Edizione Medjugorje
Copertina di Anna Garis di Torino
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tipografia VENTURINI - Bolzano
PREMESSA
Lo scopo che intendo raggiungere, scrivendo questo libretto, è quello
di incoraggiarti a digiunare e, spero vivamente che, quando lo avrai letto
fino in fondo, tu mi risponda.’ “Lo farò”.
Io pregherò perché, praticando il digiuno, tu possa scoprire
tutti i tesori che Dio ha posto in te, e perché , con il digiuno, il
desiderio di Dio cresca dentro te, giorno dopo giorno.
Io pregherò perché, digiunando, tu possa scoprire il Dio dell’amore,
della speranza, della fede e della pace; e perché, con il digiuno, tu
possa incontrare nuovi compagni di viaggio, e proporti loro nell’amore,
nella pace, nella fede e nella speranza.
Digiunando, troverai anche la forza di eliminare tutto il male che è in
te, poiché il digiuno serve soprattutto a questo.
E così, per cominciare, possa benedirti con 1’ intercessione di
Maria, Regina della Pace, Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo. Amen.
IL DIGIUNO E’ NECESSARIO
Gli Evangelisti parlano molte volte del digiuno e riferiscono che Gesù ne raccomandò la pratica, al fine di farci progredire nella vita spirituale. Ciò che Gesù ha detto al riguardo, può essere riassunto in queste frasi:
• Il digiuno è necessario come la preghiera.
• Quando Gesù spiegò ai suoi discepoli perché non fossero in grado di liberare un uomo posseduto dal demonio, Egli assegnò un potere speciale al digiuno. In quell’occasione, affermò che alcuni demoni non possono essere scacciati se non con la preghiera. E l’Evangelista Marco aggiunge: “e con il digiuno” (Mc 9,29)
• Per digiunare (o pregare) rettamente, bisogna liberarsi dall’ipocrisia e dall’orgoglio. Considera il caso del Fariseo che usò la sua preghiera per ostentare la propria devozione e per esprimere il proprio disprezzo nei confronti del Pubblicano, uomo autenticamente umile.
“Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di essere giusti e disprezzavano gli altri: ‘Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano. Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adulteri, e neppure come questo pubblicano. Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo. Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore. Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato” (Lc 18, 9-14).
• Gesù dichiarò che i suoi discepoli avrebbero digiunato proprio come i discepoli di Giovanni, ma non prima che Lui avesse lasciato questo mondo.
“Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro”? (Mt 9,15-16)
• Secondo Luca, Gesù non mangiò, durante i quaranta giorni in cui rimase nel deserto. In altre parole, Gesù digiunò prima di annunciare il Vangelo. Questo avvenne subito dopo il Suo Battesimo nel fiume Giordano.
“Gesù, pieno di Spirito Santo, si allontanò dal Giordano e fu condotto dallo Spirito nel deserto dove, per quaranta giorni, fu tentato dal diavolo. Non mangiò nulla in quei giorni; ma, quando furono terminati, ebbe fame. Allora il diavolo gli disse: ‘Se tu sei Figlio di Dio, dì a questa pietra che diventi pane. Gesù gli rispose: ‘Sta scritto: Non di solo pane vivrà l’uomo”’ (Lc 4,1-4)
Sebbene Gesù non abbia ordinato esplicitamente ai suoi discepoli di digiunare, sembra evidente che se lo aspettasse comunque. da essi. “E quando digiunate, non assumete aria malinconica come gli ipocriti, che si sfigurano la faccia per far vedere agli uomini che digiunano. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.” (Mt 6,16.).
IL DIGIUNO NELLA CHIESA DEI PRIMI TEMPI
Il digiuno faceva parte della tradizione ebraica ed è noto che veniva
praticato anche ai tempi della civiltà greco-romana.
La tradizione ebraica raccomandava il digiuno ufficiale, solo nel Giorno della
Riconciliazione che era un giorno di devozione. Tuttavia, la gente, spesso,
digiunava due volte a settimana, il lunedì e il giovedì (Lc 18,12).
Dalla lettura del Vecchio Testamento, apprendiamo che, in momenti di grandi
difficoltà, Re e Profeti, chiedevano al popolo di digiunare e di pregare.
Nei Salmi, già troviamo alcuni versetti rivelatori, come ad esempio:
“
Io, quand’erano malati, vestivo di sacco, mi affliggevo col digiuno,
riecheggiava nel mio petto la mia preghiera” ( Sal 35,13) o, ancora: “Le
mie ginocchia vacillano per il digiuno, il mio corpo è scarno e deperisce” (
Sal 109,24) La Chiesa dei primi tempi raccomandava il digiuno due volte la
settimana, il mercoledì e il venerdì. Alcuni tra i più devoti
digiunavano anche di sabato, in preparazione al Giorno del Signore. La pratica
del digiuno gradualmente divenne sempre più estesa. Si digiunava intere
settimane, come, per esempio, durante la Settimana Santa. Nel III secolo, la
Chiesa, nel periodo della Quaresima, raccomandò il digiuno per quaranta
giorni come preparazione alla Pasqua.
IL DIGIUNO RESTA NECESSARIO COME SEGNO DELLA NOSTRA ATTESA
Da un punto di vista teologico, con la venuta di Cristo, il digiuno non sarebbe
più necessario, perché gli invitati alle nozze non hanno bisogno
di digiunare fin quando lo sposo è con loro (Mt 9.15.). Ma, dal momento
che Gesù deve tornare di nuovo in tutta la sua gloria, il digiuno resta
necessario come segno della nostra attesa. Questa prospettiva dà, al
digiuno, un nuovo senso e, dal momento che concentra la nostra attenzione verso
il Signore che deve venire, lo correda di una dimensione escatologica. Il digiuno
era raccomandato, prima della somministrazione dei Sacramenti, anche dalla
Chiesa antica. Così i diaconi che si preparavano all’Ordinazione
ed i futuri predicatori che si preparavano alla predicazione, erano vivamente
invitati al digiuno. Persino i catecumeni ed i sacerdoti designati a somministrare
il sacramento del Battesimo, come prima cosa, avevano l’obbligo di digiunare.
