Maria a Medjugorje Messaggio del 2 gennaio 2004:Oggi vi porto mio Figlio, vostro Dio. Aprite i vostri cuori per saperlo accettare e portarlo agli altri. Prendete la Pace e la felicità che vi offro. Grazie per aver risposto alla mia chiamata

Madonna delle Lacrime di Siracusa: Testimonianze




La relazione giurata, presentata alla Curia Arcivescovile di Siracusa, circa l'analisi delle lacrime della Madonnina di gesso, eseguita il giorno 1 e 2 Settembre 1953, e la relazione analitica del liquido sgorgato dagli occhi della Madonnina in Via degli Orti 11 in Siracusa, in data 17 Ottobre 1953 sono state depositate presso il Tribunale Ecclesiastico di Siracusa dal Dott. Michele Cassola. E qui mi piace ricordare quanto il 24 Agosto 1966 il Dott. Tullio Manca a Camaldoli mi confidò: al momento della lacrimazione della Madonnina lui era il medico curante della Antonietta Giusto. Ha visto lacrimare la Madonna e per assicurarsi mise le dita negli occhi, se le bagnò di lacrime e istintivamente si asciugò nel fazzoletto, che purtroppo perdette per averlo dato ad una ammalata. È una testimonianza ma è bene conoscere che il 25 Settembre il Tribunale speciale ecclesiastico costituito con decreto arcivescovile del 22 Settembre 1953 iniziò i suoi lavori per l'esame del fatto della lacrimazione dell'immagine del Cuore Immacolato di Maria in via degli Orti. Furono citati ed ascoltati sotto la santità del giuramento ben 201 testimoni oculari, i quali tutti hanno attestato la realtà storica del fatto della Lacrimazione del Cuore Immacolato di Maria in via degli Orti. È a tutti nota l'eco che il prodigioso miracolo delle Lacrime di Maria ebbe in ogni categoria di persone in Città, mentre la notizia per le vie della stampa e della radio raggiungeva anche paesi e regioni lontane. Via degli Orti divenne luogo di preghiera, mentre file interminabili di pellegrini, sani e malati, accorrevano da ogni parte fra canti e invocazioni. Ho potuto seguire giorno per giorno, direi ora per ora, vere folle di fedeli che venivano ad implorare grazie ai piedi della Madonnina. Un sentimento unanime di commozione toccava i cuori di tutti e li spingeva decisamente a penitenza.

Nella Chiesa Parrocchiale del Pantheon, assai vicina al luogo della Lacrimazione, arrivavano ad ondate continue i pellegrini che chiedevano di confessarsi tutti. I Sacerdoti non bastavano e le forze non reggevano più. La vita normale della Parrocchia fu come travolta da questa nuova, urgente esigenza: confessare, comunicare i pellegrini che giungevano da ogni parte e con ogni mezzo. Anche la Parrocchia di S. Lucia al Sepolcro si trovò di fronte à questo problema e tutti i Padri furono impegnati per le confessioni, senza sosta e a tutte le ore. Quando nell'Udienza concessa il 6 Marzo 1959 all'Arcivescovo di Siracusa e ad alcuni membri del Comitato il S. Padre Giovanni XXIII chiese con ansia tutta paterna: «Si nota un miglioramento spirituale nel popolo?», ebbi la fortuna di potere rispondere in questi termini: «Il miglioramento c'è, ma non si manifesta in forma di esaltazione religiosa, bensì in un processo lento e graduale, in cui è chiaro il lavoro della Grazia». Ed il S. Padre aggiunse, vivamente soddisfatto: «Questo è buon segno». Da dove partì il primo pellegrinaggio organizzato per recarsi ai piedi della Madonnina in Via degli Orti? Partì dal Pantheon.

Nel pomeriggio del sabato 5 Settembre 1953, alle ore 18,30, viene guarita la piccola Enza Moncada, di anni 3 e mezzo, abitante in Via della Dogana 8. La gioia è grande. Come non ringraziare la Madonna per tanta benevolenza verso la nostra Parrocchia? Fu così che la Domenica seguente, il 6 Settembre, dopo la Messa dei Fanciulli, il Parroco con le catechiste hanno guidato ben 90 fanciulli del Pantheon in Via degli Orti, con in testa una umile croce, quella stessa che la Parrocchia ora ha donato al Santuario come ricordo storico del I° Pellegrinaggio del mondo ai piedi della Madonnina. Una bella foto della rivista «Epoca» ce ne offre chiara documentazione. Enza Moncada, all'età di un anno era stata colpita da paralisi infantile. Le cure praticate non avevano dato esito alcuno. Fu portata, a furia di stenti, ai piedi della Madonnina. Dopo qualche minuto il popolo grida a gran voce: «Viva Maria! Miracolo!». La bimba con la sua manina, già inerte, salutava «ciao» alla Madonnina. Saluta ancora ripetutamente la folla, fremente di commozione. Mi fu portata subito nell'Ufficio Parrocchiale del Pantheon. Articolava la manina con occhi pieni di stupore e girava e rigirava il braccio, meravigliata. La nostra Parrocchia formulò il voto di offrire ogni anno alla cara Madonnina 4 grandi ceri, recandoci in pellegrinaggio ai suoi piedi. Il voto è stato puntualmente adempiuto il 28 Agosto di ogni anno (apertura delle Celebrazioni) ininterrottamente con imponente manifestazione di fede popolare, fino a quando ci è stato consentito dalle situazioni emergenti.

