Messaggio del 11 dicembre 1981:Pregate e digiunate. Desidero che la preghiera sia sempre pił radicata nel vostro cuore. Pregate di pił, ogni giorno di pił. La virtù della penitenza
Gesù ci dice: «Se non fate penitenza, voi perirete
tutti nello stesso modo» (Le. 13,3). Per ottenere dunque la
salvezza dobbiamo mettere in pratica il suo insegnamento.
L’anima
quando ode la chiamata del Signore e, spinta dalla sua grazia, decide
di rispondere e di convertirsi, sente spontaneo il bisogno di espiare
i propri peccati, di purificarsi: vede chiara la necessità di
penitenza, capisce che questa è la strada maestra per arrivare
a Dio.
1) La penitenza è quella virtù morale per cui
la volontà si distacca interiormente dal peccato e si dispone
a riparare, come un dovere di giustizia, l’offesa fatta a
Dio.
La penitenza può essere intesa come sacramento e come
virtù. Il sacramento e la virtù della penitenza sono
intimamente connessi: il sacramento non può esistere senza la
virtù, e gli atti della virtù della penitenza non
possono da soli condurre alla giustificazione il battezzato, che ha
peccato gravemente, se non sono congiunti, almeno con il desiderio,
al sacramento.
Far penitenza prima di tutto significa convertirsi,
e cioè, pentirsi dei propri peccati e ripararli con le opere
penitenza, Pentirsi dei propri peccati significa:
a)Sentire il
dispiacere di averli commessi, perché sono offesa di Dio.
b)
Avere il proposito, cioè la ferma volontà di non
commetterli più per l’avvenire,
c) Avere la volontà
di espiarli con le opere della peni tenza, specialmente con quelle
prescritte, fra le quali la piu importante è la confessione
sacramentale.
2) Le principali opere della penitenza, che espiano
peccati, sono le seguenti:
a) La confessione sacramentale.
b)
La penitenza imposta dal sacerdote confessore.
c) L’astinenza
e il digiuno, specialmente quelli imposti dalla Chiesa.
d)
L’elemosina data ai poveri o alla Chiesa.
e) Le opere di
misericordia corporale e spirituale.
f) Sopportare pazientemente
le tribolazioni fisiche o morali volute o permesse da Dio e compiere
ogni giorno la sua santissima volontà.
g) Adempiere con
diligenza i doveri del proprio stato.
h) La devota e fervente
preghiera in tutte le sue forme.
i) Le mortificazioni e i
sacrifici scelti liberamente le ispirazioni di Dio.
l) Infine,
opera molto salutare è il «piangere» spesso i
propri peccati di tutta la vita, esprimendo al Signore, per es.,
questi sentimenti: «Dal primo istante in cui ho incominciato a
peccare fino a questo momento cancella, o Signore, tutte le mie
colpe, come le vedi Tu; vorrei non averle commesse».
È
molto importante il fare questo specialmente quando ci si accosta
alla S. Confessione.
3) Si deve insistere molto sull’importanza del Sacramento
della Penitenza, grande mezzo di santificazione; ne si consiglia,
pertanto, la frequenza: ordinariamente una volta al mese, a meno che
la necessità (una colpa grave, forti tentazioni, momenti di
tiepidezza, ecc.) o una maggiore sensibilità spirituale non lo
richiedano più spesso (due o tre volte al mese o più
secondo il bisogno).
Quello che più importa però è
il modo con cui ci si accosta alla confessione; si deve evitare
l’abitudine e curare una debita preparazione soprattutto
interiore. Ogni volta sia sempre una vera conversione.
4) Benefici sono gli effetti della virtù
della penitenza.
a) Disponendoci al sacramento della
confessione, si ottiene da Dio il perdono dei nostri peccati, mortali
e veniali.
b) Espia le pene dovute per i peccati commessi e
prepara l’anima per il premio eterno.
c) Ci fa evitare
l’inferno per i peccati mortali, e il purgatorio per quelli
veniali o mortali già perdonati.
d) Purifica la nostra
anima e, facendoci acquistare meriti, ci ottiene un aumento di
gloria: aumenta cioè la nostra statura spirituale per cui, per
tutta l’eternità, la nostra anima sarà più
santa, più grande, più bella e più felice. Porta
nell’anima grande pace e tranquillità nella coscienza e
grande consolazione spirituale, che ci spingono ad amare di più
N.S. Gesù Cristo.
Facciamo penitenza! Facciamo penitenza!
ma stiamo attenti che questa sia fatta con sapienza e cioè in
grazia di Dio e per amore di N.S. Gesù Cristo.
Non occorre
che andiamo in cerca di nuove penitenze personali e private; se lo
Spirito Santo ce lo suggerisce, facciamo anche quelle, ma sono
sufficienti le penitenze che ci offre la Divina Provvidenza. Prima di
tutto accettiamo con fede, pazienza e amore quella penitenza
necessaria per osservare i dieci comandamenti e per sopportare noi
stessi e il prossimo con il quale dobbiamo vivere.
Non abbiamo
paura di esagerare nella penitenza; certo anche in questa è
necessario sempre l’equilibrio, ma ricordiamo che essa è
un fuoco prezioso che purifica la nostra anima e la rende più
bella e più santa per il grande incontro con Dio.