In breve, possiamo concludere che la Chiesa riconosce il digiuno, perché lo
ha praticato durante la sua storia, e ha dato ad esso un concreto significato.
In alcune comunità religiose, il digiuno viene praticato anche al giorno
d’oggi. Leggendo la vita dei Santi, possiamo renderci conto di quanta
importanza essi hanno dato al digiuno. Nella Regola del suo Ordine, anche San
Francesco d’Assisi esortava i suoi frati a fare digiuno per periodi di
quaranta giorni, tre volte l’anno (in Quaresima, prima della Festa di
San Michele e dal giorno di Tutti i Santi fino a Natale) e, ancora, ogni venerdì.
Al giorno d’oggi, le richieste della Chiesa sono meno severe. Ci sono,
infatti, solo due giorni nei quali il digiuno è obbligatorio: il Mercoledì delle
Ceneri e il Venerdì Santo.
Anche prima degli eventi di Medjugorje, che hanno rilanciato il digiuno, tra
la nostra popolazione, soprattutto in Erzegovina, la pratica di esso andava
ben oltre le richieste minime della Chiesa, grazie anche all’indubbia
influenza esercitata dalla spiritualità francescana. Così molti
fedeli, soprattutto ragazze e madri di famiglia, digiunano il martedì (giorno
di Sant’Antonio), i dodici giorni che precedono la Festa dell’Assunzione,
alla vigilia delle grandi Festività e durante la Quaresima. Un tempo,
la nostra gente (di Medjugorje e delle zone circostanti) osservava un severo
digiuno perfino d’estate, durante i duri lavori nei campi.
UN RITORNO ALLA PRATICA DEL DIGIUNO
I cosiddetti “messaggi”, come ciascuno degli altri elementi che
danno autenticità ad una apparizione, non possono contenere nuove rivelazioni
riguardanti i progetti di Dio nei nostri confronti, né possono rivelare
nuove verità riguardo la Chiesa. Questi “messaggi” non possono,
in alcun modo, introdurre novità o modificare quanto rivelato da Gesù agli
Apostoli.
Pertanto le apparizioni sono ancora oggi un segno che Dio continua a rivolgersi
a noi, suoi figli, per incoraggiarci a proseguire nel nostro cammino verso
di Lui. Spesso Egli ci richiama attraverso Maria; ma, talvolta, Gesù stesso
ci parla. Tali interventi non sono altro che un incoraggiamento a portare avanti
pratiche già conosciute da molto tempo.
Il richiamo a digiunare, che Maria rivolge alla nostra generazione, è solo
una ripetizione di quanto Gesù ha già detto, e di quanto la Chiesa
dei primi tempi ha messo in pratica con grande zelo!
Se studiamo il Vecchio Testamento ed esaminiamo nei dettagli le varie situazioni,
nelle quali la gente era allora esortata a digiunare, scopriamo quanto la preghiera
ed il digiuno potevano recare un cambiamento o un sollievo perfino nelle situazioni
più critiche.
LA MADONNA VUOLE RIEDUCARCI
Consideriamo ora il digiuno nel contesto dei nostri tempi. Quando la Madonna
ci chiede di recitare il Credo degli Apostoli ogni giorno, sembrerebbe che
voglia, in questo modo, dimostrarci che viviamo in una situazione “da
non credenti”. Ella certamente vuole dirci qualcosa come: “Non
basta recitare il Credo; bisogna aderire totalmente a Dio che si è offerto
a noi in modo ineffabile nella persona di Gesù Cristo”.
Questo è il metodo adottato dalla Madonna per istruirci. E interessante
notare che, come tutti i buoni maestri, Ella assegna compiti concreti. La sua
richiesta è che digiuniamo in accordo con la tradizione della Chiesa.
Possiamo, inoltre, constatare quanto Ella abbia una esatta visione della nostra
generazione, quasi esclusivamente interessata al denaro, al profitto, all’accumulazione
di beni materiali, all’avidità e così via.
La Madonna vuole rieducarci. Ma da dove può iniziare?
IL DIGIUNO CI CONDURRA’ AD UNA NUOVA LIBERTA’ DEL CUORE E DELLA
MENTE
Per prima cosa, Maria ci chiama alla preghiera: cioè all’unione con Dio, e poi al digiuno: vale a dire alla liberazione del nostro cuore dai bisogni che lo legano alle cose materiali. In questo modo il digiuno ci condurrà ad una nuova libertà del cuore e della mente. Il digiuno è una chiamata alla conversione del nostro corpo. In altre parole, è il processo attraverso il quale diventiamo liberi ed indipendenti dalle cose materiali. Liberandoci dalle cose esteriori, ci liberiano anche dalle passioni che incatenano la nostra vita interiore. Questa nuova libertà farà spazio dentro di noi a nuovi valori. Quindi, il digiuno ci affranca da una certa schiavitù e ci rende liberi di gustare la vera felicità.
UN’ESPERIENZA ATTUALE.
A conferma di quanto detto finora, voglio riportare la testimonianza di un
pellegrino di Medjugorje, così come mi è stata resa. “Avevo
iniziato a digiunare perché lo facevano mia moglie ed i miei figli;
non volevo che mia moglie dovesse cucinare per me solo. All’inizio, non
accadde nulla di importante. Sapevo di essere distratto nelle mie preghiere.
Ascoltavo la Parola di Dio, ma non provavo alcun miglioramento sensibile e
non avevo la sensazione di cambiare sotto la sua influenza. L’ascoltavo
e poi mi occupavo dei miei affari, senza che nulla in me cambiasse. Un giorno
però sentii la necessità di rivedere il mio modo di pregare.
Senz’altro questo mio cambiamento è stato il risultato della riflessione
silenziosa che si verificava in me durante il giorno in cui digiunavo. All’inizio,
ero in costante lotta con il mio bisogno di mangiare e di bere e finivo per
rimandare la preghiera alla mattina successiva. Una volta, accadde qualcosa
che mi dimostrò chiaramente l’efficacia della preghiera sostenuta
dal digiuno. Per lungo tempo sono stato in cattivi rapporti con mio fratello
e mi ero abituato a questa situazione. Non ci rivolgevamo la parola e non mi
importava che le nostre mogli e i nostri figli non si conoscessero nemmeno.
