Messaggio del 26 dicembre 1983:Figli miei, pregate, pregate, pregate ancora! Non dite che io non faccio altro che ripetervi di pregare. Non posso dirvi altro. Il giorno di Natale vi siete molto rallegrati, ma nessuno si č ritirato in camera sua per ringraziare Gesų.
La chiamata di Dio
Nei suoi piani, Dio, fin dall’eternità, con un grande
atto di predilezione ci ha chiamati alla vita naturale e con
altrettanto amore continuamente ci chiama alla vita soprannaturale, a
raggiungere, cioè, quel grado di santità che desidera
da noi, con la sua grazia e la nostra collaborazione.
Gesù
sta sempre accanto a noi e bussa alla porta della nostra anima,
affinché gli apriamo. «Ecco, sto alla porta e busso. Se
qualcuno ascolta la mia voce e mi apre la porta, io verrò da
lui, cenerò con lui ed egli con me» (Ap. 3,20).
Per
aprirgli la porta, quando egli bussa, dobbiamo tendere bene gli
orecchi dello spirito per udire la sua voce, perché il suo
battito è molto delicato e la sua voce velata, che sente
soltanto chi ha dentro e fuori di sé il silenzio: silenzio
materiale e spirituale: silenzio delle passioni, della meditazione e
della contemplazione.
1) Diversi sono i modi con cui Dio chiama alla salvezza, alla
vita soprannaturale e alla santità. Ricordiamo alcuni esempi
biblici.
«Il giovane Samuele continuava a servire il Signore
sotto la guida di Eh... Allora il Signore chiamò: ‘Samuele’
e questi gli rispose: ‘Eccomi’, poi corse da Eh e gli
disse: ‘Mi hai chiamato, eccomi!’. Eh rispose: ‘Non
ti ho chiamato, torna a dormire!’ (E così, per tre
volte). Il Signore tornò a chiamare: ‘Samuele!’
per la terza volta; questi si alzò ancora e corse da Eh
dicendo: ‘Mi hai chiamato, eccomi!’ Allora Eh comprese
che il Signore chiamava il giovanetto, e disse a Samuele: ‘Vattene
a dormire e, se ti si chiamerà ancora, dirai: Parla, Signore,
perché il tuo servo ti ascolta’. Samuele andò a
coricarsi al suo posto. Venne il Signore, stette di nuovo accanto a
lui e lo chiamò ancora come le altre volte: ‘Samuele,
Samuele!’. Samuele rispose subito: ‘Parla, perché
il tuo servo ti ascolta’. Allora il Signore disse a Samuele...
Samuele acquistò autorità perché il Signore era
con lui, né lasciò andare a vuoto una sola delle sue
parole» (lSam. 3,1-19).
«Passando lungo il mare della
Galilea (Gesù) vide Simone e Andrea, fratello di Simone,
mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. Gesù
disse loro:
‘Seguitemi, vi farò diventare pescatori
di uomini’. E, subito, lasciate le reti, lo seguirono. Andando
un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedeo e Giovanni
suo fratello mentre riassettavano le reti. Li chiamò. Ed essi,
lasciato il loro padre Zebedeo sulla barca con i garzoni, Io
seguirono» (Mc. 1,16-20).
«Andando via di là,
Gesù vide un uomo seduto al banco delle imposte, chiamato
Matteo, e gli disse:
‘Seguimi’. Ed egli si alzò
e lo seguì» (Mt. 9,5). «Entrando in Gerico,
attraversava la città ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo
dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma
non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di
statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un
sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse
sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: ‘Zaccheo
scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua’. In
fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti
mormoravano: ‘E andato ad alloggiare da un peccatore!’ Ma
Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: ‘Ecco, Signore, io do la
metà dei miei beni ai poveri, e se ho frodato qualcuno,
restituisco quattro volte tanto’. Gesù gli rispose:
‘Oggi, la salvezza è entrata in questa casa, perché
anche lui è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo
infatti è venuto a cercare e salvare ciò che era
perduto’» (Lc. 19,1-10).
«E avvenne che, mentre
(Saulo) era in viaggio e stava per avvicinarsi a Damasco,
all’improvviso lo avvolse una luce dal cielo e cadendo a terra
udì una voce che gli diceva: ‘Saulo, Saulo, perché
mi perseguiti?’ Rispose: ‘Chi sei, o Signore?’ E la
voce: ‘Io sono Gesù, che tu perseguiti! Orsù,
alzati ed entra nella città e ti sarà detto ciò
che devi fare’... Allora Anania andò, entrò nella
casa, gli impose le mani e disse: ‘Saulo, fratello mio, mi ha
mandato a te il Signore Gesù, che ti è apparso sulla
via per la quale venivi, perché tu riacquisti la vista e sia
colmo di Spirito Santo. E improvvisamente gli caddero dagli occhi
come delle squame e ricuperò la vista; fu subito battezzato,
poi prese cibo e le forze gli ritornarono. Rimase alcuni giorni
insieme ai discepoli che erano a Damasco e subito nelle sinagoghe
proclamava Gesù, Figlio di Dio» (At. 9,1-20).
