma, per essere sicuri del proprio cammino, che sia questo o un altro, la cosa più importante è mettere Dio al primo posto nella vostra vita, mettere la preghiera al primo posto, cominciare la giornata con la preghiera e finirla con la preghiera. Un matrimonio in cui non c’è la preghiera, è un matrimonio vuoto, che sicuramente non durerà. Là dove c’è l’amore c’è tutto. Ma bisogna sottolineare una cosa: l’amore, si. Ma quale amore? L’amore per Dio innanzitutto, e poi l’amore verso la persona con la quale andrete a vivere. E poi, lungo il cammino della vita, non bisogna aspettarsi dal matrimonio che sia tutto rose e fiori, che sia tutto facile…No! Quando arrivano i sacrifici e le piccole penitenze, bisogna sempre offrirle al Signore con tutto il cuore; ogni giorno ringraziate il Signore per tutto ciò che è successo durante la giornata. Per questo dico: cari giovani, care giovani coppie, non abbiate paura! Fate di Dio la persona più importante della vostra famiglia, il Re della vostra famiglia, mettetelo al primo posto, e allora Egli vi benedirà – non soltanto voi, ma anche tutti quelli che vi avvicineranno.

D.: Dopo il tuo matrimonio abiterai ancora a Medjugorje?

Vicka: Abiterò a pochi chilometri da qui, ma credo proprio che la maggior parte delle mattine, sarò al mio posto! (ovvero la scalinata della casa azzurra). Non devo cambiare la mia missione, so bene qual è il mio posto! Il mio matrimonio non cambierà questo.

D.: Cosa puoi dirci di Marijo (pronuncia: Mario), l’uomo che sposerai il 26 gennaio?

 Vicka: È difficile per me parlarne. Ma tra di noi c’è una cosa sicura: la preghiera. È un uomo di preghiera. È un uomo buono, capace. È un uomo profondo, il che è molto bello. E poi, stiamo molto bene insieme. C’è veramente amore tra noi; così poi, poco a poco, costruiremo su questo.

D.: Vicka, come può una ragazza sapere quale uomo sposare?

Vicka: Sai, con la preghiera di sicuro, il Signore e la Madonna sono pronti a risponderti. Se chiedi nella preghiera qual è la tua vocazione, il Signore ti risponderà di certo. Devi avere buona volontà. Ma non bisogna essere precipitosi. Non devi andare troppo veloce e dire guardando il primo ragazzo che incontri: “Questo è il ragazzo per me”. No, non bisogna fare così! Bisogna andare piano, pregare e attendere il momento di Dio. Il momento giusto. Bisogna essere pazienti e attendere che sia Lui, Dio, a mandarti la persona giusta. La pazienza è molto importante. Noi tutti tendiamo a perdere la pazienza, ci affrettiamo troppo e dopo, quando abbiamo fatto un errore, diciamo: “Ma perché, Signore? Quest’uomo non era veramente per me”. È vero, non era per te, ma bisognava essere paziente. Senza pazienza e senza preghiera, niente può andar bene. Oggi dobbiamo essere molto più pazienti, più aperti, per rispondere a ciò che il Signore vuole.

 E una volta trovata la persona da sposare, se l’uno o l’altro teme il cambiamento di vita e dice a se stesso: “Oh, ma starò meglio da solo”, egli in realtà cova in sé una paura. No! Bisogna prima liberarci da tutto ciò che ci turba dentro, e solo dopo potremo fare la volontà di Dio. Non possiamo chiedere una grazia e dire: “Signore, fammi questa grazia” quando abbiamo un grande blocco interiore; questa grazia non ci arriverà mai perché dentro di noi non siamo ancora pronti a riceverla. Il Signore ci ha donato la libertà, ci ha dato anche una buona volontà, e allora dobbiamo liberarci dei nostri blocchi interiori. Poi dipende da noi essere liberi o no. Tutti tendiamo a dire: “Dio qui, Dio là, fai questo, fai quello”…Dio agisce, è sicuro! Ma io stessa devo cooperare con Lui e averne la volontà. Devo dire: “Lo voglio, quindi lo faccio”.

D.: Vicka, hai chiesto alla Madonna il suo parere sul tuo matrimonio?

 Vicka: Ma vedi, io sono come tutti gli altri, il Signore mi ha dato la possibilità di scegliere. Io devo scegliere con tutto il mio cuore. Sarebbe troppo comodo che la Madonna ci dicesse: "Fai questo, fai quello”. No, Lei non usa questi metodi. A noi tutti Dio ha fatto grandi doni perché potessimo comprendere interiormente ciò che Egli ha in serbo per noi (Vicka non ha posto domande alla Madonna riguardo al suo matrimonio perché “Non le faccio mai domande per me stessa”, dice).

D.: Vicka, per molte persone consacrate nel celibato, tu rappresentavi un po’ il loro “modello” a Medjugorje. Ora essi ti vedono sposarti, hai qualcosa da dire loro?

Vicka: Vedi, durante questi 20 anni, Dio mi ha chiamata ad essere uno strumento nelle sue mani in questo modo (nel celibato). Se rappresentavo un “modello” per queste persone, oggi non cambia niente! Non vedo la differenza! Se si prende qualcuno come esempio da seguire, bisogna anche lasciarlo rispondere alla chiamata di Dio. Se Dio ora vuole chiamarmi ad una vita di famiglia, di famiglia santa, è che Dio vuole questo esempio, ed io devo rispondere ad esso. Per la nostra vita, non dobbiamo guardare quello che fanno gli altri, ma guardare in noi stessi e trovare in noi stessi ciò a cui Dio ci chiama. Egli mi ha chiamata a vivere 20 anni in questa maniera, adesso mi chiama ad un’altra cosa ed io devo ringraziarlo. Bisogna che io gli risponda anche per quest’altra parte della mia vita. Oggi Dio ha bisogno di esempi di buone famiglie, ed io credo che la Madonna voglia fare di me un esempio di questo tipo di vita, ora. L’esempio, la testimonianza che il Signore si aspetta che diamo, non la troveremo guardando agli altri, ma ascoltando, ciascuno per quanto lo riguarda, la chiamata personale di Dio. Ecco la testimonianza che possiamo dare! Non dobbiamo cercare la nostra soddisfazione personale, né fare ciò di cui abbiamo voglia. No, bisogna veramente fare ciò che Dio vuole che facciamo. Talvolta siamo troppo attaccati a ciò che ci piace e guardiamo troppo poco ciò che invece piace a Dio. In tal modo possiamo vivere tutta una vita, lasciar passare il tempo ed accorgerci soltanto all’ultimo momento di esserci sbagliati. Il tempo è passato e non abbiamo concluso niente. Ma è oggi che Dio ti dona occhi nel tuo cuore, occhi nella tua anima per poter vedere e non perdere il tempo che ti è dato. Questo tempo è un tempo di grazia, ma è un tempo in cui bisogna fare delle scelte ed essere ogni giorno più decisi sul cammino che abbiamo scelto.
 
 

Cara Gospa, com’è preziosa la tua scuola d’amore!

Conducici ad una profonda relazione con Dio,

aiutaci a vivere una vera libertà!