Circa un anno dopo che avevo cominciato a digiunare mi sono reso conto che
quella situazione mi procurava amarezza e mi rendeva inquieto. Continuai a
pregare ed a digiunare. Così, una mattina, ho avuto la straordinaria
sensazione di essere alleggerito di un peso. Sono andato da mio fratello e
ho chiesto perdono. Anche lui era ben disposto nei miei confronti. Che Dio
sia ringraziato, perché ora viviamo come due veri fratelli!
In questo momento, questa è la cosa più importante per me”.
È NECESSARIO UN RADICALE RITORNO A DIO
Leggendo questa testimonianza, notiamo che il digiuno è stato di aiuto
a quest’uomo per ritrovare di nuovo se stesso e riesaminare il suo rapporto
con Dio e con gli altri. Appena la sua preghiera ha cominciato a dare frutti
nel suo cuore, egli non ha dovuto attendere molto perché il suo nuovo
rapporto con Dio sfociasse in un rinnovato rapporto con suo fratello.
Questo esempio prova molto bene come le azioni cattive di un uomo possano causargli
cecità! E necessario un deciso e radicale ritorno a Dio per cambiare
l’atteggiamento del nostro cuore e della nostra mente. E il digiuno facilita
questo ritorno. Tutto questo dimostra che il digiuno non è fine a sé stesso,
ma diventa necessario per avanzare nella conversione: facendoci progredire
non solo sul piano della fede, ma anche su quello sociale.
IL DIGIUNO CI ASSICURA UNA FORZA DINAMICA
Non è possibile un radicale ritorno a Dio senza la preghiera, la quale cresce di qualità e diventa libera quando si unisce al digiuno. Se siamo convinti che la Vergine Maria chiede a ciascuno di noi di essere il suo “portavoce” in questo mondo ateo, dobbiamo digiunare con il cuore così che questo digiuno ci assicurerà una forza dinamica. Quando iniziamo a considerare noi stessi i padroni della vita e del mondo, ed a comportarci come tali, come se non avessimo alcun bisogno di Dio, mettiamo in evidenza i segni premonitori dell’ateismo. Il digiuno rappresenta il modo migliore per evidenziare queste predisposizioni negative del nostro cuore, esso ci aiuta a scoprire che dipendiamo dalla volontà di Dio, a comprenderla meglio e, di conseguenza, a comprendere meglio noi stessi.
Parlando del digiuno, L. Rupcic ha affermato:
“
La ragione ed il valore fondamentale del digiuno deve essere al servizio
della fede. E’ un mezzo semplice che permette all’uomo di dimostrare,
rafforzare e dare stabilità al proprio autocontrollo. Il digiuno è la
garanzia del suo abbandono a Dio, in una fede vera e sincera. Fino a quando!’ uomo
non è ancora padrone di sé stesso (e dei suoi sensi) non può abbandonarsi
completamente nelle mani di Dio”.
Sappiamo come Gesù, nel Vangelo, chiede di pregare sempre, senza stancarsi.
Purtroppo, giorno dopo giorno, troviamo delle scuse e diciamo che non abbiamo
tempo per pregare, o che il ritmo della nostra vita è tale da non permetterci
di farlo. Il problema, però, non è nel fatto se abbiamo o meno
il tempo di pregare. Piuttosto, se sentiamo il desiderio, la necessità di
Dio, di incontrarLo nella preghiera. Più abbiamo e più vogliamo
avere; meno spazio abbiamo per Dio e meno tempo troviamo per la preghiera.
In questo modo, nella realtà quotidiana, diventiamo sempre di più atei.
Pertanto crediamo di poter risolvere tutti i nostri problemi, solo possedendo
sempre più cose materiali, cibo e bevande migliori. Questo tipo di comportamento
e queste convinzioni escludono la possibilità e la necessità della
preghiera. Il digiuno ha, come conseguenza particolare, quella di collocare
le cose in una giusta prospettiva; perché solo digiunando arriveremo
a capire realmente noi stessi, e a considerare la realtà che ci circonda,
sotto un’ottica diversa. Scopriremo così di non essere autosufficienti
e che il possedere anche l’intero pianeta non può soddisfare le
necessità più profonde del nostro cuore. In questo modo, troveremo
altri fini, altri scopi, altri bisogni che, sovrapponendosi alle necessità materiali,
ci guideranno lungo il cammino che va incontro al Signore!
La prima beatitudine: “Beati i poveri in spirito, perché di essi è il
regno dei cieli”, può essere tradotta in un altro modo: “Beati
coloro che desiderano Dio”. Una persona che crede di essere autosufficiente
e di non aver bisogno di nulla, se non di una costante gratificazione di sé stesso,
non è una persona povera dinanzi a Dio! Ciò significa che, vivendo
nella convinzione di non aver bisogno di Dio, non si pone neanche il problema
della preghiera!
Solo attraverso il digiuno, questa convinzione lentamente cade, e avvertiamo
sempre di più la necessità di pregare, vale a dire, diventiamo
sempre più aperti al nostro incontro con Dio.
Per questa ragione, possiamo affermare che il digiuno non può essere
sostituito, anzi è indispensabile!
Abbiamo bisogno di digiunare per poter crescere nella preghiera e soprattutto
per poter crescere nella preghiera del cuore. In conclusione, preghiamo più facilmente
quando digiuniamo e digiuniamo meglio quando preghiamo. Un vecchio proverbio
dice: “Uno stomaco pieno non ama studiare”. Il suo significato
non viene alterato se lo trasformiamo in: “Uno stomaco pieno non ama
pregare”.
Il vuoto fisico provocato dal digiuno ci aiuta a comprendere il nostro vuoto
spirituale ed il nostro bisogno di Dio!
Il profondo desiderio del Signore non è in contrasto con la dignità umana,
ma al contrario la valorizza.
Digiunando arriviamo a comprendere la nostra dipendenza non dai beni materiali
ma da Dio, una dipendenza che non ci rende schiavi, ma, che piuttosto, ci libera!