In
tutti questi esempi costatiamo l’esplicita chiamata di Gesù
e l’immediata e generosa risposta da parte dei chiamati.
2) Non sempre però Dio chiama alla santità in
una maniera chiara, talvolta la sua voce è misteriosa:
Egli
si serve di persone o di eventi, il più delle volte tristi. Si
serve, per es., del colloquio avuto con un sacerdote, di una caduta
in un peccato grave, di un’importante grazia ottenuta, di una
grave malattia nostra o altrui, della perdita di una persona cara, di
un terremoto, di un uragano, di un grave incidente stradale, aereo,
ferroviario, ecc. Non importa tanto il modo, che in fondo è un
mezzo, quanto il fine e cioè che noi percepiamo la voce di Dio
e, soprattutto, poniamo in pratica ciò che Egli vuole da
noi.
Nei duemila anni della storia del Cristianesimo innumerevoli
sono coloro che, chiamati da Dio, ascoltarono la sua voce, cambiarono
radicalmente la vita e raggiunsero le più alte vette della
santità. Ricordiamone qualcuno.
S. Antonio Abate (250-356) un giorno entrò in chiesa
proprio mentre si leggeva il vangelo e sentì che il Signore
aveva detto a quel ricco: «Se vuoi essere perfetto, va’,
vendi quello che possiedi, dallo ai poveri, vieni e seguimi e avrai
un tesoro nei cieli» (Mt. 19,21). Allora Antonio, accolta la
chiamata di Dio, diede in dono agli abitanti del paese le proprietà,
che aveva ereditato dalla sua famiglia, seguì il Signore e
divenne il padre del Monachesimo. (Dalla «Vita di
Sant’Antonio», scritta da S. Atanasio Vesc. capp. 2-4, p.
26, 842- 846).
S. Francesco d’Assisi (1182-1226) un
giorno visitando la chiesetta campestre di S. Damiano (autunno 1205)
sentì per tre volte dal Crocifisso queste parole: «Francesco,
va’ e ripara la mia Chiesa che, come vedi. va tutta in rovina».
(Il Cel. 10; Fon. 11,1). Francesco, abbandonata ogni cosa terrena,
diede inizio alla sua totale conversione e alla sua perfetta adesione
a Gesù Cristo, divenendo il Santo della povertà e il
fondatore dei tre Ordini.
S. Margherita da Cortona (1247-1297)
conduceva una vita mondana e un giorno il Signore le fece udire la
sua voce. Un assassino aveva ucciso il suo amante ed ella, guidata
dal suo cane, si recò in un bosco dove, fra i rami secchi e le
foglie, ne scoprì il cadavere orribilmente seviziato. Fu così
colpita da quella orribile scena, che decise di convertirsi e si fece
santa. (Cfr. «Leggenda intorno alla vita e ai miracoli di S.
Margherita da Cortona», trad. di Ludovico da Pelago, Cortona
1959).
S. Gabriele dell’Addolorata, al secolo, Francesco
Possenti (1838-1862), nella solennità dell’Assunzione al
cielo di Maria SS. del 1856, mentre si trovava a Spoleto, partecipò
alla processione della conclusione della festa; e ad un certo
momento, trovandosi vicino all’arcivescovo, che portava la
«Santa Icone», regalata dall’Imperatore Federico
Barbarossa alla Chiesa Cattedrale, vide con stupore che gli occhi
penetranti della Vergine si fissavano su di lui mentre una voce
misteriosa gli diceva dolcemente: «Francesco, il mondo non è
per te. Ti aspetta la religione». Il giovane fu così
scosso da questo fatto, che decise di cambiar vita: si fece religioso
passionista e dopo pochi anni raggiunse le alte vette della Santità.
(cfr. E.S. GIBERT, Sulle vette del Gran Sasso S. Gabriele
dell’Addolorata, Edizioni Stauròs, Pescara
1983).
Considerando la vita di queste anime belle e generose,
e di molti altri di ogni stato sociale, siamo vivamente spronati a
seguirne gli esempi. «Oggi, se udite la voce del Signore, non
vogliate indurire il vostro cuore» (Sal. 94,8).
Ascoltiamo
pertanto la voce di Dio che ci chiama alla Santità; se noi
collaboreremo con la sua azione, egli farà di noi, come ha
fatto i S. Paolo, altrettanti vasi di elezione. (cfr. At. 9,15).