Il 7 Settembre in via degli Orti mi viene incontro la Signora Anna Vassallo Gaudioso. Ci conoscevamo assai bene fin dal 1936, anno in cui, novello Sacerdote, fui destinato Vicario Cooperatore presso la Chiesa Madre di Francofonte. La ricordo pallida e stanca, col volto rigato di lacrime, ai piedi della Madonnina esposta ancora presso Casa Lucca. La accompagnava, confuso e commosso, il marito Dott. Salvatore Vassallo, il quale in breve mi espose le penose condizioni di salute della Signora Anna. L'aveva accompagnata a Siracusa, dalla Madonnina, per farla contenta... «Padre - mi disse la Signora Anna, sempre prostrata ginocchioni a terra davanti all'Immagine, fiorita come per incanto - non per me chiedo che la Madonna mi conceda la guarigione, ma per mio marito. Preghi anche Lei per me». Mi chiese un pezzettino di bambagia con le lacrime della Madonna. Non ne avevo; le promisi di dagliene un pezzettino che aveva veramente toccato la prodigiosa Immagine. Ritornò nel pomeriggio del giorno 8 per ricevere da me il cotone promesso. La riassicurai dicendo che lo avevo già per lei preparato in uno scatolino di plastica a casa mia. Poteva andare. Venne così l' indomani giorno 9 in Canonica e poichè io mi trovavo fuori fu la mamma mia a consegnarle il desiderato cotone che aveva toccato la sacra Immagine della Madonnina. Col cuore fiducioso e confortata fece così ritorno a Francofonte. Quando si sentì guarita venne ancora a trovarmi in Casa Canonica. Era come fuori di sè per la commozione e la gioia. Mi ripetè più volte: «Padre Bruno, la Madonna mi ha esaudito, sono guarita, mi creda». La mia prima impressione fu che la Signora Anna, poveretta, era un po' esaltata. Cercai di calmarla, ma quella non si stancava di comunicarmi la sua gioia. Finalmente mi disse: «Padre, c'è qui pure mio marito, che aspetta; siamo venuti insieme a ringraziare la Madonna». Fu così che il Dott. Salvatore Vassallo mi raccontò tutto e si dichiarò pronto a documentare la straordinaria guarigione della Signora. Cosa che poi fece nella maniera più esauriente.

Il 5 Settembre 1953 il Signor Ulisse Viviani, Procuratore della Fabbrica di Bagni di Lucca che sotto l'insegna di Ditta ILPA aveva prodotto e messo in commercio la statuina della Madonna, donata alla Giusto, aveva appresso da una lettera del Signor Salvatore Floresta, titolare dell'emporio sito in Corso Umberto I 28 in Siracusa, che una delle due Madonne acquistate da lui il 30 Settembre 1952 avesse versato dagli occhi vere lacrime umane. Fu così che il Viviani e lo scultore Amilcare Santini corsero a Siracusa per rendersi conto di presenza di un fatto così sconvolgente. Si recarono in Via degli Orti, ma subito dopo, guidati dal Floresta Ugo vennero nel mio Ufficio Parrocchiale del Pantheon, dove, su mio invito, furono ben lieti di fare la seguente dichiarazione:

«Il Signor Ulisse Viviani, procuratore della Ditta, abitante in Bagni di Lucca in Via Contessa Casalini 25, il Signor Amilcare Santini scultore, abitante a Cecina (Livorno) in Via Aurelia 137 e il Signor Domenico Condorelli rappresentante della Ditta per la Sicilia, abitante a Catania in Via Anfuso 19, sono venuti in Siracusa e osservata attentamente la Madonnina piangente hanno constatato e dichiarano che l'immagine è tale e quale uscita dalla fabbrica, nessuna manomissione od alterazione di sorta è stata in essa praticata. «In fede sottoscrivono la presente giurando sui SS. Vangeli alla presenza del Parroco Giuseppe Bruno in Siracusa, il 14 Settembre 1953». Scritta, giurata e sottoscritta nella mattinata. Il 19 Settembre 1953, alle ore 18 di sabato, il quadretto della Madonna delle Lacrime fra una marea di popolo osannante e implorante veniva trasferito in Piazza Euripide e collocato in maniera dignitosa in una stele eretta sullo sfondo di Casa Carani. Qui mi piace ricordare, e non è senza significato, che la stele fu donata dalla Impresa Atanasio & Maiolino, che in quel periodo eseguiva i lavori di costruzione dell'Opera parrocchiale Maria SS. Regina di Fatima in Viale Ermocrate. L'Ing. Attilio Mazzola, che era il Direttore Tecnico della Ditta, elaborò un suo progettino per una stele a forma di pagoda, ma non fu accettata. Prevalse invece il disegno dell'Ing. Adolfo Santuccio, Capo dell'Ufficio Tecnico del Comune. Il luogo prescelto era stato indicato dal Dott. Francesco Atanasio che aveva a tempo fatto un sopraluogo in mia presenza. Avuto il benestare di Mons. Arcivescovo e del Sindaco la Ditta si mise subito al lavoro, che fu eseguito nella stessa Piazza Euripide fra l'entusiastico interessamento del popolo. La pietra bianca fu prelevata da una cava del territorio siracusano (Canicattini Bagni o Palazzolo Acreide) mentre il lavoro di intaglio fu eseguito gratuitamente dai Signori Salvatore Maiolino, Giuseppe Atanasio, Vincenzo Santuccio e Cecè Saccuzza. Il Sindaco Dott. Alagona, a lavoro ultimato, a tempo di record, inviò alla Ditta una lettera di cordiale compiacimento e ringraziamenti. Il Cav. Giuseppe Prazio offrì a sua volta i lavori in metallo per custodire la Sacra Immagine. Piazza Euripide divenne così il grande centro di culto per innumerevoli pellegrini che accorrevano ai piedi della cara Madonnina da ogni parte del mondo. E questo durò fino a quando potè essere allestita la Cripta del grande Santuario che avrebbe testimoniato al mondo la fede del nostro popolo.

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