Siamo stati creati da Dio ed Egli è sempre presente in noi. Ci sentiamo
bene quando stiamo insieme a Lui come amici, come soci, che si riuniscono per
la definizione di un contratto.
Se il cuore diventa anche umile, sarà più facile ascoltare la
Parola di Dio ed avere la sua amicizia. Sarà più semplice persino
incontrare gli altri; questa è la via che porta alla felicità!
La vera felicità non è nei valori superficiali, ma è da
ricercare nella pace interiore, attraverso la quale l’uomo può vincere
ogni difficoltà e situazione spiacevole!
ATTRAVERSO IL DIGIUNO IL NOSTRO ANIMO SI PURIFICA
E’ ora importante riflettere su un’altra conseguenza del digiuno.
Digiunando, i nostri animi diventano più puri, vediamo la realtà in
modo migliore, ci rendiamo realmente conto di ciò che possediamo, di
quanto abbiamo bisogno e di quello di cui possiamo fare a meno. Ci liberiamo
dello spasmo interno di volere sempre di più, di credere di aver bisogno
di sempre più cose, dimenticando, allo stesso tempo, il valore di quello
che possediamo già. Tutto è relativo nella vita. Dobbiamo dare
il giusto valore alle cose; per cui, se continuiamo a vivere nella convinzione
che le cose materiali sono molto importanti, dimentichiamo di essere solo di
passaggio in questo mondo. Cerchiamo di ricordare costantemente che ci sono
persone che sarebbero felici se avessero solo un tetto sulla testa, solo un
po’ di pane ogni giorno. E quanto più felici sarebbero se avessero
quanto abbiamo noi! E, tuttavia, sebbene possediamo così tanto, spesso
ci sentiamo infelici ed insoddisfatti. La ragione di questa insoddisfazione
sta nel fatto che non vediamo più quanto è essenziale: siamo
diventati ciechi nei confronti di ciò che è indispensabile e
siamo convinti di avere bisogno di possedere sempre nuove cose.
Solo con il digiuno, comprendiamo cosa sia veramente necessario nella vita;
così, rendendoci internamente .liberi attraverso esso, ci muoveremo
con più facilità verso Dio e verso la gente. Da questo incontro
libero, si verifica la riconciliazione. Più andremo “incontro” al
prossimo , meno tempo troveremo per i contrasti, per le cose negative, per
le guerre. Liberati dai chiodi del materialismo, potremo muoverci verso gli
altri, senza paura di perdere qualcosa di indispensabile, di vitale! Diventeremo
così pellegrini in cerca di Dio, impegnati quotidianamente in un rapporto
nuovo e libero con il Signore, impegnati, giorno per giorno, ad essere sempre
in cammino verso di Lui. Ciò ci riporta alle parabole del Vangelo in
cui Gesù sottolineava l’importanza di essere in “cammino”.
Le persone che sono lungo la propria strada, sul proprio cammino, non permettono
a nessuno di fermarle. Sono motivate e spinte dalla speranza interiore di incontrare
il Signore. Quando le persone hanno perso questa speranza, iniziano a viziarsi,
e perfino a farsi del male reciproco!
Nel Vangelo di San Matteo, si legge di un proprietario che piantò un
vigneto, lo diede in gestione a dei contadini e poi partì per un viaggio.
Quando arrivò il momento della vendemmia, mandò i suoi servi
a riscuotere la propria parte di raccolto. Ma gli affittuari risposero aggredendo
i servi, picchiandone uno ed uccidendone un altro. Conosciamo anche il racconto
delle vergini che non avevano più l’olio. Queste due parabole
presentano situazioni in cui il valore dell’attesa è andato perduto.
In altre parole, Maria vuole che siamo sempre pronti a muoverci. Vuole guidarci
perché riconosciamo sempre di più ciò che è essenziale
e ciò che invece non lo è. I nostri animi saranno più aperti
nei confronti di coloro che hanno bisogno. Sarà così più facile
riconoscere i bisogni spirituali e quelli materiali di chi ci sta accanto.
Potremmo, pertanto, parlare anche del valore sociale del digiuno.
Molte persone, quando iniziarono le Apparizioni, si chiesero: “Perché mai
la Madonna non insiste sull’aiuto sociale?”. Ebbene, io ritengo
che Ella, proprio attraverso il digiuno, abbia voluto educarci ad approfondire
l’impellente esigenza della solidarietà cristiana. E poi, durante
questi mesi, quanti inviti ci sono stati rivolti e non sono stati mai ascoltati,
perché, nel nostro egoismo e nella nostra presunzione, non ci accorgiamo
delle necessità degli altri!?
PERCHÉ DIGIUNARE A PANE E ACQUA?
La Madonna, a Medjugorje, ci ha chiesto, dunque, di tornare a praticare il
digiuno.
Alla domanda: “Qual è il miglior tipo di digiuno?”, la Vergine
ha risposto: “Pane ed acqua, naturalmente”.
Noi constatiamo che il pane e l’acqua non rappresentano l’unico
modo di digiunare, ma il modo “migliore”, secondo l’affermazione
dalla Vergine. Inoltre, una persona deve arrivare a digiunare a pane ed acqua
progressivamente. Se non si è mai digiunato, può essere molto
scoraggiante iniziare solo con pane ed acqua senza avere ricevuto mai una chiamata
dal Signore. Ci sono altri modi di digiunare che raggiungono gli stessi fini
dentro di noi e, allo stesso modo, ci aiutano ad incamminarci verso il vero
digiuno. Per esempio: non mangiare determinati cibi, oppure mangiarli senza
condimento; mangiare cose che normalmente non ci piacciono, saltare il dessert
o, semplicemente, mangiare molto meno in ciascun pasto: questi sono solo alcuni
modi per iniziare la pratica del digiuno. La cosa importante è che si
inizi a digiunare, in qualche modo. A Medjugorje tuttavia, viene sempre ribadito
il valore del digiuno a pane ed acqua, perché esso ha un profondo significato:
il pane è il cibo dei poveri! Avere o meno il pane rappresenta uno dei
problemi essenziali della nostra esistenza!
Nella Bibbia poi si parla spesso del pane! Dio donò il pane (la manna)
al suo popolo durante il cammino attraverso il deserto (Es. 16.). Nei suoi
insegnamenti, Gesù parla del pane che è disceso dal cielo. Un
angelo portò il pane ed una giara d’acqua al profeta Elia quando
questi era sfinito dalla stanchezza (1 Re, 19) e, dopo aver mangiato e bevuto,
Elia riacquistò forza e continuò il suo cammino. Non bisogna
dimenticare, d’altra parte, che, secondo quanto scritto nel Vangelo,
i poveri furono i più vicini a Gesù! Essi infatti mangiarono
con Lui, Lo seguirono ed ascoltarono le Sue parole. Dopo aver parlato ad una
folla affamata non solo delle Sue parole, ma anche di cibo corporale, Gesù moltiplicò i
pani (Mc 8,1-9; Mt 15,32-39). Ed è, moltiplicando il pane terreno, che
Gesù preparò il Suo popolo per il Pane del cielo! Essere disposti
a vivere di pane ed acqua per una giornata, significa essere disposti ad essere
poveri davanti a Dio, ben disposti ad accettare la Sua volontà! Questo
significa seguire le tracce dei profeti e di coloro che sono stati scelti perché testimoniassero
la loro fede! Il pane è il cibo fondamentale del popolo di Dio e, allo
stesso tempo, simboleggia la vita. Anche l’acqua è insostituibile
nella nostra vita; essa simboleggia la purificazione spirituale. E il messaggio
del Signore, in questo caso, viene ad esprimere due verità: tornate
alla vita e vivete. Uscite dalla vostra impurità e siate puri. La Madonna
ci chiede di vivere di pane ed acqua per due giorni alla settimana: questo
non rappresenta solo il digiuno ideale, è anche il modo ideale per educare
il proprio corpo, spirito ed anima. La Madre di Dio ci ha esortati nella piena
libertà: ciò significa che, se siamo molto stanchi, o abbiamo
lavorato duramente, o non siamo in buona salute, possiamo bere del tè o
del caffè o mangiare persino qualcosa.
DIGIUNARE A PANE ED EUCARESTIA
Tutto ciò che Gesù disse e fece riguardo il pane era finalizzato
alla preparazione del Suo uditorio per un nuovo banchetto, per il Pane che
viene dal cielo, nel quale Egli stesso si spezzò e divise per la redenzione
e la salvezza del genere umano. Nonostante tutto ciò che Gesù disse
e fece per fare in modo che i Suoi contemporanei capissero: che il Suo Corpo
ed il Suo Sangue dovevano essere offerti come cibo e bevanda per eccellenza,
non venne capito.
Il Suo uditorio respinse questo messaggio, fingendo che le parole fossero difficili
e del tutto incomprensibili (Gv 6,52-60).
Mentre noi, scegliendo, in determinati giorni, di non mangiare nulla, tranne
che il pane, possiamo capire, mediante l’esperienza personale, quale è il
vero significato del messaggio di Gesù. Ci è stata data così la
possibilità di scoprire, attraverso la ragione ed il cuore, tutta la
realtà del messaggio che Gesù ci ha proposto, rendendosi presente
nel Pane Eucaristico! Con l’essere troppo attaccati al contenuto del
nostro piatto, corriamo il rischio di perdere di vista il nostro nutrimento
fondamentale nel quale Dio ci offre Sé stesso in un modo molto particolare.
Per sentire la presenza, durante l’Eucarestia, di Gesù, Figlio
di Dio in quel piccolo pezzetto di pane nel nostro corpo, dobbiamo essere prima
disposti a soffrire la fame fisica. Altrimenti rischiamo di disprezzarne le
briciole! Se consideriamo la pratica seguita dalla Chiesa dei primi anni, che
i nostri fratelli ortodossi seguono ancora oggi, cioè quella dell’obbligo
di digiunare per diverse ore prima di ricevere la Comunione, capiremo con più facilità quanto è stato
detto prima. Se digiuniamo in questo modo per diversi giorni, la realtà diventerà ancora
più evidente. Forse i poveri, che conoscono l’importanza ed il
valore del pane quotidiano, comprendono meglio il valore del Pane che viene
dal cielo. Mentre, il cuore del ricco non è stato aperto nei confronti
di quel “piccolo” dono che nasconde un valore infinito! Una mia
parrocchiana mi ha confidato che, da quando ha iniziato a vivere di solo pane
ed acqua ogni venerdì, la Comunione è diventata per lei un evento
più solenne. E’ stupita del piacere fisico che sente quando riceve
quel piccolo pezzo di pane nella Comunione. Ogni volta rimane profondamente
scossa perché è immediatamente consapevole che, attraverso questo
pane, Gesù le viene più vicino!
IL MESSAGGIO DI MARIA RIGUARDO L’EUCARESTIA
Il digiuno purifica il nostro animo, al fine di aprirlo maggiormente nei confronti di Dio e degli uomini. Il digiuno ci rende più recettivi nei confronti della Parola di Dio e ci prepara degnamente a ricevere la Comunione. Nuovi spazi si aprono per noi nella celebrazione o nella partecipazione alla Santa Messa e nell’Adorazione di Dio e di Gesù nell’Eucarestia. Per cui il fatto di non comprendere a pieno il Mistero Eucaristico, non ha più alcuna importanza. Ciò che conta, invece, e che l’Eucarestia cominci a vivere e ad agire dentro di noi. In un suo messaggio, la Madonna chiama tutti a impegnarvi perché la Santa Messa rappresenti la vita per voi”. Solo allora, avrà inizio il cammino verso un nuovo rapporto consacrato nell’amicizia tra Dio e l’uomo.
IL DIGIUNO NON PUO’ ESSERE SOSTITUITO
A tutti i cristiani deve essere ben noto che tutte le persone che sono state
battezzate, indipendentemente dal loro ceto sociale e dalla posizione che occupano,
sono chiamate a pregare. Nessuno è esonerato da questo obbligo, né coloro
che sono in buona salute nè quelli che sono malati, nè i bambini
né gli anziani, né i colti né gli illetterati. Nessuno
può allontanarsi dall’uso della preghiera. Ma non a tutti viene
chiesto di pregare allo stesso modo. Per esempio, ad una persona costretta
a stare a letto, non è mai stato chiesto di recarsi in Chiesa per assistere
alla Messa: gli si chiederà di recitare le proprie preghiere a letto.
E, per quanto anche i bambini debbano pregare, non si chiederà mai loro
di pregare come fanno gli adulti: si dovrebbe, piuttosto, insegnare loro a
pregare in maniera ad essi congeniale. La stessa cosa vale per il digiuno!
A noi tutti viene chiesto di praticare il digiuno, agli adulti come ai bambini,
alle persone malate come a quelle sane. (1) Negli ultimi decenni, il digiuno è stato
lentamente sostituito dalle opere di carità. Che noi tutti siamo chiamati
a compiere opere buone è innegabile: esse rappresentano uno dei criteri
secondo i quali saremo giudicati alla nostra morte (Mt25,3 1-46) Ma il digiuno,
tuttavia, non fa parte ditali opere di bene, le quali, al contrario, sono solo
il frutto della preghiera e del digiuno. Esse devono essere l’espressione
della rinuncia a noi stessi e della nostra penitenza, mentre il digiuno ha
un significato maggiore e più profondo, che merita di essere ulteriormente
chiarito.
Per cominciare, il digiuno e la preghiera hanno una caratteristica comune che
può essere molto profonda. Essi fanno entrambi parte della nostra formazione
cristiana, perché approfondiscono il nostro rapporto con Dio e con il
prossimo.
Per questo motivo, la preghiera ed il digiuno rappresentano, in certo senso, due pilastri della nostra fede.
Sia il ricco che il povero sono chiamati a digiunare. I poveri devono digiunare
perché non si amareggino completamente; il digiuno, infatti, li aiuterà a
liberare il proprio cuore dal peso della povertà. Ad un povero non viene
chiesto di donare denaro agli altri poveri. Il suo digiuno gli permetterà di
accettare la sua povertà e dignità e, di conseguenza, di estraniarsi
più facilmente dalla sua condizione. I ricchi devono digiunare perché non
si chiudano in loro stessi. A causa del benessere, essi corrono il rischio
di allontanarsi dalla loro propria natura, da chi è loro vicino e da
Dio. Il digiuno li aiuterà ad equilibrare i propri bisogni.
Il digiuno è uno dei principi fondamentali della vita cristiana; esso
mette in grado il devoto di vivere in accordo con la volontà di Dio
in tutte le circostanze. Attraverso la pratica del digiuno, la volontà di
Dio diventa più facilmente riconoscibile e viene persa di vista più raramente.
Proprio come il respiro è la funzione fondamentale della vita fisica,
così il digiuno e la preghiera sono le funzioni fondamentali della vita
spirituale.
DIGIUNO E PREGHIERA, UN PROCESSO DI PURIFICAZIONE
Come abbiamo già specificato, il digiuno non richiede la completa astinenza
da cibi e bevande. Al contrario, i messaggi affermano esplicitamente che, nei
giorni di digiuno, possiamo mangiare del pane e bere dell’acqua.
Perché il nostro digiuno divenga semplice e “dolce”, dobbiamo
pregare molto.
La preghiera nei giorni di digiuno deve servire come un punto di riferimento
lungo il cammino che dobbiamo percorrere.
All’inizio, il digiuno libera il corpo dalle forze negative; permette
l’eliminazione delle riserve inutili e delle eccedenze che soffocano
il corpo e lo appesantiscono gravemente. La preghiera ci protegge dalle tensioni
e dal nervosismo, causati da questo processo di eliminazione. Il digiuno di
per sé non ci rende ansiosi: è il corpo che quando diventa consapevole
dell’eccedenza che lo soffoca, comincia a reagire. Come accade (anche
comprensibilmente) al fumatore che inizia a digiunare dal fumo, egli si accorgerà presto
delle catene imposte dall’uso del tabacco. Così il cuore e la
mente sono inclini a cercare un equilibrio tra le forze dello spirito e quelle
del corpo ed ad assoggettare sempre di più il corpo allo spirito. Questa è sempre
una battaglia molto dura, e la preghiera è un aiuto necessario. Per
tutti questi motivi, la liturgia quaresimale raccomanda il digiuno che innalza
lo spirito e distrugge i vizi. Rafforzando il proprio spirito, una persona
diventa più resistente al malessere psicologico e fisico. Così,
prolunga la propria vita poiché non è più appesantita
da energia inutilizzata. Numerose scoperte in Giappone, India e, soprattutto,
in Tibet confermano questa teoria: non c’è che il digiuno per
spiegare l’atteggiamento dei loro maestri spirituali, i quali, secondo
i nostri criteri occidentali, iniziano le loro attività spirituali piuttosto
tardi, spesso dopo aver raggiunto l’età di sessant’anni.
Rafforzando il proprio spirito, l’uomo si predispone per avere uno spazio
libero nel suo cuore, aperto ad accogliere Dio e le persone che gli sono accanto.
Questo atteggiamento è molto importante. Infatti, se non abbiamo abbastanza
forza interiore per perdonare un’offesa o per dimenticare un’ingiustizia,
potrebbe insediarsi, nel nostro spirito e nel nostro corpo, una disastrosa
amarezza.
In altre parole, il digiuno ci porta a distinguere più facilmente tra
ciò che è essenziale e ciò che non lo è, ed allora,
arriviamo ad assumere prontamente il giusto atteggiamento per far fronte a
qualsiasi situazione. Quando il nostro corpo è purificato e liberato
da tutte le costrizioni, il nostro spirito è aperto alle influenze positive.
E bene notare, inoltre, che la nostra natura umana è esposta alle influenze “negative”,
e che è necessario pregare per contrapporsi ad esse.
Dobbiamo considerare sotto questo aspetto anche la preghiera ed il digiuno
di Gesù nel deserto. E’ con queste due armi che il Signore lottava
contro Satana, il quale tentava invano di farlo deviare dalla volontà del
Padre Suo.
All’obiezione che la tentazione di Gesù si verificava proprio
perché Egli digiunava, dobbiamo rispondere che era attraverso il Suo
digiuno che Egli trovava la forza per superare la tentazione!
DIGIUNARE CON IL CUORE
Attraverso i messaggi di Medjugorje la Madonna ci esorta a digiunare con il
cuore. Questa frase non significa nulla di più di quanto Gesù stesso
ci ha insegnato. Gesù condanna coloro che, pregando e digiunando, pensano
per questo di avere il diritto di giudicare gli altri; in essi il. digiuno
non causa alcuna trasformazione nel cuore! Digiunare con il cuore significa,
in primo luogo, privarsi del cibo con fede e fiducia anche se ci è difficile
farlo. Non dobbiamo mai perdere fiducia in Dio, il Quale desidera che otteniamo
solo il bene dal nostro digiuno. Digiunare con il cuore significa attendere
ed accettare le trasformazioni suscitate dalla preghiera e dal digiuno, accoglierle
e svilupparle. Dobbiamo essere sicuri che i nostri pensieri si trasformeranno,
così potremo guardare avanti per crescere nel pentimento e nel perdono.
Dobbiamo accettare “l’afflizione” del digiuno! Digiunare
con il cuore significa accettare il digiuno soprattutto come mezzo per avvicinarsi
a Dio ed al nostro prossimo. Se stessimo ancora pensando a tutte le cose delle
quali ci dobbiamo privare e contando i giorni in cui dobbiamo digiunare, ci
saremo solo avviati verso la fase più superficiale del digiuno del cuore,
che sarà reale solo quando riusciremo spontaneamente a realizzare i
nostri intenti. Digiunare con il cuore significa amare ed accettare il nostro
cammino con Dio e Maria. Digiunare con il cuore significa amare la libertà più che
la schiavitù provocata dalle cose materiali. Digiunare con il cuore
significa crescere nell’amore per Dio, che tornerà di nuovo tra
noi e che il nostro cuore chiama ogni giorno, desiderandolo come “il
cervo desidera l’acqua per vivere”. Digiunare con il cuore, inoltre,
significa accrescere la nostra gioia nel Signore. Questo è già abbastanza
per iniziare a digiunare con fede e per procedere nel cammino della santità.
Tutto il resto, verrà in seguito!
CONCLUSIONE
Il digiuno e la preghiera non sono fini a se stessi, ma sono solo i mezzi
per riconoscere e per accettare la volontà di Dio, per invocare la grazia
nel perseverare a compierla, per essere disponibili ad accettare il progetto
divino ed incamminarsi così sulle tracce di Gesù Cristo. Il digiuno
e la preghiera, inoltre, sono i mezzi più adatti a guidarci nella ricerca
della pace.
Coloro che saranno costanti nel recitare le loro preghiere e nel digiunare,
acquisiranno un’assoluta fiducia in Dio, otterranno i doni della riconciliazione
e del perdono ed in questo modo serviranno la causa della pace. Perché la
pace ha origine nei nostri cuori e da essi si estende a chi ci sta accanto
ed infine a tutto il mondo. La pace è qualcosa di dinamico; non può essere
nè comprata nè venduta. Prospera solo nei cuori delle persone
che sono capaci di perdonare e di amare coloro che hanno sbagliato nei loro
confronti e li hanno offesi.
Il digiuno è la preghiera di tutto il corpo, la preghiera che si esprime attraverso il corpo.
Il digiuno dimostra come anche il nostro corpo partecipa alla preghiera, come
la nostra preghiera può diventare fisica, affinché sia una preghiera
che ci coinvolga nel senso più completo della parola.
In uno dei suoi libri, Anselm Grun dichiara:
“
Il digiuno è il pianto del nostro corpo che sta cercando Dio, il grido
del nostro animo più profondo, del nostro profondo più profondo
col quale, nella nostra estrema impotenza, noi affrontiamo la nostra vulnerabilità e
la nostra nullità, per gettarci completamente nell’abisso della
incommensurabilità di Dio” (2)
Il digiuno e la preghiera non riguardano esclusivamente noi, anche se aprono
prospettive di nuove possibilità e nuove estensioni nella comunione
con Dio e con gli altri. Dio, con il digiuno, non vuole privarci del nostro
tempo o distruggerci. Al contrario, Egli vuole che il digiuno e la preghiera
ci facciano trovare la nostra gioia in Lui e nelle persone che ci stanno accanto,
così che diventiamo capaci di vivere in unione con gli altri e di riunire
nella pace e nell’amore tutte le condizioni che sono necessarie per la
felicità nostra e di tutto il genere umano. Il processo è difficile; è più facile
donare del denaro ai poveri che perdonare e ristabilire buoni rapporti con
i nostri fratelli e le nostre sorelle. Perché non provare a perseverare
in entrambe le cose? Questo è il solo mezzo per promuovere un ritorno
alla pace interiore che poi si trasformerà nella pace del mondo, che è proprio
quanto la Madonna ha chiesto a Medjugorje
PREGHIERA NEL GIORNO DEL DIGIUNO
Invito della Madonna:
“
Vorrei che la gente in questi giorni pregasse con me. E che preghi il più possibile!
Che inoltre digiuni il mercoledì ed il venerdì; che ogni giorno
reciti almeno il Rosario: i misteri gaudiosi, dolorosi, gloriosi...” (14-8-1984)
Signore Dio, creatore dell’universo e mio creatore! Oggi ti voglio ringraziare
perché hai impresso nel mondo un ordine così meraviglioso. Grazie
per aver dato fertilità alla madre terra, che produce per noi ogni sorta
di frutti! Grazie per il cibo che viene preparato con i frutti della terra!
Padre, sono pieno di gioia per tutte le tue creature, per tutti i frutti, e
Ti rendo grazie! Grazie, perché ogni giorno abbiamo bisogno di pane
e perché ogni giorno abbiamo bisogno di dissetarci.
Padre, grazie perché hai creato il mio organismo in modo tale che possa
servirsi ogni giorno dei frutti della terra, per potersi così sviluppare
e servirti. Ti rendo grazie, Padre, per coloro che, con la loro intelligenza
e le loro fatiche, scoprono nuove possibilità di vita sulla terra. Grazie
per coloro che possiedono tanti beni e ne danno agli altri. Grazie per coloro
che, nel momento stesso di mangiare questo pane terreno, sentono anche la fame
del Pane celeste. Padre, grazie anche per quelli che oggi non hanno di che
nutrirsi, perché sono convinto che manderai il Tuo aiuto tramite persone
piene di bontà!
Padre, oggi ho deciso di fare il digiuno. Con ciò non intendo disprezzare
le cose che Tu hai creato, non intendo rinunciarvi, ma soltanto desidero scoprirle
nuovamente. Mi sono deciso per il digiuno, perché hanno digiunato anche
i tuoi profeti, perché ha digiunato anche
tuo Figlio Gesù Cristo, i suoi apostoli ed i suoi discepoli. Mi sono
deciso per il digiuno particolarmente perché ha digiunato anche la tua
Serva, la beata Maria Vergine. Lei stessa mi ha invitato al digiuno:
“
Cari figli! Oggi vi invito a digiunare col cuore. Vi sono molte persone che
digiunano, ma fanno questo perché lo fanno gli altri. E’ diventata
un’abitudine, che nessuno vorrebbe interrompere. Chiedo alla Parrocchia
di digiunare in segno di ringraziamento, perché Dio mi ha permesso di
rimanere così lungamente in questa parrocchia. Cari figli, digiunate
e pregate col cuore! Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”
Padre, Ti offro oggi questa giornata di digiuno. Attraverso il digiuno desidero ascoltare e vivere con più impegno la tua Parola. Desidero, nel corso di questa giornata, imparare ad essere rivolto di più a Te, nonostante le cose che mi circondano. Con questo digiuno, che spontaneamente decido di fare, Ti prego per tutti coloro che soffrono la fame e che a causa di essa fomentano agitazioni in tutto il mondo...
Ti offro questo digiuno anche per la pace del mondo. Le guerre arrivano perché siamo attaccati ai beni materiali: per difenderli o procurarceli siamo pronti anche ad uccidere. Padre, ti offro questo digiuno per tutti coloro che sono totalmente schiavi delle cose materiali e non vedono alcun altro valore.
Ti prego per coloro che vivono in contrasto con gli altri, perché sono accecati dalle loro ricchezze. Padre, con questo digiuno aprimi gli occhi, perché possa vedere come tuo dono tutte le cose che ho.
Mi pento per tanta cecità che si è impadronita anche dei miei sensi, per cui non so rendere grazie per le cose che possiedo. Mi pento per ogni cattivo uso dei beni materiali, perché ho apprezzato in modo sbagliato il loro valore. Attraverso il digiuno odierno rendimi capace di vedere più chiaramente Te e gli uomini che mi sono intorno! Rendimi idoneo ad ascoltare più attentamente la Tua parola! Fa che, tramite questo digiuno, cresca oggi il mio amore per Te e per il prossimo!
Padre, ho deciso di nutrirmi oggi di solo pane, per comprendere meglio il
valore del Pane celeste, la presenza di tuo Figlio nell’Eucarestia. Fa
che attraverso il digiuno crescano in me la fede e la fiducia!
Padre, mi sono deciso per il digiuno e lo accetto, perché so che in
tal modo crescerà in me il desiderio di Te. Con gioia e gratitudine
ripenso alle parole di tuo Figlio: “Beati i poveri in spirito, perché di
essi è il regno dei cieli”. Padre, rendimi povero davanti a Te.
Dammi la grazia di capire, per mezzo del digiuno, come Tu mi sei necessario!
Fa che tramite il digiuno cresca il mio desiderio per Te, che il mio cuore
aneli verso di Te, come la cerva anela alle sorgenti dell’acqua e il
deserto sospira le nuvole cariche di pioggia!
Padre, fa che attraverso questo digiuno cresca particolarmente in me la comprensione e la solidarietà verso chi ha fame e sete, verso coloro che non hanno sufficienti beni materiali! Aiutami a capire ciò che non mi serve delle cose che possiedo, perché me ne possa privare in favore dei miei fratelli e sorelle bisognosi!
Padre, Ti prego in special modo di concedermi la grazia di essere cosciente
della mia condizione di pellegrino sulla terra, condizione che non mi permetterà,
nel momento del passaggio all’altro mondo, di prendere con me nessuna
cosa, tranne l’amore e le buone opere! Fa che, anche quando possiedo
dei beni, cresca in me la consapevolezza di non avere nulla di mio, ma che
tutto ho ricevuto soltanto per esserne un amministratore fedele.
Padre, dammi la grazia, attraverso il digiuno, di diventare più umile
e più pronto a compiere la tua volontà! Perciò purificami
dall’egoismo e dalla superbia!
Con questo digiuno liberami da ogni cattiva abitudine, placa le mie passioni, fa che in me crescano le virtù! Fa che con questo digiuno la profondità della mia anima si apra alla tua grazia, perché questa mi purifichi e mi riempia completamente!
Aiutami ad essere sempre simile a tuo Figlio, in ogni tentazione ed in ogni prova, a respingere ogni seduzione, per poterti servire di giorno in giorno sempre più fedelmente e con sempre maggior desiderio ricevere la tua Parola!
O Maria, Tu eri completamente libera nel tuo cuore; non eri legata ad alcuna cosa, se non alla volontà del Padre. Implora per me la grazia di fare un digiuno gioioso, nel corso del quale il mio cuore possa Cantare con Te il cantico della riconoscenza! Fa che la mia decisione relativa al digiuno sia forte e duratura! Le difficoltà e la fame che sentirò oggi, le voglio offrire per tutti gli uomini. Maria, prega per me! Per tua intercessione e per la forza della tua protezione, si allontanino da me ogni male ed ogni tentazione diabolica! Insegnami, o Maria, a digiunare ed a pregare, perché di giorno in giorno divenga sempre più simile a Te e a tuo Figlio Gesù Cristo, nello Spirito Santo. Amen.